Slide dall'Università San Raffaele su Principali indagini di laboratorio per lo screening e la diagnosi degli stati trombofilici. Il Pdf esplora la trombofilia, una condizione di predisposizione a eventi trombotici, e le indagini di laboratorio necessarie per la diagnosi, sia congenite che acquisite.
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Lezione
Principali indagini di laboratorio per lo screening e la diagnosi degli stati trombofilici 1U Università San Raffaele Roma Valeria D'Argenio
Trombofilia : Predisposizione ad eventi trombotici arteriosi o venosi a carattere sia ereditario che acquisito
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Si ha un "evento trombotico", quando il sangue coagula all'interno di un vaso sanguigno e, aderendo alla parete del vaso, lo ostruisce in maniera parziale o completa impedendone il flusso Torrente sanguigno Valvola Coagulo
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In condizioni fisiologiche, la fluidità del sangue è mantenuta dall'equilibrio fra i meccanismi coagulanti e i meccanismi anticoagulanti e fibrinolitici che vi si oppongono. Se questo equilibrio si altera, avremo una condizione di emorragia oppure di ipercoagulabilità. MECCANISMI ANTICOAGULANTI MECCANISMI COAGULANTI MECCANISMI FIBRINOLITICI
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In particolare, si parla di trombofilia quando i meccanismi coagulanti prevalgono rispetto ai meccanismi anticoagulanti e fibrinolitici. MECCANISMI ANTICOAGULANTI MECCANISMI COAGULANTI MECCANISMI FIBRINOLITICI
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Via intrinseca K PK Precallicreina XII Via Estrinseca XII a Chininogeni ad alto peso molecolare HMK Ca2+ XI XL a VI I Ca2+, PL Danno vascolare PC PS IX IX III VI Ia VIII VIIIa Ca2+, PL X Xa X PC PS AT V Va Ca2+, PL Plasmina II Ila Fibrinogeno Fibrina XIII XIII a coagulo
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Trombofilia Pertanto, avremo una condizione di trombofilia in presenza di una delle seguenti condizioni:
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Trombofilia
Genetici
Ambientali
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Fattori di predisposizione ** È bene sottolineare £ che si parla di "PREDISPOSIZIONE" in quanto i diversi fattori coinvolti nella trombofilia, PUR DETERMINANDO uno SPOSTAMENTO della bilancia emostatica in favore della trombosi, NON SONO di per sé SUFFICIENTI a determinare l'insorgenza della malattia, ma si limitano a conferirne il rischio.
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Fattori di predisposizione
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Malattie poligeniche e multifattoriali H.N. N NH HẠN.NO CO2H DOCH OH NH2 NH Ambiente CO2H HOJO O HOZCONH H H.N. HANNO OISM .... Sono malattie genetiche causate dall'interazione di geni differenti che lavorano sinergicamente ed il cui effetto fenotipico è per lo più scatenato da eventi ambientali
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Condizioni da analizzare Congenite
Acquisite : Iperomocisteinemia moderata Sindrome da anticorpi antifosfolipidi
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Indagini di laboratorio Oltre il classico approccio laboratoristico che prevede lo studio di PT, APTT, e il dosaggio dell'attività degli inibitori (AT3, PC, PS), possiamo effettuare specifiche indagini molecolari per identificare le mutazioni che predispongono a questo rischio.
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Trombofilie ereditarie Le alterazioni genetiche ereditarie possono essere identificate mediante l'analisi del DNA. Questo tipo di approccio è preferibile rispetto alla misura della quantità di specifici fattori nel plasma perché permette di ottenere una risposta univoca. In pratica, ciò è fattibile solo in alcuni casi particolari per i quali è nota la mutazione specifica associata ad un maggior rischio trombotico. : In tutti gli altri casi, bisogna valutare ed interpretare la manifestazione fenotipica alla luce dei dati biochimici attenuti analizzando il plasma.
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Trombofilie ereditarie La letteratura individua come principali cause di trombofilia ereditaria le seguenti mutazioni puntiformi:
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Fattore V Leiden
Mutazione (G20210A) del gene della Protrombina
Mutazione (C677T) del gene dell'MTHFR
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Fattore V Leiden
Mutazione (G20210A) del gene della Protrombina
Fattore V Leiden e Protrombina mutata (etero-etero)
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Trombofilie ereditarie Via intrinseca K PK XII Endotelio Precallicreina Via Estrinseca XII a Chininogeni ad alto peso molecolare HMK Ca 2+ XI XI a VI I Ca2+, PL Danno vascolare PC PS IX IX a III VIII VIIIa Ca2+, PL X Xa X PC PS AT III Plasmina V Va II Ila Fibrinogeno Fibrina XIII XIII a coagulo
Principali indagini di laboratorio per lo screening e la diagnosi degli stati trombofilici 1 18 di 27 Ca2+, PL VI IaU Università San Raffaele Roma Valeria D'Argenio
Cause principali di resistenza alla proteina C attivata Congenite (85% di tutti i casi)
Acquisite
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Fattore V Leiden (G1691A) Siti di clivaggio della proteina C attivata 306 506 679 Ca2+ 1 0100000000 Catena leggera FVa 306 679 O 2+ Ca2+ 111 1000 Mutato Catena pesante FVa Catena leggera FVa L'effetto pro-coagulante del FV è normalmente inibito dalla Proteina C attivata che taglia il fattore V attivato in tre parti. Mutazione > si altera uno dei siti di taglio da parte della aPC. RESISTENZA ALLA PROTEINA C ATTIVATA
Principali indagini di laboratorio per lo screening e la diagnosi degli stati trombofilici 1 20 di 27 Normale Catena pesante FVa