Documento di Diritto Privato sui fondamenti del diritto, le sue fonti e la gerarchia normativa. Il Pdf, utile per lo studio universitario della materia Diritto, tratta i criteri di interpretazione giuridica, come l'analogia legis e iuris, e il ruolo del giudice naturale, includendo anche i diritti della personalità.
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Il diritto è una bilancia tra due soggetti, si basa sulla fiducia e sulla buona fede. Nel latino classico diritto si diceva ius e indicava un pronunciamento sacro con cui si interpretava il volere degli dei e la giustizia. Lo scopo del diritto è quello di perseguire un ideale di giustizia in una certa comunità organizzata. Il diritto in senso oggettivo indica un insieme di regole legali, in senso soggettivo una possibilità, una libertà, una posizione di vantaggio garantita da una regola legale.
Le regole sono criteri di valutazione del comportamento umano, quindi ci dicono quando un comportamento è possibile, quando è dovuto e quando è illecito (contro la legge). Nel latino regula serviva per indicare lo strumento usato dai muratori per capire se una costruzione fosse allineata perfettamente, distinguendo ciò che era lineare, diritto, diverso da ciò che è contorto. Il nostro ordinamento giuridico è costituito dal complesso di norme (norma viene preferito alla parola regola e ne combina tutti i suoi significati. Significa regola di comportamento) in vigore nel nostro Paese.
Le norme si dividono in:
Le fonti del diritto sono tutti quegli atti, fatti e comportamenti idonei a produrre una regola/norma giuridica in un sistema dato. Le leggi scritte (leggi, decreti legislativi, regolamenti, circolari, linee guida) non sono poste sullo stesso piano ma su una gerarchia.
Le fonti di diritto nel quadro tradizionale fanno riferimento all'articolo 1 delle disposizioni preliminari al codice civile ed erano divise nel seguente modo:
È promosso dall'articolo 25 della Costituzione (nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge): dice che ogni persona ha il suo giudice naturale precostituito per legge e che quindi ogni persona ha il diritto inviolabile di accesso alla giustizia. Il giudice deve dare a questa persona una risposta, se si limitasse a rilevare il conflitto tra le due regole, violerebbe l'articolo 25 della Costituzione per denegata giustizia (diniego) che equivale a rendere inesistente il giudice naturale.
Se un soggetto si rivolge al giudice per la tutela di un suo interesse, la gerarchia delle fonti (criterio gerarchico) è uno dei tre criteri di interpretazione che il giudice può applicare quando nel caso in cui due norme applicabili al caso concreto, cioè alla controversia, dicano una l'opposto dell'altro e quindi siano in conflitto. Se è applicabile il criterio gerarchico, questo prevale sugli altri due criteri (cronologico e di specialità). Quello gerarchico stabilisce che tra una norma di rango inferiore e una di rango superiore prevale quella di rango superiore.
Se le due norme appartengono allo stesso rango -quindi il criterio gerarchico non è applicabile- il giudice può applicare:
Esempio criterio di specialità: la norma generale in materia di condominio stabilisce l'ora del silenzio dalle 22.00 alle 7.00. Il regolamento condominiale costituito da un gruppo di giovani coppie stabilisce che la regola del silenzio valga dalle 3.00 alle 9.00. La controversia che si trova ad affrontare il giudice andrà risolta applicando il regolamento condominiale anche se dal punto di vista gerarchico è una norma inferiore rispetto al Codice Civile, perchè la regola speciale è più idonea a risolvere questo caso concreto.
In soccorso del giudice (che ha il compito di applicare la regola al caso concreto secondo la sua sensibilità e secondo ciò che le parti richiedono di fare-> petitum) oltre ai tre criteri, giungono altri due criteri interpretativi:
Nonostante questo la sentenza dei giudici non ha valore di precedente come avviene nei paesi Common Law; nel nostro ordinamento la sentenza può diventare un orientamento seguito dagli altri giudici ma non sarà mai vincolante per chi dovesse emanare una sentenza sullo stesso argomento.
Ci sono tre gradi di giudizio:
Dipende sempre dal valore monetario della controversia: si parte dal giudice di pace ed eventualmente poi si sale di categoria. Qualora dovesse esserci un contrasto molto forte tra i diversi giudici sulla stessa questione la Corte di cassazione si pronuncerà a sezioni unite emanando un'interpretazione uniforme che nonostante la sua importanza non assumerà il valore di precedente.
Qualora una norma dovesse entrare in conflitto con la Costituzione sarà la corte costituzionale a dichiararne l'illegittimità e di conseguenza sarà eliminata dall'ordinamento giuridico. La cosiddetta lettura costituzionalmente orientata dev'essere compito costante di ogni giudice, di ogni ordine e grado, ciò significa che è richiesta al giudice la costante applicazione e rispetto dei precetti costituzionali.
Tuttavia, perché possa essere chiamata a giudicare la corte costituzionale, non è sufficiente la potenziale illegittimità della norma essendo necessaria la valutazione degli interessi del caso specifico in pericolo.
La Corte Costituzionale fa da "filtro" ed evita che norme che possano essere in conflitto con la costituzione continuino ad essere in vigore. Il procedimento per dichiararne l'illegittimità viene posto da un giudice, il quale sospende il giudizio nel quale doveva applicarla e costruisce il ricorso alla corte costituzionale (egli può sollevare il dubbio di illegittimità, ma non risolverlo).
Purché sia valido il ricorso, il giudice deve stabilire all'interno di esso gli effetti dannosi per le parti dall'applicazione di quella determinata norma e non si può limitare a dire che per lui è anticostituzionale-> serve un danno alla persona.
Dire che una norma è illegittima significa rilevare un vizio nella sua formazione, che la rende inidonea alla sua funzione regolatrice.
Esempio: la norma prodotta dalla fonte inferiore, anche se successiva nel tempo, ma contrastante con quella posta dalla fonte superiore, dovrà ritenersi illegittima.
Nozione: i diritti della personalità sono i diritti fondamentali dell'uomo. Sono diritti assoluti (insieme a quello di proprietà, ma diversi da esso perchè non si possono cedere) e inviolabili (art 2 costituzione), riconosciuti alla persona in quanto tale perché possa svilupparsi in modo pieno e libero.
Essi hanno infatti il compito di garantire attraverso ad esempio la dignità, il principio di non discriminazione e le eguaglianze sostanziale, il pieno e libero sviluppo della personalità umana.
Essi sono diritti inviolabili dell'uomo riconosciuti sia all'individuo, cioè come singolo, sia alle formazioni sociali (=almeno due persone unite da una qualunque relazione). Sono imprescrittibili e cioè non si estinguono con il passare del tempo anche se non vengono esercitati.
Molti di questi si trovano nella costituzione, altri nel codice civile. Sono spesso tra loro intrecciati perché sono riconosciuti alla persona in quanto tale.
Disciplina: sono una categoria aperta perché non esiste un elenco tassativo ma si arricchiscono con l'evolversi della società (es. diritto alla privacy intrecciato con la tecnologia e la sua evoluzione è completamente diverso dal diritto alla privacy di anni fa): sono infatti le nuove esigenze della persona a portare l'ordinamento giuridico a riconoscerle e a prestare gli strumenti di tutela.
Non vi è quindi un elenco tassativo e il diritto non crea i diritti della personalità.
A differenza dell'altro diritto assoluto (il diritto di proprietà) i diritti della personalità non possono essere ceduti: sono diritti assoluti e quindi ogni persona può esercitare nei confronti di chiunque ma non può cederli, trasferirli o prestarli.
Gli strumenti: a differenza del diritto di proprietà, lo strumento di tutela in caso di violazione di un diritto della personalità non può considerarsi satisfattorio (=soddisfacente) perché la somma di denaro ricevuta a titolo di risarcimento non consentirà alla persona di tornare alla situazione precedente il danno subito. Un danno alla salute per quanto possa essere risarcito non consentirà alla persona di tornare com'era prima.
Invece se viene subito un danno esempio alla propria auto che non impedisce di continuare le normali attività la riparazione di quel danno sarà satisfattoria perché consentirà di tornare nella stessa situazione in cui ero prima che il danno si verificasse.
I danni si dividono in:
Esempio: se acquisto un pacchetto di azioni l'interesse che soddisfo è patrimoniale perché il mio obiettivo è di aumentare il mio reddito, se dovessi subire un danno sarebbe di natura patrimoniale. Se invece acquisto un abbonamento al teatro certamente ha un valore patrimoniale, cioè economico perché lo pago, ma l'interesse che soddisfa è non patrimoniale perché riguarda la sfera personale (vita di relazione, cultura, tempo libero). Il risarcimento è il pagamento di una somma di denaro.