Epatiti e virus herpes: meccanismi di infezione, sintomi e prevenzione

Documento sulle Epatiti e virus herpes. Il Pdf, un approfondimento di Biologia per l'Università, esplora i meccanismi di infezione, i sintomi, le modalità di trasmissione e le strategie di diagnosi e prevenzione di queste patologie.

Mostra di più

15 pagine

EPATITI
Malattia sistemica che colpisce prevalentemente fegato caratterizzata essenzialmente da: -
INFIAMMAZIONE: elevata quantità cellule infiammatorie richiamate da agente nocivo che deve essere
combattuto ed eliminato - NECROSI EPATOCITI (conseguente riversamento nel sangue di sostanze
enzimatiche
Esistono numerose forme di epatite, convenzionalmente classificate in due macrocategorie: Epatiti
infettive ed Epatiti non infettive. Nel primo gruppo sono incluse le forme di epatite causate
da infezioni, quindi da microrganismi patogeni; le più conosciute vengono indicate con le prime
cinque lettere dell'alfabeto:
Virus epatotropi: A, B, C, D, E
Ognuna di queste epatiti è causata da un virus specifico, anch'esso identificato dalla sigla HV (Hepatitis
Virus) accompagnata dalla specifica lettera dell'alfabeto. Non è possibile distinguere diverse epatiti
sulla base dei sintomi. Pazienti infettati inizialmente con sintomi generalizzati simil influenzali:
spossatezza, mialgia e dolori articolari, nausea, diarrea, febbre. Poi compaiono sintomi più specifici:
ittero, ingrossamento fegato, urine più scure, feci più chiare. Differiscono notevolmente per:
STRUTTURA, REPLICAZIONE, TRASMISSIONE, DURATA MALATTIA, ESITO INFEZIONE
ITTERO = se funzionalità fegato alterata bilirubina che deriva da distruzione globuli rossi si accumula
nel sangue. Essa contiene pigmento giallo che conferisce colore tipico a cute e sclera
A ed E trasmesse dal circuito oro-fecale /alimenti e acqua) sono virus nudi “senza rivestimento
lipoproteico” e danno infezioni acute non cronicizzano, mentre, B, C e D sono trasmesse per via
parenterale e sono infezioni che possono cronicizzare. Il virus ha rivestimento lipoproteico ed il virus
dell’epatite B è l’unico a DNA.
Epatite Acuta
La maggior parte delle epatiti si presenta in forma acuta, cioè si presentano a distanza di ore/giorni
se l'infiammazione del fegato è causata da farmaci o da sostanze tossiche come l’epatite A.
Epatite Cronica
Alcune forme di epatite, in particolare quelle da virus o alcol, tendono invece a cronicizzare, cioè non
guariscono, ma rimangono per tutta la durata dell'esistenza in uno stadio di latenza, con possibilità
di una riattivazione (cirrosi epatica) che si accompagna a gravi ed irreversibili disfunzioni e a
malfunzionamento del fegato.
EPATITE A (HAV)
Famiglia Picornavirus (pico= piccolo viride su RNA singolo filamento “ovvero produce subito mRNA
una volta nella cellula) sono dei virus nudi, genere Hepatovirus (sono termo-stabili) il capsomero
costituito da 3 polipeptidi VP1, VP2, VP3. Resistente al calore (65°C) ed al congelamento ma inattivati
da bollitura e cloro.
trasmissione: via oro-fecale (cibo e acqua dolce e salata contaminati) e tra contatti.
Fattori di rischio: ingestione alimenti crudi, poco cotti, acque e cibi contaminati, contatto con persone
infette (sovraffollamento e scarsa igiene), manipolazione cibo da parte di persone infette, viaggi in
zone endemiche
Es. Acqua contaminata dolce e salata con feci esempio Frutta e Verdura lavata con acqua di fogna
contaminata, cozza, ostrica o molluschi vivi che crescono vicino a lagune e/o scarichi.
Passa dall’apparato gastrointestinale e attraverso al sangue va nel fegato ed infetta gli epatociti i
virioni (Per virione s'intende una particella virale completa al di fuori della cellula ospite) prodotti sono
rilasciati nell’abile tornano all’intestino e vanno nelle feci per essere eliminato. L’ittero inizia con la
comparsa della risposta immunitaria.
epatite transitoria: risoluzione spontanea, non si osserva sviluppo infezione persistente e cronica.
Incubazione 30 giorni. Esordio improvviso. Viremia transitoria. Fase acuta: 1-3 mesi. Dopo infezione
guarigione completa e immunità che dura tutta la vita.
sintomi: o Fase pre-itterica: malessere, perdita appetito, astenia, nausea, vomito, dolore addominale
e febbre, rialzo transaminasi. Intensificazione sintomatologia o Fase itterica: urine scure, feci chiare,
comparsa ittero e prurito. Evoluzione: asintomatica (bambini), sintomatica (giovani e adulti, ittero),
fulminante (anziano, rara)
diagnosi Isolamento virale non effettuato perché virus HAV cresce con difficoltà in colture cellulari
TECNICHE ELISA IN CHEMILUMINESCENZA DI ANTICORPI IgM ANTI-HAV: infezione acuta, rilevazione
specifica
TITOLO ANTICORPALE DI IgG CONTRO HAV usato per accertare immunità in caso di superamento
dell’infezione o vaccinazione
prevenzione: SOMMINISTRAZIONE PASSIVA IMMUNOGLOBULINE efficace se avviene entro 2
settimane dall’esposizione al virus, protezione per circa 6 mesi o VACCINAZIONE anche se non è
obbligatoria ma meglio farlo ai lavoratori a contatto con le feci tipo i netturbini, i sanitari, chi è in
attesa di un trapianto di fegato. Misure generali di igiene ambientale che consentono di evitare
contaminazione alimenti ed acqua. Importante lavaggio mani e trattamento acqua con cloro.
EPATITE E (HEV)
Famiglia calicivirus (genoma RNA nudi hanno una forma di piccoli calici al microscopio
elettronico) RNA a singolo filamento, virus nudo. Forma epatite più severa di HAV, non si osserva
sviluppo infezione persistente epatite cronica. P facile che dia epatite fulminante
ovvero insufficienza epatica fulminante perché virus più aggressivo.
Trasmissione: via oro-fecale (cibo e acqua dolce e salata contaminati) e tra contatti
possono infettare anche gli animali di origine oro fecale umana. Particolarmente grave in gravidanza
mette a rischio la salute. Quando gli epatociti sono danneggiati rilasciano le transaminasi
(ipertransaminasi) indice di sofferenza epatica ALT (nelle analisi del sangue si ricercano nel sangue gli
anticorpi IgG e IgM) come epatite A.
Sintomi: febbre, dolori addominali, vomito, nausea, rash, diarrea, artralgia. Quadro clinico
particolarmente grave in gravidanza nelle quali si verificano alti tassi di mortalità (20% decessi nel 3°
trimestre di gravidanza)
Diagnosi Incubazione 6 settimane, quadro clinico e andamento sierologico sovrapponibile a quello di
HAV, TEST IMMUNOENZIMATICI PER RICERCA ANTICORPI ANTI-HEV IGM
Prevenzione: Non c’è vaccino. Evitare di bere acqua e bevande col ghiaccio nei paesi a rischio con
scarsa igiene, frutti di mare non cotti, frutta o vegetale non sbucciati.
EPATITE B (HBV)
Famiglia Hepadnaviridae, che colpisce il fegato forma cilindrica - circolari genoma circolare
bicatenario) È l’unico con un genoma a DNA. E’ rivestito e dotato di pericapside lo strato più
esterno che ricopre alcuni tipi di virus è posto esternamente al capside serve a mascherare
gli antigeni delle proteine capsidiche, che essendo contenute all'interno del pericapside non possono
essere riconosciute ed attaccate dalle difese dell'organismo ospite. È uno starato uguale alla
membrana cellulare). Per la replicazione sfrutta la trascrittasi inversa, fa perciò parte dei virus a DNA
a trascrizione inversa (replica come se fosse un retrovirus ha 4 geni P, S, C e X quest’ultimo regola la
trascrizione ed è da questo che può portare ad una trascrizione anomala dando vita al tumore)
Trasmissione: parenterale come scambio sangue, liquidi biologici, latte materno o durante il parto,
saliva se uno ha un taglietto o sanguinano le gengive può infettare, tatuaggi e/o piercing se si usano
materiali non sterili e monouso e rapporti sessuali.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

EPATITI

Malattia sistemica che colpisce prevalentemente fegato caratterizzata essenzialmente da: - INFIAMMAZIONE: elevata quantità cellule infiammatorie richiamate da agente nocivo che deve essere combattuto ed eliminato - NECROSI EPATOCITI (conseguente riversamento nel sangue di sostanze enzimatiche Esistono numerose forme di epatite, convenzionalmente classificate in due macrocategorie: Epatiti infettive ed Epatiti non infettive. Nel primo gruppo sono incluse le forme di epatite causate da infezioni, quindi da microrganismi patogeni; le più conosciute vengono indicate con le prime cinque lettere dell'alfabeto:

Virus epatotropi: A, B, C, D, E ACUTA: danno si risolve entro 6-12 mesi CRONICA: danno persiste oltre 6-12 mesi FULMINANTE: danno acuto con importante insufficienza epatica COLESTATICA: segni di danno + segni colestasi (impedimento flusso biliare) Ognuna di queste epatiti è causata da un virus specifico, anch'esso identificato dalla sigla HV (Hepatitis Virus) accompagnata dalla specifica lettera dell'alfabeto. Non è possibile distinguere diverse epatiti sulla base dei sintomi. Pazienti infettati inizialmente con sintomi generalizzati simil influenzali: spossatezza, mialgia e dolori articolari, nausea, diarrea, febbre. Poi compaiono sintomi più specifici: ittero, ingrossamento fegato, urine più scure, feci più chiare. Differiscono notevolmente per: STRUTTURA, REPLICAZIONE, TRASMISSIONE, DURATA MALATTIA, ESITO INFEZIONE ITTERO = se funzionalità fegato alterata bilirubina che deriva da distruzione globuli rossi si accumula nel sangue. Essa contiene pigmento giallo che conferisce colore tipico a cute e sclera A ed E trasmesse dal circuito oro-fecale /alimenti e acqua) sono virus nudi "senza rivestimento lipoproteico" e danno infezioni acute non cronicizzano, mentre, B, C e D sono trasmesse per via parenterale e sono infezioni che possono cronicizzare. Il virus ha rivestimento lipoproteico ed il virus dell'epatite B è l'unico a DNA.

Epatite Acuta

La maggior parte delle epatiti si presenta in forma acuta, cioè si presentano a distanza di ore/giorni se l'infiammazione del fegato è causata da farmaci o da sostanze tossiche come l'epatite A.

Epatite Cronica

Alcune forme di epatite, in particolare quelle da virus o alcol, tendono invece a cronicizzare, cioè non guariscono, ma rimangono per tutta la durata dell'esistenza in uno stadio di latenza, con possibilità di una riattivazione (cirrosi epatica) che si accompagna a gravi ed irreversibili disfunzioni e a malfunzionamento del fegato.

EPATITE A (HAV)

Famiglia Picornavirus (pico= piccolo viride su RNA singolo filamento "ovvero produce subito mRNA una volta nella cellula) sono dei virus nudi, genere Hepatovirus (sono termo-stabili) il capsomero costituito da 3 polipeptidi VP1, VP2, VP3. Resistente al calore (65℃) ed al congelamento ma inattivati da bollitura e cloro. trasmissione: via oro-fecale (cibo e acqua dolce e salata contaminati) e tra contatti. Fattori di rischio: ingestione alimenti crudi, poco cotti, acque e cibi contaminati, contatto con persone infette (sovraffollamento e scarsa igiene), manipolazione cibo da parte di persone infette, viaggi in zone endemiche Es. Acqua contaminata dolce e salata con feci esempio Frutta e Verdura lavata con acqua di fogna contaminata, cozza, ostrica o molluschi vivi che crescono vicino a lagune e/o scarichi. Passa dall'apparato gastrointestinale e attraverso al sangue va nel fegato ed infetta gli epatociti i virioni (Per virione s'intende una particella virale completa al di fuori della cellula ospite) prodotti sono rilasciati nell'abile tornano all'intestino e vanno nelle feci per essere eliminato. L'ittero inizia con la comparsa della risposta immunitaria.epatite transitoria: risoluzione spontanea, non si osserva sviluppo infezione persistente e cronica. Incubazione 30 giorni. Esordio improvviso. Viremia transitoria. Fase acuta: 1-3 mesi. Dopo infezione guarigione completa e immunità che dura tutta la vita. sintomi: o Fase pre-itterica: malessere, perdita appetito, astenia, nausea, vomito, dolore addominale e febbre, rialzo transaminasi. Intensificazione sintomatologia o Fase itterica: urine scure, feci chiare, comparsa ittero e prurito. Evoluzione: asintomatica (bambini), sintomatica (giovani e adulti, ittero), fulminante (anziano, rara) diagnosi Isolamento virale non effettuato perché virus HAV cresce con difficoltà in colture cellulari TECNICHE ELISA IN CHEMILUMINESCENZA DI ANTICORPI IgM ANTI-HAV: infezione acuta, rilevazione specifica

  • TITOLO ANTICORPALE DI IgG CONTRO HAV usato per accertare immunità in caso di superamento dell'infezione o vaccinazione

prevenzione: SOMMINISTRAZIONE PASSIVA IMMUNOGLOBULINE efficace se avviene entro 2 settimane dall'esposizione al virus, protezione per circa 6 mesi o VACCINAZIONE anche se non è obbligatoria ma meglio farlo ai lavoratori a contatto con le feci tipo i netturbini, i sanitari, chi è in attesa di un trapianto di fegato. Misure generali di igiene ambientale che consentono di evitare contaminazione alimenti ed acqua. Importante lavaggio mani e trattamento acqua con cloro.

EPATITE E (HEV)

Famiglia calicivirus (genoma RNA nudi hanno una forma di piccoli calici al microscopio elettronico) RNA a singolo filamento, virus nudo. Forma epatite più severa di HAV, non si osserva sviluppo infezione persistente ne epatite cronica. Più facile che dia epatite fulminante ovvero insufficienza epatica fulminante perché virus più aggressivo. Trasmissione: via oro-fecale (cibo e acqua dolce e salata contaminati) e tra contatti possono infettare anche gli animali di origine oro fecale umana. Particolarmente grave in gravidanza mette a rischio la salute. Quando gli epatociti sono danneggiati rilasciano le transaminasi (ipertransaminasi) indice di sofferenza epatica ALT (nelle analisi del sangue si ricercano nel sangue gli anticorpi IgG e IgM) come epatite A. Sintomi: febbre, dolori addominali, vomito, nausea, rash, diarrea, artralgia. Quadro clinico particolarmente grave in gravidanza nelle quali si verificano alti tassi di mortalità (20% decessi nel 3° trimestre di gravidanza) Diagnosi Incubazione 6 settimane, quadro clinico e andamento sierologico sovrapponibile a quello di HAV, TEST IMMUNOENZIMATICI PER RICERCA ANTICORPI ANTI-HEV IGM Prevenzione: Non c'è vaccino. Evitare di bere acqua e bevande col ghiaccio nei paesi a rischio con scarsa igiene, frutti di mare non cotti, frutta o vegetale non sbucciati.

EPATITE B (HBV)

Famiglia Hepadnaviridae, che colpisce il fegato forma cilindrica - circolari genoma circolare bicatenario) È l'unico con un genoma a DNA. E' rivestito e dotato di pericapside (è lo strato più esterno che ricopre alcuni tipi di virus è posto esternamente al capside serve a mascherare gli antigeni delle proteine capsidiche, che essendo contenute all'interno del pericapside non possono essere riconosciute ed attaccate dalle difese dell'organismo ospite. È uno starato uguale alla membrana cellulare). Per la replicazione sfrutta la trascrittasi inversa, fa perciò parte dei virus a DNA a trascrizione inversa (replica come se fosse un retrovirus ha 4 geni P, S, C e X quest'ultimo regola la trascrizione ed è da questo che può portare ad una trascrizione anomala dando vita al tumore) Trasmissione: parenterale come scambio sangue, liquidi biologici, latte materno o durante il parto, saliva se uno ha un taglietto o sanguinano le gengive può infettare, tatuaggi e/o piercing se si usano materiali non sterili e monouso e rapporti sessuali.Sintomi: in alcuni casi è asintomatica, in pochi casi può essere fulminante e può provocare ittero, sintomi non specifici, che ricordano una comune influenza, come: come: debolezza, febbre, nausea, inappetenza, malessere generale, dolori addominali e articolari. Dopo avviene la comparsa dell'Ittero e il virus porta alla Cirrosi epatica (mal funzionamento si crea il danno e si formano delle cicatrici dovuto al non riparo tortale degli epatociti, modificando la funzione del fegato), in alcuni casi provoca tumore. Diagnosi: TEST IMMUNOENZIMATICI PER RICERCA ANTICORPI Prevenzione: Vaccino SI: è presente l'antigene S quindi nell'organismo abbiamo l'anticorpo chi ha fatto la malattia avrà l'anticorpo anticore. È obbligatorio dal 2003 da neonati ciclo vaccinale tre dosi. Porre attenzione nelle pratiche di sanificazione e sterilizzazione

EPATITE D (HDV)

Virus RNA a singola elica (HDV), che necessita della presenza di HBV per replicarsi; di conseguenza, possono essere colpiti da epatite D solamente quei soggetti che hanno precedentemente (super- infezione) o simultaneamente (co-infezione) contratto l'epatite di tipo B. antigene dell'HBV (l'HBsAg) è una proteina che si trova proprio sulla superficie di questo virus e la si può rilevare nel flusso sanguigno in condizioni in cui l'epatite è acuta oppure cronica. è in grado di fornirci dei dati importanti sullo stato patologico prima ancora della comparsa dei sintomi. Con la vaccinazione siamo protetti dal B ed in automatico anche dal D Trasmissione: parenterale frequente soprattutto tra i tossicodipendenti (spesso affetti dalla triade HBV, HDV, HIV) e tra chi, in passato, ha subito diverse trasfusioni di sangue (ricordiamo, infatti, che oggi il rischio di contrarre il virus tramite trasfusione è pressoché inesistente). Sintomi: L'epatite D (HDV) si trova solo nelle persone già infette dall'epatite B (HBV); tuttavia, la coinfezione di HBV e HDV può causare una malattia più grave e peggiori esiti per la salute, inclusa una progressione accelerata alla cirrosi epatica o necrosi acuta e massiva del fegato a decorso fulminante. Prevenzione: Vaccino contro l'epatite B

EPATITE C (HCV)

Famiglia dei flaviviridae, è rivestito da un pericapside ed è a RNA singolo filamento cronicizza molto frequentemente. Codifica 10 proteine comprese due glicoproteine E1 ed E2 È stato il principale agente infettante nelle trasfusioni prima dell'introduzione dello scrrening delle banche del sangue. L'infezione persistente è dovuta alla capacità del virus di rimanere associato alla cellula e di evitare l'apoptosi "morte cellulare". I'HCV è probabilmente il più pericoloso, sia per la gravità delle sue ripercussioni a lungo termine, sia perché non esiste un vaccino capace di prevenire il contagio (invece disponibile per l'epatite A e la B). Trasmissione: parenterale, le modalità di trasmissione sono simili all'epatite B, principalmente tramite il sangue con la differenza che l'epatite C tende a stabilizzarsi e diventare cronica. L'HCV infetta solamente l'uomo e gli scimpanzé Sintomi: Quasi sempre è asintomatica nella fase iniziale il problema è che le persone non guariscono portando alla cirrosi portando il carcinoma Diagnosi: TEST IMMUNOENZIMATICI PER RICERCA ANTICORPI Prevenzione: Ad oggi, sebbene siano in corso diverse sperimentazioni, non è ancora disponibile un vaccino che protegga contro il virus dell'epatite C. La mancanza di un vaccino è dovuta soprattutto alla variabilità delle proteine superficiali del virus, contro le quali non si riesce ad ottenere una protezione anticorpale efficace.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.