Pericolo, danno, rischio e valutazione dei rischi secondo il D.Lgs. 81/08

Slide da Soecoforma su pericolo, danno, rischio e valutazione dei rischi. Il Pdf analizza i concetti chiave e il quadro normativo italiano, in particolare il D.Lgs. 81/08, per la formazione professionale in Diritto.

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Pericolo, Danno,
Rischio e Valutazione
dei Rischi
A cura del Dott. Andrea Tommasi
Forma
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PERICOLO
Definizione di Pericolo
art. 2, lettera r, D.Lgs. 81/08
Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore
avente il potenziale di causare danni
Non legata a fattori esterni: situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue
proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone
A cura del Dott. Andrea Tommasi
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PERICOLO 2
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Pericolo, Danno, Rischio e Valutazione dei Rischi

A cura del Dott. Andrea Tommasi

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Pericolo

Definizione di Pericolo

art. 2, lettera r, D.Lgs. 81/08
Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore
avente il potenziale di causare danni

Non legata a fattori esterni: situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue
proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone

A cura del Dott. Andrea Tommasi

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Pericolo

Causa o origine di un danno o di una perdita potenziali. (UNI 11230 - Gestione del rischio)
Potenziale sorgente di danno (UNI EN ISO 12100-1)
Fonte di possibili lesioni o danni alla salute. (Uni EN 292 parte I/1991 - ritirata)
Fonte o situazione potenzialmente dannosa in termini di lesioni o malattie, danni alle
proprietà, all'ambiente di lavoro, all'ambiente circostante o una combinazione di questi.
(OHSAS 18001, 3.4)

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Come identificare le sorgenti del pericolo

E' molto importante una accurata descrizione del ciclo lavorativo

  1. Finalità delle lavorazioni (informazioni sul processo tecnologico, macchine, impianti, sostanze
    impiegate e prodotte).
  2. Raccolta informazioni (pulizie, manutenzioni, trattamento e smaltimento rifiuti, eventuali
    lavorazioni concomitanti).
  3. Destinazione, ambiente di lavoro (reparto, laboratorio).
  4. Caratteristiche strutturali dell'ambiente di lavoro.
  5. N. di lavoratori addetti alla lavorazione.
  6. Informazioni specifiche, ad es. quelle provenienti dalla sorveglianza sanitaria.

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Classificazione di base dei pericoli

Si individuano 5 tipologie di pericoli:

  1. Pericoli Ordinari.
  2. Pericoli Generici.
  3. Pericoli Specifici.
  4. Pericoli Ergonomici.
  5. Pericoli Organizzativi.

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Danno

Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell'evento (UNI11230 - Gestione
del rischio)
Lesione fisica o danno alla salute (UNI EN ISO 12100-1)
Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo.
La magnitudo delle conseguenze M può essere espressa come una funzione del numero di
soggetti coinvolti in quel tipo di pericolo e del livello di danno ad essi provocato

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Rischio

Definizione di Rischio

art. 2, lettera s, D.Lgs. 81/08
Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di
esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione

Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento
capace di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l'esistenza di
una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.

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Rischio

Insieme della possibilità di un evento e delle sue conseguenze sugli obiettivi. (UNI 11230 -
Gestione del Rischio)
Combinazione della probabilità di accadimento di un danno e della gravità di quel danno.
(UNI EN ISO 12100-1)
Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno. (Orientamenti CEE riguardo alla
valutazione dei rischi di lavoro)
Combinazione della probabilità e della conseguenza del verificarsi di uno specifico evento
pericoloso. (OHSAS 18001, 3.4)

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

L'insieme di tutte le operazioni conoscitive ed operative
che devono essere attuate per ottenere una
STIMA DEL RISCHIO
conseguente all'esposizione ai fattori di pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori
in relazione allo svolgimento delle lavorazioni

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Come identificare i rischi

Come valutare se il rischio rilevato costituisce un rischio per i presenti nell'attività

  1. Analisi delle modalità operative (manuali, automatiche, strumentali, a ciclo chiuso,
    protetto, etc.).
  2. Entità delle lavorazioni (tempi e materiali impiegati nell'arco della giornata lavorativa).
  3. Organizzazione dell'attività (tempi di lavoro, contemporaneità).
  4. Presenza di misure di sicurezza e/o di sistemi di prevenzione previsti per lo svolgimento
    delle lavorazioni.

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

R = f(P, D)
ISO 12100-1
Spesso si usa la relazione
R = P x D
R = rischio
P = probabilità o frequenza del verificarsi
delle conseguenze
D = magnitudo (gravità) delle
conseguenze (danno ai lavoratori)
Uno dei metodi per esprimere P e D utilizza scale di probabilità ed una analisi matriciale.

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Scala delle Probabilità

P
Livello di probabilità
Criterio di Valutazione
4
Altamente probabile
-Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del
danno ipotizzato per i lavoratori
-Si sono già verificati danni per la stessa azienda o in aziende simili o in
situazioni operative simili
- Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe
alcuno stupore in azienda
3
Probabile
- La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se in modo automatico
o diretto.
- È noto qualche episodio di cui alla mancanza ha fatto seguire il danno.
- Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe una moderata sorpresa in
azienda.
2
Poco probabile
- La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate
di eventi.
- Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi.
- Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa.
1
Improbabile
- La mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più
eventi poco probabili indipendenti.
- Non sono noti episodi già verificatisi.
- Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità

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Scala della gravità del danno

D
Livello del
danno
Criterio di Valutazione
4
Gravissimo
- Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità
totale.
- Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti.
3
Grave
-Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale.
- Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti.
2
Medio
- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile .-
Esposizione cronica con effetti reversibili.
1
Lieve
- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente
reversibile.
- Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili

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Stima del rischio

Probabilità
1
2
3
4
1
1
2
3
4
danno
2
2
4
6
8
3
3
6
9
12
4
4
8
12
16
rischio basso
rischio medio
rischio alto
rischio altissimo

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Tempistica

La stima numerica del rischio permette di identificare una scala di priorità
degli interventi per ridurre il rischio.
R
Programmazione degli interventi
R > 8
Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza
4≤R ≤ 8
Azioni correttive e/o migliorative
necessarie
da
programmare nel breve termine
2< R < 3
Azioni correttive e/o migliorative
programmare nel medio termine
necessarie
da
R = 1
Eventuali misure da considerare in sede di riesame della
valutazione

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Riduzione del Rischio

Gli interventi dovranno quindi ridurre il rischio fino a:
A) Rischio tollerabile: rischio accettato in seguito alla ponderazione del rischio.
Detto anche «Rischio non significativo» o «Rischio accettabile». Di norma, il
Rischio tollerabile non richiede altro trattamento se non il monitoraggio che tale
Livello non incorra in peggioramenti.
B) Rischio residuo: Rischio rimanente a seguito del trattamento del rischio.
Il rischio residuo comprende anche i rischi non identificabili.
Definizioni UNI 11230 - Gestione del Rischio

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Analisi e Valutazione dei Rischi D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Azioni di Riduzione del Rischio (Ki)

A) Prevenzione: agisce riducendo le probabilità di accadimento.
B) Protezione: agisce diminuendo la gravità del danno.
R = P x D / ZKi

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Obiettivo della Valutazione dei Rischi

CONSENTIRE AL DATORE DI LAVORO DI PRENDERE I PROVVEDIMENTI
NECESSARI PER SALVAGUARDARE LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI
LAVORATORI:
• Identificare i fattori/sorgenti di rischio nel ciclo lavorativo
• Individuare i potenziali rischi di esposizione in relazione allo svolgimento delle
lavorazioni
• Stimare l'entità dei rischi di esposizione

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Metodologie di Analisi del Rischio

La prima necessità è definire gli Obiettivi dello studio di analisi del rischio.
Perché ci sono infatti diverse tecniche, ed è necessario avere un'idea precisa di quale sia la
più appropriata per lo scopo che si vuole raggiungere.
Di seguito indicheremo le metodologie citate, che confluiranno poi nella «Job Safety
Analysis».

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