L'intervista nei contesti socio-educativi: una guida pratica e strumenti

Documento dall'Università degli Studi di Bergamo su L'intervista nei contesti socio-educativi: una guida pratica. Il Pdf esplora le diverse tipologie di intervista, le fasi di analisi dei dati e l'importanza della restituzione dei risultati, con un focus sugli strumenti software per l'analisi qualitativa e quantitativa dei testi, utile per studenti universitari di Psicologia.

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Lintervista nei contesti socio educativi una guida praticapdf
Didattica II (Università degli Studi di Bergamo)
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Capitolo#1.#L’intervista#
L’intervista+ qualitativa+ è+ un a+ conversazione+ sollecitata+ e+ orientata+ dall’intervistatore+ che+ opera+ sulla+ base+ di+ u no+
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realtà.+ È+ importante+ avere+ chiaro+ quali+ sono+ gli+ obiettivi+ che+ si+ vogliono+ raggiungere+ e+ valutare+ attentamente+ se+
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disponibilità,+ telefonare+ a+ ciascuno,+ convincerli+ ad+ accettare+ di+ essere+ intervistati,+ farsi+ dare+ un+ ap p un tam e nto ,+
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attenzione,+animato+da+uno+"spirito+di+scienziato"+(M ontessori,+1935),+capace+di+andare+in+profondità+rispetto+alle+
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asimmetrico.+L'intervistato re +persegue+ lo+scopo+ di+ acquisire+ delle+ informazioni+che+solo+ l'intervistato+possiede+ in+
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conoscere+ e+ penetrare+ da+ vicino,+ attraverso+ non+ la+ neutralità+ ma+ il+ coinvolgimento+ pieno+ ed+ effettivo,+ cioè+
razionale+ed+emotivo+insieme .+
Sintesi:+L'intervista:+
- è+uno+scambio+verbale+e+non+verbale+tra+due+o+più+persone;+
- permette+ di+ raccogliere+ informazioni+ su+ dati+ personali,+ comportamenti,+ opinioni,+ motivazioni,+ esperienze,+
atteggiamenti+e+vissuti+degli+intervistati;+
- è+dedicata+a+un+particolare+tema;+
- è+sem pre+una+ relazione+ partecipata:+ il+ m odo+di+ essere,+ di+presentarsi+e+di+ sentire+ dell'uno+ si+ripercuote+nel+modo+
di+essere,+di+presentarsi+e+di+sentire+dell'altro+(Gaetano+Kanizsa,+1998).+
+
1.1 #Le#diverse#tipologie#di#intervista#
Le+interviste+si+suddividono+in+due +g ra nd i+g ru p p i:+
1. L'intervista+"un o +a +un o " ,+d e tt a +a n c h e +d ir e tta +o +f a c ci a +a +fa c c ia ;+
2. L'intervista+in+g r up p o +e+di+grup p o +per+ottenere+informazioni+su+un+tema+ oppure+per+capire+il+funzionamento+ del+
gruppo+in+sé,+le+ sue+dinamiche,+le+ relazioni+ tra+ i+ m em bri+o+per+ favorire+l'assunzione+di+consapevolezza+del+gruppo+
circa+una+specifica+questione+(intervista+motivazionale)+m ediante+il+confronto+intersoggettivo+e+l'autoriflessione+
(focus+group ).+
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L'intervista nei contesti socio-educativi: una guida pratica

studocu Lintervista nei contesti socio educativi una guida praticapdf Didattica II (Università degli Studi di Bergamo) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Sofia Consoli (sofiaconsoli10@gmail.com)L'intervista nei contesti socio - educativi: una guida pratica

Capitolo 1. L'intervista

L'intervista qualitativa è una conversazione sollecitata e orientata dall'intervistatore che opera sulla base di uno schema flessibile e non standardizzato di nuclei tematici che si intende indagare; è rivolta, con finalità di tipo conoscitivo, a un numero di persone scelte sulla base di un piano di rilevazione collegato agli obiettivi del progetto di ricerca. Si fa ricerca per imparare e accrescere la nostra conoscenza su un oggetto: l'intervista è un modo di apprendere dando parola all'altro, valorizzando le sue esperienze, i suoi saperi, i suoi punti di vista su una determinata fetta di realtà. È importante avere chiaro quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e valutare attentamente se l'intervista può essere uno strumento coerente o meno con essi: realizzare un'intervista costa molto. Costa in termini economici, di tempo e di fatica intellettuale. Questo lavoro è costituito da tanti piccoli passi come ad esempio costruire la traccia, individuare i soggetti da intervistare e stilare l'elenco dei nominativi, trovare i loro indirizzi e i loro numeri di telefono, reperire i soggetti, scrivere loro una lettera esplicativa delle finalità della ricerca in cui si chiede la disponibilità, telefonare a ciascuno, convincerli ad accettare di essere intervistati, farsi dare un appuntamento, raggiungerli, intervistarli e audio/videoregistrare la conversazione, trascriverla su file seguendo determinate regole, analizzarla e comprenderla, integrarla dentro il corpus complessivo delle interviste che sono state raccolte in quel progetto di ricerca e procedere con le fasi successive della ricerca. L'intervista nella ricerca psico-socio-educativa è un esercizio etnografico: "l'intervistatore allena continuamente il suo occhio, il suo orecchio e la sua attenzione, animato da uno "spirito di scienziato" (Montessori, 1935), capace di andare in profondità rispetto alle tematiche per comprendere il senso che rivestono per l'intervistato. L'intervistatore deve rivolgere attenzione anche sulla realizzazione di un setting capace di mettere a proprio agio gli interlocutori e far sì che questi realizzino fin dal primo contatto un'atmosfera distesa e costruttiva, adeguata a una situazione vis-à-vis (Laura Formenti sottolinea come non vi siano metodi "speciali" per raccogliere il vissuto dell'intervistato e che sia il contesto educativo a rendere "speciali" i metodi utilizzati). Il primo obiettivo di un intervistatore diventa quindi quello di aprire una comunicazione con espressioni e/o domande che creino e che costruiscano fiducia, attraverso la realizzazione di un linguaggio di intesa che permetta all'altro di esprimersi il più sinceramente possibile.

In questa ottica, il rapporto che si instaura tra intervistatore e intervistato può essere:

  • asimmetrico. L'intervistatore persegue lo scopo di acquisire delle informazioni che solo l'intervistato possiede in quanto, su quel particolare tema, è l'intervistato che ne sa di più dell'intervistatore, e che si realizza nel terreno di gioco dell'altro, al quale l'intervistatore chiede di accedere, sempre come ospite, mai come padrone di casa;
  • non occasionale. È richiesto esplicitamente dall'intervistatore, rivolto a soggetti scelti secondo un piano di raccolta dei dati e su di un tema specifico.
  • autentico. L'intervistatore ha sincero interesse per l'altro e la sua esperienza, la rispetta e la riconosce come preziosa, non si pone mai contro l'intervistato, non escogita sotterfugi, non ricorre a furbizie, non cerca mai di prenderlo in contropiede;
  • di parte. L 'intervistatore non si pone come controparte, ma sta dalla parte dell'intervistato. È interessato a conoscere e penetrare da vicino, attraverso non la neutralità ma il coinvolgimento pieno ed effettivo, cioè razionale ed emotivo insieme.

Sintesi: L'intervista:

  • è uno scambio verbale e non verbale tra due o più persone;
  • permette di raccogliere informazioni su dati personali, comportamenti, opinioni, motivazioni, esperienze, atteggiamenti e vissuti degli intervistati;
  • è dedicata a un particolare tema;
  • è sempre una relazione partecipata: il modo di essere, di presentarsi e di sentire dell'uno si ripercuote nel modo di essere, di presentarsi e di sentire dell'altro (Gaetano Kanizsa, 1998).

1.1 Le diverse tipologie di intervista

Le interviste si suddividono in due grandi gruppi:

  1. L'intervista "uno a uno", detta anche diretta o faccia a faccia;
  2. L'intervista in gruppo e di gruppo per ottenere informazioni su un tema oppure per capire il funzionamento del gruppo in sé, le sue dinamiche, le relazioni tra i membri o per favorire l'assunzione di consapevolezza del gruppo circa una specifica questione (intervista motivazionale) mediante il confronto intersoggettivo e l'autoriflessione (focus group).

This document is available on studocu Scaricato da Sofia Consoli (sofiaconsoli10@gmail.com)Considerando le interviste "uno a uno" ci si imbatte in differenti tipologie:

  1. L'intervista telefonica. È molto economica e rapida, permette il coinvolgimento di un numero elevato di intervistati e ciò motiva il suo uso crescente, ma le informazioni raccolte spesso non sono così accurate come quelle dell'intervista faccia a faccia, e il tasso di risposta alle indagini telefoniche risulta essere più basso. Inoltre hanno solitamente una durata più breve in termini di tempo, l'intervistato risulta più diffidente e diminuiscono le influenze della componente non verbale. L'intervista telefonica può essere eseguita con l'ausilio del computer (CATI - Computer Assisted Telephone Interviewing), che registra le risposte e permette anche la sostituzione del canovaccio di intervista.
  2. L'intervista computerizzata, l'intervista via e-mail, l'intervista postale e l'intervista via fax. Anche queste tipologie consentono di risparmiare tempo e denaro, dando la possibilità all'intervistatore di raggiungere con minore investimento di energie un maggior numero di intervistati rispetto all'intervista in presenza. L'intervista computerizzata presuppone una connessione internet e un utilizzo contemporaneo del computer sia da parte dell'intervistatore sia da parte dell'intervistato, in quanto entrambi devono essere on line: le domande vengono digitate una alla volta come in una chat (l'intervistatore formula la domanda e aspetta la risposta dell'intervistato prima di proporre la successiva).

I vantaggi, in generale, delle interviste di questo tipo riguardano:

  • un risparmio di tempo almeno per l'intervistatore e di denaro per quanto riguarda la realizzazione dell'intervista, la trascrizione e l'elaborazione delle informazioni raccolte;
  • la capacità di raggiungere l'intervistato in luoghi anche molto lontani o un numero notevole di persone con relativa facilità;
  • la possibilità per l'intervistato di rispondere quando preferisce anche alle domande che potrebbero metterlo in imbarazzo o a disagio di fronte all'intervistatore in quanto c'è minore contatto interpersonale.

Gli svantaggi riguardano:

  • il fatto che si basino sulla capacità dell'intervistato di utilizzare strumenti quali il computer e di trovarsi a proprio agio usando la tastiera o la lettura e la scrittura in generale;
  • il canovaccio dell'intervista che viene spedito (via fax, via posta o via e-mail), che deve essere esteticamente accattivante, soprattutto non eccessivamente lungo (non più di due pagine), e cominciare subito con le domande che sondano le tematiche chiave in modo che l'intervistato non si stanchi prima di cominciare.
  • la necessità di allegare una lettera di accompagnamento con le finalità della ricerca, la richiesta di aiuto e le istruzioni per rispondere alle domande: tutto ciò senza poter verificare se l'intervistato abbia effettivamente ben compreso le indicazioni fornite. Inoltre l'intervistatore deve includere le modalità per la restituzione della scheda di intervista
  • l'impossibilità di osservare i comportamenti non verbali e di controllare il setting in cui vengono scritte le risposte (rumore, orario, luogo ecc.);
  • la dipendenza dal corretto funzionamento del computer, del fax o dei recapiti/uffici postali;
  • la necessità di dover tenere presente il giorno, la settimana e/o il mese di spedizione per mettere in conto eventuali festività, vacanze ecc .;
  • la possibilità che l'intervista venga compilata da altra persona e non da quella che dovrebbe partecipare all'indagine;
  • le mancate risposte, l'impossibilità di registrare le risposte spontanee.

Prendendo in considerazione, invece, l'intervista in presenza, a seconda del grado di strutturazione delle domande, se ne possono utilizzare almeno tre tipologie:

  1. Intervista libera o non strutturata. È caratterizzata dal fatto che non deve attenersi a domande precostituite ma a una serie di temi da trattare e, per questo, permette una raccolta di informazioni verbali e non verbali molto ampia. Essa è centrata sull'intervistato, libero di scegliere quale percorso seguire nel suo discorso su un tema proposto dall'intervistatore, il quale, con i suoi interventi, cercherà semplicemente di stimolare l'intervistato a parlare il più liberamente possibile.
  2. Intervista semi strutturata. È incentrata su una griglia di riferimento, una traccia più o meno rigida nella quale vengono inseriti e messi in ordine alcuni contenuti definiti in precedenza, ma l'intervistatore gode di una certa discrezionalità nel decidere quali domande porre, soprattutto quando e come formularle. L'intervistatore Scaricato da Sofia Consoli (sofiaconsoli10@gmail.com)solitamente delinea anche la mappa dei nuclei tematici dell'intervista che risultano circolari, cioè concatenati e interdipendenti: è possibile iniziare il colloquio d'intervista partendo da un argomento/domanda qualsiasi per poi arrivare a comporre il cerchio tematico. La mappa e il canovaccio dell'intervista possono essere semplicemente elenchi di argomenti/domande da affrontare, oppure essere articolati più analiticamente con nuclei/domande e alcuni sotto nuclei/sotto domande.
  3. Intervista strutturata. Si basa sull'uso di una serie ben definita e articolata di domande, una "tecnica ibrida" (un misto tra intervista e questionario), in cui si evita che intervistato e/o intervistatore abbiano la possibilità di divagare. Questa modalità viene definita anche "compilazione assistita" in quanto l'intervistatore si limita a leggere le domande contenute nel questionario raccogliendo unicamente le risposte dell'intervistato. A tutti gli intervistati sono poste le stesse domande, nella stessa formulazione e nella stessa sequenza.

1.2 Scegliere tra differenti tipologie

La scelta tra le tipologie di intervista dipende dagli obiettivi dell'indagine e dalle caratteristiche della tematica da approfondire. L'intervista di tipo semi-strutturato e in particolare l'intervista narrativa (tipologia connotata in senso prettamente qualitativo) Essa risponde a esigenze propriamente educative, in quanto con essa è possibile coniugare due aspetti molto significativi in grado di porre l'intervistato al centro del processo non solo di acquisizione delle informazioni (interesse conoscitivo) ma anche formativo e auto formativo:

  • il primo: si ispira al metodo narrativo;
  • il secondo: consente all'intervistatore di utilizzare una certa flessibilità nel sottoporre le domande e le questioni a seconda della situazione e della relazione instaurata con l'intervistato nel corso dell'intervista.

Tale tipologia di intervista sembra essere uno strumento particolarmente adatto a dei ricercatori "in erba", quali possono essere laureandi e dottorandi di ricerca, perché permette di perseguire l'obiettivo di facilitare l'emergere del mondo dei pensieri e dei vissuti dell'altro attraverso la comunicazione e le modalità di espressione che si ritengono più appropriate, seguendo il ritmo e il tono assunto via via dal colloquio d'intervista, ma senza perdersi nello spazio vasto dell'intervista non strutturata e allo stesso tempo senza rinchiudersi nell'angusto spazio dell'intervista strutturata. Essa sembra anche la più coerente con i contenuti di tipo socio-pedagogico che raramente possono essere racchiusi in domande e risposte chiuse come nell'intervista strutturata e altrettanto raramente sono talmente aperti, personali, inafferrabili da non poter essere scandagliati con una chiara griglia di domande. Questa tipologia di intervista necessita di un paziente lavoro di preparazione in quanto la fase di allestimento dell'intervista inizia prima dell'incontro tra intervistatore e intervistato per quanto riguarda sia la conoscenza tra i due soggetti sia l'impostazione della traccia dei contenuti. Uno degli elementi principali nella preparazione delle interviste semi strutturate è lo schema circolare dell'intervista, ossia l'insieme tematico che punta a definire le domande e garantisce elasticità nella conduzione. Nell'improntare il canovaccio delle domande di intervista si devono avere in mente la traiettoria che va dal problema all'analisi e la logica circolare sottostante ai nuclei tematici sicché non c'è una predeterminata proposta sequenziale delle domande, piuttosto vi sono argomenti che l'intervistatore deve toccare nel corso del colloquio. Per facilitare la stesura della traccia delle domande si possono tenere presenti almeno i seguenti punti:

  • gli scopi dell'indagine;
  • la rilevanza delle domande rispetto alle finalità del progetto di ricerca;
  • l'importanza delle domande per l'intervistato;
  • i contenuti specifici che si vogliono indagare.

Composizione della griglia delle domande

Per primo occorre elencare le ragioni per cui l'intervistato potrebbe sentirsi motivato a entrare nella conversazione, a fornire informazioni il più possibile accurate e a sentirsi a suo agio nel rispondere alle questioni poste; viceversa, è possibile intuire quali potrebbero essere i motivi di un'eventuale resistenza o addirittura difficoltà/rifiuto dell'intervistato nel dare seguito a specifiche domande. Tale questione rimanda a un'altra relativa al motivo per cui il potenziale intervistato dovrebbe acconsentire a divenire per l'appunto tale. Nei paesi in cui i ricercatori possono contare su investimenti economici importanti la risposta è subito pronta: perché può essere pagato, ma questa realtà non si verifica quasi mai nel contesto italiano. Va affermata l'importanza:

  • del principio della trasparenza, secondo cui l'intervistato ha diritto di conoscere i fini, gli obiettivi e i metodi di cui si serve la ricerca e anche i modi e i contesti in cui verranno utilizzate le informazioni che lui metterà a disposizione attraverso l'intervista;

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