Viaggiatori Inattesi: integrazione sociale delle persone disabili

Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su Viaggiatori Inattesi - Appunti Sull'integrazione Sociale delle Persone Disabili. Il Pdf esplora i modelli di disabilità come 'malattia', 'eterno bambino' e 'persona', evidenziando l'evoluzione del pensiero pedagogico e sociale in Psicologia per l'Università.

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Viaggiatori inattesi - Appunti
sull'integrazione sociale delle
persone disabili - CARLO
LEPRI
Pedagogia
Università degli Studi di Milano-Bicocca
14 pag.
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VIAGGIATORI INATTESI Appunti sull’integrazione sociale delle persone
disabili
Immagine poeticamente evocativa della condizione umana delle persone disabili. Sia che si verifichi
all’esordio della della vita oppure sia un incidente durante il percorso, è sempre qualcosa di inaspettato
per il suo presentarsi come rottura traumatica all’interno del viaggio esistenziale
Quando si parla di integrazione , ci si riferisce in modo generico ad un concetto che è articolato ai livelli
in cui si esprime la normalità di vita di una persona; quando si parla di integrazione socaile in senso
generale occorre considerare i seguenti aspetti: integrazione fisica, integrazione funzionale, integrazione
relazionale, integrazione temporale, integrazione civica, indegrazione dei servizi.
2. UN PASSAGGIO IN SVIZZERA
A metà degli anni ’80 Carlo Lepri (autore del libro) ha tenuto un corso di formazione sull’inserimento
lavorativo di persone disabili intellettive o con problemi di salute mentale ad un gruppo di educatori del
Cantone Ticino, nella Svizzera di lingua italiana. Il gruppo di lavoro anche se aveva origini, provenienze
diverse circolavano idee condivise gli operatori dimostravano di avere punti di vista comuni rispetto a
diverse questioni. L’anno successivo venne organizzato un secondo corso, questa volta di
approfondimento e di supervisione dei primi inserimenti lavorativi. Dal gruppo facevano parte alcune
persone che non avevano partecipato al corso precedente, e tra queste, un educatore proveniente da Berna
racconto che lavorava in un centro diurno collegato con una comunità alloggio e che l’obiettivo del
centro era il benessere degli utenti alternando attività riabilitative con attività di laboratorio disse che nel
suo contesto a nessuno verrebbe in mente di pensare al loro inserimento fuori dal laboratorio. Alla fine
del corso il collega di Berna disse che sarebbe tornato al suo lavoro con due certezze:
Molte persone disabili che frequentano il centro diurno avrebbero potuto lavorare, abitare,
divertirsi, incontrarsi, vivere insieme agli altri senza bisogno di avere un luogo dedicato
Nella sua realtà, questa opportunità si sarebbe potuta realizzare solo se si fosse avviata una
ridefinizione dell’immagine sociale delle persone con disabilità
È nel rapporto tra individuale e collettivo, tra i singoli e gruppi che si generano i processi identitari e chi
ci facciamo umani gli uni con gli altri. È all’interno di questi rapporti chi si generano le idee su cosa è la
realtà e su come dobbiamo comportarci di fronte ai suoi innumerevoli aspetti. Anche il destino delle
persone disabili, il loro “potersi fare progetto” è inevitabilmente connesso alle rappresentazioni sociali
prevalenti in un determinato periodo e in un determinato contesto ciasuna comunità si dota di una
propria rappresentazione della disabilità.
La rappresentazione sociale della disabilità interviene interviene non solo
rispetto ai destini delle persone appartenenti a quella “categoria” ma anche
a quello dei “tecnici” a cui, di volta in volta, è affidato il compito di
occuparsene.
3. RAPPRESENTAZIONI
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Anteprima

Viaggiatori Inattesi: Integrazione Sociale delle Persone Disabili

decsity Viaggiatori inattesi - Appunti sull'integrazione sociale delle persone disabili - CARLO LEPRI Pedagogia Università degli Studi di Milano-Bicocca 14 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: antonellapuglie9898 (antonellapugliese01@gmail.com)VIAGGIATORI INATTESI - Appunti sull'integrazione sociale delle persone disabili

Immagine poeticamente evocativa della condizione umana delle persone disabili. Sia che si verifichi all'esordio della della vita oppure sia un incidente durante il percorso, è sempre qualcosa di inaspettato per il suo presentarsi come rottura traumatica all'interno del viaggio esistenziale

Quando si parla di integrazione , ci si riferisce in modo generico ad un concetto che è articolato ai livelli in cui si esprime la normalità di vita di una persona; quando si parla di integrazione socaile in senso generale occorre considerare i seguenti aspetti: integrazione fisica, integrazione funzionale, integrazione relazionale, integrazione temporale, integrazione civica, indegrazione dei servizi.

Un Passaggio in Svizzera: Esperienze di Formazione

2. UN PASSAGGIO IN SVIZZERA A metà degli anni '80 Carlo Lepri (autore del libro) ha tenuto un corso di formazione sull'inserimento lavorativo di persone disabili intellettive o con problemi di salute mentale ad un gruppo di educatori del Cantone Ticino, nella Svizzera di lingua italiana. Il gruppo di lavoro anche se aveva origini, provenienze diverse circolavano idee condivise gli operatori dimostravano di avere punti di vista comuni rispetto a diverse questioni. L'anno successivo venne organizzato un secondo corso, questa volta di approfondimento e di supervisione dei primi inserimenti lavorativi. Dal gruppo facevano parte alcune persone che non avevano partecipato al corso precedente, e tra queste, un educatore proveniente da Berna racconto che lavorava in un centro diurno collegato con una comunità alloggio e che l'obiettivo del centro era il benessere degli utenti alternando attività riabilitative con attività di laboratorio disse che nel suo contesto a nessuno verrebbe in mente di pensare al loro inserimento fuori dal laboratorio. Alla fine del corso il collega di Berna disse che sarebbe tornato al suo lavoro con due certezze:

  • Molte persone disabili che frequentano il centro diurno avrebbero potuto lavorare, abitare, divertirsi, incontrarsi, vivere insieme agli altri senza bisogno di avere un luogo dedicato
  • Nella sua realtà, questa opportunità si sarebbe potuta realizzare solo se si fosse avviata una ridefinizione dell'immagine sociale delle persone con disabilità

È nel rapporto tra individuale e collettivo, tra i singoli e gruppi che si generano i processi identitari e chi ci facciamo umani gli uni con gli altri. È all'interno di questi rapporti chi si generano le idee su cosa è la realtà e su come dobbiamo comportarci di fronte ai suoi innumerevoli aspetti. Anche il destino delle persone disabili, il loro "potersi fare progetto" è inevitabilmente connesso alle rappresentazioni sociali prevalenti in un determinato periodo e in un determinato contesto ciasuna comunità si dota di una propria rappresentazione della disabilità.

La rappresentazione sociale della disabilità interviene interviene non solo rispetto ai destini delle persone appartenenti a quella "categoria" ma anche a quello dei "tecnici" a cui, di volta in volta, è affidato il compito di occuparsene.

Rappresentazioni Sociali della Disabilità

3. RAPPRESENTAZIONI ~1 ~ Document shared on www.docsity.com Downloaded by: antonellapuglie9898 (antonellapugliese01@gmail.com)Le prime esperienze di inserimento lavorativo di persone disabili Genova anni '70. L'inserimentovidualizzato nei gruppi di lavoro, daterminava sempre un comportamento piu' maturo e responsabile da parte del soggetto disabile. Spesso vierano difficoltà di incontro tra persona disabile e aspettative del gruppo cio' era dovuto spesso da una qualche ingenuità da parte degli operatori in fase di valutazione e di abbinamento tra persona e azienda inoltre i comportamenti che la persona disabile mette in atto sono tesi a confermare l'immagine di "lavoratore" quando una persona disabile è inserita al lavoro diviene inevitabile interagire con lei attraverso l'immagine del lavoratore piuttosto che del disabile. Cio' determina una serie di aspettative che costringeranno anche la persona disabile a comportarsi in modo coerente con l'immagine con cui viene rappresentata dagli altri lavoratori.

il "chi sono io" è strettamente correlato all'immagine che gli altri ci restituiscono all'interno delle relazioni sociali e, tanto piu' siamo in grado di metterci dal punto di vista degli altri nel tentare di conoscersi , tanto maggiore sarà la verità che potremo ricavare rispetto a noi stessi.

Chiunque si confronta con una persona disabile, soprattutto se il confronto avviene all'interno di una azione professionale, dovrebbe avere consapevolezza di essere portatore di una propria rappresentazione della disabilità, e in quanto tale, costrutture dell'identità dell'altro, ma al tempo stessoo, condizionato nella propria dentità da questa relazione. La consapevolezza di agire all'interno di contesti che, a loro volta, possiedono rappresentazioni che possono essere differenti dalla propria deve spingere ad una particolare attenzione non sottovalutando quanto tutto cio' possa influenzare la costruzione dei processi identitari ogni differente rappresentazione predispone verso uno specifico atteggiamento. Da intendersi non tanto come una semplice opinione nei confronti di qualcosa o qualcuno quanto piuttosto come una predisposizione ad agire in una determinata maniera.

considerare la condizione della disabilità in un'ottica di inclusione sociale significa porre particolare attenzione alle rappresentazioni presenti nei diversi ambiti interessati al processo senza dare per scontato che esse siano omogenee e tutte orientate nella stessa direzione. Occorre che vi sia una certa coerenza tra le rappresentazioni della persona presenti in questi ambiti (il gruppo fam, quello dei tecnici, e quello all'interno del quale la persona verrà inserita) e il progetto che si sta perseguendo.

Includere una persona disabile all'interno di un ambiente sociale significa lavorare sulle diverse rappresentazioni che intervengono nel processo in modo da renderle suff omogenee.

Teoria delle Rappresentazioni Sociali e Inclusione

Teoria delle rappresentazioni sociali *** affronta un problema capire come gli individui conoscono la realtà dando un significato e un ordine ai dati che provengono dall'esperienza e ricavandone criteri per il loro comportamenti.

La rappresentazione è cio' che degli individui o dei gruppi pensano di un oggetto per il loro significativo. Per essere definite sociali, le rappresentazioni devono rispondere a tre condizioni: l'estensività (la rappresentazione è sociale quando è condivisa da un insieme di individui), la modalità di produzione (la rappresentazione è prodotta collettivamente nel senso che è l'espressione di una interazione sociale, la funzione (la rappresentazione deve permettere un orientamento una comunicazione e, in definitiva un comportamento condiviso fra gli individui del gruppo che la condividono, nei confronti dell'oggetto.

Chi presenta un attributo meno desiderabile, che lo rende diverso dagli altri membri della categoria a cui presumibilmente dovrebbe appartenere, passa da persona completa a persona screditata.

~2~ Document shared on www.docsity.com Downloaded by: antonellapuglie9898 (antonellapugliese01@gmail.com)*** analizza il modo in cui la conoscenza, negli universi consensuali, viene rappresentata e condivisa dai membri di una collettività creando una vera e propria teoria del senso comune.

Il tema del "rendere familiare" è contrale nella teoria delle rappresentazioni sociali e rappresenta l'elemento di fondo che la rende ,come già detto, particolarmente interessante e utile rispetto alla comprensione della conoscenza sociale della disabilità. La non famigliarità diventa allora disagio, disturbo. La diversità si presenta come qualcosa di non abbastanza uguale a come "dovrebbe essere" diventa una minaccia alla consuetudine del nostro universo. È a tutti evidente quanto la disabilità solleciti la produzione di sentimenti di inquietudine , di non famigliarità per tutto cio' la disabilità deve essere classificata, dotata di senso, resa famigliare per essere depotenziata dai suoi effetti di minaccia, per essere compresa nel nostro universo consensuale "dove ciascuno desidera sentirsi a casa, al sicuro da qualsiasi rischio o conflitto. Una rappresentazione sociale è un insieme di contenuti, di saperi, di credenze, che ci sono propri e che, al tempo stesso condividiamo con altri. Si tratta di quacosa di vivo, di evolutivo, di dinamico. Le rappresentazioni cambiano, si modificano, in base anche alle trasformazioni culturali. Le rappresentazioni sono soprattutto ricostruzioni poichè, in quanto prodotto di una interazione collettiva, non possono non risentire dei cambiamenti in generale e delle interconnessioni che esistono tra loro.

Processi Generativi delle Rappresentazioni Sociali

Processi generativi di una rappresentazione sociale due meccanismi: ancoraggio - oggettivazione

L'azione svolta dal meccanismo dell'ancoraggio è un processo che porta qualcosa di estraneo e disturbante all'interno del nostro particolare sistema di categorie e lo confronta con il paradigma di una categoria che riteniamo adatta. Ancorando , legando un oggetto "non famigliare" ad una categoria già esistente esso perde la sua carica di novità, di paura, per diventare familiare. E una volta compreso in una categoria famigliare l'oggetto stesso puo' essere dominato attribuendogli il senso e le funzioni che sono tipiche di tutti gli oggetti che appartengono alla categoria in questione.

L'oggettivazione è un meccanismo attraverso il quale si conferisce alla rappresentazione una dimensione di concretezza e di solidità per cui cio' che prima risiedeva in un universo lontanissiomo ci appare fisico, accessibile e a portata di mano.

L'ancoraggio e l'oggettivazione attivano un processo di classificazione, di assegnazione di categorie e di nomi, poichè attraverso cio' un oggetto puo' essere riconosciuto e assumere un valore positivo o negativo all'interno di una gerarchia chiaramente graduata c'è stato un cambiamento di denominazione anche per quanto riguarda le denominazioni che hanno caratterizzato le persone che appartengono a quell'universo che oggi definiamo "disabilità" il mutare delle denominazioni rappresenta in modo evidente il cambio delle rappresentazioni sociali.

Pregiudizi e stereotipi contribuiscono in modo significativo alla construzione delle rappresentazioni sociali fornendo, attraverso la creazione di categorie all'interno delle quali inserire comodamente cio' che appare simile, la possibilità di mantenere atteggiamenti conformistici, rigidi, fortemente orientati a preservare il sistema di valori dei gruppi sociali che condividono quella rappresentazione.

considerare la condizione della disabilità in un'ottica di inclusione sociale significa porre una particolare attenzione a come la persona disabile viene rappresentata all'interno dei differenti gruppi che compongono un contesto sociale. senza dimenticare che anche chi osserva è portatore di una sua immagine e non è detto che sia omogenea.

Nelle rappresentazioni la persona disabile si rispecchia, e questo influisce molto sulla formazione della sua identità , e le rappresentazioni sociali predispongono gli individui di una comunità ad essumere ~3~ Document shared on www.docsity.com Downloaded by: antonellapuglie9898 (antonellapugliese01@gmail.com)

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