Documento sulla farmacologia che esplora i fondamenti della materia, definendo concetti chiave come farmacodinamica e farmacocinetica. Il Pdf, utile per l'Università in Biologia, illustra la classificazione dei farmaci, il meccanismo di interazione farmaco-recettore e le curve dose-risposta.
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DEFINIZIONE DI FARMACOLOGIA: è la scienza che ha per oggetto di studio la composizione dei farmaci e l'effetto che hanno sull'organismo.
La farmacocinetica è descrivibile tramite la matematica avanzata che può predire le concentrazioni del farmaco e il suo effetto. La grande parte dei farmaci agisce tramite un meccanismo di tipo chiave/serratura, la chiave è il farmaco e la serratura è il recettore nell'organismo o un'altra proteina come un enzima: la loro interazione innesca dei meccanismi biochimici che portano successivamente all'effetto. Ci sono anche altri meccanismi più complessi. Un farmaco deve essere utilizzato se e quando necessario, un uso inadeguato può anche determinare l'insorgenza di altre patologie -> meno si usano i farmaci, inoltre, un uso prolungato di farmaci può determinare danni molto gravi per l'organismo, anche dal punto di vista anatomopatologico. La terapia farmacologica è soggetta a frequente personalizzazione: è necessario tenere a mente il principio attivo, la dose e, a volte, persino il periodo dell'anno più adeguato. Il farmaco deve essere somministrato anche nella dose e nei tempi corretti.
DEFINIZIONE DI FARMACO: ogni sostanza o anche associazione di sostanze che ha prevalentemente delle proprietà curative (es. antibiotici, antinfiammatori, analgesici) e che permette di curare un sintomo oppure una patologia. I farmaci possono avere delle indicazioni profilattiche, permettendo di non incorrere in determinate malattie umane (es. vaccini), così come possono essere utilizzati sull'uomo, allo scopo di ripristinare, correggere o modificare quelle che sono le normali funzioni fisiologiche che normalmente l'uomo possiede (alcuni esempi: inotropi, diuretici, ormoni tiroidei). Un farmaco può infine avere un'azione immunologica, metabolica, così come non ha solo il fine di curare una patologia o un sintomo ma può anche essere usato ai fini diagnostici (mezzo di contrasto). La farmacologia può essere divisa in:
> Gli stessi principi attivi possono essere utilizzati in prevenzione primaria ma anche secondaria. Il regime di rimborsabilità dei farmaci dipende dalla classe: in particolare:
Scadenza del brevetto di un farmaco: ogni farmaco nasce con un nome, da una specifica casa farmaceutica, ed è marchiato dal brevetto tramite la legge 149 del 26 luglio 2005. Tale legge parla anche dei farmaci equivalenti, che possiedono la stessa efficacia, sicurezza e qualità dei corrispondenti farmaci "di marca" (il principio attivo è il medesimo), ma hanno un costo inferiore almeno del 20% perché è scaduto il brevetto stesso. La differenza tra farmaco, principio attivo ed eccipienti la si può riassumere nella seguente immagine, che mostra come ogni farmaco sia costituito da:
FARMACO PRINCIPIO ATTIVO ECCIPIENTI
I farmaci, classificati in base al tipo di azione, possono essere:
La sede di azione dei farmaci si divide in:
VELENO: farmaco che non presenta effetti benefici sull'organismo, ma solo effetti dannosi. Presenta pertanto un indice terapeutico molto basso e può essere nocivo anche a bassissimo dosaggio (mg o ug). I veleni possono essere:
Medicamento: farmaco che, a determinate dosi, induce variazioni funzionali benefiche (curative, profilattiche o diagnostiche) nell'organismo. A concentrazioni elevate tuttavia il farmaco può portare a variazioni funzionali inutili o dannose nell'organismo divenendo pertanto un veleno. #THM: è la dose della sostanza che fa il veleno; quindi, la posologia di un farmaco ha un ruolo fondamentale, in quanto tutti i farmaci possono essere velenosi e non è detto che i veleni non possano curare (a dosaggi molto limitati possono anche avere proprietà curative).
È un piano per la somministrazione di un farmaco che definisce la quantità di farmaco che deve essere somministrata nell'arco di una giornata. Deve essere basato sulla conoscenza delle:
Si viene così a creare la FINESTRA TERAPEUTICA o range terapeutico, ovvero l'intervallo tra la concentrazione minima efficace e la concentrazione minima tossica di un farmaco, entro cui si ottiene l'effetto terapeutico senza effetti tossici. La definizione del range terapeutico viene stabilita in base a studi sperimentali e deve essere descritta per ogni principio attivo. Esempi di regime posologico (dose/die):
Se il paziente è preciso e segue ciò che gli ha indicato il medico, la concentrazione del farmaco rimarrà sempre stabile. Ci sono però pazienti che non assumono in maniera così precisa i farmaci. L'ideale è la presenza di un farmaco associato ai pasti: in questo modo un farmaco frazionato a 3 volte al giorno può essere associato alla colazione, al pranzo e alla cena; tuttavia, anche in tal caso non è detto che passino esattamente 8 ore tra una somministrazione e l'altra; dunque, la curva che descrive la cinetica del farmaco potrebbe non essere stabile ma avere dei picchi e dei punti più bassi.
REGIME POSOLOGICO DI UN FARMACO: si intende un piano per la somministrazione di un farmaco in un determinato periodo di tempo. Il regime posologico deve essere basato sulla conoscenza sia della concentrazione minima efficace sia della concentrazione tossica minima del farmaco, nonché della sua clearance e del suo volume di distribuzione. Concentrazione tossica minima 20 Finestra terapeutica Cp (mg/L) 10 Concentrazione minima efficace RANGE TERAPEUTICO: è l'intervallo compreso tra la concentrazione minima efficace e la concentrazione tossica minima del farmaco, può essere modificato 0 0 5 10 15 in base a diversi parametri individuali di ciascun paziente (età, sesso, funzione Tempo (ore) renale, funzione epatica, BMI, interazioni con altri farmaci). Per ottenere l'effetto terapeutico del farmaco, l'obiettivo è mantenere sempre la concentrazione del farmaco all'interno del range di valori identificato dalla finestra terapeutica. Facendo ciò non si ha la certezza pari al 100% che questo sia efficace, ma si aumenta notevolmente la probabilità che lo sia. Esistono diversi tipi di formulazione di farmaco, ciascuno con un diverso comportamento quanto a concentrazione ematica (os, ev, im, ... ); l'unico modo per ottenere una "linea continua" nel grafico è tramite un'infusione continua.