Slide dall'Università San Raffaele su Mais. Il Pdf esplora la morfologia e le destinazioni d'uso del mais, le sue sottospecie e le caratteristiche distintive, con dettagli sulla struttura della pianta e della cariosside, utile per lo studio universitario di Biologia.
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Roma www.unisanraffaele.gov.it
Professore Lorena Valdicelli
Lorena Valdicelli
MAIS
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Lorena Valdicelli
CLASSIFICAZIONE Famiglia: Graminaceae ( o Poaceae); Genere: Zea Specie: Zea mays
Classificazione delle sottospecie fatta in base alla morfologia delle cariossidi
Tabella I I principali tipi di cariossidi
| Tipo di Endosperma | POPCORN | VITREO | DENTATO | FARINOSO | DOLCE | |
| Fotografia (grandezza naturale) | ||||||
| Pericarpo | molto spesso | spesso | medio | sottile allungato | mediamente spesso | |
| Endosperma | duro | duro per la maggior parte | duro e morbido | morbido vetroso | duro vitreo soffice (granulare) | zuccherino (vetroso) germe |
| Aspetto della corona (a maturità) | appuntito o arrotondato | arrotondato | dentato | leggermente dentato | rugoso | |
| Distribuzione | USA (Indiana) | sporadico in tutte le regioni | Argentina, Europa meridionale e aree marginali dove è difficile l'immagazinaggio e la germinazione | In tutto il mondo America Latina | America Sud-Occ. Nord America | |
| Importanza (Nuovo Mondo) | <1% | 14% | 73% | 12% | ~1% | |
| Uso | dolce | generale | principale: alimentazione umana diretta, macinato a mano secondario: diretta allo stadio latteo secondario: arrostito e come bevanda | diretta allo stadio latteo, arrostito e come bevanda | Spp. everta indurata indentata amylacea saccharata | |
| alimentazione bestiame, lavorazione industriale farina macinata a mulino | Uso ornamentale |
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DESTINAZIONE D'USO
Ssp everta Ssp indentata Ssp ceritina Ssp indurata Ssp amylacea
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MORFOLOGIA
Morfologia della pianta di mais
Pennacchio Lamina fogliare Guaina fogliare Sete Spiga Stocco Nodo Radici avventizie
Apparato radicale
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MORFOLOGIA
Rivestimento Coleottide Strato aleuronico- Endosperma Plumula Embriolo Scutello Primordio radicale
Aleurone 8-10% Endosperma 75-80% Embrione 12-14%
Composizione: prevalentemente amido, 7-9% proteine e pochi grassi. Dalla quantità e qualità dell'amido e dalla sua disposizione dipendono il tipo di frattura, la forma e l'utilizzo. Il deposito di amido comincia 2 settimane dopo la fecondazione .
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COMPOSIZIONE DELLA CARIOSSIDE
Ceneri 1,5% Cellulosa 3,5%
Composizione media generale
Zuccheri 2,8% Proteina grezza 9,3% Sostanze grasse 5,8% Amido totale 77,1%
COMPOSIZIONE MEDIA (in %) DELLE CARIOSSIDI MATURE (11.15% di umidità) DI ALCUNE VARIETA' DI MAIS.
| S.S. | prot. | grassi | fibra | estr. gr. | ceneri inaz. | |
| Zea mais indentata (dent corn) | 85,0 | 8,7 | 3,9 | 2,0 | 69,2 | 1,2 |
| Zea mais indurata (flint corn) | 88,5 | 9,8 | 4,3 | 1,9 | 71,0 | 1,5 |
| Zea mais everta (pop corn) | 90,0 | 11,5 | 5,0 | 1,9 | 70,1 | 1,5 |
| Zea mais saccharata (sweet corn) | 90,7 | 11,5 | 7,9 | 2,4 | 67,1 | 1,8 |
.
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ORIGINE E DIFFUSIONE
ORIGINE Dal Messico razze molto primitive (teosinte)si diffusero dapprima in Centro e Sud America, in seguito in Nord America. Il mais (granturco, granone, frumentone, etc.) fu conosciuto dagli europei un mese dopo la scoperta dell'America all'interno di Cuba dove era chiamato mahíz.
Confronto fra piante di mais (a sinistra) e di teosinte (a destra), delle loro spighe e delle cariossidi
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DIFFUSIONE MONDIALE
Produzione complessiva 721 milioni t
Altri 24%
USA 38%
India 2%
Italia 2%
Argentina 2%
Francia 3%
Messico 3%
Brasile 6%
Cina 20%
Resa media 4,91 t/ha
Areale (in rosso zona d'origine)
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DIFFUSIONE IN ITALIA
Trentino Alto Adige 340 ha
Lombardia 234.953 ha
Valle d'Aosta 20 ha
Friuli Venezia Giulia 106.310 ha
Veneto 309.306 ha
Emilia Romagna 104.025 ha
Piemonte 186.681 ha
Marche 15.112 ha
Liguria 343 ha
Abruzzo 7.417 ha
Molise 2.950 ha
Toscana 21.114 ha
Puglia 1.405 ha
Umbria 17.047 ha
Lazio 24.600ha
Sardegna 3.102 ha
Campania 18.550 ha
Basilicata 2.259 ha
Calabria 6.699 ha
Sicilia 425 ha
Fonte: elaborazione dati ISTAT
Giunto a Venezia prima del 1500 attraverso scambi commerciali, coltivato nel Veneto a scopo di studio e curiosità botanica, penetrò nel Polesine (forse dai Balcani, da cui il nome «granturco», 1554), nel Friuli (1580) e nel Bergamasco (1632) da dove, sotto lo stimolo delle carestie (1667-68) si diffuse in tutta la Pianura Padana. Un tempo presenti numerose varietà locali, soppiantate ora da ibridi.
starch industry 12%
food 4%
others 2%
Suddivisione della produzione italiana (circa 10 milioni di tonnellate
feed 91% del mais è prodotto in Piemonte, Lombardia, 82% Veneto, Friuli V. G., Emilia Romagna e, in quest'area, contribuisce alla produzione del 70% della carne prodotta in Italia, del 70% di latte e del 60% di uova.
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CICLO PRODUTTIVO
Sostanza secca t/ha
Maturazione cariossidi 18
Fioritura Fecondazione Emissione stili
§ Maturazione - lattea cerosa fisiologica
I Levata 1ª crescita 6
Radici secondarie
Stocco
Emergenza 2
Germina- zione
Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov
Scala USA
VE V1 V2 V3 V(n) VT R1 R2 R3
(n. di foglie emesse)
R4 R5 R6
Fasi: Vegetativa Fioritura Maturazione
10-12 giorni dalla fecondazione: embrione formato Poi granigione e accumulo amido. Dapprima cariossidi lattiginose (maturazione lattea); dopo circa 50 gg dalla fecondazione sono consistenti, amidacee, pastose sotto le dita; nei tipi dentati comincia a formarsi la fossetta all'apice, hanno una % di U. del 40-45%,e brattee più esterne e foglie più basse cominciano ad ingiallire (maturazione cerosa, momento ottimale per la raccolta del mais destinato all'insilamento). Procedendo con la maturazione, la pianta completa l'ingiallimento, la granella diventa sempre più consistente e secca; a 30-35% di U% corrisponde alla maturazione fisiologica, stadio al quale ha raggiunto il massimo peso secco.
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Granella
Emissione pannocchia maschile
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ESIGENZE PEDOCLIMATICHE
Macroterma, coltura termofila, cresce in una vasta gamma di condizioni climatiche. Elevati livelli di radiazione solare, T° medie ottimali tra 22 e 25°C in levata, fioritura e granigione con T° medie notturne > a 15°C, GDD > 1100℃ dove Growing Degree Day = sommatorie dei gradi-giorno necessari per portare a maturazione un ibrido; periodo esente da gelo di 130-150 gg. Zero di vegetazione=10 ℃; in pratica si semina con T° del terreno a 12 ºC. Tº vicina a 0℃ (4-5 ℃) può stressare o uccidere le piante. In granigione cessa di crescere sotto i 17 °C=soglia termica che segna il termine della stagione vegetativa (II e III decade di settembre, in Italia) .. Eccessi termici particolarmente dannosi in fioritura: T°C>32-33 ℃ con bassa U% dell'aria e quindi stress idrico per sbilancio evapotraspiratorio, provocano cattiva allegagione e gravi fallanze di cariossidi sulla spiga. Le conseguenze sono frequentemente visibili come incompleta granigione delle spighe, specialmente nella parte apicale, che è l'ultima a fiorire.
Pianta C4: potenzialmente molto produttiva, assimila molta CO2 che accumula per il 50% in granella, ma per farlo consuma molta acqua e deve avere molta radiazione disponibile. In origine il mais era specie brevidiurna, ora è fotoindifferente.
50
Accumulazione di sost. secca g/m2/giorno
80°
40
40°
30
Angolo di inserzione
0°
20
10
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8
LAI
Relazione tra indice di area fogliare (Leaf Area Index o LAI) e produzione di sostanza secca a diversi angoli di inserzione sull'orizzontale della foglia di mais
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