Neuropsicologia dello Sviluppo: fondamenti e applicazioni, Università di Pisa

Slide dall'Università di Pisa su Neuropsicologia dello Sviluppo. Il Pdf esplora i fondamenti della neuropsicologia dello sviluppo, distinguendo tra sindrome anatomica e funzionale, ed è utile per lo studio universitario di Psicologia.

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27 pagine

NEUROPSICOLOGIA DELLO
SVILUPPO
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Anteprima

Neuropsicologia dello Sviluppo

ADE per il CdL in Terapia della Neuropsicomotricità
dell'età evolutiva
Università di Pisa, a.a. 2024-2025
Docente: Dott. Filippo GasperiniNeuropsicologia

Che cos'è la Neuropsicologia?

E' la disciplina scientifica che studia i deficit cognitivi,
comportamentali ed emotivo-motivazionali causati
da lesioni o disfunzioni del Sistema Nervoso Centrale (in
particolare della corteccia dei due emisferi cerebrali, di strutture
sottocorticali come il talamo, i gangli della base, l'ipotalamo e
l'amigdala, e dei fasci di sostanza bianca che collegano le diverse aree
corticali tra loro e con le strutture sottocorticali), o più in generale
è quella disciplina scientifica che studia i rapporti tra
strutture e processi nervosi da una parte e attività mentali
e cognitive dall'altra, in condizioni normali e patologiche

Finalità della Neuropsicologia

  • indagine delle alterazioni patologiche dei processi
    mentali a seguito di danni o disfunzioni del SNC a scopo
    diagnostico e riabilitativo (Neuropsicologia Clinica)
  • finalità di tipo euristico (Neuropsicologia Sperimentale):
    - studio delle basi neurali delle funzioni mentali, cioè di
    come i diversi processi cognitivi ed emotivo-
    motivazionali siano "mappati" a livello cerebrale;
    - studio delle funzioni mentali in quanto tali, cioè di
    come i processi cognitivi (in modo particolare) sono
    organizzati nella mente umana, di quale sia la loro
    "architettura" funzionale, anche indipendentemente dai
    loro correlati neurali

la Neuropsicologia è una scienza interdisciplinare,
che si avvale di contributi da diverse discipline per le sue
finalità

  • Sin dalle origini ha integrato le conoscenze provenienti da due
    discipline maggiori: la NEUROLOGIA (la branca della medicina che
    studia il Sistema Nervoso e le sue patologie) e la PSICOLOGIA (la
    scienza del comportamento e della "vita mentale")
  • In seguito ha accolto i contributi provenienti da diverse altre discipline
    scientifiche quali:
    - la NEURORADIOLOGIA, la MEDICINA NUCLEARE e
    l'ELETTROFISIOLOGIA, per indagare in modo più efficace le basi
    nervose dei processi mentali;
    - la LINGUISTICA, per disporre di modelli più precisi e maggiormente
    fondati del sistema linguistico;
    - la PSICOMETRIA, per poter indagare le funzioni mentali dei singoli
    soggetti e confrontare tra loro quelle di gruppi di soggetti con criteri di
    obiettività e pervenendo a conclusioni metodologicamente fondate

Metodi e approcci in Neuropsicologia

Il metodo della correlazione anatomo-clinica

E' quello impiegato fin dagli albori di questa disciplina
Si esegue un'indagine, la più accurata possibile del
comportamento (per es. della prestazione in prove volte a
indagare aspetti diversi della competenza linguistica) del
paziente cerebroleso e, quindi, si individua la sede e
l'estensione della lesione cerebrale
L'associazione tra uno specifico disordine comportamentale (ad es.
deficit di articolazione della parola) e la lesione di una determinata area del
cervello (ad es. specifiche porzioni della corteccia frontale sinistra) del
paziente permette di stabilire che:
i)la lesione di quella specifica regione del cervello determina un
particolare tipo di deficit;
ii)la funzione mentale di cui il comportamento alterato è espressione
(nel nostro es. il linguaggio articolato) è localizzata in quella regione;

Il metodo dell'attivazione cerebrale in soggetti normali

Attraverso tecniche di neuroimmagine funzionale (PET,
RMNf) si identificano le aree cerebrali che mostrano una
maggiore attivazione durante l'esecuzione di specifici compiti cognitivi da parte di soggetti sani
In questo modo è possibile inferire che le aree cerebrali
(ad es. l'ippocampo e il talamo di sinistra) che si sono attivate in
misura significativa durante l'esecuzione di un compito
(ad es. un compito di apprendimento di una lista di parole)
dipendente da una certa funzione mentale (nel nostro es. la
MLT verbale) rappresentano il correlato neurale di tale
funzione

L'approccio della Neuropsicologia Cognitiva

Comincia a diffondersi tra la fine degli anni '60 e gli inizi
degli anni '70 del '900 e a partire dagli anni '80 diviene
quello predominante in neuropsicologia
Il focus di indagine si sposta dall'identificazione delle
basi neurali dei processi cognitivi alla definizione sempre
più precisa e puntuale dell'architettura funzionale dei
processi cognitivi stessi, di come dunque i processi
cognitivi sono funzionalmente organizzati nel cervello
normale (e possono, dunque, deteriorarsi in condizioni
patologiche)
La nascita e l'affermarsi della Neuropsicologia Cognitiva sono
stati largamente resi possibili dallo sviluppo negli stessi anni
dei cosiddetti "modelli di elaborazione delle informazioni"
o "diagrammi di flusso", secondo i quali le facoltà mentali
sarebbero frazionabili in una serie di componenti tra loro
connesse, ma ognuna dotata di proprietà funzionali
specifiche
Tali modelli o diagrammi, a loro volta, sono frutto della
speculazione e della ricerca empirica condotte dagli psicologi
di approccio cognitivista
Il COGNITIVISMO è un paradigma psicologico
attualmente tra i più influenti che assume il computer e il
canale di comunicazione come modelli di riferimento cui
paragonare il funzionamento del sistema cognitivo
umano
L'attività cognitiva viene concettualizzata come sequenza
di operazioni che intervengono per selezionare,
codificare, immagazzinare e recuperare le informazioni
Diagramma di flusso relativo al modello di memoria di Atkinson e Shiffrin
(1968)

Risposta
in uscita

Generatore di risposta

MAGAZZINO A
LUNGO
TERMINE

1
Buffer di
reiterazione

1
1
Stimolo
in entrata

MAGAZZINO A
BREVE TERMINE
(Banca di memoria
soggetta a rapido
decadimento)

(Banca di memoria
non soggetta
a decadimento)

1
4 ---
--
4
+ --
Processi di controllo
· Programmi analizzatori dello stimolo
· Modificare distorsioni dei canali sensoriali
· Attivare il meccanismo di reiterazione
· Modificare il flusso di informazioni dal registro
sensoriale al magazzino a breve termine
· Codificare e trasferire informazioni dal magazzino
a breve termine a quello a lungo termine
· Iniziare o modificare la ricerca del magazzino a
lungo termine
· Operazioni euristiche sulle informazioni imma-
gazzinate
· Stabilire i criteri di decisione
Avviare il generatore di risposta
REGISTRO
SENSORIALE

Svolgimento di uno studio di caso singolo in Neuropsicologia Cognitiva

Tipico svolgimento di uno studio di caso singolo in
Neuropsicologia Cognitiva:
i.si parte da un'ipotesi esplicita circa le diverse operazioni
implicate nell'esecuzione di un determinato compito
cognitivo in soggetti normali (tali ipotesi può basarsi sui risultati di
studi sperimentali in soggetti normali, sui risultati di altri studi su singoli
pazienti, su alcune considerazioni logiche);
ii. al paziente vengono somministrati test appositamente
messi a punto per verificare la funzionalità delle singole
sotto-componenti ipotizzate dal modello; in questo modo si
valuta la possibilità o meno di una compromissione selettiva di
una sottocomponente ipotizzata, avvalorando o meno la sua
effettiva esistenza (metodo delle dissociazioni, vedi avanti);

Il metodo delle dissociazioni e associazioni tra sintomi

E' il metodo di elezione per l'indagine della struttura
multi-componenziale dei processi cognitivi: esso prende
in considerazione, appunto, le possibili associazioni
oppure dissociazioni tra deficit in compiti diversi, in
singoli pazienti (o in gruppi di pazienti)

Dissociazione semplice

E' il caso in cui un gruppo di pazienti oppure un singolo
paziente, sottoposto ai compiti A e B, che permettono di
esaminare le funzioni FA ed FR, ha una prestazione nella
norma in uno dei due compiti e patologica nell'altro
Tale risultato suggerisce che le funzioni F ed F
costituiscono due moduli cognitivi indipendenti
La dimostrazione di ciò, tuttavia, non è sicura;
un'interpretazione alternativa potrebbe essere più semplicemente che uno
dei due compiti (quello eseguito peggio) è più difficile dell'altro o, detto in
altri termini, richiede un'allocazione di risorse maggiore; la lesione cerebrale
potrebbe aver ridotto le risorse generali disponibili (ad es. l'attenzione), per
cui solo il compito che ne richiede meno può essere eseguito nella norma

Dissociazione doppia

E' il caso in cui due gruppi di pazienti, oppure due
pazienti singoli, sottoposti ai compiti A e B, che
permettono di esaminare le funzioni FA ed FB'
manifestano il seguente pattern prestazionale:
un gruppo o paziente ha una prestazione normale in A e
deficitaria in B, l'altro gruppo o paziente ha una
prestazione deficitaria in A e normale in B
Questo risultato permette di concludere, con notevoli
garanzie, che le funzioni F ed FB costituiscono
effettivamente due processi cognitivi funzionalmente
indipendenti

Associazioni tra sintomi

Un'associazione tra sintomi può essere semplicemente dovuta al fatto
che esiste una contiguità anatomica tra le strutture neurali dove sono
localizzate le funzioni cognitive la cui disfunzione produce i sintomi
osservati; tale contiguità anatomica rende altamente probabile che una
lesione cerebrale interessi contemporaneamente aree cerebrali che pure
sono funzionalmente indipendenti (sindrome anatomica): essa non
ha un valore teorico
Un'associazione tra sintomi può essere dovuta al fatto che una lesione
ha colpito una funzione specifica, dalla cui alterazione dipendono tutti i
disturbi osservati (sindrome funzionale): essa HA un valore teorico
Il criterio più attendibile per stabilire se una sindrome è di tipo anatomico o
funzionale è quello di valutare se i vari sintomi possono o meno occorre l'uno senza
l'altro: in caso occorrano solo insieme si può concludere che essi esprimano il
deficit di un'unica funzione cognitiva. Il fatto tuttavia di averli sempre trovati
associati non esclude però la possibilità di ritrovarli prima o poi dissociati; per
questo le associazioni tra sintomi sono meno affidabili delle dissociazioni come
metodo di indagine dell'architettura funzionale del sistema cognitivo

Neuropsicologia dello sviluppo

Studia le relazioni tra funzioni cognitive e mentali più in
generale e substrato nervoso nel corso dello sviluppo, sia
in condizioni tipiche che patologiche
Duplice finalità
Teorica: definizione di modelli contribuire alla
di acquisizione e dello sviluppo della mente più in
generale
Clinica: definire nel paziente il profilo delle competenze (deficit
e risorse) nei vari domini cognitivi e funzionali,
con finalità diagnostico-riabilitative

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