Arte ai tempi di Carlo Magno e Rinascenza Carolingia: analisi e opere

Slide sull'arte ai tempi di Carlo Magno (751-887) e Rinascenza Carolingia. La Pdf esplora l'arte carolingia e ottoniana, descrivendo i progetti culturali di Carlo Magno e la Renovatio Romani Imperii, con un focus su opere come la Cappella Palatina di Aquisgrana e la Croce di Lotario, utile per studenti universitari di Arte.

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ARTE AI TEMPI DI CARLO MAGNO (751-887) e
RINASCENZA CAROLINGIA
Nel 751 Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, diventa re dei Franchi.
887 Carlo il Grosso viene destituito, finisce l’unità dell’impero.
A noi interessa la vicenda e presa di potere di Carlo Magno nel 768, ci interessa il suo
progetto politico che può essere sintetizzato in Renovatio Romani imperii:
Idea di rifondare l’impero romano su basi cristiane, con stretto riferimento al papato.
Nell’800 Carlo Magno, nella notte di Natale, viene incoronato IMPERATORE dal papa,
anche perché il suo regno raggiuse un’estensione incredibile.
C’è anche un progetto culturale e d’immagine legato alla corte nel mostrare come
questo impero fosse erede dell’Impero Romano, anche le esperienze artistiche mirano a
sottolineare questa continuità.
Per altro verso, c’è da parte di Carlo Magno e degli intellettuali della sua corte, la volontà
di riformare alcuni aspetti della cultura e amministrazione puntando sulla formazione del
clero (monasteri sono luoghi legati al potere spirituale ma anche all’amministrazione e
gestione), e curare l’edizione di testi sacri che erano pieni di errori e fraintendimenti.
C’è una preoccupazione di formazione, uniformità che porta all’introduzione anche una
nuova scrittura, la “carolina”, in modo che fosse ben chiara nei documenti e testi sacri.
In Italia l’impero carolingio si estende fino a Roma, comprendendo la Langobardia Mayor
e parte di quella minor.
RENOVATIO ROMANI IMPERII
Volontà di far rinascere l’Impero romano PERO’ su basi cristiane.
C’è questa volontà di far rivivere l’Impero romano, anche attraverso l’arte come in
questa moneta.
Vediamo l’effigie di Carlo Magno che è presentato di profilo con corona di alloro: i
caratteri tipici delle monete degli imperatori romani.
Abbiamo però un elemento anomalo: i BAFFI che rimandano all’effige reale di
Carlo Magno e che diventano un elemento di riconoscimento del sovrano.
Ci rimane anche questa piccola statua oggi conservata al Louvre che però sappiamo
fosse in origine conservata nella Cattedrale di Metz (dove divenne vescovo un figlio
illegittimo di Carlo Magno) e sappiamo che per lungo tempo nell’anniversario della
morte di Carlo Magno questa statuetta veniva collocata sull’altare.
E’ una statua equestre che ci mostra il sovrano a cavallo con in mano un globo e una
spada (andata perduta).
L’idea dell’immagine equestre è una scelta carica di implicazioni, richiama la statua
equestre di Marco Aurelio, che durante il Medioevo si trovava presso il Laterano (e in
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questo periodo si pensava fosse Costantino).
Quindi notiamo un chiaro riferimento alla tradizione imperiale.
La testa è coronata e ha dei baffi ben presenti (attributo tipico Carlo Magno)
Questo è un grafico che ci mostra, in tratteggio, le parti che sono state rifatte e che non
sono più originali.
Il tutto è composto da 3 parti ben distinte: testa (fusione piena), corpo e cavallo (a cera
perduta fusione cava) -Questo può essere spiegato nella possibile modifica e
adattamento ad altro sovrano.
Durante il restauro ci si è resi conto che il cavallo NON è omogeneo all’immagine del
sovrano, molto probabilmente è un RIUSO di un cavallo tardoantico riadattato e riusato
Vediamo dunque un’attenzione rinnovata verso il repertorio della tradizione romana.
Questo oggetto non ci rimane perché perduto durante la Rivoluzione Francese,
abbiamo questo modellino.
Base di una croce-reliquiario che Eginardo (che scrive anche una vita di Carlo
Magno, si interessò anche di architettura) ha donato alla chiesa di S. Servazio a
Maastricht nella forma tipica di un arco trionfale.
Vediamo un arco di trionfo in miniatura con tanto di attico con iscrizione che
motiva chi è il committente e le motivazioni di devozione.
Dobbiamo immaginarla con unanima di legno foderata con argento lavorato
a sbalzo e figure a rilievo che rappresentavano una traduzione in senso
cristiano dei rilievi che solitamente si trovano sull’arco.
Qui vediamo gli evangelisti con i loro simboli, una scena dell’Annunciazione e
una serie di Santi guerrieri abbigliati all’antica.
AQUISGRANA Cappella Palatina
Città in Germania che fu sede privilegiata dell’Impero carolingio, dove Carlo Magno fece
costruire un palazzo con struttura absidata che veniva usata come Sala del Trono, tutto in
torno residenze e stanze (quello che era il palazzo ora è municipio di Aquisgrana) e
soprattutto una cappella palatina/imperiale.
Perfettamente conservata è Cappella Palatina, ora circondata da edifici gotici.
È un edificio a pianta centrale con impianto poligonale, pilastri
che sostengono una cupola, ambulatorio su 2 piani che circonda
il corpo centrale.
Molto importante è anche l’ingresso, corpo occidentale
(westwerk)che vediamo bene qui a dx, e che prevedeva una
sala del trono nella sala inferiore e nella parte superiore, si accedeva tramite torri scalari, si
conservavano importanti reliquie, prima fra tutte il Mantello di S. Martino (considerato
evangelizzatore della Gallia).

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Anteprima

Arte Carolingia: Contesto Storico e Politico

Nel 751 Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, diventa re dei Franchi. 887 Carlo il Grosso viene destituito, finisce l'unità dell'impero. A noi interessa la vicenda e presa di potere di Carlo Magno nel 768, ci interessa il suo progetto politico che può essere sintetizzato in Renovatio Romani imperii: Idea di rifondare l'impero romano su basi cristiane, con stretto riferimento al papato. Nell'800 Carlo Magno, nella notte di Natale, viene incoronato IMPERATORE dal papa, anche perché il suo regno raggiuse un'estensione incredibile. C'è anche un progetto culturale e d'immagine legato alla corte > nel mostrare come questo impero fosse erede dell'Impero Romano, anche le esperienze artistiche mirano a sottolineare questa continuità. Per altro verso, c'è da parte di Carlo Magno e degli intellettuali della sua corte, la volontà di riformare alcuni aspetti della cultura e amministrazione puntando sulla formazione del clero (monasteri sono luoghi legati al potere spirituale ma anche all'amministrazione e gestione), e curare l'edizione di testi sacri che erano pieni di errori e fraintendimenti. C'è una preoccupazione di formazione, uniformità che porta all'introduzione anche una nuova scrittura, la "carolina", in modo che fosse ben chiara nei documenti e testi sacri. In Italia l'impero carolingio si estende fino a Roma, comprendendo la Langobardia Mayor e parte di quella minor.

Renovatio Romani Imperii: Simbolismo e Rappresentazioni

Volontà di far rinascere l'Impero romano PERO' su basi cristiane. C'è questa volontà di far rivivere l'Impero romano, anche attraverso l'arte come in questa moneta. Vediamo l'effigie di Carlo Magno che è presentato di profilo con corona di alloro: į caratteri tipici delle monete degli imperatori romani. Abbiamo però un elemento anomalo: i BAFFI che rimandano all'effige reale di Carlo Magno e che diventano un elemento di riconoscimento del sovrano. Ci rimane anche questa piccola statua oggi conservata al Louvre che però sappiamo fosse in origine conservata nella Cattedrale di Metz (dove divenne vescovo un figlio illegittimo di Carlo Magno) e sappiamo che per lungo tempo nell'anniversario della morte di Carlo Magno questa statuetta veniva collocata sull'altare. E' una statua equestre che ci mostra il sovrano a cavallo con in mano un globo e una spada (andata perduta). L'idea dell'immagine equestre è una scelta carica di implicazioni, richiama la statua equestre di Marco Aurelio, che durante il Medioevo si trovava presso il Laterano (e in 48questo periodo si pensava fosse Costantino). Quindi notiamo un chiaro riferimento alla tradizione imperiale. La testa è coronata e ha dei baffi ben presenti (attributo tipico Carlo Magno) Questo è un grafico che ci mostra, in tratteggio, le parti che sono state rifatte e che non sono più originali. Il tutto è composto da 3 parti ben distinte: testa (fusione piena), corpo e cavallo (a cera perduta fusione cava) ->Questo può essere spiegato nella possibile modifica e adattamento ad altro sovrano. Durante il restauro ci si è resi conto che il cavallo NON è omogeneo all'immagine del sovrano, molto probabilmente è un RIUSO di un cavallo tardoantico riadattato e riusato Vediamo dunque un'attenzione rinnovata verso il repertorio della tradizione romana.

BOPATYNAITIN: Croce-reliquiario di Eginardo

Questo oggetto non ci rimane perché perduto durante la Rivoluzione Francese, abbiamo questo modellino. Base di una croce-reliquiario che Eginardo (che scrive anche una vita di Carlo Magno, si interessò anche di architettura) ha donato alla chiesa di S. Servazio a Maastricht nella forma tipica di un arco trionfale. Vediamo un arco di trionfo in miniatura con tanto di attico con iscrizione che motiva chi è il committente e le motivazioni di devozione. Dobbiamo immaginarla con un'anima di legno foderata con argento lavorato a sbalzo e figure a rilievo che rappresentavano una traduzione in senso cristiano dei rilievi che solitamente si trovano sull'arco. Qui vediamo gli evangelisti con i loro simboli, una scena dell'Annunciazione e una serie di Santi guerrieri abbigliati all'antica.

Aquisgrana: Cappella Palatina

Città in Germania che fu sede privilegiata dell'Impero carolingio, dove Carlo Magno fece costruire un palazzo con struttura absidata che veniva usata come Sala del Trono, tutto in torno residenze e stanze (quello che era il palazzo ora è municipio di Aquisgrana) e soprattutto una cappella palatina/imperiale. Perfettamente conservata è Cappella Palatina, ora circondata da edifici gotici. È un edificio a pianta centrale con impianto poligonale, pilastri che sostengono una cupola, ambulatorio su 2 piani che circonda il corpo centrale. Molto importante è anche l'ingresso, corpo occidentale westwerk)che vediamo bene qui a dx, e che prevedeva una sala del trono nella sala inferiore e nella parte superiore, si accedeva tramite torri scalari, si conservavano importanti reliquie, prima fra tutte il Mantello di S. Martino (considerato evangelizzatore della Gallia). 49Qui siamo nel corpo centrale di forma ottagona sormontato da cupola e con corridoio anulare su due livelli. Vediamo i pilastri che sostengono delle arcate che a loro volta contengono strutture a esedra, colonnate. Chi ha progettato questo edificio si è ispirato al modello della Chiesa di s. Vitale di Ravenna, anche la decorazione è molto simile: marmi nei basamenti e mosaici nella cupola e volte. È un guardare al passato Un altro riferimento esplicito a Ravenna è la presenza del PULVINO. In questa cappella c'è un grande impegno di decorazione anche negli arredi come nelle PORTE con il recupero di una tecnica e materiale molto usato nel periodo romano: BRONZO (lega rame e stagno) che si era in parte tralasciata nel periodo precedente e che viene recuperata. Le porte fuse, non sono figurate se non nella parte delle maniglie con protomi leonini e motivi ornamentali di ovuli nella cornice che rimanda ad un repertorio romano. Di bronzo sono anche le TRANSENNE/PARAPETTI del piano superiore che presentano motivi di tipo geometrico (richiami nordici), ma anche girali d'acanto, lesene ... Questa cappella serviva per le celebrazioni dell'Imperatore che aveva un posto a lui dedicato, ad ovest dove c'è il corpo occidentato, al piano superiore c'è il TRONO (l'attuale è di rifacimento successivo). È una collocazione strategica che permetteva di vedere l'altare al pian terreno e l'altare della loggia. Inoltre, creava una connessione con la decorazione a mosaico della cupola L'attuale mosaico è più tardo ma corrisponde a quello che vi era rappresentato in origine, in linea con il trono vi era Cristo in Gloria accompagnata da una scritta in latino "Grazie a me regnano i re" > CONSACRAZIONE DELL'IMPERATORE DIRETTAMENTE PER VIA DIVINA. Cristo sembra benedire direttamente Carlo Magno che sedeva sul trono Questo ci dà un'idea del potere carolingio che viene presentato come un potere che deriva direttamente da Dio.

Monasteri Carolingi: Centri di Potere e Cultura

Carlo Magno dà un ruolo centrale alla religione cattolica, per questo vengono fondate nuove chiese e nuovi monasteri, i quali diventarono un riferimento molto importante per il potere politico dell'impero carolingio perché anche centri legati al potere politico e amministrativo. Infatti si favorì l'attività degli scriptoria dove venivano realizzati e decorati i codici manoscritti e dove si sviluppò la scrittura "minuscola carolina". 50Un altro luogo legato alla memoria carolingia è il MONASTERO di LORSCH dove è rimasta la struttura che corrispondeva all'ingresso. Il tetto è più tardo, la struttura inferiore corrisponde al IX secolo. Il fronte presenta due ordini affiancata da due torri scalari che permettevano di accedere al piano superiore. Abbiamo una decorazione a piastrelle geometrica ed essenziale. È una struttura di ingresso al monastero con arcate a tutto sesto che ci possono ricordare i tre fornici degli archi di trionfo, le arcate sono scandite da semicolonne con capitello all'antica, sopra lesene scanalate sormontate da capitelli all'antica. Ma non solo l'arco di trionfo, ci ricorda anche PORTE URBICHE romane (Porta Borsari). Un alto monastero è quello di Corvay in Germania. È un caso importante perché si è conservato il corpo occidentato tipico carolingio (westwerk), che precedeva la chiesa e dove vi era una loggia che si affacciava nella chiesa e dalla quale il sovrano poteva assistere (anche luogo dove si conservavano le reliquie) e solitamente affiancato da torri scalari. Un caso più vicino a noi, in Valvenosta vicino al confine con la Svizzera, abbiamo il Monastero di Mustair, che ai tempi di Carlo Magno sorgeva lungo una via di transito tra la Langobardia mayor e Baviera. Le indagini dendrocronologiche datano le parti più antiche del monastero alla fine VIII secolo (fase di espansione e conquista) All'interno abbiamo una statua in stucco di Carlo Magno, in memoria che il fondatore era stato proprio Carlo Magno, la chiesa conserva ancora l'impianto carolingio: spazio ad aula unica con 3 absidi ma con accesso che avveniva tramite un corridoio. All'interno abbiamo un CICLO PITTORICO molto importante e che mostra una complessità di scelte iconografiche con Storie della Vita di Cristo, Giudizio Universale (una delle prime rappresentazioni). Non distante abbiamo la chiesa di SAN BENEDETTO DI MALLES, chiesa forse legata al potere laico dove all'interno abbiamo una decorazione fatta di pitture all'interno di nicchie absidali e integrate da stucchi che ci sono giunte in modo frammentario (abbiamo anche delle sinopie che ci mostrano dove erano collocati). Quello che vediamo è che la pittura imita la parte ad intreccio dello stucco, la decorazione collegava strettamente parti dipinte con quelle a rilievo. Oltre ai santi sono rappresentati i promotori di questa cappella: un laico con una spada in mano e dalla parte opposta un ecclesiastico con il modellino della chiesa e coronati da aureola quadrata (tipica dei viventi e che li distingue dai santi). 51

Produzione Libraria Carolingia

Un aspetto molto importante per la cultura carolingia è la produzione libraria. La corte di Carlo Magno, grazie agli intellettuali di varia provenienza, è molto raffinata e impegnata nell'emendazione di testi sacri che Carlo Magno riteneva di particolare importanza. Quello che è affascinante nella produzione libraria di questo periodo è che abbiamo libri sacri, liturgici, ma anche testi di contenuto laico, scientifico. La stagione carolingia è importante perché buona parte di quello che conosciamo dei testi antichi passa attraverso il lavoro di copia fatta nei monasteri e più precisamente nei scriptorium carolingi.

Evangelistario di Godescalco: Manoscritto e Decorazione

"EVANGELISTARIO DI GODESCALCO" Questo è il primo manoscritto che si può legare alla committenza di Carlo Magno. Si può datare tra il 751 e 783. È un evangelistario noto come EVANGELISTARIO DI GODESCALCO (colui che ha seguito e coordinato la realizzazione di questo manoscritto). La decorazione di questo manoscritto si trova nella parte iniziale dove abbiamo una serie di pagine miniate. Qui vediamo, in una delle prime pagine, l'immagine di Cristo benedicente, giovane e imberbe. Siede su un trono, ha in mano un libro e dietro a lui abbiamo delle mura. Veste con un abito purpureo, aureola gemmata. Lo sfondo è molto interessante, abbiamo queste mura merlate, elementi vegetali in alto e basso, XP sul lato destro. IL motivo della cornice presenta girali e intrecci. In questa immagine c'è la figura umana che domina ma c'è un tutto pieno, una sorta di Horror Vacui. Questo codice iconografico si lega ad una doppia tradizione, l'impero carolingio integra la cultura NORDICA e quella MEDITERRANEA. Circolavano infatti, in quel periodo manoscritti realizzati in zona dell'Inghilterra caratterizzata da decorazione aniconica, questo modo di miniare presentava "pagine a tappeto" come in questo caso. Questo gusto della decorazione a tappeto viene ripreso dai carolingi Questo aspetto di combinazione di due culture diverse lo abbiamo anche nell'inizio dei Vangeli, sempre dell'EVANGELISTARIO DI GODESCALCO. 52

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