Documento da Semplicemente Yoga Academy su Gli Shatkarma, sei tecniche di purificazione corporea dello yoga. Il Pdf, destinato alla formazione professionale di insegnanti di yoga, illustra pratiche come Nauli, Neti, Basti, Trataka, Kapalabhati e Dhauti, con istruzioni dettagliate e illustrazioni esplicative.
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Gli Shatkarma षट्कर्माण
Le 6 azioni di purificazione corporea.
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SempliceMenteYoga AcademySOMMARIO
Introduzione
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Nauli - pulizia dell'ombelico
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Neti - pulizia del naso
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Basti - pulizia dell'intestino
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Trataka - pulizia del dotto lacrimale
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Kapalabhati - il respiro del fuoco
15
Dhauti - la pulizia generale del corpo
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Shankhaprakshalana
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SempliceMente Yoga AcademyIntroduzione.
L'Hatha Yoga, come descritto nelle prime Upanishad, era composto dagli Shatkarma. Shat
significa "sei" e Karma "azione"; gli shatkarma consistono in 6 gruppi di pratiche di
purificazione del corpo, e lo scopo dello hatha yoga e dunque degli shatkarma, è di creare
armonia tra i due principali flussi pranici, Ida e Pingala, raggiungendo in tal modo la
purificazione, e l'equilibrio sia fisico che mentale.
Gli Shatkarma aiutano il praticante ad entrare in contatto con alcuni processi che
avvengono all'interno del proprio corpo. Questa intimità non si ferma in superficie, ai
muscoli, alle ossa e alle articolazioni, ma va più in profondità.
Le tecniche di pulizia dello yoga infatti possono fornire una comprensione più profonda del
funzionamento degli organi interni, della respirazione, delle forze vitali o delle energie più
sottili che governano il tuo corpo. Lo stesso Patanjali, nei suoi Yoga Sutra, pone particolare
enfasi alla purificazione del corpo all'inizio del cammino spirituale: il primo degli Niyama
infatti è Saucha, la purezza.
Le tecniche di purificazione sono considerate uno strumento molto importante per
raggiungere l'armonia del corpo e della mente, fondamentali per andare a fondo nella
pratica delle āsana e del pranayama; nell'Hatha Yoga Pradipika e nella Gheranda
Samhita, due testi tradizionali fondamentali sullo yoga, sono considerate obbligatorie per
aiutare il praticante a bilanciare i tre elementi fondamentali del corpo (dosha).
Tuttavia queste tecniche non dovrebbero essere imparate sui libri, ne insegnate da persone
inesperte.
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La Gheranda Samhita, La scienza dello Yoga.
Gheranda Samhita e Hatha Pradipika corrono parallelamente l'uno con l'altro. Anche se
entrambi sono testi pratici, scritti sistematicamente, la Gheranda differisce dal Hatha
pradipika e altri testi sullo Hatha yoga. Infatti non usa mai la parola Hatha probabilmente
anche perché ha avuto più influssi Tantrici, ciò nonostante è considerata, assieme al Hatha
Pradipika e alla Siva Samhita, uno dei principali trattati di Hatha yoga.
Come la maggior parte di testi della cultura indiana è nella forma di dialogo tra Maestro e
discepolo, la "Gheranda Samhita" si propone come insegnamento orale impartito da
Gheranda, rispettato maestro dello yoga, al discepolo Chandakapali, questo nome
"Comune" ci rimanda anche al filone Sivaita della setta dei kapalika.
Lo Yoga descritto nella Gheranda Samhita, è chiamato Ghatasthayoga(termine che non si
trova altrove).
Ghata si riferisce al corpo e Astha in questo caso si riferisce ai mezzi.
Ghatasthayoga quindi si riferisce ad uno Yoga basato su un approccio attraverso il corpo.
Ovviamente Ghatastha o Ghata Yoga utilizza quelle pratiche appartenenti al Hatha yoga,
è per questo che la Gheranda Samhita è stimato come importante manuale di pratiche
Hatha yoga.
Il percorso è formato da una scaletta formata da sette gradini detta anche "Sapthanga",
descrive più di 100 pratiche yoga di varia natura. Il corpo è il primo a dover essere
purificato e liberato da malattia ed è per questo che inizia con la spiegazione delle
pratiche di purificazione.
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Epoca della Gheranda Samhita
Il versetto di Benvenuto trovato nella maggior parte dei manoscritti della Gheranda Samhita
è una chiara indicazione della influenza, avuta da manoscritti quali Hatha pradipika, dove
ci sono versi di benvenuto simili.
Nella Gheranda, 'Hatha' non significa il tipo di Yoga. Infatti, la parola 'Hatha' è usata con il
significato di 'forza'. Considerando il contenuto del testo, troviamo l'elaborazione di varie
pratiche yoga come, Satkarmas, asana, mudra, ecc, che non si trovano nel HP. Sulla base
della teoria dell'evoluzione delle pratiche questo ci porta a pensare che deve essere un
lavoro successivo allo Hatha Yoga Pradipika.
Il periodo di Hathapradipikà è stato fissato tra il XIV e il XVI secolo D.C. ed il primo
manoscritto ritrovato della Gheranda. Samhita è del 1802 D.C. Se teniamo in
considerazione un periodo di anni, prima che alcune copie potessero essere trovate, il
periodo del testo potrebbe essere fissato alla fine del XVII º secolo D.C.
Filosofia della Gheranda Samhita
'Ghata' è una parola tecnica usata per indicare non solo 'corpo', ma tutto ciò che rende
una persona come unità. Esso può essere definito come 'sarira' o 'deha'. in senso filosofico,
il corpo che trasmigra ed è responsabile di un'altra nascita.
Così l'unità psicofisica di una persona è responsabile delle azioni buone o cattive che
determinano il nuovo corso della rinascita. Questa catena di rinascite o le prospettive di
evoluzione della rinascita possono essere spezzate o modificate attraverso la pratica dello
Yoga.
La Gheranda Samhita sostiene che si può cambiare e modificare il substrato psicofisico,
meccanismo che entra in azione suggerito dalla propria volontà questo è 'Ghatasuddhi'.
Ghatasuddhi è di nuovo un concetto che significa purificazione, ma non solo, anche
fortificazione dell'unità psico-fisico. Il metodo di Ghatasuddhi comprende sette processi
come Sodhana, Drdhata, Sthairya, Dhairya, Làghava, Pratyaksa e Nirlipta.
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Struttura del testo.
Il testo, scritto e redatto in sanscrito, si suddivide in 7 capitoli, e sono:
1 Shat-Karma (6 azioni di purificazione del corpo);
2 asana
3 Mudra e Bandha
4 Prathyara
5 Pranayama
6 Dhyana
7 Il Samadhi.
Con la pratica dei Satkarma e dagli altri processi, il corpo deve essere trasformato e reso
adatto per il raggiungimento della Mukti (Liberazione). la Gheranda. Samhita. è, forse,
l'unico testo a disposizione che dà una vasta serie di particolari forme di igiene personale.
Infatti sono state descritte ben 21 Kriyas appartenenti al Satkarmas.
Sono descritte 32 Asana, in queste pratiche vi è una graduale evoluzione che porta dalla
fisica alla metafisica (spirituale). La funzione delle Asana è fondata sul sistema sottile di
centri e canali energetici "Nadi e Chakra" che attraverso l'assunzione di diverse posizioni
del corpo, si è in grado di purificare e quindi incanalare l'energia verso specifiche parti del
corpo ed ottenere così beneficio psicofisico. Lo scopo quindi è di trovare il giusto equilibrio,
stabilità, ed un corpo sano che permetta allo yogi di andare avanti con la propria pratica.
Il set di 25 Mudra, (descritti, nel terzo sadhana del Ghatastha) oltre alle loro qualità che
portano alla distruzione delle malattie e sviluppano Siddhi, alcuni Mudra, hanno un ruolo più
definito verso la Mukti, anche qui si dimostra che l'obiettivo non è mai perso di vista.
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I 3 sadhana (satkarma, Asana, Mudra) sopra descritti, hanno accennato di tanto in tanto
alla psicologia e al campo metafisico, ma restando saldamente sul piano fisico.
Con il Pratyahara si comincia quindi ad entrare nel campo interiore isolando la mente dalle
sollecitazioni dei sensi da cui è perennemente distratta. Il fatto che nella Gheranda questo
stadio preceda il pranayama è una caratteristica singolare che si può definire propria della
Gheranda.
Come per i precedenti sadhana anche per il Pranayama, oltre ad essere il distruttore di
malattie è anche usato per risvegliare la Kundalini. Prima ancora di descrivere la pratica del
Pranayama posa l'accento sulle stagioni più propizie per iniziare la pratica dello yoga, il
regime alimentare che lo yogi deve seguire e il luogo per la pratica. Anche nella Gheranda
come nel Hatha pradipika è descritta nadi shuddhi come preparazione al Pranayama, che
però differisce un po', infatti può essere eseguita con mantra "samanu" o senza mantra
"nirmanu". Poi inizia la descrizione delle 8 varietà di kumbhaka, anche qui 8 come
nell'Hatapradipika ma la G. Samhita non conta Sitkari e Plavini e li sostituisce con Sahita e
Kevali. (sahita, suryabheda, ujjayi, sitali, bhastrika, bhramari, murccha, kevali).
Il sesto Sadhana si occupa direttamente di Dhyana. Qualche elemento di Dhyana era già
stato introdotto nei sadhana precedenti.
I tre tipi di Dhyana, sthùla, Jyoti e suksma sono classificati uno dietro l'altro in sequenza.
Il successo in sùksma Dhyana è raggiunto con Sambhavi Mudra.
L'obiettivo di Dhyana Yoga è la percezione diretta del Sé. Con Dhyàna yoga l'Atman è
rivelato. Dopo aver avuto la percezione del Sé per mezzo di Dhyànayoga, il passo
successivo è ovviamente la Samadhi con cui ci si rende conto della propria identità in
relazione con Brahman
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Meta ultima e indescrivibile dell'esperienza ascetica, il settimo Sadhana è Samadhi che è
sinonimo di Rajayoga. Samadhi è sia un processo come anche il risultato di tale processo.
Come processo Samadhi significa intensa concentrazione mentale libera da ogni sankalpa
e attaccamento al mondo. Come risultato di tale processo è l'unione di Jiva con
Paramatma.
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Nauli नौलि la pulizia dell'ombelico
Nauli kriya viene tradotto come "la pulizia dell'ombelico" e consiste nel contrarre i muscoli
addominali, isolando i muscoli centrali dell'addome e spostando il muscolo retto
addominale con un movimento ondulatorio.
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Nauli
Questo moto ritmico stimola la peristalsi intestinale, tonifica il fegato e contribuisce a
migliorare la digestione.
Nauli kriya inoltre aiuta a mantenere attivo ed efficiente tutto il sistema digerente ed
escretorio del corpo.
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