Documento sul Sistema Colinergico. Il Pdf, utile per studenti universitari di Biologia, esplora la sintesi e il rilascio dell'acetilcolina, i recettori muscarinici e nicotinici, e gli agonisti e bloccanti neuromuscolari, fornendo una panoramica completa della farmacologia del sistema colinergico.
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La sezione parasimpatica del sistema nervoso autonomo concorre al mantenimento dell'omeostasi dell'organismo; infatti è necessaria per la sopravvivenza in quanto controlla funzioni essenziali quali i processi digestivi e l'eliminazione dei prodotti di scarto. La sua azione permette di contrastare o equilibrare le azioni della sezione simpatica, predominando su quest'ultima nelle situazioni del tipo "rest and digest". Il neurotrasmettitore principale del sistema colinergico è l'acetilcolina (ACh); in particolare, le sinapsi colinergiche si trovano a livello di:
In un neurone colinergico la neurotrasmissione implica 6 tappe sequenziali.
I recettori per l'ACh vengono distinti in due gruppi: recettori muscarinici e recettori nicotinici.
I recettori muscarinici sono recettori metabotropi, cioè recettori accoppiati a proteine G. Essi sono così chiamati perché hanno elevata affinità per la muscarina (un alcaloide naturale); presentano inoltre media affinità per l'ACh e bassa affinità per la nicotina. I recettori muscarinici sono tutti presenti a livello del SNC; esiste anche una differenziazione della tipologia di recettore a livello periferico nei vari tessuti bersaglio (ogni organo ha il proprio patrimonio di recettori muscarinici). Infatti si riconoscono 5 tipi di recettori muscarinici, raggruppati a loro volta in due superfamiglie:
M1 (detto anche recettore muscarinico nervoso) - SNC (sinapsi interneuroniche centrali, corteccia e ippocampo) - Alcune ghiandole esocrine e cellule parietali gastriche Proteina Gq M2 (detto anche recettore muscarinico cardiaco) - Cuore (muscolatura atriale e tessuto di conduzione) - SNC (inibisce il rilascio di ACh) - Muscolatura liscia Proteina Gi M3 (detto anche recettore muscarinico ghiandolare) - Muscolatura liscia (media vasodilatazione attraverso NO) - Vescica - Tutte ghiandole esocrine - SNC Proteina Gq
I recettori nicotinici sono recettori ionotropi, così chiamati perché presentano alta affinità per la nicotina (un alcaloide che deriva dal tabacco), media affinità per l'ACh e bassa affinità per la muscarina. A differenza dei recettori muscarinici, i recettori nicotinici sono recettori-canale che in seguito al legame con due molecole di ACh vanno incontro a cambiamento conformazionale > in questo modo si aprono e permettono l'ingresso degli ioni sodio o calcio, con conseguente depolarizzazione ed eccitazione cellulare. I recettori nicotinici sono costituiti da 5 subunità e vengono distinti in:
Gli agonisti del recettore colinergico muscarinico si possono dividere in due gruppi:
Gli esteri della colina sono accomunati dall'avere all'interno della loro struttura chimica un gruppo ammonico quaternario, che rende queste sostanze molto polari e ionizzate; per questo motivo non tutte hanno un impiego clinico. Essendo sostanze molto idrosolubili (sono ammine quaternarie) non sono ben assorbite se somministrate per via orale e non riescono a passare attraverso la barriera ematoencefalica; tuttavia la muscarina può essere tossica perché se ingerita a dosi elevate va ad agire a livello del SNC.
Gli esteri della colina presentano caratteristiche diverse.
Esteri della colina Suscettibilità alle colinesterasi Azione muscarinica Azione nicotinica Acetilcolina Elevata Presente Presente Metacolina Bassa Maggiore rispetto all'azione nicotinica Presente Carbacolo Nessuna Presente Maggiore rispetto all'azione muscarinica Betanecolo Nessuna Presente Nessuna
Nonostante la loro resistenza all'azione delle colinesterasi, sono agenti short-acting perche vengono rapidamente eliminati per via renale.
N.B. Prima di fare delle manovre che coinvolgono manipolazione di visceri (es. isteroscopia) si fa una puntura di Atropina (antagonista per eccellenza dei recettori muscarinici, con effetti opposti all'ACh). Questo perché la manipolazione dei visceri, fatta per scopo chirurgico o per scopo diagnostico, stimola il riflesso vagale > rilascio di ACh > effetti negativi a livello dell'apparato cardiovascolare.