Documento sulle malattie infettive virali che colpiscono gli animali. Il Pdf, adatto per l'Università e la materia Biologia, descrive patologie come l'afta epizootica, la malattia vescicolare del suino e la diarrea virale bovina, fornendo dettagli su virus, trasmissione, sintomi, diagnosi e profilassi.
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L'afta epizootica è una malattia infettiva virale contagiosa, a decorso acuto, a bassa letalità. Il virus dell'afta epizootica colpisce gli Artiodattili, quindi, ruminanti, suini, camelidi e dromedari. L'afta epizootica è caratterizzata da febbre, comparsa di vescicole primarie e secondarie. Il virus dell'afta epizootica è un virus a RNA, monocatenario, 25 nm, senza envelope. È caratterizzato dalla presenza di 4 proteine: VP1, VP2, VP3 e VP4. Le prime tre sono presenti sul capside, mentre, la VP4 è interna vicino all'RNA. Il virus appartiene al genere Aphtovirus. La malattia venne descritta per la prima volta da Fracastoro nel 1514. Il virus dell'afta epizootica è presente in Africa settentrionale, in M.O, in Brasile e Argentina. Non è presente, ad oggi, negli USA e in Europa -> indenni. Nel 2000-2001 ci fu una epidemia correlata all'afta epizootica in UK, Olanda, Irlanda e Francia. Successivamente nel 2007 ci furono dei focolai in UK. Il virus dell'afta epizootica si trasmette per via orizzontale, per contatto diretto, tramite secrezioni, escrezioni e tramite via indiretta. Il virus penetra nell'organismo sano per via oro-nasale, raramente tramite lesioni cutanee (in questo caso la dose infettante deve essere maggiore). Il virus replica nel sito primario, si sviluppa una vescicola di forma lenticolare (piccola di dimensioni), segue una viremia per 3-5 gg e successivamente il virus si distribuisce in tutto l'organismo e raggiunge delle sedi di replicazione secondarie dove si sviluppano delle vescicole aftose. Le vescicole aftose sono presenti a livello della cavità orale, a livello labiale, a livello nasale, a livello della mammella, a livello dei pilastri del rumine, a livello del cernice coronario e dello spazio interdigitale. Nel bovino osserviamo piressia, anoressia, diminuzione della produzione, diminuzione della ruminazione, scialorrea, ipersalivazione a cui segue la formazione di vescicole aftose. Il virus nei vitelli si può localizzare anche a livello cardiaco determinando morte per arresto cardiaco. I piccoli ruminanti presentano una sintomatologia simile a quella del bovino anche se sono meno recettivi. Nei suini notiamo abbattimento, malessere generale, decubito prolungato, febbre ... È difficile notare la presenza di vescicole a livello orale in quanto l'esplorazione è difficoltosa e anche perché l'epitelio della cavità orale è meno cheratinizzato rispetto a quello del bovino -> le vescicole si rompono facilmente. Le vescicole a livello podale determinano zoppie. Per la diagnosi si possono prelevare dei campioni per esami di laboratorio: epitelio delle vescicole, liquido vescicolare, raschiato laringe-esofageo, esami del sangue con anticoagulanti se l'animale presenta febbre e esami del sangue in toto per esami sierologici. Si può effettuare anche la RT-PCR e il test ELISA. L'afta epizootica è una malattia infettiva virale sottoposta a obbligo di denuncia, nel momento in cui siano presenti dei focolai è necessario effettuare lo 'stamping out'. Inizialmente era presente un vaccino trivalente AOC, dall'agosto del 1991 non è più utilizzabile.
La malattia vescicolare del suino è una malattia infettiva contagiosa, con alta morbosità e bassa letalità. Colpisce suini selvatici e domestici, la malattia è caratterizzata da febbre a cui segue una viremia e lo sviluppo di vescicole. Generalmente il decorso della malattia è asintomatica, quindi, non si verificano i sintomi. Solo il 10% dei soggetti colpi presenta manifestazioni cliniche. Il virus è a RNA, monocatenario, 28-30 nm, senza envelope. Appartiene al genere Enterovirus. La malattia è presente ove si predilige un allevamento suino, quindi, i paesi endemici saranno grandi produttori di carne suina. I suini selvatici trasmettono ai suini domestici la malattia ove è presente un allevamento brado. In Italia siamo indenni dal 2019, non si sono verificati più casi a partire dal 2016. Si sono registrati casì soprattutto nel centro-sud ove si predilige anche un allevamento di tipo famigliare. La malattia è presente in Europa e Asia. La malattia è trasmessa per contatto diretto, tramite escreti, secreti e tramite contatto indiretto. Il virus penetra tramite lesioni o ulcere presenti a livello cutaneo, soprattutto a livello podale, il virus si replica nel sito primario a cui segue viremia per 3-5 gg e successivamente si sviluppano vescicole a livello del grugno, della cavità orale, a livello della mammella, a livello podale. Possiamo notare febbre, dimagrimento, abbattimento, sviluppo di vescicole, zoppia. Ricordiamo che generalmente si verifica un decorso asintomatico, solo il 10% dei casi presenta sintomi e in questo caso la zoppia è al 100%. La diagnosi avviene tramite esami di laboratorio: epitelio delle vescicole, liquido vescicolare, esami del sangue ... RT-PCR e ELISA. Non è possibile distinguere la vescicola dell'afta epizootica con quella della malattia vescicolare del suino. È una malattia sottoposta a obbligo di denuncia, nel momento in cui si verifica un focolaio bisogna abbattere tutti gli animali colpiti e gli animali che sono entrati in contatto con essi, ritirare dal commercio i prodotti di origine suina ... In Europa la malattia è indenne tramite eradicazione e non utilizzo di profilassi vaccinale.
La BLUETONGUE, letteralmente lingua blu, è una malattia infettiva non direttamente contagiosa che colpisce ruminanti domestici e selvatici, le specie maggiormente colpite sono ovini e cervidi. Il virus della bluetongue appartiene al genere Orbivirus, è un virus a RNA bicatenario, senza envelope, segmentato, con tre capsidi. Il virus presenta 10 segmenti che sono corti, medi e lunghi. Ciascun segmento tranne il 9 e il 10 producono una proteina, nel caso del 9 e del 10 producono due proteine. Se il virus è segmentato significa che se in una cellula penetrano due virus della BT con sierotipo diverso o con il medesimo sierotipo ma con sequenza aminoacidi diversa e replicano nello stesso momento andiamo in contro a mutazioni genetiche: antigenic drift e antigenic shift. Il virus presenza tra capsidi: interno, intermedio e esterno. A livello esterno è presente la proteina VP2 (adesione) e la proteina VP5 (penetrazione). A livello del capside intermedio è presente la VP7. A livello del capside esterno è presente la VP3. Il capside interno a doppia parete, quindi interno e intermedio, presenta dei pori che non coincidono ma coincidono solo durante la replicazione del virus e questo permette un cambiamento di conformazione della VP3 e della VP7 e permette la fuoriuscita di RNAm. Il virus generalmente penetra nella cellula per endocitosi, segui la replicazione genomica, traduzione delle proteine e fuoriesce per esocitosi o per lisi cellulare (nei mammiferi). Il virus è trasmesso agli ospiti a sangue caldo tramite la puntura di vettori, i Culicoides. Sono di dimensioni di circa 1-3 mm e durante il pasto di sangue inoculando il virus nei mammiferi. Il virus si replica inizialmente nel sito di inoculo, giunge nei linfonodi regionali, segue una viremia e successivamente si replica nei monociti, cellule endoteliali, cellule dendritiche. Il virus può replicare anche nelle emazie e nelle piastrine. Gli organi bersaglio sono polmone e milza. I Culicoides sono moscerini, la vita di un adulto è di circa 10-90 gg e questo dipende dalla temperatura ambientale, più la temperatura è elevata più la loro attività è maggiore. Non tutti i Culicoides sono virus competenti, ciò significa che non tutti sono in grado di trasmettere il virus ai mammiferi. I culicoides per poter essere competenti devono replicare il virus ed essere in grado di trasmetterlo. Generalmente il virus si trova inizialmente a livello dell'intestino dei culicoides e successivamente deve giungere a livello delle ghiandole salivari per poter essere inoculato: quindi sono anche presenti delle barriere anatomiche che possono precludere o rendere difficoltoso questo passaggio. Il virus della BT è diffuso nel continente africano, in medio oriente, e giunse anche in Europa. La specie C. Imicola è la specie più nota nella trasmissione del virus, ci sono più di 1400 specie che differiscono in base al disegno delle ali.
SEGNI CLINICI: febbre, anoressia, diminuzione della produzione, edema della testa e del collo, edema polmonare con essudato, iperemia a livello delle mucose, iperemia a livello congiuntivale Infiammazione del cernice coronario, zoppia, scolo nasale che può diventare emorragico
DIAGNOSI: RT-PCR, ELISA
PROFILASSI: Utilizzare repellenti, antiparassitari Utilizzare zanzariere per limitare l'ingresso dei vettori Evitare l'esposizione nell'ambiente esterno nelle ore di punta Spostare gli animale in una zona a rischio.
VACCINI: INATTIVATI BUONI, POSSONO ESSERE USATI IN QUALSIASI PERIODO DELLA PRODUZIONE ATTIVI ATTENUATI PRESENTANO CRITICITÀ
La peste suina africana è una malattia infettiva virale contagiosa che colpisce suini selvatici e domestici. L'assenza di vaccini rende questa malattia molto temuta nell'allevamento suinicolo poichè può determinare perdite gravi a livello economico. Il virus della PSA è un Asfivirus, a DNA, doppio filamento di grandi dimensioni. Inizialmente il virus si era diffuso all'inizio del secolo scorso in Africa orientale, successivamente si diffuse in tutto il continente africano. Nel 1957 giunse in Portogallo e nel 1967 fu rilevato un primo caso in Italia vicino la provincia di Roma. Nel 1978 giunse in Sardegna. Dal 2014 si diffusa anche nell'Europa dell'est. Il cinghiale risulta essere l'ospite serbatoio, quando sono presenti allevamenti bradi molto spesso i suini domestici si infettano da quest'ultimi. La via di trasmissione è orizzontale tramite contatto diretto, escrementi, escreti, secreti e tramite anche zecche. La zecca maschio infetta generalmente trasmette il virus alla femmina tramite una via transovarica e transtadiale. Il virus penetra per via oro-nasale o tramite il morso della zecca e si diffonde nelle tonsille o nei linfonodi regionali dove si replica, in seguito tramite viremia si diffonde agli organi secondari di replicazione. inoltre il virus giunge in monociti e macrofagi dove si può replicare le cellule vanno in contro ad apoptosi e necrosi. La replicazione in monociti e macrofagi induce la produzione da parte di monociti e macrofagi di cellule pro-infiammatorie. Notiamo la produzione di citochine in quantità elevate, infatti, si assiste alla cosiddetta 'cascata di citochine'. Le citochine portano a distruzione dei linfociti. Infatti, un quadro tipico è leucopenia e linfopenia. La PSA presenta una forma iper-acuta, una acuta, una sub-acuta e infine una cronica. La forma iper-acuta è caratterizzata da febbre, anoressia, letargia e morte improvvisa. La forma acuta è caratterizzata da febbre, dimagrimento, vomito, diarrea, letargia, aborti ... La forma sub-acuta è simile alla forma acuta ma notiamo anche idropericardite e ascite. La forma cronica è caratterizzata da una febbre leggera, aborti, sintomatologia respiratoria, artrite ... La diagnosi viene effettuata in base all'epidemiologia, all'anamnesi e alle lesioni anatomopatologiche. Generalmente durante l'autopsia si valuta la milza, linfonodi e tonsille .. Possiamo effettuare RT-PCR e test ELISA. Non esiste alcun vaccino e in Italia la profilassi vaccinale è vietata. Nel caso in cui si verifichi un focolaio è necessario abbattere tutti gli animali colpiti e animali che sono entrati in contatto con essi, rimuovere dal commercio prodotti di origine animale e l'allevatore e l'allevamento deve essere indennizzato.