Appunti di programmazione e controllo per la gestione aziendale

Documento dall'Università Politecnica delle Marche su programmazione e controllo. Il Pdf, pensato per lo studio universitario, tratta la pianificazione, programmazione e controllo, distinguendo tra controllo direzionale e operativo, con un focus sul ruolo del controller e il sistema di controllo di gestione in Economia.

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68 pagine

Appunti programmazione e controllo
Programmazione e controllo (1° e 2° modulo) (Università Politecnica delle Marche)
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PARTE I - INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE E AL CONTROLLO
1. INTRODUZIONE AL CONTROLLO DI GESTIONE
1.1 PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: ASPETTI INTRODUTTIVI
L’attività di pianificazione, programmazione e controllo è caratteristica di qualsiasi soggetto ed organizzazione, finalizzata alla
realizzazione di un progetto.
Le attività di programmazione e controllo sono frutto di esigenze naturali di qualunque individuo. Quotidianamente ogni
persona programma e controlla alcuni aspetti della sua vita.
- Quanto costano i prodotti e a che prezzo devono essere venduti?
- Come motivare i dipendenti stimolandoli a raggiungere gli obiettivi aziendali?
- Conviene decentrare la produzione all’estero o produrre internamente
- Stiamo andando nella direzione giusta o dobbiamo cambiare rotta?
- Quali obiettivi devo assegnare ai manager per creare valore nel futuro?
- Quale prodotto conviene spingere per essere vincenti sul mercato?
Pianificazione -> attività razionale con cui ci si impegna a definire gli obiettivi e le linee d’azione di lungo periodo. Si
definisce attività razionale perché c’è bisogno di impegno, conoscenza e capacità per rendere una idea creativa un progetto
concreto. Per fare ciò bisogna avere una serie di elementi, tra cui l’idea da realizzare.
Gli strumenti sono il mezzo con cui si raggiungono gli obiettivi di lungo periodo, le strategie sono i modi con cui si
raggiungono. La strategia si affianca al concetto di pianificazione e quindi di lungo periodo.
Per uno studente l’idea può essere quella di diventare manager, in una impresa l’idea può essere lo sviluppo di un nuovo prodotto.
Programmazione -> attività con cui si definiscono obiettivi e linee d’azione di breve termine. Tali step intermedi devono
essere coerenti e finalizzati all’obiettivo di lungo periodo.
Il lungo periodo è di 5+ anni, in base all’instabilità del mercato, di natura economico-reddituale o finanziario o di altra natura.
Il breve periodo è solitamente, per convenzione un anno, per ciclo produttivo, per rendicontazioni che vanno effettuate
annualmente... Esistono casi in cui il ciclo produttivo può essere per esempio di 18 mesi, in quel caso 18 mesi è il breve
periodo.
Controllo -> attività costante di verifica e di guida che avviene prima, durante e dopo, con cui fissiamo gli obiettivi,
controlliamo se stiamo andando bene e se li abbiamo raggiunti nel modo giusto.
Si tratta di un’attività che ci permette di definire gli obiettivi e poterli modificare se necessario nel corso del tempo.
Ciò che andiamo a modificare sono le linee d’azione e gli obiettivi intermedi (la programmazione). Agisco sulla pianificazione
solo se cambia il contesto interno (va via il responsabile commerciale) o esterno (una pandemia), oppure se raggiungo quanto pianificato.
Il controllo effettuato sulla pianificazione è un controllo strategico che non rientra in questo corso di studi, che invece si occupa
del controllo sul breve periodo, sulla programmazione.
La gestione d’azienda quindi si basa su attività di pianificazione programmazione e controllo che trasformano le idee in azioni
e risultati.
La pianificazione è una attività fortemente creativa perché è una attività volta a immaginare chi vogliamo essere tra 5 anni.
Alla base, infatti, c’è un'idea creativa (per uno studente laurearsi, per una azienda sviluppare un nuovo prodotto).
Un'azienda che ha un’idea e la vuole concretizzare pone in essere una serie di analisi che sono:
Esterne: analisi di minacce e opportunità esterne (concorrenti aziende, economie di scala, politica governativa,
prodotti sostitutivi, andamento domanda ((crescente va bene, decrescente devo andare cauta)) ...)
Interne: analisi delle risorse (competenze, tecnologie...), analisi dei punti di forza e debolezza.
Dopo tutto il processo di analisi si arriva ad avere un progetto da realizzare, obiettivi e azioni da attuare.
Per raggiungere quegli obiettivi, vi deve essere una coerente e idonea programmazione.
La programmazione è l’attività che articola gli obiettivi di lungo periodo della pianificazione in obiettivi specifici e di breve
periodo, il cui raggiungimento è richiesto all’organizzazione e alle singole aree aziendali.
Pianificazione -> obiettivi e linee di lungo periodo e globali -> quale quota di mercato vogliamo raggiungere nei prossimi 5 anni?
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PARTE I - INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE E AL CONTROLLO

INTRODUZIONE AL CONTROLLO DI GESTIONE

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: ASPETTI INTRODUTTIVI

L'attività di pianificazione, programmazione e controllo è caratteristica di qualsiasi soggetto ed organizzazione, finalizzata alla realizzazione di un progetto. Le attività di programmazione e controllo sono frutto di esigenze naturali di qualunque individuo. Quotidianamente ogni persona programma e controlla alcuni aspetti della sua vita.

  • Quanto costano i prodotti e a che prezzo devono essere venduti?
  • Come motivare i dipendenti stimolandoli a raggiungere gli obiettivi aziendali?
  • Conviene decentrare la produzione all'estero o produrre internamente
  • Stiamo andando nella direzione giusta o dobbiamo cambiare rotta?
  • Quali obiettivi devo assegnare ai manager per creare valore nel futuro?
  • Quale prodotto conviene spingere per essere vincenti sul mercato?

Pianificazione -> attività razionale con cui ci si impegna a definire gli obiettivi e le linee d'azione di lungo periodo. Si definisce attività razionale perché c'è bisogno di impegno, conoscenza e capacità per rendere una idea creativa un progetto concreto. Per fare ciò bisogna avere una serie di elementi, tra cui l'idea da realizzare. Gli strumenti sono il mezzo con cui si raggiungono gli obiettivi di lungo periodo, le strategie sono i modi con cui si raggiungono. La strategia si affianca al concetto di pianificazione e quindi di lungo periodo. Per uno studente l'idea può essere quella di diventare manager, in una impresa l'idea può essere lo sviluppo di un nuovo prodotto. Programmazione -> attività con cui si definiscono obiettivi e linee d'azione di breve termine. Tali step intermedi devono essere coerenti e finalizzati all'obiettivo di lungo periodo. Il lungo periodo è di 5+ anni, in base all'instabilità del mercato, di natura economico-reddituale o finanziario o di altra natura. Il breve periodo è solitamente, per convenzione un anno, per ciclo produttivo, per rendicontazioni che vanno effettuate annualmente ... Esistono casi in cui il ciclo produttivo può essere per esempio di 18 mesi, in quel caso 18 mesi è il breve periodo. Controllo -> attività costante di verifica e di guida che avviene prima, durante e dopo, con cui fissiamo gli obiettivi, controlliamo se stiamo andando bene e se li abbiamo raggiunti nel modo giusto. Si tratta di un'attività che ci permette di definire gli obiettivi e poterli modificare se necessario nel corso del tempo. Ciò che andiamo a modificare sono le linee d'azione e gli obiettivi intermedi (la programmazione). Agisco sulla pianificazione solo se cambia il contesto interno (va via il responsabile commerciale) o esterno (una pandemia), oppure se raggiungo quanto pianificato. Il controllo effettuato sulla pianificazione è un controllo strategico che non rientra in questo corso di studi, che invece si occupa del controllo sul breve periodo, sulla programmazione. La gestione d'azienda quindi si basa su attività di pianificazione programmazione e controllo che trasformano le idee in azioni e risultati.

IDEE PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE CONTROLLO OBIETTIVIE RISULTATI

La pianificazione è una attività fortemente creativa perché è una attività volta a immaginare chi vogliamo essere tra 5 anni. Alla base, infatti, c'è un'idea creativa (per uno studente laurearsi, per una azienda sviluppare un nuovo prodotto). Un'azienda che ha un'idea e la vuole concretizzare pone in essere una serie di analisi che sono:

  • Esterne: analisi di minacce e opportunità esterne (concorrenti aziende, economie di scala, politica governativa, prodotti sostitutivi, andamento domanda ((crescente va bene, decrescente devo andare cauta)) ... )
  • Interne: analisi delle risorse (competenze, tecnologie ... ), analisi dei punti di forza e di debolezza.

Dopo tutto il processo di analisi si arriva ad avere un progetto da realizzare, obiettivi e azioni da attuare. Per raggiungere quegli obiettivi, vi deve essere una coerente e idonea programmazione. La programmazione è l'attività che articola gli obiettivi di lungo periodo della pianificazione in obiettivi specifici e di breve periodo, il cui raggiungimento è richiesto all'organizzazione e alle singole aree aziendali. Pianificazione -> obiettivi e linee dilungo periodode globala quale qua studioaggiungere nei prossimi 5 anni? Downloaded by Matteo Sabbatini (matteosabbatini03@gmail.com)Programmazione -> obiettivi e linee d'azione di breve periodo specifici -> quanto dobbiamo produrre? che tipo di investimenti fare? Il controllo verifica gli obiettivi prefissati nella fase di programmazione. Esistono tre tipi di controllo (DOMANDA D'ESAME):

  • ex ante, ovvero la definizione degli obiettivi e l'accertamento dell'idoneità dei programmi operativi di breve periodo a contribuire al raggiungimento degli obiettivi a lungo termine. Pertanto, è il controllo della coerenza degli obiettivi di breve rispetto quelli di lungo. A livello di tempistiche, si effettua prima dell'anno solare;
  • in itinere, tramite l'attuazione dei programmi operativi e il verificare se si sta procedendo in linea con gli obiettivi programmati, Pertanto, è il controllo che si effettua durante l'anno (es. semestralmente) per verificare che si sta andando verso l'azione prestabilita;

Se entro la fine dell'anno voglio avere 1 mln di fatturato e dal controllo semestrale risulta un fatturato <500.0000 va bene solo se, conoscendo il nostro ciclo di vendite, so che queste si concentrano nella seconda metà dell'anno.

  • ex post, ovvero il monitoraggio dei risultati conseguiti, confrontandoli con gli obiettivi programmati.

Tramite il controllo si valuta l'operato:

  • Se la valutazione è positiva si confermano gli obiettivi e le linee d'azione;
  • Se la valutazione è negativa, in primis ci si domanda il motivo, dopo ciò si dovranno attuare azioni correttive, andando a ridefinire obiettivi e/o linee d'azione, preferendo sempre la variazione delle ultime (azioni) più che dei primi (obiettivi). La scelta dipende dal motivo che ha portato una valutazione negativa (se mi lascia il responsabile vendite modifico l'obiettivo).

Perciò, il sistema di controllo è un meccanismo di retroazione, ovvero verifica, man mano che l'attività si svolge, la congruenza, l'idoneità e la compatibilità dell'attività direzionale (attività dei manager) con gli obiettivi; dunque, opera tramite feedback, cioè modifica il suo comportamento in base alle informazioni che riceve. Il controllo di gestione è l'insieme di attività attraverso cui la direzione aziendale (manager, chi ha responsabilità) verifica che la gestione si stia svolgendo in modo coordinato e coerente con gli obiettivi formulati in sede di programmazione al fine di consentire il perdurare dell'impresa nel tempo. Sono attività continue e cicliche, che non finiscono mai.

EVOLUZIONE STORICA DEL CONTROLLO DI GESTIONE

Robert Anthony è il primo studioso di controllo di gestione ad aver modellizzato questi processi ed è ritenuto il padre del controllo di gestione. Anthony si accorse, visitando le imprese, dell'esistenza di fasi di pianificazione, programmazione e controllo e decise quindi di teorizzare tali sistemi, quindi fù il primo a identificarli come un sottosistema aziendale. Famosi sono suoi due scritti:

  • "Controllo manageriale" (1988)
  • "Sistemi di pianificazione e controllo" (1965), in cui teorizzò un sistema gerarchico di pianificazione, programmazione e controllo, che si compone di: Pianificazione strategica -> Controllo direzionale -> Controllo operativo Come qualsiasi sistema, si compone di diversi elementi che però operano in maniera unitaria. Per funzionare l'intero sistema devono funzionare i singoli elementi. La pianificazione strategica è il processo di decisione sugli obiettivi dell'organizzazione, sulle risorse da usare per il loro raggiungimento e sulle strategie che debbono informare l'acquisizione, l'uso e l'assegnazione di tali risorse. Pertanto, la pianificazione ha due importanti scelte da effettuare: gli obiettivi e le strategie idonee a garantire il raggiungimento degli obiettivi. Chi la fa: Titolare, Direttore generale, una parte dei manager. Quando si fa: Momenti di crisi, di svolta, alla nascita dell'azienda Si compone di varie fasi:
  • Definizione degli obiettivi di fondo, cioè bisogna quelli che giustificano l'esistenza dell'azienda stessa (la mission); (un'azienda calzaturiera vuole dare benessere alla società)
  • Analisi del business in cui l'azienda opera, cioè analizzare le aree strategiche d'affari (SBU= Strategic business unit) in cui opera l'impresa: le combinazioni prodotto-mercato-tecnologia; (la Samsung telefonia ma anche elettrodomestici)
  • Analisi delle risorse interne disponibili, materiali e immateriali, che supportano i nostri business;
  • Identificazione delle alternative strategiche, andando ad analizzare le situazioni esterne: mercato, concorrenza, domanda; (preferire la parte estetica anziché tecnologica)
  • Formulazione di una strategia di portafoglio, esistono mercati altamente innovativi, perché in forte crescita (elettronica) e che necessitano di maggiori risorse rispetto ad altri, è quindi necessario compensare quei business che assorbono molte risorse con mercati più maturi, i cosiddetti Cash Cow, mercati consolidati che generano solo cassa (telefonia);
  • Formulazione dei piani operativi e gli obiettivi di lungo periodo dell'impresa e dei singoli: quote di mercato, fatturato, redditività. Le caratteristiche di questo processo sono:
  • Irreversibilità delle decisioni nel breve periodo. Ciò significa che le decisioni non possono essere cambiate nel breve, oppure possono essere reversibili ad altissimi costi;
  • Elevata creatività e basso grado di sistematizzazione. Cioè si ha una idea che si deve concretizzare; ciò che è difficile è il grado di sistematizzazione, perché non si ha un processo lineare, ma lo si ha quando si ha necessità;
  • Elevato grado di incertezza. I risultati difatti non sono certi ma dipendono da vari fattori: il grado di informazioni, il tempo ...; Downloaded by Matteo Sabbatini (matteosabbatini03@gmail.com)

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