Documento di Università sulla lezione 4: la soggettiva (point of view shot). Il Pdf esplora le inquadrature cinematografiche, come soggettiva, falsa soggettiva e semisoggettiva, con esempi da film noti e il concetto di campo-controcampo.
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Oggi affrontiamo l'inquadratura secondo il punto di vista che la macchina assume: Inquadratura oggettiva (Nobody's shot): la macchina da presa riprende i personaggi e l'azione dall'esterno. corrisponde al punto di vista di nessuno, o anche punti di vista del narratore stesso, impersonale ed esterno all'azione. Lo spettatore, posto di fronte alla scena, dimentica la presenza della macchina da presa. Esempi ricorrenti di oggettive al cinema sono gli "establishing shot" o tali che servono a inquadrare complessivamente una situazione inserendola in un contesto individuato, i primi piani che si focalizzano sull'espressione degli attori, le inquadrature frontali, i campi/controcampi. Nell'inquadratura oggettiva si può trovare un parallelismo con la letteratura corrisponde al narratore onnisciente dei promessi sposi.
2. Inquadratura soggettiva (Point of view shot): la macchina da presa coincide con lo sguardo di un personaggio. S'intende un inquadratura che rappresenta sullo schermo ciò che vede un personaggio, come è supposto a vederlo dal suo punto stato di vista, rispettando distanza e direzione che lo separano da ciò che guarda. Per soggettiva s'intende quello che si vede in un personaggio. E' il punto di vista dell'istanza narrante, quello del personaggio e quello dello spettatore coincidono così in un unico sguardo.
L' istanza narrante è un entità astratta al di fuori del mondo diegetico la cui funzione è avvertibile nel momento in cui le immagini o i suoi di un film sono strutturati in modo tale da dar vita a una narrazione. La forza dunque che guida il film a livello narrativo ponendosi fuori dal mondo diegetico. L'istanza narrante lascia intravedere il progetto comunicativo alla base del film scritto dall'autore. Può manifestarsi ad esempio attraverso una voce che ci guida nella comprensione del racconto oppure non si manifesta esplicitamente, ma la sua azione è comunque rintracciabile in altri elementi come le immagini che ci vengono mostrate e il modo in cui ci vengono mostrate. Il regista dunque decide come dar vita ad una storia scritta, organizza tutti gli elementi in modo tale da orientare in una certo seno la nostra comprensione del film.
Il mondo diegetico è il racconto, la narrazione, il mondo del racconto. La forza narrativa calibrata dall'autore del film che ci guida all'interno del racconto.
Agli arbori del cinema c'era un corpo del film che mostrano le prime embrionali forme di soggettiva cioè il caso dei keyhole film (cinema dal buco della serratura). L'inquadratura soggettiva ha una storia comincia ad apparire nei primi film del 900' attraverso una forma primordiale e distante da oggi.
Nel periodo compreso fra il 1900 e il 1906 si sviluppano questi film ossia di un personaggio che guarda attraverso qualcosa (buco della serratura).
Questa produzione di film si è rivelata prolifera. Altra tipologia è quella di alcuni film in cui un personaggio guarda attraverso un binocolo. Il personaggio voyeurs. in questi film è dunque quello di un guardone o curioso. Questa tipologia di film aveva come punto centrale un personaggio che "sbirciava" e che era curioso. La storia si sviluppava attorno alla curiosità del personaggio.
Un personaggio che ha una grande curiosità che guarda grazie o al buco di una serratura o uno strumento di visione come binocolo, obiettivo di una macchina, primo esempio di un film che sul piano della riflessione stessa del cinema viene messo nel voyeurismo, che poi più avanti verrà approfondita in ambiti diversi. Qui viene inaugurato un cinema come piacere anche proibito della visione.Esempi:
Sono situazioni dunque di un personaggio che NON dovrebbe guardare ma osserva nascosto.
La soggettiva nasce per celebrare l'avvento di un nuovo spettatore, a ragione definito "viaggiatore immobile" che vede proiettare le potenzialità del proprio occhio oltre i limiti imposti dalla visione naturale grazie alla mediazione di una protesi, ossia la macchina da presa. Nel passaggio dalla spettacolarità alla narrazione si consumò anche quello dalla visione totale alla visione parziale, dal superamento dei limiti dell'occhio al restringimento del campo visivo ai limiti di un personaggio calato nella finzione. Tra il 1905 e il 1915 sono numerosi i film che testimoniano questo passaggio.Il cinema delle origini punta a uno cinema per il fantastico e il meraviglioso, narrazione molto semplice. Cinema come spettacolo, piacere della visione
Dalla fine del primo decennio del novecento fino ad oggi, la soggettiva inizia a essere sempre più usata come effettivo punto di vista di un personaggio, al servizio della narrazione. Questo emerge sopratutto nel caso del cinema hollywoodiano classico.
Il destino della soggettiva cinema hollywoodiano classico intendiamo una determinata realtà industriale quanto una determinata tipologia di film, una tipologia di linguaggio cinematografico che viene usato per i film prodotti all'interno della società industriale che è quella della hollywood classica.Come funziona concretamente una soggettiva? Come possiamo riconoscerla?
Nel corso della storia del cinema, la soggettiva si è spesso manifestata attraverso dei "segni di riconoscimento" che consentono appunto di distinguerla facilmente. Sono tre tipi:
A. Uso di mascherini di varia forma nel caso in cui la visione del personaggio sia filtrata da uno strumento ottico (lente di ingrandimento, cannocchiale, binocolo, mirino della macchina fotografica o di un'arma, obbiettivo della macchina da presa). Mascherino: usato per la realizzazione di particolari trucchi e consiste in una superficie opaca di varia forma forma in celluloide o vetro che copre una parte del fotogramma sul negativo affinché non venga impressa. Inoltre, come già visto, i primi film contenenti soggettive, girati agli inizi del '900, utilizzano l'espediente del mascherino a forma di serratura.
B. Presenza delle mani o di altri dettagli del corpo del personaggio osservatore all'interno dell'inquadratura. Classico esempio sono le mani che tengono il volante di un auto, presenza anche dei piedi in certi film