La nascita della stampa: evoluzione e tecnologia di Gutenberg

Slide dall'Università sulla Nascita della Stampa. Il Pdf esplora l'evoluzione dal rotolo al codice e le innovazioni tecnologiche di Gutenberg, descrivendo i miglioramenti nella lega metallica, l'inchiostro e gli strumenti come il compositoio e il torchio tipografico, utile per lo studio della Tecnologia.

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20 pagine

Tecnologia dei processi di produzione La stampa a caratteri mobili 1
Nascita della stampa
TECNOLOGIA DEI PROCESSI DI PRODUZIONE
Tecnologia dei processi di produzione La stampa a caratteri mobili 2
Dal rotolo al codice
EVOLUZIONE DELLA NUOVA FORMA DI SAPERE
Nel Medioevo il codice aveva lentamente sostituito il
rotolo perché più maneggevole e adatto alla lettura pri-
vata. Grazie alla sua forma, il lettore poteva leggere con
una sola mano o appoggiando il codice su un leggio, li-
berando l’altra mano per scrivere note a margine o tra le
righe del testo. Inoltre, il codice era più capiente perché
permetteva di scrivere su entrambi i lati del foglio. Un
testo lungo come i Vangeli poteva essere contenuto in
cento pagine, mentre sarebbero serviti 30 metri di rotolo
di papiro per la stessa quantità di testo.
Nonostante tutti i vantaggi apportati dal formato codi-
ce, l’arte di trascrivere un libro era estremamente lunga,
faticosa e richiedeva il lavoro di più monaci specializzati
per lunghi mesi, a volte persino anni. Il libri erano infatti
un oggetto prezioso, nella stragrande maggioranza dei
casi, prodotti dai religiosi per altri religiosi o al più per
l’élite nobiliare.

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Anteprima

Tecnologia dei processi di produzione

Dal rotolo al codice: Evoluzione della nuova forma di sapere

Nel Medioevo il codice aveva lentamente sostituito il rotolo perché più maneggevole e adatto alla lettura pri- vata. Grazie alla sua forma, il lettore poteva leggere con una sola mano o appoggiando il codice su un leggio, li- berando l'altra mano per scrivere note a margine o tra le righe del testo. Inoltre, il codice era più capiente perché permetteva di scrivere su entrambi i lati del foglio. Un testo lungo come i Vangeli poteva essere contenuto in cento pagine, mentre sarebbero serviti 30 metri di rotolo di papiro per la stessa quantità di testo.

Nonostante tutti i vantaggi apportati dal formato codi- ce, l'arte di trascrivere un libro era estremamente lunga, faticosa e richiedeva il lavoro di più monaci specializzati per lunghi mesi, a volte persino anni. Il libri erano infatti un oggetto prezioso, nella stragrande maggioranza dei casi, prodotti dai religiosi per altri religiosi o al più per l'élite nobiliare.

Tecnologia dei processi di produzione: La stampa a caratteri mobili

Diffusione della cultura: Nuove necessità ed evoluzioni della civiltà urbana

Il vero cambiamento avvenne tra XII e XIII secolo, nel pieno splendore della civiltà urbana: nasceva la bor- ghesia, gli artigiani si organizzavano nelle corpora- zioni, i mercanti costruivano le loro reti di contatti, i reggimenti politici raggiungevano forme di gestione più articolate ed autonome, mentre in tutti i campi si speri- mentavano innovazioni tecnologiche ed economiche.

Leggere e maneggiare la cultura scritta stava diventan- do una necessità per molti, e presto divenne anche una competenza da sfruttare per il piacere personale - na- turalmente riservata a chi aveva il tempo, l'inclinazione e la possibilità di dedicarvisi.

In breve tempo, e a macchia di leopardo in corrispon- denza delle città, la cultura smise di essere prerogativa esclusiva di religiosi e funzionari.

Tecnologia dei processi di produzione: La stampa a caratteri mobili

La nascita delle Università e la diffusione della cultura scritta

In questi contesti si svilupparono le Università, e con esse nacque la figura dell'intellettuale urbano, che si metteva spesso in contrapposizione con i poteri - laici ed ecclesiastici - per emanciparsi nella produzione di cultura. Le università nacquero proprio come corporazioni di intellettuali che face- vano gruppo per reciproco sostegno a tutela dell'autonomia del pensiero. A insegnanti e studenti servivano degli strumenti, dei libri per diffondere e conservare la cultura prodotta, e nelle città universitarie si diffusero il commercio dei libri e addirittura delle officine specializzate che funzio- navano esattamente come le nostre copisterie: i maestri delle università producevano uno scritto "ufficiale" che veniva ricopiato in un numero di esemplari adeguati alle esigenze degli studenti.

Inizialmente il supporto fisico utilizzato era ancora la pergamena, che nono- stante i progressi nella lavorazione (ormai si riuscivano ad ottenere fogli sot- tili e bianchi) rimaneva un materiale disponibile in quantità piuttosto limitata, dalla lunga lavorazione specializzata e di conseguenza costoso. A metà del Duecento cominciò ad essere finalmente sdoganata la carta, complici an- che le grandi innovazioni tecnologiche (la collatura animale e la pila idraulica a magli multipli) e la grande diffusione delle cartiere (tra cui Fabriano nelle Marche). La carta in effetti era fino a dieci volte più economica della per- gamena e sempre disponibile laddove necessaria. Era inoltre perfetta per chi aveva bisogno registrare quotidianamente e rapidamente le informazio ni meno ufficiali, come ad esempio tenere i conti di commerci e prestiti. È in questo clima di fermento culturale e necessità che nasce e si sviluppa uno degli eventi che più hanno caratterizzato l'evolversi della storia umana: l'invenzione della stampa a caratteri mobili.

Tecnologia dei processi di produzione: La stampa a caratteri mobili

Contesto: I nuovi bisogni

In sintesi tutti i fattori che insieme hanno creato l'humus fertile per l'inven- zione della stampa a caratteri mobili:

  • per scrivere a mano un libro era necessario il lavoro di molte persone e per anni;
  • i libri erano pochi e molto costosi, quelli illustrati erano inarrivabili;
  • con la nascita delle università gli studenti avevano un crescente bisogno di materiale e dispense su cui studiare;
  • il concetto di libro si modifica radicalmente: passa da oggetto da preser- vare a oggetto da consultare;
  • la grande riscoperta dei classici (siamo alle porte dell'Umanesimo) ge- nera una maggiore richiesta di libri;
  • con la riscoperta dei classici, nasce l'esigenza di avere testi fedeli (gli amanuensi volontariamente e involontariamente commettevano errori);
  • aumenta il pubblico dei lettori, novelle in particolare, da parte della bor- ghesia, per lo più commercianti arricchiti;
  • nascono le prime biblioteche private (collezioni di intellettuali e nobili);
  • la costante necessità di materiale da lavoro (messali e bibbie) da parte del clero costituiva un interessante opportunità di business.

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Il contesto di riferimento ci mostra un periodo di grande fermento: in tutta Europa (e non solo in Europa) sono mol- ti i personaggi che lavorano e studiano alla ricerca di un sistema che permetta di abbassare i costi di produzione e i tempi di riproduzione di un libro. Sappiamo che in Germania, in Olanda e anche in Italia si stava lavorando con mo- dalità davvero simili.

Tra i vari sistemi che avrebbero potuto velocizzare le operazioni di riproduzione dei testi, una delle prime sperimenta- zioni fu la xilografrafia (o silografia), forse la tecnica che più di tutte può essere considerata strettamente legata alla tipografia. La xilografia (dal greco xilos, legno) è una tecnica di stampa a rilievo caratterizzata da disegni o testi incisi su una matrice di legno duro. Una volta inchiostrata, la matrice è premuta sulla carta (o altri materiali) ripor- tandone l'immagine specchiata. Questa tecnica, creata in Oriente molti secoli prima, si diffuse in Occidente nel XIV secolo e si rivelò particolarmente utile per illustrazioni e scopi decorativi. Venivano realizzate stampe di immagini sa- cre, carte da gioco, tarocchi, calendari, almanacchi, ma anche decorazione di tessuti e cuoio. Inoltre era utile per velocizzare il lavoro di illustrazione dei codici manoscritti. Tuttavia la natura del materiale non rendeva possibile un ampio utilizzo per i testi scritti: la sottigliezza richiesta dai caratteri avrebbe distrutto le lettere di legno dopo i primi usi. Già ai primi del Quattrocento per questa pratica si usavano macchinari molto simili al torchio da stampa che sa- rebbe stato usato con i caratteri metallici: mancava solo un metodo per sfruttarne tutto il potenziale nei testi scritti. Il supporto perfetto, l'economica carta, esisteva già e permetteva agli stampatori di sperimentare senza dover spen- dere capitali enormi, né di doversi attenere alla grandezza della pergamena (evidentemente limitata a quella dell'ani- male da cui era stata prelevata e dalla capacità di chi l'aveva lavorata).

Passare alle matrici di stampa in metallo era ormai evidentemente solo una questione di tempo e di capacità.

Tecnologia dei processi di produzione: Primi esperimenti

La xilografia precede la stampa a caratteri mobili

Tecnologia dei processi di produzione: La stampa a caratteri mobili

Gutenberg e la Bibbia a 42 linee

Johannes Genfleish, più comunemente conosciuto come Johannes Gutenberg nacque a Magonza probabilmente verso la fine del XIV secolo. Veniva da una famiglia nobile, ma ben poco si sa della sua vita negli anni precedenti la grande invenzione, se non che di professione era soprattutto un orafo. Si suppone che il giovane Gutenberg in gioventù avesse visto e imparato dagli artigiani come si pre- paravano gli stampi e come si colava il metallo fuso per il conio delle monete. Per motivi politici si trasferì a Strasburgo per qualche anno. È anche possibile anche che abbia vissuto o comunque sia entrato in contatto con qualche altra grande città europea, respirando quel clima di ricerca e grande fermento che coinvolgeva artigiani, intellettuali e inventori per trovare una soluzione all'annoso pro- blema della lenta trascrizione dei libri. Tornerà a Magonza nel 1948 con idee brillanti e grandi pro- getti per il futuro. Si fa prestare i soldi e fonda una società con un banchiere, Johann Fust e un inci- sore, Peter Schoffer per la produzione di un libro, la Bibbia cristiana, stampato con la nuova tecnica (la segretissima nuova arte). Si tratta della famosa "Bibbia delle 42 linee" (dal numero di righe che componevano ogni colonna di testo) in caratteri gotici, venne ultimata il 23 febbraio 1455 e il libro fu messo in vendita alla fiera di Francoforte. L'edizione, con tiratura di 184 copie (150 su carta di cana- pa e 34 su pergamnea), suscitò immediato entusiasmo per la qualità tipografica. Ancora oggi, per la per la perfezione e la pulizia della stampa, viene considerato il libro più bello al mondo. Aveva tut- tavia richiesto tre anni di duro lavoro e soprattutto il fallimento della sua società. Fust infatti citò in giudizio Gutenberg, che fu costretto a risarcire il socio della somma prestata. Fust e Schöffer aprirono una loro officina tipografica. La loro impresa, Fust und Schoffer, raccolse i frutti del buon nome che si era fatto Gutenberg e divenne la prima impresa commercialmente redditizia nella storia della stampa. Nei successivi quindici anni ogni grande città europea possiede una sua stamperia. In mezzo seco- lo dall'invenzione della stampa a caratteri mobili furono stampati più di 12 milioni di libri, ovvero più di quanti fossero stati trascritti a mano nei mille anni precedenti.

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