Slide di Università su Tecniche di Radioterapia. Il Pdf illustra le principali tecniche di radioterapia come EBRT, brachiterapia e IORT, approfondendo concetti fisici quali l'effetto Compton e la produzione di coppie, oltre al frazionamento della dose e le sue implicazioni radiobiologiche, utile per studenti di Scienze.
Mostra di più24 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
TSRM Arianna Blasimme
EXTERNAL BEAM RADIATION THERAPY CElekta - Versa HD ....
La brachiterapia è una tecnica di radioterapia effettuata mediante il posizionamento di sorgenti radioattive temporanee o permanenti a breve distanza (brachi: corto) dalla neoplasia. Utilizza dosi elevate di radiazioni a contatto o in stretta vicinanza con il focolaio neoplastico: la dose risulta concentrata alle strutture vicine alla sorgente e diminuirà rapidamente allontanandosi da essa (la dose decresce con il quadrato della distanza).
Per brachiterapia si intende una tecnica radioterapica nella quale sorgenti radioattive sono posizionate all'interno o a diretto contatto della neoplasia. La peculiarità di questa tecnica è la repentina caduta della dose all'allontanarsi dalla sorgente, con possibilità di erogare dosi molto elevate purché su volumi piccoli. La brachiterapia può essere suddivisa in:
La Brachiterapia Interstiziale comporta il posizionamento di fonti radioattive direttamente nel tumore o nel tessuto che lo circonda. A tal fine si possono utilizzare aghi, cateteri o applicatori che vengono inseriti nel tumore o nella cavità dopo l'intervento chirurgico. La brachiterapia interstiziale viene spesso usata per trattare i sarcomi della prostata, del seno, della testa e del collo e dei tessuti molli. Il vantaggio è che può fornire alte dosi di radiazioni al tumore minimizzando l'esposizione degli organi e dei tessuti vicini. Tuttavia, richiede un'attenta pianificazione e posizionamento delle fonti per garantire che il tumore riceva una copertura adeguata e che il rischio di effetti collaterali sia ridotto al minimo.
La Brachiterapia Endocavitaria prevede il posizionamento di fonti radioattive all'interno di una cavità del corpo, come la vagina, l'utero o i bronchi. Questo di solito viene fatto con l'aiuto di applicatori che vengono inseriti nella cavità attraverso le aperture naturali o dopo l'intervento chirurgico. La brachiterapia endocavitaria è spesso usata per trattare i tumori ginecologici, polmonari ed esofagei. 150 % ....
La Brachiterapia Endoluminale prevede il posizionamento di fonti radioattive all'interno di un organo cavo, come l'esofago, il dotto biliare o l'uretra. Questo di solito viene fatto con l'aiuto di cateteri o applicatori che vengono inseriti nell'organo attraverso le aperture naturali o dopo l'intervento chirurgico. La brachiterapia endoluminale viene spesso utilizzata per trattare i tumori dei tratti digestivi e urinari, nonché alcuni tumori polmonari e ginecologici.
La Brachiterapia di Superficie comporta il posizionamento di fonti radioattive direttamente sulla pelle o sulle mucose. Questo di solito viene fatto con l'aiuto di applicatori attaccati alla pelle o alla mucosa. La brachiterapia di superficie viene spesso utilizzata per trattare i tumori della pelle, come il carcinoma a cellule basali e il carcinoma a cellule squamose, nonché alcuni tumori ginecologici e mammari.
Il posizionamento delle sorgenti di radiazioni nella zona da trattare può essere temporanea o permanente.
Le Sorgenti di radiazioni comunemente utilizzate (radionuclidi) per la brachiterapia sono Raggi Gamma e Particelle Beta. La brachiterapia è un'opzione di trattamento versatile ed efficace per molti tipi di tumore. Può essere usata da sola o in combinazione con altri trattamenti, come chirurgia, chemioterapia e radioterapia esterna. La scelta del tipo e della tecnica della brachiterapia dipende da molti fattori, tra cui le esigenze e le preferenze individuali del paziente, le caratteristiche del tumore e le competenze e le risorse del team di cura.
Si identifica come un'irradiazione effettuata durante un intervento chirurgico: dopo la rimozione di una massa tumorale, il fascio di radiazioni arriva direttamente sul letto tumorale possibile sede di malattia o di residuo nel caso di resezione non radicale. La IORT è comunemente impiegata per il controllo loco-regionale di patologie neoplastiche ad elevata incidenza di recidiva, come unico trattamento radioterapico in neoplasie della mammella o della prostata. La tecnica consiste nel somministrare una singola alta dose al volume bersaglio, con il vantaggio di controllare visivamente sia il bersaglio che i tessuti sani da proteggere.
Gli acceleratori dedicati alla IORT sono apparecchiature che hanno dimensioni ridotte e peso contenuto, non necessitano di particolari provvedimenti radioprotezionistici e sono direttamente collocabili in sala operatoria. In genere, producono fasci di elettroni di energia variabile da 3 MeV a 10-12 MeV con alti ratei di dose che permettono di somministrare dosi elevate in tempi brevi. Sono caratterizzati da un fascio di Elettroni di diversa energia molto stabile. Possono essere condivisi da più sale operatorie. INTRABEAM
La collimazione del fascio radiante è ottenuta mediante appositi applicatori, in genere di forma cilindrica, a contatto con la superficie da irradiare. Questi cilindri intercambiabili, con vari diametri e diverse angolazione della superficie terminale permettono di collimare il fascio ed adattarsi alla morfologia della regione da irradiare. Hanno la possibilità di eseguire movimenti laterali, longitudinali, verticali ed oscillanti del gantry in modo da consentire l'esatto posizionamento del campo all'interno del corpo. ĐẠC SORDINA C Liac
La maggior parte delle sale chirurgiche non sono allestite con adeguate schermature ambientali. Pertanto si devono utilizzare schermature mobili in materiale plastico acciaio e piombo da progettare in fase di installazione in base ai criteri radioprotezionistici. Dopo la rimozione della neoplasia e l'inserimento del disco di schermatura il chirurgo e il radioterapista verificano rapidamente la stabilità del disco e partecipano alla collocazione precisa del collimatore. Particolare cura viene posta nel mantenere i lembi cutanei al di fuori del campo di irradiazione. Il tecnico di radioterapia provvede alla movimentazione del lettino e dell'apparecchiatura: generalmente viene utilizzata una DFP compresa tra 990 e 1010 mm.
La Radiobiologia è strettamente legata alla biologia ed alla fisica: Studia gli effetti delle radiazioni ionizzanti (RI) e non ionizanti (RNI) sugli organismi viventi e/o sui substrati biologici; Analizza in particolare gli effetti istologici delle radiazioni. Questi si possono evidenziare in un tempo successivo all'applicazione dello stimolo e dipendono dal tipo e dall'energia della radiazione, dalla distribuzione della dose nel tempo nonché dalle caratteristiche biologiche del sistema irradiato;
Vengono denominate radiazioni ionizzanti quelle radiazioni che trasportano energia sufficiente a produrre fenomeni di ionizzazione nel materiale attraversato. Le Radiazioni Direttamente Ionizzanti le radiazioni dotate di carica e di massa (come le particelle a e ß ) che producono coppie di ioni a seguito di successive interazioni con gli atomi e le molecole del mezzo; esse cedono la loro energia progressivamente fino ad essere completamente fermate. L' energia è rilasciata direttamente sulle molecole biologiche (DNA, proteine) con conseguente rottura dei legami chimici (tipica delle radiazioni ad alto LET),
Le Radiazioni Indirettamente Ionizzanti (raggiX, y, fotoni, neutroni) cedono la loro energia in una o poche interazioni, con la produzione intermedia di particelle cariche che sono le vere responsabili della ionizzazione della materia. Costituisce il meccanismo più importante, quando la cessione di energia avviene sulla molecola dell'acqua con formazione di radicali liberi, instabili e reattivi in grado di attaccare molecole biologicamente importanti. Tali radicali si distribuiscono poi in modo assai eterogeneo intorno alla traiettoria della particella ionizzante ( modalità di azione predominate delle radiazioni a basso LET).
Effetto Fotoelettrico Effetto Compton Produzione di coppie