Lezione 4: La soggettiva (point of view shot) e le inquadrature nel cinema

Documento di Università sulla lezione 4: la soggettiva (point of view shot). Il Pdf esplora le inquadrature cinematografiche, come soggettiva, falsa soggettiva e semisoggettiva, con esempi da film noti e il concetto di campo-controcampo.

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21 pagine

LEZIONE 4: LA SOGGETTIVA(POINT OF VIEW SHOT(POV))
NEL CINEMA ESISTONO DUE INQUADRATURE
Oggi affrontiamo l’inquadratura secondo il punto di vista che la macchina assume:
Inquadratura oggettiva (Nobody’s shot): la macchina da presa riprende i personaggi e
l’azione dall’esterno. corrisponde al punto di vista di nessuno, o anche punti di vista del
narratore stesso, impersonale ed esterno all’azione. Lo spettatore, posto di fronte alla scena,
dimentica la presenza della macchina da presa. Esempi ricorrenti di oggettive al cinema
sono gli “establishing shot” o tali che servono a inquadrare complessivamente una
situazione inserendola in un contesto individuato, i primi piani che si focalizzano
sull'espressione degli attori, le inquadrature frontali, i campi/controcampi. Nell’inquadratura
oggettiva si può trovare un parallelismo con la letteratura corrisponde al narratore
onnisciente dei promessi sposi.
2. Inquadratura soggettiva (Point of view shot): la macchina da presa coincide con lo
sguardo di un personaggio. S’intende un inquadratura che rappresenta sullo schermo ciò
che vede un personaggio, come è supposto a vederlo dal suo punto stato di vista,
rispettando distanza e direzione che lo separano da ciò che guarda. Per soggettiva s’intende
quello che si vede in un personaggio. E’ il punto di vista dell’istanza narrante, quello del
personaggio e quello dello spettatore coincidono così in un unico sguardo.
L istanza narrante è un entità astratta al di fuori del mondo diegetico la cui funzione è
avvertibile nel momento in cui le immagini o i suoi di un film sono strutturati in modo tale da
dar vita a una narrazione. La forza dunque che guida il film a livello narrativo ponendosi fuori
dal mondo diegetico. L’istanza narrante lascia intravedere il progetto comunicativo alla base
del film scritto dall’autore. Può manifestarsi ad esempio attraverso una voce che ci guida
nella comprensione del racconto oppure non si manifesta esplicitamente, ma la sua azione è
comunque rintracciabile in altri elementi come le immagini che ci vengono mostrate e il
modo in cui ci vengono mostrate. Il regista dunque decide come dar vita ad una storia
scritta, organizza tutti gli elementi in modo tale da orientare in una certo seno la nostra
comprensione del film.
Il mondo diegetico è il racconto, la narrazione, il mondo del racconto. La forza narrativa
calibrata dall’autore del film che ci guida all’interno del racconto.
CASO KEYHOLE FILMS: film “buchi di serratura”
Agli arbori del cinema c’era un corpo del film che mostrano le prime embrionali forme di
soggettiva cioè il caso dei keyhole film (cinema dal buco della serratura). L’inquadratura
soggettiva ha una storia comincia ad apparire nei primi film del 900’ attraverso una forma
primordiale e distante da oggi.
Nel periodo compreso fra il 1900 e il 1906 si sviluppano questi film ossia di un personaggio
che guarda attraverso qualcosa (buco della serratura).
Questa produzione di film si è rivelata prolifera. Altra tipologia è quella di alcuni film in cui un
personaggio guarda attraverso un binocolo. Il personaggio voyeurs. in questi film è dunque
quello di un guardone o curioso. Questa tipologia di film aveva come punto centrale un
personaggio che “sbirciava” e che era curioso. La storia si sviluppava attorno alla curiosità
del personaggio.
Un personaggio che ha una grande curiosità che guarda grazie o al buco di una serratura o
uno strumento di visione come binocolo, obiettivo di una macchina, primo esempio di un film
che sul piano della riflessione stessa del cinema viene messo nel voyeurismo, che poi più
avanti verrà approfondita in ambiti diversi. Qui viene inaugurato un cinema come piacere
anche proibito della visione.
Esempi:
1) Granduna’s Reading Glass di G. A.Smith (1900): film muto situazione narrativo con
un bambino che guarda attraverso oggetti o animali che guarda attraverso una lente
di ingrandimento della nonna. Film in cui un personaggio spia attraverso le lenti di
sua nonna. Primo esempio di cinema in cui troviamo un uso della soggettiva costruita
e realizzata in maniera odierna. Il giovane cerca curiosità in una lente di
ingrandimento e osserva alcuni oggetti tra cui l’occhio di sua nonna.
2) Par le trou de la serrure (1901) di F. Zecca: qui è più spiccato il wiaresismo del
personaggio che guarda come spettatore curioso e malizioso la costruzione narrativa
è più complessa produzione francese protagonista adulto e la sua visione da spione
è più accentuata e verosimile, inserviente di un albergo che guarda attraverso il buco
della serratura quindi entra in contatto con lo sguardo con varie situazioni una
giovane donna con una folta capigliatura bruna che si sistema per la sera perchè si
trucca c’è anche una situazione di transvestismo, alla fine del film il protagonista
viene punito attraverso un ospite delle stanze perchè lo scaraventa giù per le scale,
anche qui la soggettiva viene collegata al voyeurismo.

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Anteprima

NEL CINEMA ESISTONO DUE INQUADRATURE

Oggi affrontiamo l'inquadratura secondo il punto di vista che la macchina assume: Inquadratura oggettiva (Nobody's shot): la macchina da presa riprende i personaggi e l'azione dall'esterno. corrisponde al punto di vista di nessuno, o anche punti di vista del narratore stesso, impersonale ed esterno all'azione. Lo spettatore, posto di fronte alla scena, dimentica la presenza della macchina da presa. Esempi ricorrenti di oggettive al cinema sono gli "establishing shot" o tali che servono a inquadrare complessivamente una situazione inserendola in un contesto individuato, i primi piani che si focalizzano sull'espressione degli attori, le inquadrature frontali, i campi/controcampi. Nell'inquadratura oggettiva si può trovare un parallelismo con la letteratura corrisponde al narratore onnisciente dei promessi sposi.

2. Inquadratura soggettiva (Point of view shot): la macchina da presa coincide con lo sguardo di un personaggio. S'intende un inquadratura che rappresenta sullo schermo ciò che vede un personaggio, come è supposto a vederlo dal suo punto stato di vista, rispettando distanza e direzione che lo separano da ciò che guarda. Per soggettiva s'intende quello che si vede in un personaggio. E' il punto di vista dell'istanza narrante, quello del personaggio e quello dello spettatore coincidono così in un unico sguardo.

L' istanza narrante è un entità astratta al di fuori del mondo diegetico la cui funzione è avvertibile nel momento in cui le immagini o i suoi di un film sono strutturati in modo tale da dar vita a una narrazione. La forza dunque che guida il film a livello narrativo ponendosi fuori dal mondo diegetico. L'istanza narrante lascia intravedere il progetto comunicativo alla base del film scritto dall'autore. Può manifestarsi ad esempio attraverso una voce che ci guida nella comprensione del racconto oppure non si manifesta esplicitamente, ma la sua azione è comunque rintracciabile in altri elementi come le immagini che ci vengono mostrate e il modo in cui ci vengono mostrate. Il regista dunque decide come dar vita ad una storia scritta, organizza tutti gli elementi in modo tale da orientare in una certo seno la nostra comprensione del film.

Il mondo diegetico è il racconto, la narrazione, il mondo del racconto. La forza narrativa calibrata dall'autore del film che ci guida all'interno del racconto.

CASO KEYHOLE FILMS: film "buchi di serratura"

Agli arbori del cinema c'era un corpo del film che mostrano le prime embrionali forme di soggettiva cioè il caso dei keyhole film (cinema dal buco della serratura). L'inquadratura soggettiva ha una storia comincia ad apparire nei primi film del 900' attraverso una forma primordiale e distante da oggi.

Nel periodo compreso fra il 1900 e il 1906 si sviluppano questi film ossia di un personaggio che guarda attraverso qualcosa (buco della serratura).

Questa produzione di film si è rivelata prolifera. Altra tipologia è quella di alcuni film in cui un personaggio guarda attraverso un binocolo. Il personaggio voyeurs. in questi film è dunque quello di un guardone o curioso. Questa tipologia di film aveva come punto centrale un personaggio che "sbirciava" e che era curioso. La storia si sviluppava attorno alla curiosità del personaggio.

Un personaggio che ha una grande curiosità che guarda grazie o al buco di una serratura o uno strumento di visione come binocolo, obiettivo di una macchina, primo esempio di un film che sul piano della riflessione stessa del cinema viene messo nel voyeurismo, che poi più avanti verrà approfondita in ambiti diversi. Qui viene inaugurato un cinema come piacere anche proibito della visione.Esempi:

  1. Granduna's Reading Glass di G. A.Smith (1900): film muto situazione narrativo con un bambino che guarda attraverso oggetti o animali che guarda attraverso una lente di ingrandimento della nonna. Film in cui un personaggio spia attraverso le lenti di sua nonna. Primo esempio di cinema in cui troviamo un uso della soggettiva costruita e realizzata in maniera odierna. Il giovane cerca curiosità in una lente di ingrandimento e osserva alcuni oggetti tra cui l'occhio di sua nonna. Grandma's Reading Glass (1900) di G.A. Smith https://www.youtube.com/watch?v=07c897Eeuyc
  2. Par le trou de la serrure (1901) di F. Zecca: qui è più spiccato il wiaresismo del personaggio che guarda come spettatore curioso e malizioso la costruzione narrativa è più complessa produzione francese protagonista adulto e la sua visione da spione è più accentuata e verosimile, inserviente di un albergo che guarda attraverso il buco della serratura quindi entra in contatto con lo sguardo con varie situazioni una giovane donna con una folta capigliatura bruna che si sistema per la sera perchè si trucca c'è anche una situazione di transvestismo, alla fine del film il protagonista viene punito attraverso un ospite delle stanze perchè lo scaraventa giù per le scale, anche qui la soggettiva viene collegata al voyeurismo.Par le trou de la serrure (1901) di F. Zecca https://www.youtube.com/watch?v=BPQxQFHRwIA
  3. As Seen through a Telescope di Smith (1900): scena di un adulto che spia la realtà attraverso un cannocchiale su una strada e poi il suo sguardo si va a posare su una caviglia di una donna e poi alla fine il protagonista viene spinto dall'accompagnatore della donna e lo fa cadere per terra
  4. A search for Evidence 1903: protagonista un detective privato, vicenda di alghero, però torna il principio di sbirciare attraverso le stanze di un albergo per scovare il marito adultero della cliente del detective attraverso la serratura, narrazione complessa, produzione americana. Film muta, sia il detective che la cliente stanno cercando il marito che ha una relazione extraconiugale, quindi il vayerismo è associato a una detective, alla ricerca di una qualche verità, questa narrazione diventa sempre l'occasione di porre la donna in situazioni diverse e quindi può guardare sempre nel buco della serratura, la realtà incastonate in tante stanze e poi trova il coniuge in compagnia di un'altra. Alla fine c'è un meccanismo di punizione che riguarda il marito fedifrago.Dil A Search for Evidence (1903) https://www.youtube.com/watch?v=Ovb9LGHkrE4

CARATTERISTICHE DI QUESTE PRIME FORME DI SOGGETTIVITÀ:

  1. Contravvenzione alle regole di distanza e di direzione dello sguardo del personaggio
  2. Viene invece privilegiata la visuale dello spettatore
  3. Manca oppure è molto debole la narrazione
  4. La prospettiva della macchina da presa è frontale ed esaustiva
  5. La soggettiva funziona come esibizione di un'attrazione spettacolare
  6. Seppur in maniera rudimentale, è evidenziato il potere voyeuristico del dispositivo cinematografico.

Sono situazioni dunque di un personaggio che NON dovrebbe guardare ma osserva nascosto.

Cosa comprendiamo da queste embrionali forme di soggettiva?

La soggettiva nasce per celebrare l'avvento di un nuovo spettatore, a ragione definito "viaggiatore immobile" che vede proiettare le potenzialità del proprio occhio oltre i limiti imposti dalla visione naturale grazie alla mediazione di una protesi, ossia la macchina da presa. Nel passaggio dalla spettacolarità alla narrazione si consumò anche quello dalla visione totale alla visione parziale, dal superamento dei limiti dell'occhio al restringimento del campo visivo ai limiti di un personaggio calato nella finzione. Tra il 1905 e il 1915 sono numerosi i film che testimoniano questo passaggio.Il cinema delle origini punta a uno cinema per il fantastico e il meraviglioso, narrazione molto semplice. Cinema come spettacolo, piacere della visione

Il destino della soggettiva.

Dalla fine del primo decennio del novecento fino ad oggi, la soggettiva inizia a essere sempre più usata come effettivo punto di vista di un personaggio, al servizio della narrazione. Questo emerge sopratutto nel caso del cinema hollywoodiano classico.

Il destino della soggettiva cinema hollywoodiano classico intendiamo una determinata realtà industriale quanto una determinata tipologia di film, una tipologia di linguaggio cinematografico che viene usato per i film prodotti all'interno della società industriale che è quella della hollywood classica.Come funziona concretamente una soggettiva? Come possiamo riconoscerla?

Nel corso della storia del cinema, la soggettiva si è spesso manifestata attraverso dei "segni di riconoscimento" che consentono appunto di distinguerla facilmente. Sono tre tipi:

A. Uso di mascherini di varia forma nel caso in cui la visione del personaggio sia filtrata da uno strumento ottico (lente di ingrandimento, cannocchiale, binocolo, mirino della macchina fotografica o di un'arma, obbiettivo della macchina da presa). Mascherino: usato per la realizzazione di particolari trucchi e consiste in una superficie opaca di varia forma forma in celluloide o vetro che copre una parte del fotogramma sul negativo affinché non venga impressa. Inoltre, come già visto, i primi film contenenti soggettive, girati agli inizi del '900, utilizzano l'espediente del mascherino a forma di serratura.

Esempio di uso di mascherino e associazione tra uso del cinema e wayerismo:

  1. L'occhio che uccide" di Powell 1960: Un thriller che ha per protagonista un fotografo che vorrebbe diventare regista, commette femminicidi in cui la macchina fotografica gioca un ruolo fondamentale. Film costruito sul voyeurismo. I primi film all'inizio del 900' utilizzano la forma della serratura. Il silenzio degli innocenti altro esempio fondamentale. In questo film il protagonista che è affetto da gravissime turbe psichiche è un fotografo aspirante registra e serial killer e uccide le proprie vittimecon uno strumento da taglio con uno strumento montato sulla propria macchina da presa, quindi latto di filmare donne che sono le sue vittime viene identificato con l'uccisione o un atto criminale e violento, quindi il wayerismo è un atto mortale nel film, il protagonista Mark uccide (primo omicidio) una prostituta che lo conduce nel proprio appartamento, è interessante perchè ritorna l'uso del mascherino, è una soggettiva del protagonista che inizia a seguire prostituta. L'occhio che uccide (1960) di Michael Powell Do you know what the most FILIGHTENING thing in the world is ...? PEEPING TOM IN EASTHAN COLOUR CARL BOEHM MOIRA SHEARER ANNA MASSEY MAXINE AUDLEY
  2. Il silenzio degli innocenti 1990 di Jonathan Demme: ritorna l'uso del mascherino nella sequenza in cui la protagonista è una dectetive dell' NBAI riesce ad uccidere il serial killer a cui sta dando la caccia, però l'assassino usa degli occhiali a infrarossi che gli permettono di vedere al buio, sequenza di suspense tra soggettive dell'assassino con mascherine e immagine dell'assassino.

B. Presenza delle mani o di altri dettagli del corpo del personaggio osservatore all'interno dell'inquadratura. Classico esempio sono le mani che tengono il volante di un auto, presenza anche dei piedi in certi film

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