Documento dall'Università degli Studi di Catania su archeologia e storia dell'arte del Medioriente. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Arte, copre periodi dal Neolitico all'età protodinastica, descrivendo culture preistoriche come Hassuna, Samarra e Halaf.
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La Mesopotamia è una regione bagnata dal Tigri e dall'Eufrate, oggi l'odierno Iraq, in cui nacquero le prime civiltà. La mezzaluna fertile è un ampliamento della Mesopotamia, la quale è divisa in settentrionale e meridionale, ed include alcune zone dell'Iran. Anticamente i popoli mesopotamici si definivano attraverso i territori in cui vivevano (Es. Sumer= territorio sumerico). Il territorio mesopotamico era contrassegnato da un bipolarismo etnico-geografico che differenziava il nord ed il sud:
Il deserto siriaco è sempre stato un punto di ritrovo per i nomadi e per le popolazioni dei margini. Fu inoltre il punto in cui si svilupparono molte tribù, che ebbero un ruolo dominante nella Mesopotamia e nella Siria, ed in cui i nomadi e gli allevatori sedentari potevano far pascolare liberamente il gregge. Da ricordare comunque è la condizione del deserto siriaco:
Fin da subito, in questo territorio, i nomadi hanno dovuto, per ragioni economiche e socio-politiche, trasformarsi in popoli sedentari. La Mesopotamia è attraversata da due grandi fiumi, il Tigri e l'Eufrate, che partono dall'Anatolia fino ad arrivare alla valle di Hit. La differenza tra il Tigri e l'Eufrate si trova nella formazione dei corsi d'acqua: il primo scava un letto molto profondo e crea sponde altissime, mentre il secondo scava una stretta valle nel deserto aumentando il volume nelle campagne piatte. Questa condizione è la base degli straripamenti e degli sfoghi, come le lagune e le paludi, che si sono formati a Sumer e ad Elam (vicino al golfo persico). Per l'agricoltura antica sono stati fondamentali i corsi d'acqua, in parte naturali ed in parte artificiali, creati attraverso dei canali d'irrigazione. Due fiumi così potenti, come il Tigri e l'Eufrate, sono stati una benedizione per le pianure ma la loro instabilità era un pericolo per la coltivazione dei campi. L'Eufrate era, relativamente, più tranquillo rispetto al Tigri che era molto più profondo e alimentato dalle piogge dello Zagros. La ragione, per cui le tecniche di irrigazioni sono nate in Mesopotamia, è appunto la condizione particolare dei due fiumi. Gli insediamenti, a partire dal IV millennio a.C., si svilupparono lungo i corsi d'acqua in cui le comunità coltivavano il proprio territorio. Ciò significa che, almeno in questi primi tempi, non vi erano canali di irrigazione su larga scala. Infatti questo tipo di interventi hanno inizio solo nel proto-dinastico, in cui la formazione di grandi regni ha permesso la costruzione di canali che attraversavano tutto il paese. La differenza tra l'agricoltura a secco, a differenza di quella irrigua, era che utilizzava l'acqua piovana, la quale era instabile e sporca. L'agricoltura irrigua utilizzava invece dei canali e produceva molto di più perché aveva il controllo delle risorse idriche. Le principali colture del periodo erano:
Nelle civiltà sumeriche-babilonesi il sistema d'irrigazione era una delle principali preoccupazioni: il sistema irriguo, costruito dai sumeri nella pianura, rimase in uso fino ai califfati Abbasidi. Questi sistemi erano costruiti attraverso varie tappe:
I canali erano divisi in: trasporto, irrigazione, drenaggio e riserva. Ovviamente alcune zone, come quelle costiere, non necessitavano di canali poiché vi era già una naturale irrigazione, al contrario le pianure avevano bisogno dell'aiuto umano, i quali utilizzavano la tecnica dell'irrigazione di bacino. Questa particolare tecnica, attestata già nel proto- urbano, prevedeva la sommersione del campo per cinque volte, di cui una pre-coltivazione e le altre quattro durante la crescita dell'orzo. Un'altra pratica, più costosa e meno utilizzata, era l'utilizzo di canaletti per la coltivazione di particolari colture. Naturalmente il sistema d'irrigazione aveva bisogno di una costante manutenzione poiché i fiumi depositavano sabbia e lino che bloccavano i canali. Oltre alla manutenzione era previsto il riposo periodico delle terre, le quali se sfruttate eccessivamente potevano perdere la loro fertilità. Infatti la sommersione, se usata eccessivamente, poteva trasportare via i sali del terreno che permettevano la coltivazione dei campi. Le società mesopotamiche avevano quindi la necessità di trovare una soluzione, la quale fu l'alternanza delle coltivazioni. Vi era anche il maggese: la parte del campo che non veniva coltivata era a disposizione degli allevatori, i quali portavano i greggi al pascolo. L'utilizzo più antico della tecnica risale al III millennio a.C., nella città di Tello. Un altro fattore di cui tenere conto, in ambito mesopotamico, è il clima diversificato delle aree. Il deserto siro-arabico condiziona il clima del paese: arido e caldo, caratterizzato dall'alternanza tra caldo-freddo, e scandito da scarse e sporadiche precipitazioni. Naturalmente nel corso delle ultime glaciazioni, in cui le condizioni generali della terra sono cambiate, il clima e l'ambiente mesopotamico hanno radicalmente cambiato aspetto. L'ambiente e le sue risorse sono state condizionate da due fattori:
Alla fine del pleistocene il clima era freddo ed arido, mentre alla fine del periodo il clima divenne caldo e umido. Questo cambiamento è dovuto all'aumento di precipitazioni e della temperatura, che hanno contribuito alla crescita di foreste di querce nelle montagne. Il manto forestale rendeva l'ambiente più protetto ed era un'importante stazione di rifornimento per il legname. Questo manto scomparve dopo lo sfruttamento eccessivo da parte dell'uomo durante i secoli. La pianura alluvionale, al termine del pleistocene, conobbe un lungo periodo arido che finì all'inizio dell'olocene, durante cui il clima era umido. Questi due climi si alternarono fino al 500 a.C. in cui il clima divenne per lo più umido. Tali condizioni climatiche offrivano all'uomo dell'olocene un ambiente favorevole alla vita, in cui le coste erano irrigate naturalmente dalle maree e i monti invece offrivano un riparo, in cui vi era irrigazione spontanea. In questo ambiente fluviale si sviluppo l'unica pianta che cresce spontaneamente nel territorio ovvero la palma del dattero. Attraverso il dattero gli uomini mesopotamici, prima dello sviluppo del commercio, creavano il vino. Le potenzialità della Mesopotamia permettevano comunque l'insediamento umano, sebbene era necessario da parte di quest'ultimo un continuo impegno nella coltivazione e nell'importazione di materiali minerari da altri territori. Infatti la Mesopotamia era priva di miniere naturali. Gli unici prodotti spontanei della terra erano:
Vi erano pochissime cave di pietra di cattiva qualità, sfruttata infatti solo in un breve periodo durante il proto-urbano. Grazie alla loro disponibilità, l'argilla e la canna divennero le principali materie edilizie per la costruzione di case. Le capanne erano di argilla impastata con paglia tritata e si potevano trovare in ogni regione. Le tecniche di costruzione erano principalmente due:
Queste case duravano solo qualche generazione, infatti una volta che avevano esaurito la loro durata venivano abbattute. Successivamente veniva livellato il terreno, su cui vi erano le rovine, e si costruivano altre case (identiche alle precedenti). I materiali della vecchia casa, almeno in parte, potevano essere riutilizzati nel nuovo impasto, mentre il resto creava (dopo molte case abbattute) un innalzamento del terreno. Questo innalzamento formava una collinetta, soprannominate Tell. Nel sud del paese, oltre all'argilla e alla paglia, venivano utilizzate anche le canne. Queste erano un materiale più resistente, ed unite alle stuoie, creavano degli interi villaggi sulle lagune (Es. il Marshaland, nell'Iraq del sud). Le strutture monocellulari, dei villaggi in palude, assumevano diverse forme tra cui quella del Mudhif. Questa forma era arcuata a tunnel:
Le prime comunità mesopotamiche impararono presto a sfruttare le potenzialità del territorio, sviluppandosi in particolari aree. Durante il paleolitico inferiore l'uomo di Neanderthal si insediò sulle montagne del kurdistan, mentre nel paleolitico superiore l'uomo sapiens si diffuse nel deserto del sud.
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