Metodologie didattiche e progettazione per competenze nell'insegnamento universitario

Documento da Università su metodologie didattiche e progettazione per competenze. Il Pdf esplora concetti come lesson plan, curricolo e feedback, utili per la didattica universitaria e la formazione professionale in pedagogia o scienze dell'educazione.

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SEZIONE 1: Una lezione efficace parte da un'affermazione di uno studente:'' In estate fa caldo perché siamo vicini al
sole''. Allora il docente chiede perché in estate fa più caldo, invitando i discenti a cercare su internet la temperatura
ad agosto di due città che si trovano in diversi emisferi, infatti gli studenti scoprono che da un lato è inverno e
dall'altro è estate. Avviene anche una simulazione con una torcia e un mappamondo ed infine vi è una riflessione
finale ossia il debriefing.
LEZIONE 1: la microprogettazione
La progettazione è una pianificazione anticipata dell’azione, consiste nell’individuare alcuni indicatori e predisporre
delle attività. Se è esplicita, permette allo studente di capire il senso del percorso e al docente di non perdere il filo
• Per progettare una lezione, il punto di partenza viene suggerito dal contesto: un tema o un problema…
• Bisogna analizzare il loro stato iniziale: cosa sanno e cosa fanno gli studenti in relazione al tema su cui si
vuole lavorare, in altre parole al docente spetta il compito di conoscere l’idea ingenua degli studenti, per poi
favorire la consapevolezza dei problemi sottesi e far scattare la motivazione. Il docente allora può: riflettere
sulle loro domande e sui loro errori o effettuare un colloquio clinico (= porre delle domande lasciando
intervenire liberamente gli alunni senza commentare o valutarli).
• Se l’alunno ha preso consapevolezza del problema, bisogna innanzitutto organizzare la progettazione
secondo due sezioni distinte:
-una descrittiva/olistica che contiene gli indicatori della lezione (problema, obiettivi, competenze, vincoli
spazio-temporali ecc.) . Per descrivere si può usare il CUBO. La progettazione Infatti assomiglia ad una
simulazione: come se il docente si muovesse in un cubo, le cui pareti illustrano le componenti della
progettazione. Alla base c'è la classe e gli altri attori, poi troviamo il contesto esterno -composto da colleghi,
genitori e mondo sociale-, a destra ciò che lo studente sa sul problema da affrontare, a sinistra il punto di
vista del sapere sapiente, Poi troviamo obiettivi e vincoli spazio temporali.
-e una narrativa che illustra le micro-attività, indicando per ciascuna: tempi, ruoli, strumenti e le consegne.
Il docente abbozza il percorso in fasi di immersione, e nelle fasi di distanziamento lo esamina per valutarne coerenza
e sostenibilità. La progettazione è azione simulata perché nella fase di distanziamento il docente simula
mentalmente ciò che potrebbe accadere in classe durante le attività, gli imprevisti relativi ossia prevedibili; quelli
assoluti invece non possono essere previsti ma si risolvono grazie alla flessibilità e alla ridondanza progettuale.
LEZIONE 2: Lesson plan e EAS
La micro progettazione significa ragionare sui dettagli( tenendo conto del contesto in cui si lavora), si tratta di
definire il planning della lezione cioè una descrizione dettagliata dei componenti della lezione. Il lesson plan deve
prevedere: la descrizione dell’output atteso (prodotto finale), i materiali, cartacei e digitali, la gestione dei ruoli , la
definizione dei tempi di lavoro, strumenti di osservazione/monitoraggio.
Il metodo EAS (Episodio di Apprendimento Situato) di Pier Cesare Rivoltella si basa su 3 fasi basate sul microlearning.
1. Fase Preparatoria/ anticipazione cognitiva:
-Il docente espone un framework concettuale: costruire una presentazione con le informazioni
necessarie per procedere, senza svelare troppo del lavoro;
-mostra gli stimoli con formati e linguaggi vicini a bambini: poesie, foto, video, film x incuriosire;
-assegna un compito per casa
2. Fase operatoria/ learning by doing, in cui lo studente produce un artefatto in piccolo gruppo.
3. Fase ristrutturativa (ritornare su quanto fatto). Il docente valuta gli artefatti e si parte dagli errori per
imparare: nel DEBRIEFING il docente scrive sulla lavagna i punti su cui riflette e nella lezione A POSTERIORI
fissa i concetti.
ESEMPIO: TUM TUM ha bisogno di aiuto
L'obiettivo di questo EAS è formare dei cittadini capaci di praticare il primo soccorso in tempi rapidi in caso di attacco
cardiaco. Nella fase preparatoria il docente chiede ai bambini di guardare a casa una parte del video ‘’un picnic
mozzafiato’’ e di scrivere cosa bisogna fare per aiutare una persona in un caso di emergenza. Lo stimolo in classe
consiste nel mostrare l'intero video, così i discenti vedono cosa bisogna fare per salvare la vita all'uso. Nella fase
operatoria la classe viene divisa in piccoli gruppi impegnati in una drammatizzazione, ossia i bambini devono
rappresentare ciò che hanno visto nel video come se fossero i protagonisti, questo li aiuterà ad acquisire
dimestichezza . Infine nella fase ristrutturativa avviene il debriefing e la lezione a posteriori
LEZIONE 3: Il curricolo e il modulo
La didattica è caratterizzata da diverse dimensioni:
I. macro, il curricolo: il ‘’curricolo’’ presenta due accezioni. Il curricolo di Istituto, un documento richiesto a
tutte le scuole, fornisce alcuni riferimenti che dovrebbero dare coerenza e identità alle pratiche didattiche di
un Istituto; il curricolo di un insegnamento, invece è il percorso che il docente effettua in un anno.
II. meso, il modulo: si intende un insieme di lezioni, su una specifica tematica. Un modulo può durare da una
settimana a qualche mese, e spesso viene associato all’Unità di Apprendimento.
III. micro, la lezione
Nella scuola della seconda metà del secolo scorso, il curricolo aveva una struttura fortemente gerarchica, ed era
costruito con una logica top-down (si partiva dal macro-argomento, poi diviso in sottotemi trattati nelle singole
lezioni). Per ogni materia allora il programma già era dato (per es. in letteratura si trattavano i vari movimenti e per
ogni autore erano previste delle lezioni su vita e opere). Oggi il programma non è più dato, ma è il docente a
costruirlo di volta in volta. Le lezioni si articolano intorno ad un problema legato al contesto, creando una rete tra
vari temi disciplinari. Bisogna quindi operare con una doppia logica:
• bottom up, che connette le attività ad una dimensione locale
• top down, che individua dei nodi, ritrovati nelle singole attività e sviluppati durante il percorso, che danno
un senso ampio: gli obiettivi macro, le competenze e i nuclei fondanti delle discipline (in matematica il
concetto di numero, in italiano il concetto di testo, in storia quello di tempo..)
Progettazione macro e micro sono autonome( la micro non deriva dalla macro) però esse sono coerenti. All'inizio
dell'anno scolastico possono essere definiti i macro temi, ma il curriculo prende forma man mano che il percorso
procede. Ciò è chiaro su DEPIT: un ambiente digitale in cui la progettazione è esplicita, si vedono lezioni, moduli e
curricolo come mappe separate, ma connesse (nel senso che il curricolo prende forma mentre il percorso avanza).
LEZIONE 4: Progettare per competenze
La progettazione per competenze richiede:
• flessibilità, continue revisioni a seconda delle esigenze emergenti,
• situazioni problema: reali (legati al contesto), aperti (molteplici risposte) e complessi.
Progettare un'attività per sviluppare la competenza digitale: Sviluppare una competenza digitale significa non solo
saper usare la tecnologia, ma anche avere senso critico che permette di valutare i rischi sul piano delle fake news,
protezione personale e relazioni sociali. Si potrebbe quindi partire dal concetto di “competenza digitale”, lavorando
singolarmente e condividendo in seguito i propri pensieri, trovando elementi in comune tra le varie risposte.
• Il WebQuest è una ricerca in rete, usando i siti selezionati dal docente. Per es. il docente può chiedere di
capire il concetto di netiquette -le regole per essere un buon utente del web- usando determinati siti.
• L’ Inquiry Based Learning permette di scoprire la conoscenza attraverso la formulazione di ipotesi e relativa
verifica: prima il docente introduce un problema, poi i discenti generano domande per cui avviene la ricerca
di informazioni sul web e formulazione delle prime ipotesi. In seguito grazie alla sperimentazione avviene la
scoperta e si elabora l'ipotesi risolutiva al problema di partenza. C’è anche un confronto finale dove si
condividono le soluzioni individuate.
LEZIONE 5: La progettazione per sfondo integratore
Lo sfondo integratore è uno sfondo comune alle varie attività proposte, un “contenitore” che integra il quadro
concettuale didattico con quello sociale. In questo sfondo, riveste un ruolo centrale:
• la dimensione fantastica, che permette di costruire una dimensione metaforica e consente l'espressione
protetta del mondo interiore del bambino.

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Una lezione efficace

SEZIONE 1: Una lezione efficace parte da un'affermazione di uno studente:" In estate fa caldo perché siamo vicini al sole". Allora il docente chiede perche in estate in estate fa più caldo, invitando i discenti a cercare su internet la temperatura ad agosto di due città che si trovano in diversi emisferi, infatti gli studenti scoprono che da un lato è inverno e dall'altro è estate. Avviene anche una simulazione con una torcia e un mappamondo ed infine vi è una riflessione finale ossia il debriefing.

La microprogettazione

LEZIONE 1: la microprogettazione La progettazione è una pianificazione anticipata dell'azione, consiste nell'individuare alcuni indicatori e predisporre delle attività. Se è esplicita, permette allo studente di capire il senso del percorso e al docente di non perdere il filo

  • Per progettare una lezione, il punto di partenza viene suggerito dal contesto: un tema o un problema ...
  • Bisogna analizzare il loro stato iniziale: cosa sanno e cosa fanno gli studenti in relazione al tema su cui si vuole lavorare, in altre parole al docente spetta il compito di conoscere l'idea ingenua degli studenti, per poi favorire la consapevolezza dei problemi sottesi e far scattare la motivazione. Il docente allora può: riflettere sulle loro domande e sui loro errori o effettuare un colloquio clinico (= porre delle domande lasciando intervenire liberamente gli alunni senza commentare o valutarli).
  • Se l'alunno ha preso consapevolezza del problema, bisogna innanzitutto organizzare la progettazione secondo due sezioni distinte: -una descrittiva/olistica che contiene gli indicatori della lezione (problema, obiettivi, competenze, vincoli spazio-temporali ecc.) . Per descrivere si può usare il CUBO. La progettazione Infatti assomiglia ad una simulazione: come se il docente si muovesse in un cubo, le cui pareti illustrano le componenti della progettazione. Alla base c'è la classe e gli altri attori, poi troviamo il contesto esterno -composto da colleghi, genitori e mondo sociale-, a destra ciò che lo studente sa sul problema da affrontare, a sinistra il punto di vista del sapere sapiente, Poi troviamo obiettivi e vincoli spazio temporali. -e una narrativa che illustra le micro-attività, indicando per ciascuna: tempi, ruoli, strumenti e le consegne. Il docente abbozza il percorso in fasi di immersione, e nelle fasi di distanziamento lo esamina per valutarne coerenza e sostenibilità. La progettazione è azione simulata perché nella fase di distanziamento il docente simula mentalmente ciò che potrebbe accadere in classe durante le attività, gli imprevisti relativi ossia prevedibili; quelli assoluti invece non possono essere previsti ma si risolvono grazie alla flessibilità e alla ridondanza progettuale.

Lesson plan e EAS

LEZIONE 2: Lesson plan e EAS La micro progettazione significa ragionare sui dettagli( tenendo conto del contesto in cui si lavora), si tratta di definire il planning della lezione cioè una descrizione dettagliata dei componenti della lezione. Il lesson plan deve prevedere: la descrizione dell'output atteso (prodotto finale), i materiali, cartacei e digitali, la gestione dei ruoli , la definizione dei tempi di lavoro, strumenti di osservazione/monitoraggio.

Fasi del metodo EAS

Il metodo EAS (Episodio di Apprendimento Situato) di Pier Cesare Rivoltella si basa su 3 fasi basate sul microlearning.

  1. Fase Preparatoria/ anticipazione cognitiva: -Il docente espone un framework concettuale: costruire una presentazione con le informazioni necessarie per procedere, senza svelare troppo del lavoro; -mostra gli stimoli con formati e linguaggi vicini a bambini: poesie, foto, video, film x incuriosire; -assegna un compito per casa
  2. Fase operatoria/ learning by doing, in cui lo studente produce un artefatto in piccolo gruppo.
  3. Fase ristrutturativa (ritornare su quanto fatto). Il docente valuta gli artefatti e si parte dagli errori per imparare: nel DEBRIEFING il docente scrive sulla lavagna i punti su cui riflette e nella lezione A POSTERIORI fissa i concetti.

Esempio: TUM TUM ha bisogno di aiuto

ESEMPIO: TUM TUM ha bisogno di aiuto L'obiettivo di questo EAS è formare dei cittadini capaci di praticare il primo soccorso in tempi rapidi in caso di attacco cardiaco. Nella fase preparatoria il docente chiede ai bambini di guardare a casa una parte del video "un picnic mozzafiato" e di scrivere cosa bisogna fare per aiutare una persona in un caso di emergenza. Lo stimolo in classe consiste nel mostrare l'intero video, così i discenti vedono cosa bisogna fare per salvare la vita all'uso. Nella faseoperatoria la classe viene divisa in piccoli gruppi impegnati in una drammatizzazione, ossia i bambini devono rappresentare ciò che hanno visto nel video come se fossero i protagonisti, questo li aiuterà ad acquisire dimestichezza . Infine nella fase ristrutturativa avviene il debriefing e la lezione a posteriori

Il curricolo e il modulo

LEZIONE 3: Il curricolo e il modulo La didattica è caratterizzata da diverse dimensioni:

  1. macro, il curricolo: il "curricolo" presenta due accezioni. Il curricolo di Istituto, un documento richiesto a tutte le scuole, fornisce alcuni riferimenti che dovrebbero dare coerenza e identità alle pratiche didattiche di un Istituto; il curricolo di un insegnamento, invece è il percorso che il docente effettua in un anno.
  2. meso, il modulo: si intende un insieme di lezioni, su una specifica tematica. Un modulo può durare da una settimana a qualche mese, e spesso viene associato all'Unità di Apprendimento.
  3. micro, la lezione

Logica di costruzione del programma

Nella scuola della seconda metà del secolo scorso, il curricolo aveva una struttura fortemente gerarchica, ed era costruito con una logica top-down (si partiva dal macro-argomento, poi diviso in sottotemi trattati nelle singole lezioni). Per ogni materia allora il programma già era dato (per es. in letteratura si trattavano i vari movimenti e per ogni autore erano previsti delle lezioni su vita e opere). Oggi il programma non è più dato, ma è il docente a costruirlo di volta in volta. Le lezioni si articolano intorno ad un problema legato al contesto, creando una rete tra vari temi disciplinari. Bisogna quindi operare con una doppia logica:

  • bottom up, che connette le attività ad una dimensione locale
  • top down, che individua dei nodi, ritrovati nelle singole attività e sviluppati durante il percorso, che danno un senso ampio: gli obiettivi macro, le competenze e i nuclei fondanti delle discipline (in matematica il concetto di numero, in italiano il concetto di testo, in storia quello di tempo .. ) Progettazione macro e micro sono autonome( la micro non deriva dalla macro) però esse sono coerenti. All'inizio dell'anno scolastico possono essere definiti i macro temi, ma il curriculo prende forma man mano che il percorso procede. Ciò è chiaro su DEPIT: un ambiente digitale in cui la progettazione è esplicita, si vedono lezioni, moduli e curricolo come mappe separate, ma connesse (nel senso che il curriculo prende forma mentre il percorso avanza).

Progettare per competenze

LEZIONE 4: Progettare per competenze La progettazione per competenze richiede:

  • flessibilità, continue revisioni a seconda delle esigenze emergenti,
  • situazioni problema: reali (legati al contesto), aperti (molteplici risposte) e complessi. Progettare un'attività per sviluppare la competenza digitale: Sviluppare una competenza digitale significa non solo saper usare la tecnologia, ma anche avere senso critico che permette di valutare i rischi sul piano delle fake news, protezione personale e relazioni sociali. Si potrebbe quindi partire dal concetto di "competenza digitale", lavorando singolarmente e condividendo in seguito i propri pensieri, trovando elementi in comune tra le varie risposte.
  • Il WebQuest è una ricerca in rete, usando i siti selezionati dal docente. Per es. il docente può chiedere di capire il concetto di netiquette -le regole per essere un buon utente del web- usando determinati siti. . L' Inquiry Based Learning permette di scoprire la conoscenza attraverso la formulazione di ipotesi e relativa verifica: prima il docente introduce un problema, poi i discenti generano domande per cui avviene la ricerca di informazioni sul web e formulazione delle prime ipotesi. In seguito grazie alla sperimentazione avviene la scoperta e si elabora l'ipotesi risolutiva al problema di partenza. C'è anche un confronto finale dove si condividono le soluzioni individuate.

La progettazione per sfondo integratore

LEZIONE 5: La progettazione per sfondo integratore Lo sfondo integratore è uno sfondo comune alle varie attività proposte, un "contenitore" che integra il quadro concettuale didattico con quello sociale. In questo sfondo, riveste un ruolo centrale:

  • la dimensione fantastica, che permette di costruire una dimensione metaforica e consente l'espressione protetta del mondo interiore del bambino.
  • La dimensione narrativa, che ha una funzione connettiva, fornisce cioè la possibilità di creare una storia comune in cui trovano spazio le attività che in una programmazione lineare risulterebbero frammentati. Non basta un folletto, un animale magico, che propone le varie attività, ma si parte da un evento casuale, critico o un interesse di un alunno che l'insegnante rilancia in un percorso più ampio È un metodo di progettazione teorizzato negli anni '80 da un gruppo di ricerca dell'università di Bologna coordinato da Andrea Canevaro, si parte dalla pedagogia istituzionale (il cui obiettivo centrale è quello di sostituire la predominanza del docente, e quindi le sue imposizioni agli allievi su orari, attività, organizzazione, trasformando l'attività didattica da etero diretta a co-diretta, rendendo le istituzioni oggetto di negoziazione).

Fasi della progettazione per sfondo integratore

Le fasi della progettazione per sfondo integratore: la prima fase è sempre legata all'osservazione, per es. dell'attività libera dei bambini (l'insegnante osserva i bambini che giocano a costruire il castello della paura, al cui interno c'è un mostro, un bambino fa finta di essere il cavaliere che combatte, un altro fa la guardia ecc). La seconda fase tratta il lavoro di analisi di quanto osservato individuando bisogni, interessi, criticità, che diventeranno lo spunto per l'individuazione della trama narrativa. La terza fase consiste quindi nella progettazione del percorso e nella sua realizzazione. La quarta e ultima fase, consiste nella documentazione e valutazione del percorso svolto.

Il briefing e co-debriefing

LEZIONE 6: Il briefing e co-debriefing

  • Briefing: spiegazione e preparazione del percorso di apprendimento: RIFLESSIONE ANTICIPATRICE
  • Debriefing: Interiorizzazione, riflessione finale sull'attività conclusa. Gino Paolini ha realizzato due opere d'arte metafora dell'aggregazione: Disegno e geometrico è una tela dipinta con tempera bianca su cui ha realizzato una squadratura ossia il disegno preliminare per qualsiasi altro disegno, punto di inizio ma anche di ritorno. Essere o non essere invece rappresenta una scacchiera composta da frammenti cartacei, libri e tele, i quali rappresentano diversi linguaggi e mezzi artistici che permettono di aggregare più significati Se parliamo di AGGREGAZIONE facciamo riferimento a un tipo di conoscenza non lineare, che si costruisce connettendo , aggregando i vari frammenti del sapere. Grazie agli aggregatori si possono creare attività didattiche che connettono i frammenti del sapere e i vissuti personali. Gli ambienti digitali hanno una dimensione grafico-visiva che favorisce l'aggregazione, per esempio un aggregatore didattico è Sala Bianca:
  • Il docente mostra un input visivo su un tema
  • Briefing, attività di confronto
  • Esplorazione visiva: si trovano altre immagini o contenuti audiovisivi sul tema
  • si elabora il filo narrativo che collega i vari frammenti
  • Co-debriefing ESEMPIO: "MARE INTERCULTURALE". Il tema scelto che collega i frammenti è il viaggio, l'immagine scelta infatti è quella del mappamondo dipinto sul palmo di una mano, poi gli studenti trovano altre immagini connesse. L'aggregazione può quindi essere paragonata ad un processo di composizione artistica. È l'insegnante, nel suo supportare gli studenti durante la fase di aggregazione/composizione, ad esplicitare alcune regole: ricercare frammenti originali, coerenza tra i frammenti, parsimonia (approfondire in modo essenziale), dimensione sociale della conoscenza integrando i punti di vista altrui.

Gestione delle perturbazioni in classe

SEZIONE 2: A volte in classe ci sono delle perturbazioni, delle distrazioni, per cui il docente deve essere capace di regolazione ossia allineare docente e alunni. Se classe e docente sono sulla stessa lunghezza d'onda, la classe crepita. Il crepitio ricorda il rumore dei neuroni al lavoro, significa che la classe risuona ossia registra le vibrazioni del docente e vibra a sua volta.

La gestione dell'attenzione: microlearning e EAS

LEZIONE 7: La gestione dell'attenzione: il microlearning e gli EAS

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