Slide sull'Arte Greca. Il Pdf esplora l'arte greca del periodo arcaico, concentrandosi sui principi fondamentali come la ricerca di perfezione e armonia. La presentazione didattica, utile per la scuola superiore e la materia di Arte, illustra le caratteristiche e la terminologia dei templi greci, inclusa la loro struttura e la policromia.
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ARTE GRECA IL PERIODO ARCAICO DAL VII AL VI SECOLO a.C. Immagini e testi tratti da: G.Cricco, F.P.Di Teodoro, Itinerario nell'arte, Zanichelli, 2006. G.C.Argan, Storia dell'arte italiana, Sansoni, Firenze, 1977. P.Adorno, Larte italiana, D'Anna, Firenze, 1992. M.Bona Castellotti, Percorso di storia dell'arte, Einaudi, Milano,2004. R.Bossaglia, Storia dell'arte, Principato, Milano, 2003. G.Dorfles, Storia dell'arte, Atlas, Bergamo,2005. R.Formilli, Artefare, SEI, 2005, immagini e testi tratti da da internet.L'ETÀ ARCAICA (VII-VI sec. a.C.) All'inizio di questo periodo è già definito il fon- damento dell'arte greca: la ricerca della perfe- zione, dell'armonia, dell'equilibrio. Come nella filosofia i pensatori cercavano la causa di tutte le cose, il principio generato- re, così gli artisti rappresentano non ciò che è transitorio, mutevole, ma ciò che è perfetto, immutabile, immobile, l'idea che sta dietro le forme.
Principali Buses della vecorda celorizz aria se gell versa le coste a profondità della penetrazione terrharise
* Ettà forduatu dalle tolerie AC XI XX IX VIII VIE VI 111 11 I Civiltà greca Linea del tempo: cronologia delle civiltà classiche Intanto lo sviluppo delle poleis porta alla ne- cessità di fondare delle colonie fuori dalla Grecia, prima in Sicilia ma poi anche in Spa- gna, Francia e nel sud Italia (Magna Grecia). A nord invece la civiltà greca si diffuse sulle coste del mar Nero. L'arte subisce un forte im- pulso esprimendosi soprattutto nell'architet- tura e nella scultura.Contestualmente si sviluppa la religione greca, una religione politeista che sarà grande fonte di ispirazione per l'arte greca. I Greci immaginavano che i loro dei abitassero sul monte Olimpo, tra le nuvole che coprono costantemente la vetta, alta quasi 3000 metri.
Le dodici divinità olim- piche (dette Olimpi) governavano qualsiasi aspetto dell'esistenza umana ed erano im- mortali. Ma a parte questo avevano sem- bianze umane, erano tutti parenti tra loro e avevano gli stessi di- fetti degli uomini: era- no capricciosi, irascibi- li, gelosi e prepotenti. Quando i Romani co- nosceranno l'arte gre- ca si impadroniranno anche degli Olimpi cambiando semplice- mente loro il nome.
IL TEMPIO 3IL TEMPIO Il tempio fa la sua comparsa tra I'VIII e il VII secolo a.C. e deri- va dal megaron miceneo. Rivolto ad est, ha dimensioni e complessità variabili ma pos- siede sempre una cella inter- na (naòs) con la statua della divinità, un atrio (pronaos) co- stituito dal prolungamento del- le pareti della cella e, a volte, l'opistodomo sul retro. In base a numero e posizione delle colonne si distinguono il tempio in antis, pròstilo, an- fiprostilo, periptero e diptero. Più tardo è il tempio circolare.
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LE TIPOLOGIE TEMPLARI SECONDO LA CLASSIFICAZIONE DI VITRUVIO
A C E B D P F H G Le tipologie templari, secondo la classifi- cazione di Vitruvio, sono le seguenti:
Il numero delle colonne del prònao com- pleta la denominazione del tempio. Se esse sono quattro, il tempio è detto tetrastilo, se sono sei è detto esastilo, se sono sette è det- to eptastilo, se otto octastilo, se nove enna- stilo, se dieci decastilo. Il Partenone in Atene, ad esempio, avendo otto colonne sul fronte e un unico peristilio, appartiene al tipo periptero octàstilo; perip- tero esastilo è invece il Tempio di Zeus a Olimpia. Anfiprostilo tetrastilo è il Tempio di Athena Nike ad Atene; diptero octastilo quello di Zeus Olimpio ad Atene. In base al numero di colonne del prònao, inoltre, venivano fissate le dimensioni dei fronti laterali: la regola, applicata in Età clas- sica, è data dalla formula: N=n×2 + 1 dove N indica il numero delle colonne sui fronti laterali e n il numero di colonne della facciata. Immagini tratte da: G.C.Argan, Storia dell'arte italiana, Sansoni, Firenze, 1977. P.Adorno, Larte italiana, D'Anna, Firenze, 1992. M.Bona Castellotti, Percorso di storia dell'arte, Einaudi, Milano,2004. R.Bossaglia, Storia dell'arte, Principato, Milano, 2003. G.Dorfles, Storia dell'arte, Atlas, Bergamo,2005.
IL TEMPIO In base al numero di colonne presenti sulla facciata il tempio è denominato:
Il numero di colonne è quasi sempre pari af- finché non ci sia mai una colonna di fronte alla porta del pronaos (rari sono i casi di eptàstilo o ennàstilo). Il giro di colonne intorno alla cella (singolo o doppio) è denominato peristasi e lo spazio percorribile è detto deambulatorio. Le celebrazioni avvenivano tutte all'esterno del tempio e solo il sommo sacerdote aveva la possibilità di accedere al naos. Questo è il motivo per cui la facciata del tem- pio era particolarmente curata e decorata.
tetrastilo esastilo octastilo
frontone elemento architettonico di forma triangolare, con funzione strutturale e decorativa, compo- sto da timpano e comice tetto copertura in tegole di terracotta capriata struttura lignea triangolare che sostiene il tetto colmo trave che collega i vertici superiori delle capriate acrotèrio elemento decorativo colloca- to sul tetto, in corrisponden- za degli angoli del frontone trabeazione struttura orizzontale formata da architrave, fregio e cornice timpano superficie triangolare racchiu- sa dalla comice del frontone, spesso omata da sculture antefissa elemento decorativo applicato alla testata del- l'ultima fila delle tegole cornice elemento sporgente sago- mato che protegge il fregio e l'architrave capitello elemento di rac- cordo tra colonna e architrave mėtopa elemento quadran- golare dipinto o acolpito in rilievo architrave elemento portante orizzon- tale che acarica il peso della trabeazione sulle colonne triglifo elemento quadrango- lare con tre acanalatu- re verticale colonna fusto cilindrico composto da rocchi e sormontato dal capitello crepidoma basamento a gradoni su cui sorge il tempio stilobate ultimo gradino del crepidoma, costi- tuisce il basamento vero e proprio sul quale poggiano le colonne fregio fascia decorativa posta sopra Farchitrave, composta da metope e triglifi alternati rampa percorso processionale che guida verso il dio pronaos spazio porticato che precede il naos naos stanza intema dove è custodita la statua della divinità; può essere divisa da file di colonne IL TEMPIO GRECO
IL TEMPIO Il tempio era spesso vivacemente colorato: l'intensa luminosità delle zone mediterranee ha sempre portato le civiltà meridionali ad accentuare il valore cromatico delle superfici per con- trastare l'abbagliamento solare. I colori più utilizzati erano il bianco, il rosso e l'azzurro. scelte cromatiche per alcuni particolari dei templi ipotesi cromatica del tempio di Atena Aphaia ad EginaIL TEMPIO Lo schema della pianta, inizialmente stretta e allungata, tende col tempo ad accorciarsi e a dilatarsi. Presto si stabilirà la formula classica secondo la quale le colonne sui lati sono il doppio più una di quelle sul fronte. Perciò un tempio esastilo ha tredici colonne sul lato, un octastilo ne ha diciassette mentre le colonne diventano via via più snelle.
IL TEMPIO Per realizzare un tempio i blocchi di pietra venivano estratti dalla roccia con un lavoro lungo e complesso e trasportati fino al cantiere. Nelle cave di Cosa È ancora oggi possibile rkccutruire di estrazione delle colonse El banco di calcare, si traccia la circonferenza del segmento & rocchin tecendo W posizione che esso hia della rolousa. If rocchia + completata azotea, a colpi di scalpelia. le si teglia ala baie. Al outro del segmento riese praticale un fero a forma quadrata: servirà per alliniver a cocchio dusande Il lacors della messe in opera. Trasportare i rocchi nan ces offalls semplice: pelavene tonnellate zna trincea bertanza Falteccs voluta. Con corde il segments viene adagiato sul camelin Ei ligan per essere pai tialeato sino al luego delle costruzione: di parecchi metri, fasi di estrazione di un rocchio di colonna - tratto da Bell'italia