Documento da Università su produzione e proprietà di yogurt e miele. Il Pdf esplora la produzione e le proprietà dello yogurt e del miele, con schemi classificatori e tabelle riassuntive, utile per lo studio di Scienze a livello universitario.
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Io posso pastorizzare lo yogurt e prima di chiuderlo metto dei batteri lattici per non dover pastorizzare di nuovo ma mantenere lo stesso la conservazione Quando si studia la tecnologia di produzione dello yogurt si deve fare essenzialmente riferimento ad una più ampia gamma di prodotti genericamente ascrivibili alla categoria dei LATTI FERMENTATI Le sue origini sono difficili da individuare con precisione ma la storia ha portato ad individuare con maggiore probabilità le zone a clima subtropicale del Middle East (Balcani, Caucaso, Medio Oriente) ed una data compresa tra i 10.000 e 15.000 anni fa Inoltre, è possibile affermare che tale prodotto è essenzialmente nato dalla pratica di molte popolazioni che cercavano un metodo per conservare il latte più a lungo. Esistono, infatti, molti metodi (accanto alla acidificazione per fermentazione) di stabilizzazione tra cui la concentrazione, la cottura, etc. Tuttavia il primo riferimento di produzione di yoghurt cosi come noi lo conosciamo oggi risale a circa il 1900. In Turchia si utilizzo la fermentazione microbica per ottenere un latte stabilizzato detto "Jugurt"
Kefir YEAST-LACTIC FERMENTATIONS Koumiss Acidophilus - yeast milk Cultured buttermilk Buttermilk Täfil Mesophilic Filmjölk Täetmjolk Långofil Yoghurt FERMENTED MILKS Bulgarian buttermilk LACTIC FERMENTATIONS Thermophilic Zabadi Labneh Chakka Bifighurt® Acidophilus milk ABT Therapeutic Yakult BRA Blogarde® MOULD-LACTIC FERMENTATIONS VIIII
Fig. 1.1 Scheme of classification of fermented milk products (for details see Table 5.15) ABT, Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium bifidum and Streptococcus thermophilus; BRA, Bifidobacterium infantis, Lactobacillus reuteri and L. acidophilus. Adapted from Robinson and Tamime (1990)
Devono essere sempre uguali perché dobbiamo avere una fermentazione controllata sennò ogni volta avremmo un prodotto diverso. Il livello di acidificazione non si poteva controllare, ed ogni giorno erano diversi a seconda della temperatura. Se io fermo prima l'acidificazione avrò un prodotto meno acido. In diversi stabilimenti ho una determinata composizione del latte per via del naturale andamento della lattazione dell'animale - avrò quindi yogurt diversi. Le proteine influenzano la viscosità dello yogurt. Come faccio ad avere yogurt uguali? Dobbiamo standardizzare il latte. Le due componenti importanti sono la fase grassa e i soldi del latte Noi dobbiamo centrifugare, prendere la crema e la parte magra e rimetterli insieme nella componente giusta, con determinati rapporti. Esempio- io ho centrifugato ho crema ( 0,4% grasso) e latte magro dall'altro (0,1 % grasso).
Il tradizionale processo di produzione può comportare alcuni fenomeni indesiderati:
Non si può avviare a fermentazione ogni tipo di latte perché ogni giorno si può avere un tipo di latte diverso-> bisogna standardizzare Per standardizzare i grassi bisogna ad esempio centrifugare
Table 1.3 Proposed scheme for the classification of all yoghurt products
Category Physical state Yoghurt products I Liquid/viscous Yoghurt II Semi-solid Concentrated/strained III Solid Frozen IV Powder Dried Adapted from Tamime and Deeth (1980), Robinson and Tamime (1990) and Tamime and Marshall (1997).
Oggi invece, le fasi salienti del processo di produzione dello yoghurt sono:
composizione Grammi/L Stato fisico Acqua 905 Libera o legata Glucidi 49 Soluzione Lipidi 35 Emulsione Protidi 34 Sospensione micellare Sali 9 Soluzione Vitamine, gas enzimi, tracce
Da un punto di vista quantitativo si possono distinguere 3 fasi:
ZUCCHERI GRASSO SOSTANZE AZOTATE TEMPO
Perciò diventa necessario effettuare TRATTAMENTI DI STANDARDIZZAZIONE DEL LATTE A. Ottenere le caratteristiche relative alla classe legal standard (contenuto in grassi) B. Al fine di poter ottenere le caratteristiche qualitative finali desiderate. La FERMENTAZIONE LATTICA e quindi L'ACIDITÀ FINALE, il gusto e la struttura sono influenzate dalla quantità di zuccheri (e dal procedere della proliferazione microbiologica); La VISCOSITÀ è invece influenzata dal contenuto di PROTEINE; Il CONTENUTO IN GRASSO influenza la palatabilità dello yoghurt; Spesso quindi la fortificazione del latte diventa una fase fondamentale per incrementare il contenuto di solidi non grassi ed aumentare quindi la viscosità
A D C B E 1975 Yoghurt intero con più del 3% in grasso Yoghurt parzialmente scremato; tra lo 0.5 ed il 3% Yoghurt magro; < 0.5% 2003 Ad oggi, invece, (in Italia) è solo regolato il limite superiore; contenuto in grasso < 15% Esempio 4 1.5 - 0.1 = 1.4 1.5 + 0.1 4.0 - 1.5 = 2.5 3.9 The amount of full cream milk required = 1.4 × 1000 3.9 =3591 The amount of skimmed milk required 2.5×1000 3.9 = 6411 Total 10001 Vedi bene questo metodo su chatgpt
SFN= SOLIDI NON GRASSI= LATTOSIO, PROTEINE E MINERALI Valore minimo di 8.2 - 8.6 g/100 (a seconda della legislazione vigente) per la tutela dei consumatori SNF = solids non fat compresi in un range tra 12 - 20 g/100g prodotto Solidi (compresa anche la frazione grassa) un range molto ampio tra 9 - 30 g/100g Anche se in ambito commerciale i valori più rappresentativi sono tra 14 - 15 g/100g Ovviamente questa frazione è fondamentale sia per la viscosità (formazione del coagulo) sia per il processo di fermentazione lattica Stabilizzazione delle componenti solidi non grassi, quindi di proteine, zucchero (lattosio) e sali minerali: (le più importanti sono le proteine) La quantità di solidi non grassi viene mantenuta tra 14-15 g ogni 100g
Come è possibile modificare il contenuto in SNF ?
-> Come si standardizzano?
In Italia, invece, sono permesse solo tecniche di concentrazione quali evaporazione, ultrafiltrazione ed osmosi inversa ma non è permessa l'aggiunta di latte in polvere Il Decreto MiPAF del 21 gennaio 2003 prevede, per lo yoghurt, un coefficiente di trasformazione pari a 1.12
Lo scopo principale è il MIGLIORAMENTO e la STABILIZZAZIONE DELLA STRUTTURA (viscosità, consistenza, palabilità) Questi svolgono diverse funzioni:
Da cosa dipende la quantità di stabilizzanti aggiunti?
Natural Modified Syntheticª Plant Cellulose derivatives (1)b Polymers Exudates Carboxymethylcellulose Polyvinyl derivatives Arabic (1,3)b Methylcellulose Polyethylene derivatives Tragacanth (1)b Hydroxyethylcellulose Karayab Hydroxypropylcellulose Extracts Hydroxypropylmethylcellulose Pectins (2, 3)b Microcrystallinecellulose Seed flour Microbial fermentation Carob (1)b Guar (1)b Dextran Xanthan (1, 3)b Seaweeds Miscellaneous derivativesb Extracts Agar (2, 3)b Propylene glycole alginate Carrageenan (2, 3)b Modified starches Furcelleran (1, 2, 3)b Carboxymethyl starch Cereal starches (1,2,3) Wheat Corn Hyroxypropyl starch Animal Gelatinb Casein Hydroxyethyl starch Vegetable Soy protein Low-methoxy pectin Alginates (1, 2, 3)b Pregelatinised starches