Slide dall'Università sul Finissaggio Tessile. Il Pdf illustra i processi meccanici e chimici per conferire proprietà specifiche ai tessuti, con esempi di trattamenti come l'impermeabilizzazione e l'antifiamma. Questo materiale di Tecnologia è utile per lo studio autonomo, fornendo definizioni e classificazioni chiare.
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Gli obiettivi del finissaggio sono:
La scelta del tipo di finissaggio dipende da:
Per la realizzazione dei finissaggi si fa ricorso, in funzione della tipologia del substrato tessile (fiocco, filato o tessuto), a:
Mezzi meccanici mediante l'applicazione di principi fisici quali la frizione, la temperatura, la pressione, la tensione ed altri ancora.
Mezzi chimici previa applicazione di prodotti chimici naturali e/o di sintesi, che sono legati alle fibre in modo più o meno permanente.
Combinazione di mezzi meccanici e chimici attraverso l'impiego sia di processi meccanici che di processi chimici.
Calandratura Lucidatura Goffratura Smerigliatura Cimatura Bruciapelo
Calandratura a umido Follatura Sanforizzazione Decatissaggio
Attraverso l'applicazione di prodotti di diversa natura, è possibile conferire ad un tessuto alcune proprietà che sarebbero impossibili da realizzare usando solo processi meccanici.
I prodotti impiegati possono essere così classificati:
Operazione di finissaggio che consiste nel far passare il tessuto (specialmente quelli di lana) già tinto fra cilindri rotanti (calandre), preriscaldati, che lo stirano a caldo e gli conferiscono una maggiore lucentezza, un aspetto liscio, appiattito. Se i cilindri sono incisi con particolari disegni si possono ottenere effetti speciali (marezzatura, moire, goffratura, ecc.). Alternando temperatura e pressione, coadiuvata talvolta dalla frizione, dei cilindri tra cui passa la stoffa, si possono ottenere effetti di lucido-opaco, silk-finish e simili. Tali risultati possono essere favoriti dalla presenza di appropriati appretti, dalla natura della fibra, specialmente se termoplastica, dalle caratteristiche del filato e dall'armatura del tessuto, oltre che dal tipo di calandra.
Nel caso più semplice si tratta di fare passare il tessuto tra due cilindri rotanti sotto forte pressione, di cui uno rigido di metallo (a freddo o a caldo) e l'altro elastico (detto anche di riscontro).
Il cilindro metallico può essere d'acciaio lucidato a specchi o con la superficie cromata, o sabbiata, o incisa da righe incrociate e finissime orientate tutte nella stessa direzione.
Calandratura: questa finitura, a carattere non permanente è applicata ai tessuti di fibre cellulosiche, proteiche 0 sintetiche e consiste nel far passare il tessuto attraverso due o più distenditore in larghezza cilindri, alcuni dei quali rigidi (sono in acciaio o ghisa cilindri di calandratura indurita e la loro superficie può essere cromata, nichelata o acciaio inossidabile), di solito riscaldati dall'interno mediante olio, vapore 0 elettricamente, mentre altri sono elastici (presentano un supporto centrale in acciaio, mentre la superficie è rivestita 1. con materiale avente durezza inferiore e costituita da cotone, da carta mista a lana, da juta, lana, o da altro materiale plastico come la poliammide), premuti uno contro l'altro con pressioni di spinta anche fino ad 80 tonnellate, allo scopo di assottigliare il tessuto e conferirgli una maggiore copertura, miglioramento della mano, una maggiore brillantezza, una regolarizzazione della superficie e sopratutto una mano più morbida e piena. Gli effetti generali possono essere resi permanenti con l'impiego di fibre termoplastiche o con l'applicazione di appropriati prodotti di finissaggio a base di resine termoindurenti. L'effetto satinato si riferisce ad un tessuto con superficie liscia e lucida.
follatura: infeltritura che, nella lana chiude gli interstizi tra i fili di trama e ordito rendendo il tessuto compatto e impermeabile come il panno
La macchina detta "smerigliatrice" è composta da cilindri rotanti ricoperti di carta abrasiva. Al passaggio del tessuto pressato sul cilindro si solleva una fitta e corta peluria, ottenendo una mano morbida e scorrevole al tatto simile a buccia di pesca, detta "mano pesca" perché il trattamento dà una minuta pelosità superficiale simile a quella di frutti come pesche o albicocche. Il pelo è cortissimo ma molto folto, e la sensazione tattile è chiaramente percepibile.
Trattamento indispensabile nella produzione del fustagno
Lucidatura: consiste nell'applicare su un tessuto di lana, cotone o di altro tipo, una sospensione di amido, colla o gomma che asciugando, lascia una patina che, opportunamente levigata con appositi cilindri riscaldati, produce una superficie lucente.
P 09 2 0 In pratica con dei cilindri a velocità variabile il tessuto passa in una vasca con sostanze in sospensione che vengono distribuite sul pelo del tessuto pettinandolo e allineando le fibre.
Un cilindro lucidatore riscaldato asciuga il pelo, lo stira, gli dona brillantezza dandogli una mano morbida e liscia.
Garzatura: è un'operazione atta a formare una peluria sulla superficie del tessuto, estraendo le estremità delle fibre dai filati mediante l'azione di strappo esercitata dagli aghi metallici piegati e fissati su cilindri rotanti con le punte rivolte nel senso del passaggio del tessuto (cilindri pelo) e cilindri con aghi con le punte rivolte in senso opposto (cilindri contropelo).I tessuti garzati sono caratterizzati da una mano morbida e vellutata e sono molto caldi al tatto. Tipici di questa operazione sono il fustagno, il mollettone, le coperte di lana, le flanelle di lana e di cotone, i plaid lanieri.
1 2 + 3 4 5 Fig. A - Garzo metallico Consiste nel sollevare le fibre dei fili di un tessuto, per renderlo morbido e soffice. Cambia la mano conferendo un aspetto peloso e vellutato alla superficie, aumenta le proprietà di isolamento termico del tessuto
La garzatura vegetale viene impiegata solitamente per trattare i tessuti di maggior pregio. Viene svolta a umido poiché ciò agevola l'estrazione delle fibre, che restano integre, ottenendo minor calo di peso e particolare lucentezza del tessuto di lana.
Per questa lavorazione vengono utilizzati i cardi vegetali l'infiorescenza secca, di forma ovale, allungata e ricoperta di punte elastiche e uncinate, di una pianta appartenente alla famiglia delle dipsacacee.
Gli elementi principali di una macchina cimatrice sono il cilindro rotante (maschio), sulla cui superficie si trovano le lame dispose a spirale, ed il coltello di riscontro. Il tessuto scorre grazie ad organi di trasmissione del moto posti sulle fiancate della macchina che ne consentono lo svolgimento e l'avvolgimento. Le cimatrici possono essere dotate di uno, due, tre o anche quattro cilindri, con diametro variabile da 8 a 10 cm. La massima velocità è di 900-1000 giri al minuto; la macchina può passare da 15 a 30 metri di stoffa al minuto.
La peluria prodotta viene allontanata da un aspiratore.
Un sollevatore pneumatico interviene in presenza delle cuciture.
Il trattamento Sanfor ha per obiettivo il restringimento compressivo controllato dei tessuti di cotone e misti con altre fibre vegetali naturali o artificiali cellulosiche, per ottenere stabilità dimensionale nei due sensi (ordito e trama), in misura idonea a garantirla nei capi confezionati che saranno sottoposti a ripetuti lavaggi.
Il rientro desiderato è proporzionale alla pressione del tappeto ed alla velocità fra il tappeto di gomma e il cilindro riscaldato 4 3 1 3 5 2 0 Fig. A - Sanforizzo
3 5 0 7 2 0 1 C 6
5 0 0 0/19 4 2 3 + Y 1 b Fig. B - Fissatura in continuo C b a
CRABBING Procedimento che incrementa la produttività del trattamento ed evita differenze fra testa e coda.
Il tessuto in largo (punto a) attraversa una vaschetta (1) con acqua calda ed eventuali sostanze imbibenti. È poi spremuto da una coppia di cilindri (2), guidato e adagiato su un tamburo (3) e coperto da un telo senza fine (fb), per riposare immobile nella zona di reazione tra il tamburo riscaldato ed il telo.
Le temperature più elevate, causate dalla pressione del telo e dai particolari materiali di cui esso è composto, provocano maggiore fissaggio e stabilità dimensionale al tessuto.
Il passaggio attraverso una vaschetta (4) fredda genera lo shock caldo-freddo stabilizzante.
Dopo una spremitura tra due cilindri (5), il tessuto viene raccolto su bancali o avvolto.