Corso allenatori 2° grado: teoria del movimento umano e capacità motorie

Slide sul Corso allenatori 2° grado. Il Pdf esplora la teoria del movimento umano, i neuroni specchio, il biofeedback e le capacità motorie, utile per studenti universitari di Educazione fisica.

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Corso allenatori 2° grado
2024/25
Domande Oreste Vacondio
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Teoria del movimento
La teoria del movimento umano è uno studio multidisciplinare
che esplora la natura, i processi e le dinamiche del movimento
umano, considerando l'aspetto biologico, psicologico, sociale e
culturale. Essa coinvolge diverse discipline, come la
biomeccanica, la neurofisiologia, la psicologia motoria e la
sociologia, per comprendere come il movimento si sviluppi, si
appriori e si modifichi nel corso della vita.
la TdM offre una comprensione completa di come il corpo umano
si muova e come questo movimento sia influenzato da diversi
fattori interni ed esterni.
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Anteprima

Corso allenatori 2º grado

2024/25
Domande Oreste Vacondio

Teoria del movimento

  • La teoria del movimento umano è uno studio multidisciplinare
    che esplora la natura, i processi e le dinamiche del movimento
    umano, considerando l'aspetto biologico, psicologico, sociale e
    culturale. Essa coinvolge diverse discipline, come la
    biomeccanica, la neurofisiologia, la psicologia motoria e la
    sociologia, per comprendere come il movimento si sviluppi, si
    appriori e si modifichi nel corso della vita.
  • la TdM offre una comprensione completa di come il corpo umano
    si muova e come questo movimento sia influenzato da diversi
    fattori interni ed esterni.

Sistema afferente e recettore

  • Le fibre afferenti, o nervi afferenti, sono assoni di neuroni che trasmettono impulsi
    nervosi dai recettori sensoriali al sistema nervoso centrale. Questi segnali possono
    riguardare diverse modalità sensoriali, come la vista, l'udito, il tatto, il gusto e
    l'olfatto, ma anche informazioni sulla posizione del corpo, la pressione sanguigna, la
    temperatura interna, ecc. Il sistema afferente è quindi cruciale per la percezione
    sensoriale e per il controllo di funzioni corporee riflesse.
  • I recettori sono strutture specializzate che rispondono a stimoli specifici,
    convertendoli in segnali elettrici che possono essere interpretati dal sistema
    nervoso.
  • I recettori sono collegati alle fibre afferenti tramite sinapsi. Quando uno stimolo
    attiva un recettore, questo genera un segnale elettrico che viene trasmesso lungo la
    fibra afferente al sistema nervoso centrale, dove viene elaborato ed interpretato.
  • In sintesi, il sistema afferente e i recettori lavorano insieme per portare le
    informazioni sensoriali dal corpo al cervello, permettendoci di percepire il mondo
    esterno e di regolare le nostre funzioni corporee.

Fase di organizzazione della risposta

INPUT
recettori
IDENTIFICAZIONE DELLO STIMOLO
SELEZIONE DELLA RISPOSTA
esecutore
PROGRAMMAZIONE DELLA RISPOSTA
OUTPUT
effettore

La memoria unisce il sistema recettore, esecutore/elaboratore ed effettore in quanto immagazzina il
vissuto e fornisce la base per programmare e migliorare la risposta nel futuro.
Il biofeedback è uno strumento che può migliorare la consapevolezza corporea, il controllo motorio e le
prestazioni fisiche
L'automatismo è la capacità di eseguire movimenti in modo automatico, non coinvolgendo quindi il
sistema esecutore/elaboratore. Si sviluppa attraverso l'apprendimento e la ripetizione. È molto più
veloce e preciso della risposta motoria ed è univoco per il singolo gesto (quindi inutile nella fase
situazionale). L'automatismo non è il riflesso.

Cos'è la motricità

  • La motricità è la capacità di muovere il corpo e coordinare i movimenti,
    coinvolgendo la funzione motoria e l'integrità del sistema nervoso centrale e
    periferico. Si riferisce sia ai movimenti grossolani (come correre o
    camminare) che ai movimenti fini (come scrivere o usare le posate). La
    motricità fine riguarda i movimenti precisi e coordinati delle mani e delle dita,
    mentre la motricità globale riguarda i movimenti più ampi del corpo.
  • La motricità è un'abilità fondamentale per lo sviluppo infantile e per la
    capacità di svolgere le attività quotidiane
  • Lo sviluppo della motricità è un processo graduale che si verifica sin dai
    primi mesi di vita, con l'affinamento delle capacità motorie nel corso del
    tempo. E strettamente legato all'integrità del sistema nervoso centrale e
    periferico.
  • Anticipazione motoria: es: spostamento muro e difesa prima che
    l'attaccante schiacci

Metodologia dell'apprendimento

Si concentra sullo sviluppo delle competenze tecniche, tattiche e psicologiche degli atleti, attraverso un
approccio che tiene conto delle loro diverse fasi di crescita e delle caratteristiche individuali
Fasi dell'apprendimento:

  • 1. Fase di scoperta: I giocatori sperimentano diverse soluzioni per risolvere problemi motori, guidati da
    esercizi che stimolano la scoperta.
  • 2. Fase di acquisizione: I giocatori apprendono le basi tecniche dei fondamentali (palleggio, bagher,
    schiacciata, muro, battuta), con un'attenzione particolare alla corretta esecuzione.
  • 3. Fase di consolidamento: I giocatori perfezionano le loro competenze tecniche, integrandole in
    situazioni di gioco sempre più complesse.
  • 4. Fase di applicazione: I giocatori utilizzano le loro competenze in contesti di gioco reali, sviluppando
    la capacità di prendere decisioni tattiche e di adattarsi alle diverse situazioni di partita.

L'allenatore svolge un ruolo cruciale nel processo di apprendimento, guidando i giocatori attraverso le
diverse fasi, fornendo feedback costruttivi e creando un ambiente positivo e motivante.
In sintesi, la metodologia dell'apprendimento nella pallavolo si basa su principi fondamentali come
l'individualizzazione, la variabilità, il feedback e il coinvolgimento attivo, con l'obiettivo di sviluppare atleti
completi, capaci di esprimere il loro potenziale in ogni aspetto del gioco.

Schemi motori

  • Schemi motori di base: sono i movimenti fondamentali che
    costituiscono la base del movimento umano, come camminare,
    correre, saltare, lanciare, afferrare, rotolare, strisciare.
  • Schemi motori complessi: sono movimenti più articolati e
    coordinati, che derivano dalla combinazione e
    dall'apprendimento degli schemi motori di base. es: fondamentali
    della pallavolo

Funzioni senso-motorie

Si riferiscono all'interazione tra il sistema nervoso e il sistema muscolare, che permette di percepire lo stimolo esterno e di rispondere con un
movimento. Sono coinvolte nella coordinazione, nel controllo e nell'adattamento dei movimenti, e sono fondamentali per l'apprendimento
motorio e per la performance sportiva.

Interazione delle funzioni senso-motorie

  • Le funzioni senso motorie si basano sulla seguente interazione:
  • 1. Percezione: i recettori sensoriali (occhi, recettori cutanei, articolari, ecc.) ricevono informazioni dallo stimolo esterno e dal proprio corpo.
  • 2. Elaborazione: queste informazioni vengono elaborate dal sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale) per determinare la risposta motoria più
    appropriata.
  • 3. Esecuzione: il sistema nervoso centrale invia segnali ai muscoli per generare il movimento desiderato.
  • 4. Feedback: i recettori sensoriali continuano a monitorare le risposte del corpo e inviano informazioni di ritorno al sistema nervoso, consentendo la correzione e
    l'adattamento del movimento.

Componenti delle funzioni senso-motorie

  • Controllo motorio: Capacità di controllare e regolare i movimenti volontari.
  • Apprendimento motorio: Processo attraverso il quale si acquisiscono nuove abilità motorie.
  • Adattamento motorio: Capacità di modificare i movimenti in risposta a cambiamenti ambientali o situazioni.
  • Coordinazione: Capacità di coordinare i movimenti di diverse parti del corpo.
  • Equilibrio: Capacità di mantenere l'equilibrio in situazioni statiche o dinamiche.
  • Sensopercezione: tatto, equilibrio, movimenti
    Ruolo nelle attività sportive: le funzioni senso motorie sono fondamentali per lo sviluppo di abilità sportive, come:
  • Precisione: Capacità di eseguire movimenti con precisione e controllo.
  • Velocità: Capacità di eseguire movimenti rapidamente e con efficienza.
  • Resistenza: Capacità di mantenere i movimenti per un periodo di tempo prolungato.
  • Forza: Capacità di produrre forza muscolare per generare i movimenti.
    Es: colpo d'attacco, nel quale convergono: rincorsa, tempo, colpo sulla palla, gestione in base al muro avversario

Curva di Gauss nella pallavolo

Nella pallavolo, la "curva di Gauss" (o distribuzione normale) può essere utilizzata per descrivere la distribuzione delle abilità
dei giocatori, dei risultati delle partite o di altri dati relativi al gioco. In pratica, si osserva spesso che molte caratteristiche dei
giocatori (come l'altezza, la potenza del servizio, la precisione dei passaggi) tendono a distribuirsi secondo una curva a
campana, con la maggior parte dei giocatori concentrata intorno alla media e una minoranza con valori molto alti o molto
bassi.

Applicazione della curva di Gauss alla pallavolo

  • Distribuzione delle abilità: si può creare una curva di Gauss per rappresentare la distribuzione delle abilità dei giocatori in
    un dato ruolo (es. schiacciatori, palleggiatori) o per l'intera squadra.
  • Risultati delle partite: i punteggi delle partite, o la differenza punti tra squadre, possono essere analizzati con una curva di
    Gauss per capire se le prestazioni sono concentrate attorno alla media o se ci sono variazioni significative.
  • Statistiche di gioco: la curva di Gauss può essere applicata anche a statistiche individuali, come il numero di ace, muri o
    ricezioni perfette, per valutare la consistenza delle prestazioni di un giocatore.
    Esempio: si potrebbe creare una curva di Gauss per l'altezza dei giocatori in una squadra di pallavolo. La maggior parte dei
    giocatori si collocherebbe al centro della curva, con un'altezza media, mentre pochi giocatori sarebbero molto alti o molto
    bassi.

Importanza della curva di Gauss

  • Analisi dei dati: permette di capire la distribuzione dei dati e identificare se ci sono valori anomali o deviazioni dalla norma.
  • Valutazione delle prestazioni: aiuta a valutare la coerenza delle prestazioni di un giocatore o di una squadra nel tempo.
  • Identificazione di talenti: può aiutare a individuare giocatori che si discostano significativamente dalla norma, sia in
    positivo (talenti eccezionali) che in negativo (giocatori con difficoltà).

Feedback positivi e negativi: quando e come usarli

Quando dare feedback

  • Feedback positivo: può essere dato regolarmente per riconoscere i successi, anche quelli
    piccoli, e rinforzare comportamenti positivi. Può essere dato anche in momenti informali,
    come durante una conversazione o una riunione, per sottolineare un aspetto positivo di una
    performance o di un'azione.
  • Feedback negativo: va dato in modo tempestivo, quando si verifica un comportamento che
    necessita di correzione, ma sempre con un approccio costruttivo e rispettoso. Non va
    rimandato, per evitare che il problema si ripercuota negativamente su altri aspetti.

Come dare feedback

  • Feedback positivo: va espresso in modo chiaro e specifico, sottolineando il
    comportamento positivo e le sue conseguenze positive.
  • Feedback negativo: va dato in modo costruttivo e specifico, focalizzandosi sul
    comportamento e non sulla persona. E importante che il feedback sia seguito da
    suggerimenti per il miglioramento e che sia dato in un ambiente che favorisca la fiducia e il
    dialogo.

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