Riassunto sul paradigma dell'arte contemporanea dall'Accademia Albertina

Documento dall'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino su Riassunto Il Paradigma DELL'ARTE Contemporanea. Il Pdf analizza la smaterializzazione dell'opera d'arte, l'arte concettuale, le installazioni e le performance, utile per lo studio universitario di Arte.

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Riassunto Il Paradigma DELL'ARTE Contemporanea
Storia dell'arte contemporanea (Accademia Albertina di Belle Arti di Torino)
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Libro scrtto in risposta a Pierre Bordieau che nel 1999, durante il
suo corso ‘’Manet, une révolution symbolique’’ al College de
France, accusa Heinich di populismo scientifico, di
conservatorismo reazionario:
<<quello di Heinich è un populismo scientifico che sfrutta la
conoscenza dei determinati sociali della propensione a consumare
le opere d’arte per giustificare una certa condanna
dell’avanguardia>>.
Bourdieau si riferiva ai libri pubblicati nel ‘98, Le triple jeu de l’art
contemporain (in evidenza il ruolo fondamentale degli intermiediari
-critici, conservatori, galleristi e curatori- nella circolazione delle
opere e degli artisti) e l’Art contemporain exposé aux réjets
(raccolta di articoli su celebri casi di rifiuto in arte contemporanea).
Furono gli effetti causati dal ‘’paradosso permissivo degli
intermediari a suscitare dissenso: avvallando la provocazione e la
spinta trasgressiva delle opere questi di fatto spingono gli artisti a radicalizzare sempre di
più le loro proposte per adeguarsi all’infrazione costante dei limiti che caratterizza l’arte
contemporanea, soprattutto rispetto all’arte moderna. Era una descrizione degli effetti
generati dalle azioni degli intermiediari.
Natalie Heinich in quanto sociologa, cerca di capire perchè le persone siano ‘’a favore’’ o
‘’contro’’ l’arte contemporanea. All’inizio degli anni ‘90 inizia a dedicarsi alla questione dei
rifiuti in arte contemporanea dopo gli studi sul Pont-Neufe imballato da Christo nel 1985.
In Le triple jeu de l’art contemporain, il giudizio estetico di specialisti e profani è oggetto della
sua indagine, poiché l’arte non riguarda solo le opere ma anche le condizioni legate alla loro
produzione, circolazione, ricezione. Questo libro invece, ribalta la prospettiva, indagando
cosa succede all’interno di quel mondo: il modo in cui vengono intercettate le proposte degli
artisti contemporanei, in cui vengono legittimate dal mercato e dalle istituzioni, in cui
vengono valutate, accreditate, riprodotte, fatte circolare… La sua è una critica epistemica
-relativa al sapere, conoscenza-, che verte sugli strumenti della ricerca (i concetti, i metodi,
le posture intellettuali) e non sui suoi oggetti (l’arte).
Contro o a favore?
L’arte contemporanea risponde a regole così specifiche che la nostra percezione cambia
radicalmente in base al punto da cui la osserviamo. Tutto assume un altro valore, a seconda
che quel mondo sia estraneo / familiare e che lo viviamo da fuori/dentro.
Questa astensione dal giudizio o
neutralità assiologica [cc Max Weber] viene spesso
fraintesa. ex. quando ci fu la rottura avviata dall’Impressionismo negli anni 70 dell’800, i
difensori dell’arte tradizionale classica si accanivano affermando il carattere ‘’incompiuto’
delle opere impressioniste, elemento che per i classici costituiva un difetto inaccettabile,
mentre per i moderni rappresentava un valore aggiunto poiché aperti alle sperimentazioni e
alle nuove modalità di rappresentazione pittorica.
Un po’ di metodo
H. racconta di due artisti contemporanei che confabulano tra loro a un ricevimento
organizzato da un istituto francese, fine anni ‘80, raccontandosi aneddoti su vari artisti.
Parlano dell’eccentricità di questi, atteggiamenti bizzarri, provocazioni, dichiarazioni
sconcertanti, richieste paradossali, prese in giro, assurdità varie… Queste storie raccontano
2 mutamenti epocali avvenuti nell’arte moderna: il primato dell’originalità sul rispetto delle
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Riassunto II Paradigma DELL'ARTE Contemporanea

Storia dell'arte contemporanea (Accademia Albertina di Belle Arti di Torino)

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Scaricato da Susanna Mattina (susannamattina@fadbrera.edu.it)Nathalie Heinich Il paradigma dell'arte contemporanea Strutture di una rivoluzione artistica

JOHAN & LEVI

Libro scrtto in risposta a Pierre Bordieau che nel 1999, durante il suo corso "Manet, une révolution symbolique" al College de France, accusa Heinich di populismo scientifico, di conservatorismo reazionario: << quello di Heinich è un populismo scientifico che sfrutta la conoscenza dei determinati sociali della propensione a consumare le opere d'arte per giustificare una certa condanna dell'avanguardia>>.

Bourdieau si riferiva ai libri pubblicati nel '98, Le triple jeu de l'art contemporain (in evidenza il ruolo fondamentale degli intermiediari -critici, conservatori, galleristi e curatori- nella circolazione delle opere e degli artisti) e l'Art contemporain exposé aux réjets (raccolta di articoli su celebri casi di rifiuto in arte contemporanea). Furono gli effetti causati dal "paradosso permissivo" degli intermediari a suscitare dissenso: avvallando la provocazione e la spinta trasgressiva delle opere questi di fatto spingono gli artisti a radicalizzare sempre di più le loro proposte per adeguarsi all'infrazione costante dei limiti che caratterizza l'arte contemporanea, soprattutto rispetto all'arte moderna. Era una descrizione degli effetti generati dalle azioni degli intermiediari.

Natalie Heinich in quanto sociologa, cerca di capire perchè le persone siano "a favore" o "contro" l'arte contemporanea. All'inizio degli anni '90 inizia a dedicarsi alla questione dei rifiuti in arte contemporanea dopo gli studi sul Pont-Neufe imballato da Christo nel 1985.

In Le triple jeu de l'art contemporain, il giudizio estetico di specialisti e profani è oggetto della sua indagine, poiché l'arte non riguarda solo le opere ma anche le condizioni legate alla loro produzione, circolazione, ricezione. Questo libro invece, ribalta la prospettiva, indagando cosa succede all'interno di quel mondo: il modo in cui vengono intercettate le proposte degli artisti contemporanei, in cui vengono legittimate dal mercato e dalle istituzioni, in cui vengono valutate, accreditate, riprodotte, fatte circolare ... La sua è una critica epistemica -relativa al sapere, conoscenza-, che verte sugli strumenti della ricerca (i concetti, i metodi, le posture intellettuali) e non sui suoi oggetti (l'arte).

Contro o a favore?

L'arte contemporanea risponde a regole così specifiche che la nostra percezione cambia radicalmente in base al punto da cui la osserviamo. Tutto assume un altro valore, a seconda che quel mondo sia estraneo / familiare e che lo viviamo da fuori/dentro.

Questa astensione dal giudizio o neutralità assiologica [cc Max Weber] viene spesso fraintesa. ex. quando ci fu la rottura avviata dall'Impressionismo negli anni 70 dell'800, i difensori dell'arte tradizionale classica si accanivano affermando il carattere "incompiuto" delle opere impressioniste, elemento che per i classici costituiva un difetto inaccettabile, mentre per i moderni rappresentava un valore aggiunto poiché aperti alle sperimentazioni e alle nuove modalità di rappresentazione pittorica.

Un po' di metodo

H. racconta di due artisti contemporanei che confabulano tra loro a un ricevimento organizzato da un istituto francese, fine anni '80, raccontandosi aneddoti su vari artisti. Parlano dell'eccentricità di questi, atteggiamenti bizzarri, provocazioni, dichiarazioni sconcertanti, richieste paradossali, prese in giro, assurdità varie ... Queste storie raccontano 2 mutamenti epocali avvenuti nell'arte moderna: il primato dell'originalità sul rispetto delle 1 This document is available free of charge on studocu Scaricato da Susanna Mattina (susannamattina@fadbrera.edu.it)convenzioni, o della singolarità sulla tradizione, e lo spostamento dei riflettori dalle opere all'artista e l'importanza crescente della sua personalità, della sua originalità, della sua figura in quanto parte integrante dell'opera.

Gli aneddoti sulle loro stravaganze veicolano e costruiscono la cultura dell'arte contemporanea.

La statistica fa emergere la norma, l'aneddoto fa luce sull'eccezione, trasformandolo in uno strumento d'analisi sintomatico di una deviazione rispetto alla norma, di qualcosa che, negandola, contribuisce a metterla in luce.

1 dei + grandi libri di sociologia: Frame Analysis- Erving Goofman, composto da notizie di cronaca di un quotidiano locale (San Francisco Chronicle).

Doppia premessa de Le triple jeu de l'art contemporain: pragmatica e ontologica. Da un lato, un'indagine sul campo delle reazioni suscitate dall'arte contemporanea all'esterno di quel mondo; dall'altro, una descrizione ontologica delle sue caratteristiche specifiche, partendo dalle azioni e reazioni degli intermediari e del pubblico.

Heinich propone quindi un'ontologia dell'arte contemporanea, un'analisi delle sue proprietà e delle sue caratteristiche costitutive. Quest'ontologia dell'arte contemporanea esige 3 condizioni:

  1. considerare le opere nel loro insieme e non singolarmente, in base all'asse sintagmatico;
  2. non considerare le opere in base alla loro continuità col passato, secondo il criterio delle influenze, ma nel loro differenziarsi dai modelli esistenti, in base al loro asse paradigmatico;
  3. abbandonare il discorso interpretativo ("l'artista voleva dire ... ") in nome di una descrizione poliedrica, basata sull'osservazione e non sulle speculazioni: una descrizione delle proprietà dell'oggetto (approccio ontologico), dei suoi effetti (approccio pragmatico) e dell'universo in cui si muove (approccio contestuale).

Questa descrizione materialistica e pragmatica dell'arte è la stessa trovata in Nelson Goodman, nel suo concetto di "attivazione" ovvero << l'insieme delle condizioni a cui è subordinato il funzionamento di un'opera in quanto simbolo>>. La stessa adottata da Alfred Gell, antropologo, che propone di passare dalla "comunicazione simbolica" a un approccio pragmatico, basato sui concetti di "agency", "intenzione", "causalità", "effetto" e "trasformazione", considerando l'arte come << un sistema di azioni che mira a cambiare il mondo, più che ha trascrivere in simboli ciò che si intende dire>>.

Solo a queste condizioni si può mettere in gioco lo sguardo laterale, capace di svelare il mondo in cui le opere vivono e a cui danno vita.

Un nuovo paradigma

<< Quand'è che hai fatto scavare la tua tomba negli spazi del consortium? Era passato molto tempo dal cavallo sospeso?>> - curatrice Catherine Grenier, allora vicedirettrice Centre Pompidou, a Cattelan.

Non è il fatto che è una domanda che, fuori contesto, potrebbe suonare come una presa in giro; e non è neanche il fatto che le opere di Cattelan siano diventate fra le più quotate al mondo quando non aveva ancora 50 anni: è l'idea bislacca di disporre un cavallo imbalsamato appeso a un imbracatura, o di insccenare la propria sepoltura nel museo che lo 2 Scaricato da Susanna Mattina (susannamattina@fadbrera.edu.it)accoglie con tutti gli onori del caso. Ecco cosa ci allontana radicalmente non solo dalla figurazione classica (non siamo più nella rappresentazione, ma nella presentazione), ma anche dai dipinti incorniciati e appesi a una parete o dalle sculture posate a terra sui loro piedistalli che costituivano l'essenza dell'arte moderna. Siamo nell'arte contemporanea.

L'arte contemporanea come genere artistico

Articolo del 1999 "Pour en finir avec la querelle de l'art contemporain": Heinich propose di considerare l'arte contemporanea come un genere a sé, distinto da quello moderno e da quello classico. Considerare l'arte contemporanea non più come una categoria cronologica ma come una categoria di genere.

Nell'estate del 1964, la Biennale di Venezia assegnò il primo premio, non al favorito Roger Bissière, figura emblematica della scuola di Parigi, ma all'americano Robert Rauschenberg, che a 39 anni è già un esponente di punta della pop art.

>Shock nel mondo dell'arte ma anche la consacrazione di un nuovo paradigma artistico che l'ambiente parigino dell'arte moderna, fatica non poco digerire. Nati da un assemblaggio di pittura, scultura e quella che più tardi prenderà il nome di installazione, i Combine paintings di Rauschenberg rimasero invenduti in Francia.

<< Le opere di Rauschenberg non possono essere considerate arte>> e c'è chi interpreta il verdetto della giuria come un grave tradimento della stessa idea di arte e un profondo disprezzo per il gusto e il senso della bellezza.

Affermazioni riassunte da Thierry de Duve: << un'opera d'arte è contemporanea finché è esposta a rischio di non esser percepita come arte>>.

Fu un terremoto grazie al quale New York si impadronì dell'idea di arte moderna (o meglio, contemporanea), che a 10 anni da uno dei primi gesti di Rauschenberg segnò la rottura radicale nei confronti del moderno, imperanti fra gli artisti della scuola di Parigi ma anche nelle espressionismo astratto americano: nel 1953, Rauschenberg si procurò un disegno di Willem de Kooning, e dopo averlo cancellato completamente lo fece incorniciare con la didascalia ERASED DE KOONING DRAWING. ROBERT RAUSCHENBERG.

È aperta una nuova era dell'arte.

  • Nel 1955, Murakami durante una collettiva del gruppo Gutai, farà una performance, letteralmente aprendosi il varco in mezzo a una fila di pannelli di carta intelaiati e infrangendo le barriere della pittura.
  • Nel 1958, a Parigi, Yves Klein allestirà la celebre Expositions du Vide con una scorta di guardie repubblicane in alta uniforme, rimbiancando da cima a fondo i muri, il soffitto e il pavimento della galleria, creando uno strato pittorico invisibile nello spazio espositivo punto la galleria è riempita di un'arte immateriale. La vetrina e le finestre della galleria sono state dipinte di blu, a un'altezza sufficiente da impedire a chiunque si trovi in strada di vedere cos'é esposto in sala. Prima di entrare i visitatori bevono un cocktail blu a base di gin, Cointreau e blu di metilene. Queste tappe sono tutte fasi necessarie alla creazione di un'atmosfera chiamata a trasmettere al pubblico uno "strato della sensibilità".

Tutti artisti della stessa generazione, nati a cavallo fra il 1925 e il 1928 , decisi a reagire non solo al dominio della tradizione, ma anche a quello della modernità. I rappresentanti dell'espressionismo astratto americano condannano le azioni dissacranti dei giovani ribelli della pop art. Così Rothko condannò i bersagli e le bandiere di Jasper Johns nel 1958, e 3 This document is available free of charge on studocu Scaricato da Susanna Mattina (susannamattina@fadbrera.edu.it)

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