L'implantologia dentale come soluzione protesica

Slide sull'implantologia come soluzione Protesica. Il Pdf illustra l'implantologia dentale, coprendo le classificazioni degli impianti basate su sede ossea, integrazione e collegamento, con un focus sull'osteointegrazione. È un materiale utile per lo studio a livello universitario.

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Anteprima

L'implantologia come soluzione protesica

Il termine impianto, in ambito dentale, indica l'inserimento, tramite intervento chirurgico, di un corpo (solitamente di materiale alloplastistico) all'interno dell'osso mascellare, al fine di riprodurre la radice mancante nel sito implantare e ancorare su esso una protesi.

Classificazioni degli impianti

In base alla sede ossea:

  • iuxtaossei: griglia metallica collocata sopra l'osso (caduto in disuso).
  • endossei: struttura inserita direttamente nell'osso.

In base al tipo di integrazione:

  • fibrointegrati: connessi al tessuto osseo tramite interposizione di un tessuto connettivale fibroso. Hanno uno scarso successo (c.ca 30-40%).
  • osteointegrati: intima solidarizzazione tra osso e impianto. Alta percentuale di successo (c.ca 90-95%), sono gli impianti più utilizzati.

In base al collegamento:

  • monofasici: formati da un unico corpo di cui una porzione inserita nell'osso e la rimanente parte risulta esposta. Non vi è la possibilità di sigillare il sito implantare durante l'osteointegrazione.
  • Bifasici: costituiti da una porzione endossea (fixture) e un pilastro esterno (abutment). E' possibile sigillare il sito implantare durante l'osteointegrazione.

Impianto monofasico Impianto bifasico-

Protocollo chirurgico

Screening del paziente

Non tutti i pazienti possono essere trattati con tecniche implantari; le principali controindicazioni sono le seguenti:

  • cardiopatie
  • diabete
  • neoplasie gravi
  • disturbi della coagulazione sanguigna
  • patologie del sistema nervoso
  • assunzione di droghe e/o psicofarmaci
  • osteoporosi
  • cattiva igiene orale

Per stabilire se il paziente è idoneo al trattamento implantare o meno viene svolta un'analisi clinica con panoramiche, endorali, TAC e stratigrafie. Così facendo si individuano le eventuali zone a rischio.

L'insuccesso implantare può imputarsi anche a fattori in fase chirurgica o post-operativa, quali:

  • surriscaldamento dell'osso (durante la fresatura)
  • infezioni (carenza di asepsi)
  • insufficiente osteointegrazione
  • scelta errata del tipo di impianto
  • scelta errata del sito implantare
  • insufficiente quantità/qualità ossea
  • presenza di strutture che limitano la funzionalità dell'impianto (seno mascellare).

Tuttavia col progredire delle conoscenze e delle tecnologie siamo giunti alla possibilità, a seconda del caso clinico, di poter rialzare il seno mascellare tramite un intervento chirurgico. Ciò consente di poter ampliare il numero di casi in cui l'impiego dell'implantologia risulta una soluzione corretta e possibile.

Inserimento di un impianto

L'inserimento di un impianto all'interno dell'osso si divide in più fasi, quali:

  1. apertura dei lembi gengivali
  2. perforazione dell'osso con frese di diametro crescente.

La prima fresa impiegata in questa fase è una fresa a palla con la quale si perfora la corticale ossea. La successiva fresa è molto sottile, denominata fresa guida, serve a definire la profondità e l'inclinazione del sito implantare. Per questa fase risulta molto efficiente l'impiego di dime chirurgiche.

Dima chirurgica

Una volta passata la fresa guida si procede con l'impiego di frese in ordine di diametro crescente, sino a raggiungere il diametro adeguato all'inserzione dell'impianto. Raggiunta la giusta dimensione del sito implantare si esegue la maschiatura dello stesso.

Kit di frese da implantologia

  1. Inserimento dell'impianto all'interno del sito e copertura con vite di guarigione.

Inserimento dell'impianto Copertura con vite di guarigione

  1. sutura dei lembi e controllo radiografico.

Sutura dei lembi gengivali Controllo radiografico

Osteointegrazione

L'osteointegrazione è il processo di unione tra l'impianto e l'osso ospite. Perché ciò possa avvenire correttamente devono essere osservate alcune precauzioni da parte del clinico durante la fase chirurgica:

  • eseguire un adeguato screening del paziente
  • individuare siti implantari idonei
  • sterilizzare tutti gli strumenti da impiegare nell'operazione
  • utilizzare frese efficienti e adeguate al tipo di impianto scelto
  • operare in asepsi completa del sito operatorio
  • evitare il surriscaldamento dell'osso oltre i 43-45℃ (oltre tale temperatura avviene la denaturazione della parte proteica dell'osso con conseguente necrosi)
  • completa sutura delle ferite chirurgiche
  • fornire al paziente copertura antibiotica adeguata

Fase 1- formazione dell'ematoma in cavità chiusa, delimitato dalla parete dell'impianto e dalle trabecole ossee. Fase 2- Coagulo postintervento e rigenerazione dei tessuti. E Fase 3- Gli osteociti vengono attivati in osteoblasti che iniziano la produzione di nuovo tessuto osseo. Ha inizio Fase 4-Osteointegrazione completa.

Tipi di osteointegrazione

Esistono 4 tipi di osteointegrazione che possono manifestarsi alla fine del processo stesso:

  1. osteointegrazione di adesione: integrazione ideale tra le trabecole ossee e l'impianto.
  2. osteointegrazione a contatto: le trabecole osse circondano l'impianto senza adervi completamente ( situazione non ideale ma comunque utilizzabile).
  3. osteointegrazione a distanza: il contatto tra impianto e tessuto osseo avviene mediante l'interposizione di tessuto fibroso. L'impianto risuterà difficilmente protesizzabile.
  4. osteointegrazione mancata: si tratta di un fallimento implantare a causa della mancata osteointegrazione da parte delle trabecole ossee. Ciò deriva da problemi insorti in fase chirurgica o post-operatoria.

Lo sviluppo dell'implantologia

Al giorno d'oggi con il progredire delle conoscenze e delle tecnologie, l'implantologia è diventata una pratica molto esemplificata e notevolmente meno invasiva e traumatica se confrontata con quella praticata ai suoi albori.

Analizzeremo adesso un caso di implantologia transmucosa per l'inserimento in sito di un impianto sostituente la radice del 36.

Radiografia del cavo orale Anestesia locale WWW.CANNIZZOSTUDIO.IT Studio Cann LUGH Studio Cann Incisione della gengiva e della corticale ossea Passaggio con la fresa guida WWW.CANNIZZOSTUDIO.IT als Cann

Adattamento del sito con frese più grandi Stando Cann Inserimento dell'impianto nel sito Studio Cana Avvitamento completo dell'impianto Avvitamento del pilastro per provvisorio WWW.CANNIZZOSTUDIO.IT Studio Cann WWW.CANNIZZOSTUDIO.IT Radiografia finale di controllo

Come risulta chiaro dalle immagini l'intervento è riuscito perfettamente; inoltre, l'evitare incisioni e suture rende l'intervento molto meno pesante psicologicamente per il paziente. Va sottolineato anche l'aspetto pratico del tipo di intervento, in quanto, non effettuare incisioni e successive suture a carico delle mucose comporta un risparmio notevole di tempo; per di più il ridotto sanguinamento del tipo di chirurgia fa sì che il sito operatorio si notevolmente più pulito che non nel caso di un'operazione standard, pertanto il clinico avrà una visione migliore della zona operata.

Le foto relative al trattamento implantare sono state prese da un video presente in rete dello studio “Cannizzo".

Lavoro svolto da Petruzzi Gabriele classe Va odontotecnici anno scolastico 2012/2013

Tipologie di impianto

Impianti a lama

Caduti quasi in disuso a causa dell'invasività dell'operazione chirurgica per la loro inserzione; in passato hanno dato buoni risultati.

Impianti ad aghi

Si tratta dell'inserimento in sede ossea di vari fili di titanio divergenti. Tali fili vengono saldati tra loro nella porzione extraossea tramite una saldatrice a induzione.

Diskimplant

Il diskimplant è costituito da una base a forma di disco avente un diametro di c.ca 3,5 mm dal cui centro parte perpendicolare il collo dell'impianto con il perno. È collegato mediante una fibrointegrazione inglobante il collo dell'impianto. È scarsamente usato.

Materiali

Il corpo implantare può essere realizzato in diversi materiali quali:

  • leghe metalliche
  • materiali ceramici
  • materiale composito con base di titanio
  • recentemente sono stati realizzati in ossido di zirconio

Il titanio fonde a 1667,85 ℃ e, poiché il titanio è un metallo altamente biocompatibile, gli impianti più impiegati sono quelli realizzati in leghe aventi tale metallo come base.

Tra i pregi del titanio vi sono anche altri fattori quali:

  • basso peso specifico
  • elevata resistenza meccanica e a corrosione elevata
  • passivazione
  • anallergico
  • bassa conducibilità termica
  • probabile azione antibatterica
  • assenza di rilascio di sostanze tossiche

Inoltre possiamo affermare che se pur duttile come elemento puro, le sue leghe vantano un'elevata durezza.

Copyright # 20

Griglie iuxtaossee

Collocate al di sopra della corticale ossea previo scollamento della mucosa e del periostio. L'operazione è svolta in 2 tempi:

  1. scopertura dell'osso e rilevamento dell'impronta.
  2. inserimento della griglia realizzata dall'odontotecnico sono cadute in disuso.

Impianti cilindrici e a vite

Essenzialmente simili, differiscono gli uni dagli altri per due fattori:

  • superficie esterna: essa infatti è liscia nei cilindrici e filettata in quelli a vite.
  • metodo di inserimento: i cilindrici sono inseriti per pressione nel sito implantare, mentre quelli a vite sono appunto inseriti tramite avvitamento.

Solitamente sono bifasici, tuttavia esistono anche monofasici. Sono le due tipologie di impianto più usate. Vengono realizzati mediante tornitura. Sono disponibili in oltre 50 misure e tipi diversi.

Impianto cilindrico Impianto a vite

Utilizzi dell'implantologia

L'implantologia è applicabile sia nei casi di edentulia totale che parziale e la si può abbinare sia alla protesi fissa che a quella mobile.

Protesi fissa

Vi sono due modi di abbinare la protesi fissa all'implantologia:

  1. la protesi poggia solo sugli impianti, pertanto i carichi masticatori gravano solo su di essi, appoggio implantare. Si ha una trasmissione estremamente rigida del carico a causa dell'adesione formatasi tra osso e impianto.
  2. la protesi poggia sia su impianti sia su monconi naturali, pertanto il carico masticatorio grava su entrambi i tipi di appoggio, appoggio implanto- parodontale. A causa della diversa ammortizzazione dei due tipi di appoggio si è cercato di applicare metodiche che consentissero di bilanciare tale fattore; tuttavia i risultati sono stati fallimentari. La soluzione migliore a tale problema è quella di evitarlo ricercando appoggi o solo parodontali o esclusivamente implantari.

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