Archeologia e storia dell'arte del Medioriente, Università degli Studi di Catania

Documento dall'Università degli Studi di Catania su archeologia e storia dell'arte del Medioriente. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Arte, copre periodi dal Neolitico all'età protodinastica, descrivendo culture preistoriche come Hassuna, Samarra e Halaf.

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30 pagine

DAL TIGRI ALL'EUFRATE VL 1
Archeologia
Università degli Studi di Catania
29 pag.
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ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE DEL MEDIORIENTE (VOL. 1)
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Anteprima

Archeologia e Storia del Medioriente

Indice dei Contenuti

  • Periodi
  • La Mesopotamia: ambiente e clima, risorse e materiali edilizi
  • L'inizio della civiltà in Mesopotamia
  • Neolitico aceramico e ceramico
    • Jarmo
    • Nemrik
    • Tell Maghzaliya
    • Qermez Dere, Cayonu, Buqras e Catal Huyuk
  • Le culture preistoriche
    • La cultura hassuna
    • La cultura samarra
    • La cultura halaf
    • La cultura Obeid
  • L'età proto-urbana
    • Uruk e l'Eanna
  • Il periodo proto-dinastico (3000-2350 a.C.)
    • Il palazzo e il tempio
    • La città
    • Architettura religiosa e palatina
    • Le necropoli comuni e le tombe reali
    • L'arte proto-dinastica
  • Il periodo accadico
    • Mari ed Ebla
    • L'impero accadico: Sargon e i suoi successori
    • Le stele del periodo accadico
    • L'architettura
    • La statuaria e la glittica
  • La fine dell'impero accadico
    • La stele di Ur-Nammu e la ziqqurat
    • Giparu
    • Tell Asmar

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Periodi Storici

  1. Olocene/Neolitico preceramico 10.000-9001 a.C. X millennio (Neolitico preceramico A e B)
  2. Neolitico 9001-8001 a.C. IX millennio
  3. Rivoluzione neolitica 8000-7001 a.C. VIII millennio
  4. Cultura proto-ceramica 7001-6001 a.C. VII millennio
  5. Cultura proto-storica 6001- 5001 a.C. VI millennio
  6. Cultura halaf-obeid 5000-4001 a.C. V millennio
  7. Età proto-urbana periodo uruk 4000-3001 a.C. IV millennio
  8. Periodo proto-dinastico sumeri ed accadici 3000-2001 a.C. III millennio

Mesopotamia: Ambiente, Clima e Risorse

La Mesopotamia è una regione bagnata dal Tigri e dall'Eufrate, oggi l'odierno Iraq, in cui nacquero le prime civiltà. La mezzaluna fertile è un ampliamento della Mesopotamia, la quale è divisa in settentrionale e meridionale, ed include alcune zone dell'Iran. Anticamente i popoli mesopotamici si definivano attraverso i territori in cui vivevano (Es. Sumer= territorio sumerico). Il territorio mesopotamico era contrassegnato da un bipolarismo etnico-geografico che differenziava il nord ed il sud:

  1. Le zone montuose dello Zagros e del Tauro limitavano la pianura rispetto alla zona anatolica e iranica.
  2. Il nord era una zona favorevole agli insediamenti umani, soprattutto grazie alla vicinanza delle regioni Siro- palestinesi, fondamentali per l'incontro di culture.
  3. La mezzaluna fertile, appunto la zona siro-palestinese, era a stretto contatto con i fiumi del Tigri e dell'Eufrate, i quali nascono nell'Anatolia.
  4. Il sud è il prodotto dello scioglimento dei ghiacciai, avvenuto durante l'ultima glaciazione di Wurm.
  5. Invece verso sud-ovest si trovano due dei deserti più aridi del pianeta: siriaco e arabico.

Il Deserto Siriaco

Il deserto siriaco è sempre stato un punto di ritrovo per i nomadi e per le popolazioni dei margini. Fu inoltre il punto in cui si svilupparono molte tribù, che ebbero un ruolo dominante nella Mesopotamia e nella Siria, ed in cui i nomadi e gli allevatori sedentari potevano far pascolare liberamente il gregge. Da ricordare comunque è la condizione del deserto siriaco:

  1. Arido e privo di piogge abbondanti.
  2. Non favorevole alla crescita di vegetali e di insediamenti umani.

Fiumi e Irrigazione

Fin da subito, in questo territorio, i nomadi hanno dovuto, per ragioni economiche e socio-politiche, trasformarsi in popoli sedentari. La Mesopotamia è attraversata da due grandi fiumi, il Tigri e l'Eufrate, che partono dall'Anatolia fino ad arrivare alla valle di Hit. La differenza tra il Tigri e l'Eufrate si trova nella formazione dei corsi d'acqua: il primo scava un letto molto profondo e crea sponde altissime, mentre il secondo scava una stretta valle nel deserto aumentando il volume nelle campagne piatte. Questa condizione è la base degli straripamenti e degli sfoghi, come le lagune e le paludi, che si sono formati a Sumer e ad Elam (vicino al golfo persico). Per l'agricoltura antica sono stati fondamentali i corsi d'acqua, in parte naturali ed in parte artificiali, creati attraverso dei canali d'irrigazione. Due fiumi così potenti, come il Tigri e l'Eufrate, sono stati una benedizione per le pianure ma la loro instabilità era un pericolo per la coltivazione dei campi. L'Eufrate era, relativamente, più tranquillo rispetto al Tigri che era molto più profondo e alimentato dalle piogge dello Zagros. La ragione, per cui le tecniche di irrigazioni sono nate in Mesopotamia, è appunto la condizione particolare dei due fiumi. Gli insediamenti, a partire dal IV millennio a.C., si svilupparono lungo i corsi d'acqua in cui le comunità coltivavano il proprio territorio. Ciò significa che, almeno in questi primi tempi, non vi erano canali di irrigazione su larga scala. Infatti questo tipo di interventi hanno inizio solo nel proto-dinastico, in cui la formazione di grandi regni ha permesso la costruzione di canali che attraversavano tutto il paese. La differenza tra l'agricoltura a secco, a differenza di quella irrigua, era che utilizzava l'acqua piovana, la quale era instabile e sporca. L'agricoltura irrigua utilizzava invece dei canali e produceva molto di più perché aveva il controllo delle risorse idriche. Le principali colture del periodo erano:

  1. Farro
  2. Orzo
  3. Lenticchia
  4. Pisello
  5. Cece

Sistemi di Irrigazione Sumerici-Babilonesi

Nelle civiltà sumeriche-babilonesi il sistema d'irrigazione era una delle principali preoccupazioni: il sistema irriguo, costruito dai sumeri nella pianura, rimase in uso fino ai califfati Abbasidi. Questi sistemi erano costruiti attraverso varie tappe:

  1. Individuazione di un corso d'acqua principale (Naru)
  2. Costruzione di canali dalle dimensioni e funzioni diversificate
  3. Costruzione di apparati per il mantenimento del sistema (Es. dighe e sbarramenti).

I canali erano divisi in: trasporto, irrigazione, drenaggio e riserva. Ovviamente alcune zone, come quelle costiere, non necessitavano di canali poiché vi era già una naturale irrigazione, al contrario le pianure avevano bisogno dell'aiuto umano, i quali utilizzavano la tecnica dell'irrigazione di bacino. Questa particolare tecnica, attestata già nel proto- urbano, prevedeva la sommersione del campo per cinque volte, di cui una pre-coltivazione e le altre quattro durante la crescita dell'orzo. Un'altra pratica, più costosa e meno utilizzata, era l'utilizzo di canaletti per la coltivazione di particolari colture. Naturalmente il sistema d'irrigazione aveva bisogno di una costante manutenzione poiché i fiumi depositavano sabbia e lino che bloccavano i canali. Oltre alla manutenzione era previsto il riposo periodico delle terre, le quali se sfruttate eccessivamente potevano perdere la loro fertilità. Infatti la sommersione, se usata eccessivamente, poteva trasportare via i sali del terreno che permettevano la coltivazione dei campi. Le società mesopotamiche avevano quindi la necessità di trovare una soluzione, la quale fu l'alternanza delle coltivazioni. Vi era anche il maggese: la parte del campo che non veniva coltivata era a disposizione degli allevatori, i quali portavano i greggi al pascolo. L'utilizzo più antico della tecnica risale al III millennio a.C., nella città di Tello. Un altro fattore di cui tenere conto, in ambito mesopotamico, è il clima diversificato delle aree. Il deserto siro-arabico condiziona il clima del paese: arido e caldo, caratterizzato dall'alternanza tra caldo-freddo, e scandito da scarse e sporadiche precipitazioni. Naturalmente nel corso delle ultime glaciazioni, in cui le condizioni generali della terra sono cambiate, il clima e l'ambiente mesopotamico hanno radicalmente cambiato aspetto. L'ambiente e le sue risorse sono state condizionate da due fattori:

  1. Il primo naturale in cui vi è stato lo spostamento di intere zolle di terre.
  2. Il secondo fattore umano ovvero le conseguenze del rapporto uomo-natura.

Cambiamenti Climatici e Risorse Naturali

Alla fine del pleistocene il clima era freddo ed arido, mentre alla fine del periodo il clima divenne caldo e umido. Questo cambiamento è dovuto all'aumento di precipitazioni e della temperatura, che hanno contribuito alla crescita di foreste di querce nelle montagne. Il manto forestale rendeva l'ambiente più protetto ed era un'importante stazione di rifornimento per il legname. Questo manto scomparve dopo lo sfruttamento eccessivo da parte dell'uomo durante i secoli. La pianura alluvionale, al termine del pleistocene, conobbe un lungo periodo arido che finì all'inizio dell'olocene, durante cui il clima era umido. Questi due climi si alternarono fino al 500 a.C. in cui il clima divenne per lo più umido. Tali condizioni climatiche offrivano all'uomo dell'olocene un ambiente favorevole alla vita, in cui le coste erano irrigate naturalmente dalle maree e i monti invece offrivano un riparo, in cui vi era irrigazione spontanea. In questo ambiente fluviale si sviluppo l'unica pianta che cresce spontaneamente nel territorio ovvero la palma del dattero. Attraverso il dattero gli uomini mesopotamici, prima dello sviluppo del commercio, creavano il vino. Le potenzialità della Mesopotamia permettevano comunque l'insediamento umano, sebbene era necessario da parte di quest'ultimo un continuo impegno nella coltivazione e nell'importazione di materiali minerari da altri territori. Infatti la Mesopotamia era priva di miniere naturali. Gli unici prodotti spontanei della terra erano:

  1. L'argilla (abbondante in tutto il paese)
  2. Le canne (disponibili in gran numero al sud)
  3. Il bitume (disponibile solo in alcune aree: Hit e Kirkuk)
  4. Il calcare tenero (disponibile in tutto il paese)
  5. La selce (trovabile nei depositi dei fiumi come ciottoli).

Materiali Edilizi e Tecniche Costruttive

Vi erano pochissime cave di pietra di cattiva qualità, sfruttata infatti solo in un breve periodo durante il proto-urbano. Grazie alla loro disponibilità, l'argilla e la canna divennero le principali materie edilizie per la costruzione di case. Le capanne erano di argilla impastata con paglia tritata e si potevano trovare in ogni regione. Le tecniche di costruzione erano principalmente due:

  1. Il tauf: La prima tecnica prevedeva la costruzione dei muri con l'impasto di fango e paglia, messo in opera a manciate successive, così che il muro crescesse e venisse plasmato a mano. Questa tecnica venne perfezionata con il mattone crudo, che verrà usato per contenere l'impasto, e che veniva messo sotto il sole per seccare ed assumere durezza. Una volta che i mattoni erano duri, allora, venivano legati attraverso l'argilla alla struttura del muro. Nella cultura obeid ci sarà l'ennesimo perfezionamento attraverso la creazione di mattoni crudi regolari, avuti con uno stampo unico.
  2. Il Pisé: La tecnica creava delle cassa-formi, con all'interno fango e paglia, formando degli strati compatti con cui si costruiva il muro. Le tecniche venivano usate per costruire le case, ma anche i canali dei sistemi d'irrigazione.

Abitazioni e Insediamenti

Queste case duravano solo qualche generazione, infatti una volta che avevano esaurito la loro durata venivano abbattute. Successivamente veniva livellato il terreno, su cui vi erano le rovine, e si costruivano altre case (identiche alle precedenti). I materiali della vecchia casa, almeno in parte, potevano essere riutilizzati nel nuovo impasto, mentre il resto creava (dopo molte case abbattute) un innalzamento del terreno. Questo innalzamento formava una collinetta, soprannominate Tell. Nel sud del paese, oltre all'argilla e alla paglia, venivano utilizzate anche le canne. Queste erano un materiale più resistente, ed unite alle stuoie, creavano degli interi villaggi sulle lagune (Es. il Marshaland, nell'Iraq del sud). Le strutture monocellulari, dei villaggi in palude, assumevano diverse forme tra cui quella del Mudhif. Questa forma era arcuata a tunnel:

  1. Si scavava nel terreno due buchi, nei lati lunghi della capanna, nei quali si piantavano grossi fasci di canne.
  2. Le canne venivano piegate dal peso di due uomini, che si arrampicavano appunto su di esse, e venivano legate attraverso le corde.
  3. Sullo scheletro di canne venivano legate, con corde, fasci di canne più piccole per formare il tetto.

Inizio della Civiltà in Mesopotamia

Le prime comunità mesopotamiche impararono presto a sfruttare le potenzialità del territorio, sviluppandosi in particolari aree. Durante il paleolitico inferiore l'uomo di Neanderthal si insediò sulle montagne del kurdistan, mentre nel paleolitico superiore l'uomo sapiens si diffuse nel deserto del sud.

  1. Il primo stadio dell'evoluzione sociale fu lo sviluppo di comunità mobili di cacciatori-raccoglitori durante il paleolitico. Queste genti vivevano di diverse attività: pesca, caccia, raccoglimento di bacche e di cereali (cresciuti spontaneamente). Nel sito di Zawi Chemi Shanidar sono stati trovati resti di attrezzi per la raccolta dei vegetali, mentre sono state scavate strutture circolari di pietre, le quali erano probabilmente silos per le derrate alimentari. Nella grotta di Shanidar, vicino al sito prima citato, sono state trovate ossa di diversi animali: gazzelle, cervi rossi, capre, equini, volpi, gatti e cani. La selvaggina era utilizzata sia per il cibo sia per i prodotti secondari, come le pelli per il vestiario e l'osso per gli strumenti e gli ornamenti. Oltre alla carne, la dieta era variegata dalla raccolta di cereali (orzo e frumento) e dalla pesca (a cui si aggiungevano anche i molluschi). Inoltre sono state rinvenute delle fosse che dovevano servire come magazzini per le derrate alimentari. La grotta è costituita da diversi livelli che testimoniano l'uso del luogo dal Paleolitico inferiore al Protoneolitico.

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