Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore sull'età moderna, dalla scoperta dell'America alla Restaurazione. Il Pdf presenta appunti di storia per l'università, coprendo eventi chiave come il Congresso di Vienna e le rivoluzioni del XIX secolo, con un'ottima organizzazione in capitoli.
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All'inizio del VXI secolo un solo sovrano, Carlo d'Asburgo, riunisce sotto il proprio scettro un enorme e straordinario insieme di possedimenti. Dal padre Filippo, detto il bello, egli ha ereditato i tradizionali domini della casa asburgo (Austria) e l'eredità borgogna della nonna (Francia contea e Paesi Bassi). Dalla madre, Giovanna, detta la pazza, ha ricevuto la Castiglia e l'Aragona, che includono i regni di Sardegna, Sicilia e Napoli, nonché le nuove colonie americane. Per giunta, nel 1519, Carlo succede al nonno Massimiliano I d'asburgo nel titolo di imperatore del Sacro Romano Impero. Tutti questi possedimenti porteranno alla cosiddetta Restauratio imperi (nascita dell'impero).
A cavallo tra Medioevo ed età moderna l'impero confluisce ancora a chi ne cinge la corona una teorica superiorità rispetto agli altri sovrani e costituisce una fondamentale risorsa di legittimazione giuridica e politica per poteri di natura pubblica (principi, città, feudatari, signori) e privata (corporazioni, comunità istituzioni ecclesiastiche). Finchè tuttavia a tela autorità universale non corrisponde un'intrinseca forza politico-militare del detentore del titolo imperiale, nessuno ritiene praticabile la prospettiva di una nuova rinascita imperiale. Ciò fino a quando la corona imperiale non si posa sul capo di un sovrano come Carlo V che si presenta come un nuovo Carlo Magno e che possiede tutte le risorse economiche e militari per assoggettare tutto il continente europeo. Ma tale sogno risulto difficilmente longevo a causa della complessità europea e dall'impotenza a tenere tutto e a trasmettere a un unico erede il complesso di domini che ha governato; così egli divise l'impero in 2 tronchi: lascia al figlio Filippo II la Castiglia e l'Aragona ed anche i territori borgognoni e italiani; mentre al fratello Ferdinando garantisce la successione al trono imperiale sostenuta dai possedimenti austriaci cui si aggiunsero anche quelli boemi e ungheresi. Ciò significa la nascita di due rami dinastici distinti, alleati e imparentati, ma guidati da differenti interessi dinastico-territoriali e sancisce così apertamente il tramonto della prospettiva di un unico impero cristiano europeo.
L'elemento più importante nello sviluppo delle società europee all'inizio dell'età moderna è la formazione di poteri monarchici. Il era immaginato come colui che punisce e premia, raddrizzando i torti e ricompensando i meriti, l'unica autorità terrena in grado di riportare un'armonia sociale continuamente messa a rischio dalle passioni e dai peccati degli uomini. La prima e più grande monarchia sulla scena europea è quella di Francia. La guerra contro l'Inghilterra (guerra dei 100 anni) consente ai sovrani francesi di cementare l'unità del regno nella difesa dalle pretese di dominio inglesi. I sovrani della casa Valois sono molto attenti ad attaccare ed eliminare i domini feudali autonomi potenziali pericoli per la stabilità della corona. È il caso del ducato di Borgogna dove il re Luigi XI di Valois favorisce la disintegrazione del ducato, dopo aver sconfitto Carlo il Temerario. Inoltre annesse al regno di Francia altri territori. Il suo successore Carlo VIII completerà questo processo sposando Anna di Bretagna che portò in dote la Bretagna, appunto. Tale percorso di aggregazione di aggregazione territoriale è sostenuto dal rafforzamento dell'esercito dovuto all'imposizione di nuove tasse ( la taille) ed è accompagnato da un crescente controllo sulla chiesa francese, dalla creazione di un'amministrazione stabile e dalla riorganizzazione degli appalti giudiziari. I successori di Carlo VIII (Luigi XII d'Orleans, Francesco I e Enrico II procederanno nella loro azione di governo lungo le medesime direttrici, ma in un contesto che avrà la necessità di limitare la rivale casa d'asburgo. L'Inghilterra vive una serie di conflitti intestini animati dalle 2 casate contrapposte degli York e dei Document shared on www.docsity.com Downloaded by; federica-del-buono-1 (f.delbuono1@campus.unimib.it) Scaricato da Martina Vigano' (manana.vigano@gmail.com)Lancaster che si contendono il diritto alla successione sul trono inglese. Questa stagione di conflitti che è nota come la guerra delle due rose indebolisce l'autonomia della corona, rendendola dipendente dall'aristocrazia e dal Parlamento. Solo con Enrico VII Tudor, erede dei Lancaster, la monarchia inglese ritrova una propria capacità di azione politica, mediante la riorganizzazione del sistema fiscale e la creazione della Camera stellata ( tribunale di dipendenza regia). Questa vigorosa strategia sarà ripresa da suo figlio, Enrico VIII tudor che mirerà di fare dell'Inghilterra una protagonista dello scenario europeo e che separerà la chiesa d'Inghilterra da quella di Roma, dando vita alla chiesa anglicana.
La penisola iberica era divisa in 4 grandi aree: a ovest il regno di Portogallo, al centro il regno di Castiglia, al nord il regno di Navarra e a est il regno d'Aragona comprendente la Catalogna, la Sardegna, la Sicilia e Napoli. Il Portogallo sotto la dinastia degli Aviz aveva intrapreso tra 400 e 500 l'esplorazione a scopi commerciali della costa atlantica dell'Africa. Gli altri regni iberici intraprendono un percorso che culmina con il matrimonio tra il sovrano di Aragona Ferdinando II e la regina di Castiglia Isabella. I due avviarono il progetto di reconquista della Castiglia meridionale ( l'ultimo atto fu la presa di Granada nel 1492) che dopo la riconquista era governata da una miriade di gruppi etnici che professano religioni diverse dal Cristianesimo (ebraismo e islamismo). Nacque così l' Inquisizione spagnola che ebbe come scopo l'espulsione degli ebrei e di affermare il cristianesimo come religione di stato. Laddove le nuove monarchie mirano ad imporre il controllo regio su vaste aree relativamente omogenee, il restante universo delle organizzazioni statuali appare frammentato ed uniforme. Si prenda il caso della Germania che all'epoca è sotto la sovranità nominale del Sacro Romano Impero divisa in entità territoriali dalle dimensioni più diverse: Norimberga, il ducato di Sassonia e l'arcivescovado di Brema. Due sono le differenze tra Impero e queste nuove monarchie: 1) il carattere elettivo del titolo imperiale: infatti sulla base della bolla d'oro da parte di Carlo IV di Lussemburgo l'imperatore viene scelto da un corpo elettorale composto da 7 elettori di cui 4 laici e 3 ecclesiastici. La seconda è l'esistenza in tutto il territorio dell'impero dei poteri autonomi formalmente soggetti all'autorità imperiale, ma svincolati dal suo potere. La famiglia Asburgo consolidò il proprio potere con matrimoni d'interesse che portarono ad una grande egemonia in quasi tutta l'Europa centrale. Il Sacro Romano Impero non è l'unico impero. Ci sono Le russie il cui imperatore viene chiamato Czar che rivendica l'impero romano d'oriente in seguito alla caduta di Costantinopoli nel 1453. in Polonia la monarchia non riesce divenire ereditaria, restando elettiva e quindi molto più debole e soggetta agli elettori. Il centipretismo ( di centro e quindi ne di destra e ne di sinistra) invece condiziona Svezia e Norvegia. Molti signori europei non posso fregiari del titolo di re e quindi devono chiamarsi duchi, principi o marchesi. Ma nonostante tutto questi avevano gli stessi poteri di un qualsiasi altro monarca. Ne sono un esempio le Repubbliche, i cui governanti sono eletti dai cittadini. In Italia le Repubbliche più importanti sono: Venezia ( grande impero commerciale), Firenze e Genova. Ci sono anche i Cantoni svizzeri, uniti da una confederazione che si occupa della politica estera.
Con le guerre d'Italia (1494-1554) si registro la partecipazione non solo dei potenti d'Italia ma anche delle vecchi e nuove monarchie europee. Alla fine del 400 l'Italia risulta divisa in numerosi Stati di dimensioni medie e piccole; nell'Italia settentrionale si contano il ducato di Savoia; la repubblica di Genova; il ducato di Milano e la repubblica di Venezia. Nell'Italia centrale ci sono la signoria di Firenze e lo Stato della chiesa; nell'italia meridionale il regno di Napoli e il regno di Sicilia e di Sardegna. Dopo una lunga fase di guerre che aveva segnato la prima metà del XV secolo, i maggiori stati della penisola (Milano, Venezia, Stato della Chiesa, Firenze e Napoli) avevano studocu This document is available free of charge of doc itv Downloaded by; federica-del-buono-1 (f.delbuono1@campus.unimib.it) Scaricato da Martina Vigano' (manana.vigano@gmail.com)stipulato con la pace di Lodi un accordo basato sul rispetto del principio dell'equilibrio. Tutto però cambia nel 1494 quando Carlo VIII, re di Francia, interviene nei contrasti in Italia poiché chiamato dal signore di Milano Ludovico il Moro. Dopo essersi assicurato la neutralità di Ferdinando il cattolico e di Massimiliano I egli con il suo esercito valica le alpi con l'obiettivo di conquistare napoli. Preoccupato da tale minaccia il papa Alessandro VI promuove un'alleanza anti-francese che include Venezia, Milano, l'imperatore e i re cattolici e costrnge così Carlo VIII a ritornarsene in Francia. Tae politica espansionistica francese evidenziò i primi scricchiolii di instabilità politica: 1) il potere acquisito da Ludovico il moro a Milano; 2)la spregiudicata politica espansionistica adottata da Alessandro VI che voleva creare una vera e propria dinastia grazie all'attività di suo figlio Cesare in Romagna; 3) la perdita del potere della famiglia medici a causa di una rivolta popolare capeggiata da Savonarola che però fu scomunicato e poi bruciato come eretico.
Tutti questi elementi di conflittualità e di debolezza interna degli Stati della penisola iniscono per fondersi nele drammatiche vicende delle guerre d'Italia. Nel 1499 il nuovo re di Francia Luigi XII dapprima occupa Milano e poi siglia con Ferdinando un accordo che prevedeva la spartizione di Napoli. Tuttavia be presto scoppia la guerra fra i due sovrani che si conclude con la vittoria delle forze spagnole nella battaglia di Garigliano e alla rinuncia francese al regno che passa nelle mani spagnole. Papa Giulio II preoccupato dell'aspansione di Venezia in Romagna instaura con Ferdinando e Massimiliano la lega di Cambrai la quale infligge una pesante sconfitta alle forze veneziane nella battaglia di Agnadello. Successivamente Giulio II fonda la Lega Santa con l'obiettivo di battere i francesi ( ci riuscì). Ma il successore al regno francese, Francesco I, rivendica Milano e con un grande esercito sconfigge i mercenari svizzeri a Marignano e lo riconquista. Venne firmato quindi il trattato di Noyon tra appunto Francesco I, Carlo d'Asburgo ( re di Castiglia e d'Aragona), il Papa e confederazione elevetica nel quale si assegna Milano alla Francia e Napoli alla Spagna. Questa tregua però durò pochissimo poiché Carlo d'Asburgo ( Carlo V) alleato con Enrico VIII d'Inghilterra econ il Papa muove guerra alla Francia. Sotto le mura di Pavia le truppe francesi subiscono una disastrosa sconfitta dove Francesco I venne fatto prigioniero e poi rilasciato dopo aver firmato il trattato di Madrid con cui rinuncia all'Italia e cede a Carlo V la Borgogna. A questo punto Papa Clemente VII preoccupato dell'egemonia spagnola forma la Lega di Cognac animata con Francia, Venezia, Milano, Genova e Firenze; tale lega però non fu all'altezza e così Carlo V arrivò in Italia e occupò Roma costringendo il pontefice a rifugiarsi a Castel Sant'Angelo. L'esercito imperiale saccheggiò la citta eterna portando ad una dura risposta da parte di tutta l'Europa: a Firenze vengono nuovamente ricacciati i Medici e rinstaurata la Repubblica; mentre a Genova Andrea Doria si allea con Carlo V e abbandona la Francia. Tutto ciò porta al dominio spagnolo in Europa che culminerà con la pace di Cambrai dove Francesco I oltre a perdere Milano deve cedere a Carlo V il regno di Napoli, le Fiandre e l'Artois. Nello stesso anno con il trattato di Barcellona Carlo V e Clemente VII si impegnano affinchè venga restaurata la dinastia medicea a Firenze e il papa si impegno a dare a Ferdinando d'Asburgo il titolo di re di Boemia e Ungheria. II conflitto franco-asburgico però non è finito e così Francesco I conquista la Savoia. Il suo successore Enrico II allenadosi con i principi protestanti tedeschi e con Papa Paolo IV subisce però una grande sconfitta nella battaglia di San Quintino che spiana la strada alla pace di Chateau-Cambresis. I francesi sono espulsi da un'Italia in cui Filippo iI ( successore di Carlo V) governa Milano, Napoli, la Sicilia e la Sardegna. Nel 1530 Carlo V viene incoronato imperatore. Ma tale sogno viene meno con: 1)le rivolte in Castiglia; 2) con l'ascesa dell'impero ottomano capeggiato da Solimano II, il quale