Medicina Legale: Autopsia giudiziaria, sopralluogo e identificazione forense

Documento dall'Università degli Studi di Milano su Medicina Legale: Autopsia giudiziaria, sopralluogo giudiziario, identificazione del soggetto e genetica forense. Il Pdf, utile per studenti universitari di Diritto, approfondisce procedure di sopralluogo, esame della vittima e metodi di identificazione personale e generica.

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Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Medicina Legale #18 prof. Bailo Autopsia giudiziaria, sopralluogo
giudiziario, identificazione del soggetto e genetica forense
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Medicina Legale #18
Autopsia giudiziaria, sopralluogo giudiziario, identificazione del soggetto e genetica
forense
Prof. Bailo 29/05/202 Autori/ revisori: Paolo Vergani, Alessandro Castelluzzo, Lorenzo Lucca, Francesco
Sugo Serafini
L’anno scorso erano tre lezioni separate. Per chi volesse approfondire si consiglia di vedere le ultime sbobine
dell’anno scorso.
1. Domande
Accertamento tecnico preventivo (ATP) 696-bis prima dell’inizio della causa (dato che è a
inizio lezione e diverse persone stanno entrando in classe non si sentono bene le domande, si
riporta solo la risposta). È volto a ridurre il numero di cause civili e a evitare di portare ogni
singolo caso in tribunale così da non intasare il sistema e non intasare il sistema. Per evitare tutto
ciò, si effettua un tentativo di conciliazione. Le parti possono mettersi d’accordo o attraverso la
mediazione o attraverso l’accertamento tecnico preventivo. Quest’ultimo mima una CTU
(consulenza tecnica d’ufficio) e a seguito dello svolgimento dell’ATP si tenta di giungere a un
accordo. Ovviamente l’ATP può essere disatteso e in tal caso si va a giudizio. Se funziona e si
trova un accordo si può evitare di andare a giudizio.
Chiarimento su imperizia. Un medico abilitato dovrebbe esser in grado di fare tutto tranne
determinate prestazioni che sono di ambito specialistico. L’imperizia si attiene al non saper fare
e perciò se uno non con l’imprudenza e la negligenza” e perciò è difficile stabilire quale di queste
tre cause sia effettivamente alla base del danno procurato. Si ricorda inoltre che per l’assetto
normativo vigente adesso (Legge Gelli), l’imperizia è meno grave delle altre due. Nei processi di
solito l’avvocato difensore proverà a fare imputare il proprio assistito di imperizia, mentre
l’accusatore di imprudenza/negligenza.
Nell’ambito della Legge Gelli si dice che non si è punibili di imperizia se seguiamo le linee
guida, come è possibile? (se segui le indicazioni per fare una crostata non ti esce una torta di
cioccolato cit). La Corte di cassazione dice che per poter applicare la leggi Gelli devono esistere
le linee guida e devono essere state applicate bene nel caso concreto. Oltre a ciò, il medico non
risponde in caso di imperizia lieve (in casi di colpa grave o dolo si risponde). Un altro problema
è che le linee guida dell’istituto superiore di sanità sono poche e quindi spesso ciò a cui ci si deve
attenere sono le buone pratiche cliniche.
2. Sopralluogo Giudiziario
È una prestazione medica che non dovremmo essere chiamati a fare, ma che potrebbe essere chiesto in certe
occasioni, come lavorare in aree particolarmente remote. È un mezzo di indagine istruttoria (Si ricorda che il
sopralluogo è un accertamento irripetibile), quindi disposta dal PM, e serve per:
vedere se effettivamente un reato è stato commesso
determinare luoghi tempi modi e mezzi dello stesso,
identificare le vittime
tentare di identificare il colpevole.
Il sopraluogo viene fatto da due figure che sono il medico, che è l’unico ad essere autorizzato a toccare un
cadavere, e la polizia scientifica che farà le indagini sul posto.
L’intervento del medico è richiesto quando c’è un confermato o presunto delitto contro la persona. Il medico deve
capire:
se la morte ha causa naturale o esterna
se si tratta di un omicidio o di un suicidio
se è stato spostato o manomesso il cadavere : indagabile verificando l’ipostasi, cioè l’area di corpo
dove si colloca per gravità il sangue in seguito all’interruzione d’attività della pompa cardiaca. Se si
riscontrasse la presenza di ipostasi in senso gravitario e antigravitario si potrebbe pensare ad uno
Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Medicina Legale #18 prof. Bailo Autopsia giudiziaria, sopralluogo
giudiziario, identificazione del soggetto e genetica forense
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spostamento del cadavere;
se c’è una discordanza tra ciò che dicono gli astanti e ciò che viene rilevato sulla scena del delitto o
sul corpo.
Nel caso di un sopralluogo si va a cristallizzare la scena del crimine in modo che possa essere successivamente
utilizzata, proteggendo così l’affidabilità probatoria di quello che andiamo a fare.
Il medico può partecipare in veste di:
consulente tecnico del PM
come perito d’ufficio (in questo caso il medico viene nominato da un consulente del giudica)
come ausiliario dalla polizia giudiziaria.
2.1 Cosa fare durante un sopralluogo
In primo luogo, è bene chiedere informazioni riguardo a ciò che è successo, guardare la scena del crimine e
raccogliere tutti i dati circostanziali. È importante portare con un documento di identità valido, in quanto le
forze dell’ordine dovranno identificare il medico. È bene poi indossare le dovute protezioni, prima di entrare nella
scena del crimine, per evitare di contaminare la scena stessa. Se non ancora sopraggiunta la polizia scientifica si
consiglia di contattare il PM e interrompere il sopralluogo giudiziario in attesa dell’arrivo della polizia.
Al fine di documentare tutto è opportuno scattare fotografie. Le fotografie vanno fatte da diverse angolature in
modo da avere una corretta disposizione nello spazio di oggetti e del cadavere. Se ci si trovasse in una stanza
sarebbe utile scattare fotografie posizionandosi negli angoli, avendo così una prospettiva da tutti i punti di vista
della scena, è anche importante fare prima una foto panoramica e poi eventualmente in dettaglio.
Inizialmente si guarda l’ambiente e si valuta:
se è aperto o chiuso
la temperatura e l’umidità dell’ambiente (fondamentale per confrontarla con quella del cadavere)
se ci sono eventuali adiacenze.
cercare la presenza di farmaci (si riporta l’esempio di un farmacista suicidatosi assumendo grandi dosi
di insulina).
eventuali orme o tracce.
tracce di sangue. In questo caso si può chiedere l’aiuto dell’ematologia forense, ma si deve comunque
descrivere se si tratta di gocce, schizzi o pozze di sangue, il colore del sangue e se il sangue è più o meno
coagulato. Si ricorda che il sangue cadaverico non coagula, ma resta fluido. Nell’analisi del luogo è
inoltre bene cercare
Si cercano eventuali capelli o peli o altri liquidi biologici
gli oggetti ed eventuali mezzi di offesa e di difesa.
Per quanto riguarda l’esame della vittima, è consigliato:
descriverne la posizione
identificare e descrivere la lesività (questo è di fondamentale importanza per indirizzare l’indagine)
vedere eventuali segni di legature o bavagli,
individuare gli effetti personali
Si fanno poi dei rilievi per stabilire l’epoca del decesso:
si valutano le ipostasi (ad esempio si può smuovere il corpo per vedere se le ipostasi sono ancora mobili,
cosa che consente di stabilire da quante ore è morta la vittima): sotto le 6 ore dalla morte se il corpo viene
mobilizzato il sangue si sposta, o tra le 6 e le 12 si sposta solo parzialmente, o oltre le 12 rimane fisso.
Inoltre, un’ipostasi recente è improntabile tramite digitopressione, nel caso in cui non lo fosse si stima
che siano trascorse 72-96 ore dal decesso.
la rigidità: generalmente arriva a picco in 12-24 ore e poi si risolve progressivamente, oltre le 96 ore
non è più riscontrabile. Inizialmente coinvolge la muscolatura corta e successivamente quella lunga; in
genere coinvolge, in ordine temporale, l’articolazione temporo-mandibolare, la muscolatura delle dita
e infine le grandi articolazioni. È possibile provare a vincere questa rigidità cadaverica e
successivamente fare una nuova valutazione; se la rigidità si riforma, sono passate meno di 7 ore, se non
ricomparisse vorrebbe dire che sono passate più di 7 ore.
la temperatura. Questa viene provata in sede anorettale e viene confrontata con la temperatura rilevata
vicino al cadavere, ma lontana dalla corrente elettrica e da fonti di calore.

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Anteprima

Domande

L'anno scorso erano tre lezioni separate. Per chi volesse approfondire si consiglia di vedere le ultime sbobine dell'anno scorso.

  1. Domande
    • Accertamento tecnico preventivo (ATP) 696-bis prima dell'inizio della causa (dato che è a inizio lezione e diverse persone stanno entrando in classe non si sentono bene le domande, si riporta solo la risposta). È volto a ridurre il numero di cause civili e a evitare di portare ogni singolo caso in tribunale così da non intasare il sistema e non intasare il sistema. Per evitare tutto ciò, si effettua un tentativo di conciliazione. Le parti possono mettersi d'accordo o attraverso la mediazione o attraverso l'accertamento tecnico preventivo. Quest'ultimo mima una CTU (consulenza tecnica d'ufficio) e a seguito dello svolgimento dell'ATP si tenta di giungere a un accordo. Ovviamente l'ATP può essere disatteso e in tal caso si va a giudizio. Se funziona e si trova un accordo si può evitare di andare a giudizio.
    • Chiarimento su imperizia. Un medico abilitato dovrebbe esser in grado di fare tutto tranne determinate prestazioni che sono di ambito specialistico. L'imperizia si attiene al non saper fare e perciò se uno non con l'imprudenza e la negligenza" e perciò è difficile stabilire quale di queste tre cause sia effettivamente alla base del danno procurato. Si ricorda inoltre che per l'assetto normativo vigente adesso (Legge Gelli), l'imperizia è meno grave delle altre due. Nei processi di solito l'avvocato difensore proverà a fare imputare il proprio assistito di imperizia, mentre l'accusatore di imprudenza/negligenza.
    • Nell'ambito della Legge Gelli si dice che non si è punibili di imperizia se seguiamo le linee guida, come è possibile? (se segui le indicazioni per fare una crostata non ti esce una torta di cioccolato cit). La Corte di cassazione dice che per poter applicare le leggi Gelli devono esistere le linee guida e devono essere state applicate bene nel caso concreto. Oltre a ciò, il medico non risponde in caso di imperizia lieve (in casi di colpa grave o dolo si risponde). Un altro problema è che le linee guida dell'istituto superiore di sanità sono poche e quindi spesso ciò a cui ci si deve attenere sono le buone pratiche cliniche.

Sopralluogo Giudiziario

È una prestazione medica che non dovremmo essere chiamati a fare, ma che potrebbe essere chiesto in certe occasioni, come lavorare in aree particolarmente remote. È un mezzo di indagine istruttoria (Si ricorda che il sopralluogo è un accertamento irripetibile), quindi disposta dal PM, e serve per:

  • vedere se effettivamente un reato è stato commesso
  • determinare luoghi tempi modi e mezzi dello stesso,
  • identificare le vittime
  • tentare di identificare il colpevole.

Il sopraluogo viene fatto da due figure che sono il medico, che è l'unico ad essere autorizzato a toccare un cadavere, e la polizia scientifica che farà le indagini sul posto.

L'intervento del medico è richiesto quando c'è un confermato o presunto delitto contro la persona. Il medico deve capire:

  • se la morte ha causa naturale o esterna
  • se si tratta di un omicidio o di un suicidio
  • se è stato spostato o manomesso il cadavere : indagabile verificando l'ipostasi, cioè l'area di corpo dove si colloca per gravità il sangue in seguito all'interruzione d'attività della pompa cardiaca. Se si riscontrasse la presenza di ipostasi in senso gravitario e antigravitario si potrebbe pensare ad uno
    Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Medicina Legale #18 - prof. Bailo - Autopsia giudiziaria, sopralluogo
    giudiziario, identificazione del soggetto e genetica forense
  • se c'è una discordanza tra ciò che dicono gli astanti e ciò che viene rilevato sulla scena del delitto o sul corpo.

Nel caso di un sopralluogo si va a cristallizzare la scena del crimine in modo che possa essere successivamente utilizzata, proteggendo così l'affidabilità probatoria di quello che andiamo a fare.

Il medico può partecipare in veste di:

  • consulente tecnico del PM
  • come perito d'ufficio (in questo caso il medico viene nominato da un consulente del giudica)
  • come ausiliario dalla polizia giudiziaria.

Cosa fare durante un sopralluogo

In primo luogo, è bene chiedere informazioni riguardo a ciò che è successo, guardare la scena del crimine e raccogliere tutti i dati circostanziali. È importante portare con sé un documento di identità valido, in quanto le forze dell'ordine dovranno identificare il medico. È bene poi indossare le dovute protezioni, prima di entrare nella scena del crimine, per evitare di contaminare la scena stessa. Se non ancora sopraggiunta la polizia scientifica si consiglia di contattare il PM e interrompere il sopralluogo giudiziario in attesa dell'arrivo della polizia.

Al fine di documentare tutto è opportuno scattare fotografie. Le fotografie vanno fatte da diverse angolature in modo da avere una corretta disposizione nello spazio di oggetti e del cadavere. Se ci si trovasse in una stanza sarebbe utile scattare fotografie posizionandosi negli angoli, avendo così una prospettiva da tutti i punti di vista della scena, è anche importante fare prima una foto panoramica e poi eventualmente in dettaglio.

Inizialmente si guarda l'ambiente e si valuta:

  • se è aperto o chiuso
  • la temperatura e l'umidità dell'ambiente (fondamentale per confrontarla con quella del cadavere)
  • se ci sono eventuali adiacenze.
  • cercare la presenza di farmaci (si riporta l'esempio di un farmacista suicidatosi assumendo grandi dosi di insulina).
  • eventuali orme o tracce.
  • tracce di sangue. In questo caso si può chiedere l'aiuto dell'ematologia forense, ma si deve comunque descrivere se si tratta di gocce, schizzi o pozze di sangue, il colore del sangue e se il sangue è più o meno coagulato. Si ricorda che il sangue cadaverico non coagula, ma resta fluido. Nell'analisi del luogo è inoltre bene cercare
  • Si cercano eventuali capelli o peli o altri liquidi biologici
  • gli oggetti ed eventuali mezzi di offesa e di difesa.

Per quanto riguarda l'esame della vittima, è consigliato:

  • descriverne la posizione
  • identificare e descrivere la lesività (questo è di fondamentale importanza per indirizzare l'indagine)
  • vedere eventuali segni di legature o bavagli,
  • individuare gli effetti personali

Si fanno poi dei rilievi per stabilire l'epoca del decesso:

  • si valutano le ipostasi (ad esempio si può smuovere il corpo per vedere se le ipostasi sono ancora mobili, cosa che consente di stabilire da quante ore è morta la vittima): sotto le 6 ore dalla morte se il corpo viene mobilizzato il sangue si sposta, o tra le 6 e le 12 si sposta solo parzialmente, o oltre le 12 rimane fisso. Inoltre, un'ipostasi recente è improntabile tramite digitopressione, nel caso in cui non lo fosse si stima che siano trascorse 72-96 ore dal decesso.
  • la rigidità: generalmente arriva a picco in 12-24 ore e poi si risolve progressivamente, oltre le 96 ore non è più riscontrabile. Inizialmente coinvolge la muscolatura corta e successivamente quella lunga; in genere coinvolge, in ordine temporale, l'articolazione temporo-mandibolare, la muscolatura delle dita e infine le grandi articolazioni. È possibile provare a vincere questa rigidità cadaverica e successivamente fare una nuova valutazione; se la rigidità si riforma, sono passate meno di 7 ore, se non ricomparisse vorrebbe dire che sono passate più di 7 ore.
  • la temperatura. Questa viene provata in sede anorettale e viene confrontata con la temperatura rilevata vicino al cadavere, ma lontana dalla corrente elettrica e da fonti di calore.
    Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Medicina Legale #18 - prof. Bailo - Autopsia giudiziaria, sopralluogo
    giudiziario, identificazione del soggetto e genetica forense

Identificazione di persona

I due termini non sono sinonimi: con "identificazione" ci si riferisce a un protocollo ufficiale, svolto dall'autorità giudiziaria, che può avvalersi di metodi genetico-forensi o antropologici; si definisce, invece, "riconoscimento" l'atto di testimoniare l'identità di una persona, di norma svolto da un parente.

Si ricorda che la carta d'identità non è identificativa: non è sufficiente a identificare un morto. Per identificare significa accertare l'identità, riconoscere i caratteri individuali che differenziano quell'individuo da tutti gli altri. Identificare vuol dire riconoscere in modo scientifico e inequivocabile un determinato soggetto.

Ciò va fatto nei seguenti casi:

  • Soggetti viventi responsabili di un reato: può risultare problematica o può essere richiesta per immigrati, individui coperti da alias, in caso di sostituzione di persona o alterazione di identità latitanti.
  • Soggetti che si dichiarano minori di 14 anni responsabili di un reato: è necessario accertare la data di nascita dei coinvolti perché sussistono provvedimenti diversi a seconda dell'età.
  • Cadaveri: soprattutto nel caso in cui venga persa la fisionomia (putrefazione, carbonizzazione) o se i soggetti sono sconosciuti.
  • Resta cadaverici
  • Tracce di fluidi biologici: quando si ritrovano sulla scena del crimine, divengono prove del contatto tra la vittima e l'individuo cui appartengono.

L'identificazione di un soggetto è fondamentale dal punto di vista giuridico, penale e amministrativo (successione eredità, benefici previdenziali assicurativi e stato civile del coniuge superstite).

L'identificazione può essere generica o individuale (accertamento vero e proprio dell'identità. Le branche della medicina legale che aiutano il percorso di identificazione sono sostanzialmente due: l'antropologia forense (che comprende anche l'odontoiatria forense) e la genetica forense.

Identificazione generica

Nell'identificazione generica non si mira a dare un nome a un cadavere, ma si cerca di identificare la specie, l'etnia, il sesso e l'età del soggetto. Nella determinazione della specie si cerca di capire se le tracce o le ossa sono umane o animali. Nel caso delle ossa risulta fondamentale la figura dell'antropologo forense. Quest'ultimo grazie alla valutazione macroscopica delle ossa e a esami istologici come la valutazione degli osteoni (che sono più grossi in certi animali) permette di capire se si tratti di un uomo o meno. Anche la genetica forense con l'analisi genetica e dei caratteri immunologici risulta essere particolarmente utile.

Per quanto riguarda l'etnia, si ricercano caratteri distintivi:

  • Colore della cute
  • Tipologia e colore dei capelli
  • Morfologia di cranio, piramide nasale e mandibola
  • Statura.

Ci sono quattro etnie principali con diverse sottoclassi ognuna delle quali presenta caratteristiche specifiche per quanto riguarda i parametri sopra riportati. Esse sono: caucasica, mongoloide, negroide e australe.

Per la diagnosi di sesso si va a valutare il cadavere: se ben conservato la diagnosi è abbastanza immediata se no si va a analizzare i seguenti reperti:

  • Organi dell'apparato riproduttore: tra questi, utero o prostata sono i più resistenti ai processi putrefattivi e che sono indagabili in sede autoptica anche nel caso di uno stato di conservazione scadente del cadavere.

Nel momento in cui questi non siano evidenti si valuta la conformazione scheletrica. In particolare:

  • Morfologia del bacino: nell'uomo ha una conformazione a V, forame otturatorio ovale e ali iliache verticali;
    nella donna ha conformazione allargata a U, forame otturatorio triangolare e ali iliache orizzontali.
  • Morfologia del sacro: è ricurva nell'uomo e piatta nella donna.

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