Documento da Unimore.it su Chimica dei Materiali Dentari. Il Pdf esplora i biomateriali, le loro generazioni e applicazioni in odontoiatria e ortopedia, con requisiti di sicurezza e biocompatibilità, utile per studenti universitari di Chimica.
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I biomateriali, che sono oggetto di studio sia degli ingegneri che degli odontoiatri, sono materiali che entrano in contatto con il corpo umano o con un essere vivente, non sono necessariamente di origine naturale ma possono essere anche sintetici (es. protesi in silicone per il seno), o di origine animale (es. trapianto di osso da osso bovino oppure osso che proviene dalla banca dell'osso di origine umana). I biomateriali sono materiali usati in medicina in generale per trattare sia tessuti duri che molli, noi parleremo di quelli utilizzati nei settori dell'Odontoiatria e dell'Ortopedia. Le considerazioni che si fanno riguardo i biomateriali utilizzati in ambito odontoiatrico e ortopedico sono molto simili: se ad esempio si parla di rigenerazione ossea, che sia la mandibola o il femore, poco cambia dal punto di vista del materiale. Esiste poi tutta una serie di altre applicazioni in medicina (su cui però non ci soffermeremo) come, ad esempio, stent, valvole cardiache, protesi d'anca, ecc. Chiaramente non possono essere utilizzati tutti i materiali; per impiantare in un paziente un materiale, bisogna che questo sia:
Il settore dei biomateriali utilizzati in medicina è in forte crescita perché la popolazione mondiale sta drammaticamente invecchiando (soprattutto nel primo mondo): questo porta ad una sempre maggior richiesta di materiali sintetici che possano rimpiazzare una parte del corpo umano danneggiata, per questo l'UE sta stanziando tantissimi fondi per la ricerca e lo sviluppo dei biomateriali. Questo perché un numero maggiore di persone necessita di ripristinare la funzionalità di diverse parti del corpo. Dal punto di vista odontoiatrico ad esempio c'è tutta la componente estetica che utilizza materiali di diverso tipo, ma anche tutta la parte degli impianti che tipicamente viene effettuata in pazienti non giovanissimi o in caso di traumi e incidenti.
Nel 1986 viene data la definizione di biomateriale in una Consensus Conference, in cui è stata poi fondata la Società Europea per i Biomateriali e sono state dettate le linee guida su tutti i biomateriali che possono interagire con il corpo. È, quindi, un argomento abbastanza recente siccome prima di allora i rischi di rigetto e di infezione erano alti. Un biomateriale è un materiale utilizzato generalmente come medical device, ovvero un dispositivo o sistema medico (come ad esempio un impianto dentale, pacemaker, impianto per dialisi) e che interagisce con un sistema biologico, ovvero il corpo umano. Un biomateriale è generalmente utilizzato per sostituire o riparare una parte o una funzione del nostro corpo, che ha subito un danno o che è venuto a mancare. Es: l'impianto ha una vite di titanio che va nell'osso ed una corona ceramica esterna, è un dispositivo medico che va a rimpiazzare un dente perso e anche la funzione della masticazione. Il pacemaker ripristina la funzione del battito cardiaco ma non sostituisce il cuore, però è comunque considerato un biomateriale perché interagisce con il corpo umano. Un biomateriale è:
2Scatigna, Di Micco, Medregoniu, Ferrari CHIMICA DEI MATERIALI DENTARI (Cannillo) Lezione 1, 2/10/2024
Un biomateriale è quindi una sostanza (NON una medicina, "drug") che aumenta, tratta o rimpiazza un qualsiasi organo o tessuto o funzione corporea e può essere di due tipologie:
Per trattare un ritiro di osso le alternative possono essere, oltre ad attingere alla banca dell'osso che spesso è difficile:
Quindi, avere a disposizione dei materiali sintetici adatti riduce l'invasività e semplifica le operazioni; con un materiale sintetico la possibilità di trasmissione di patologie, se sterilizzato, si azzera. Quasi tutti i materiali utilizzati in odontoiatria (capsule, corone, ponti, resine, impianti ecc.) sono materiali sintetici.
I materiali si dividono in queste quattro categorie (non solo in campo odontoiatrico, in generale):
3Scatigna, Di Micco, Medregoniu, Ferrari CHIMICA DEI MATERIALI DENTARI (Cannillo) Lezione 1, 2/10/2024
I metalli sono materiali cosiddetti "strutturali" per eccellenza, cioè, possono sopportare carichi importanti e per questo hanno applicazioni vastissime in diversi settori. Un metallo resiste a carichi molto elevati ed è duttile, cioè si allunga prima di rompersi, cosa che mi "avvisa" prima della rottura, molto diverso da un materiale fragile che si rompe improvvisamente senza alcuna previa deformazione plastica. L'ortodonzia ad esempio utilizza i metalli perché le forze applicate dall'arcata dentaria sono molto importanti. Quelli usati esclusivamente in medicina, sia che devono rimanere impiantati all'interno del cavo orale sia che costituiscono gli strumenti che si utilizzano nelle minime operazioni chirurgiche (trapano, bisturi, etc), sono:
In particolare, in UE e negli USA si usano soprattutto il titanio e le leghe cobalto-cromo. Le leghe (alloys) sono materiali ottenuti dalla fusione di più metalli in cui uno è presente in maggiore quantità. Si distinguono due tipologie di leghe:
Sia acciaio che ghisa sono leghe ferro-carbonio e si differenziano tra loro dalle % di carbonio. In odontoiatria è molto più usato l'acciaio.
4Scatigna, Di Micco, Medregoniu, Ferrari CHIMICA DEI MATERIALI DENTARI (Cannillo) Lezione 1, 2/10/2024
I ceramici sono materiali che presentano:
L'unico grande svantaggio dei ceramici è rappresentato dalla fragilità (brittleness), difatti se si prendessero in considerazione un bicchiere in metallo e una tazza in ceramica e si facessero cadere, la prima si ammaccherebbe semplicemente, mentre la seconda si spaccherebbe. Quindi la fragilità è la resistenza alla rottura: tanto più un materiale è fragile, tanto meno resiste alla rottura. I ceramici sono materiali inorganici (non presentano carbonio) e sono costituiti sia da metalli che non metalli, generalmente legati con legame ionico-covalente. Hanno tipicamente una struttura cristallina, mentre i vetri (facenti parte della famiglia dei ceramici) sono amorfi. I materiali amorfi presentano una struttura disordinata, mentre i materiali presentanti una struttura cristallina, sono disposti in modo ordinato e presentano un pattern che si ripete nello spazio.
I polimeri (dal greco polys-meros) sono costituiti da tante unità fondamentali (monomeri) ripetute diverse volte nello spazio e legate tra loro mediante legame chimico. Ve ne sono di diversi tipi:
I polimeri si suddividono in:
I compositi sono i materiali più moderni, di ultima generazione e anche questi vengono usati in odontoiatria. Dal nome stesso si riesce a comprendere che si tratti di materiali costituiti da due o più componenti, di solito si tratta di una matrice e un rinforzo (si tratta di fibre o particelle). Ad esempio, le resine dentali per otturazione sono costituite da matrice polimerica e particella ceramica micrometrica. 5