Documento dall'Università degli Studi di Ferrara su strategia aziendale e gestione sostenibile delle imprese. Il Pdf, di Economia a livello universitario, esplora l'impresa come sistema complesso, risorse, competenze distintive e il business model sostenibile, offrendo una panoramica completa.
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L'impresa è costituita da attori e risorse, ed è organizzata per raggiungere gli obiettivi prefissati (sopravvivenza e sviluppo in primis). Il contesto e gli stakeholder sono in grado di svolgere pressioni. L'impresa ha una sua architettura determinata dalle interazioni e relazioni che ha avuto nel tempo (connessioni tra persone, unità organizzative e tecnologie). Gli attori interni ed esterni sono portatori di obiettivi, i quali influenzano la sopravvivenza e l'evoluzione dell'impresa stessa. L'impresa è un sistema cognitivo capace di apprendere e produrre conoscenza, usando quanto imparato per innovare e rispondere efficacemente ai cambiamenti. Questa capacità dinamica dipende dal collective understanding. L'evoluzione dell'impresa si basa sulla 'spinta imprenditoriale' (animal spirit keynesiano), che può avere natura economica (realizzare ricchezza), o natura ideale (es. creare progresso, portare benefici alla comunità ecc ... ). Essa può mutare nel tempo, sia per il ricambio del management, che per il mutare dello spirito del management, che per il variare del contesto. L'impresa evolve alternando routine e stabilità con il cambiamento. Per Mintzberg e Waters, infatti, si hanno sprint e pause in alternanza. Per Schumpeter l'alternarsi delle fasi dipende dalla creative distruction dell'imprenditore (l'imprenditore, nel breve periodo sfrutta efficientemente le risorse disponibili, e nel lungo innova modificando lo status quo). La crescita avviene grazie all'attrito tra status quo ed innovazione.
Secondo Simon l'impresa è un sistema complesso (tantissimi componenti grazie all'interazione dei quali il risultato finale è maggiore della sommatoria dei singoli risultati, grazie ad un effetto moltiplicativo o esponenziale); gerarchico (composto da sub-sistemi e sovra-sistemi); e secondo Maturana e Varela, autopoietico (capace di generare nuove risorse in autonomia). In quanto sistema autopoietico, l'impresa ha due proprietà opposte: è aperta poiché scambia energie e risorse con l'ambiente, e chiusa poiché all'occorrenza si chiude al fine di mantenere stabile la propria organizzazione. La chiusura è possibile grazie ai confini organizzativi e alla loro permeabilità. Questi confini distinguono l'impresa dall'esterno. L'impresa è come un sistema vitale per il concetto di entropia: è capace di produrre energia ed organizzarla.
Le imprese che non sono in grado di adeguarsi alla tecnologia sono destinate al declino. Il sistema impresa del futuro deve essere smart, ovvero capace di adottare tali tecnologie. L'Ai serve a leggere meglio il contesto e le sue evoluzioni future, per favorire l'ottenimento di un vantaggio competitivo per l'impresa. Le tecnologie rendono più efficiente il coordinamento con il contesto, permettendo lo sfruttamento di sinergie. Ad esempio, la big data analysis consente di comprendere meglio il contesto. Grazie alle IA è possibile adattare l'offerta più velocemente e meglio. Il lato negativo della smartness è che rende l'impresa più complessa: non solo le persone devono essere in grado di usare le nuove tecnologie, ma su molte cose possono essere rimpiazzate dalle stesse. Per questo, i compiti delle persone devono essere ridisegnati. Inoltre, bisogna capire come far interagire tecnologia e management. Con queste nuove tecnologie, l'impresa non è più dinamica, ma fluida: comprende ed elabora meglio le informazioni; apprende meglio e sviluppa nuove competenze; monitora gli eventi in real time; attiva un feedback continuo; riconfigura velocemente il business model e la struttura; sviluppa e diffonde nuova conoscenza più velocemente.
Nella visione tradizionale d'impresa, l'obiettivo era quello di massimizzare i profitti. Oggi si parla di sostenibilità. Essere sostenibile significa soddisfare gli stakeholder presenti e futuri, senza avere impatti negativi sull'ambiente. Le imprese sostenibili hanno anche un ulteriore scopo (purpose): raggiungere in modo integrato positivi risultati economici, sociali e ambientali, contenendo i rischi. Porter e Kramer parlano della massimizzazione del 'valore condiviso', inteso come l'insieme di politiche e pratiche che rafforzano la competitività dell'impresa, migliorando al contempo le condizioni sociali, ambientali ed economiche della comunità. Se l'impresa non genera contemporaneamente valore economico, sociale ed ambientale, viene espulsa dal mercato. La sostenibilità non è determinata meramente dalla legge, dunque, non si raggiunge rispettando solo standard e leggi > questi sono i limiti inferiori da rispettare per essere "compliant" (conformi) alle norme. Dato il limite inferiore fissato da standard e leggi, l'ulteriore sostenibilità che si vuole raggiungere è a discrezione dell'impresa. Le catastrofi ed il cambiamento climatico hanno reso più urgente il raggiungimento della sostenibilità. Per diventare sostenibili, le imprese devono uscire dalla loro comfort zone e accettare che, per un periodo, avranno costi maggiori dei ricavi. Il grado di sostenibilità dell'impresa dipende da quattro dimensioni: -quanto è rilevante il valore economico, sociale e ambientale creato dall'impresa -quanto sono integrati i valori di sostenibilità sociale e ambientale col business model -quanto gli stakeholders sono coinvolti nella realizzazione di obiettivi e valori -quanto è trasparente l'impresa
La sostenibilità di un'impresa è sviluppata su due livelli: 1) il sistema normativo: vieta i comportamenti dannosi per l'ambiente e incentiva comportamenti sostenibili. 2) strategie ed investimenti che l'impresa realizza per aumentare il valore sociale ed ambientale: realizzazione di una serie di progetti con valenza ambientale/sociale e di business; raggiungimento degli SDG (sustainable development goals). Nel primo livello l'impresa deve garantire la compliance. Nel secondo livello deve essere proattiva. Secondo il Global Compact dell'ONU, l'azione strategica dell'impresa sostenibile si basa su cinque principi: Principled business; Strenghtening society; Leadership commitment; Supporting progress; Local action. Vanno definiti degli indicatori il cui fine è quello di misurare i risultati ambientali e sociali delle imprese (non-financial reporting).
1) Non ha una strategia definita, ma è solo orientata alla sostenibilità. Es. certificazioni di qualità sull'impatto ambientale; sicurezza sul lavoro; meccanismi anticorruzione; best practices; trasparenza. 2) Elabora una strategia fissando obiettivi, azioni e collaborazioni con terzi. Crea unità operative che hanno il compito di fissare e raggiungere obiettivi sostenibili, monitorando i risultati. Nelle grandi imprese, queste unità fanno rendicontazioni ad hoc (es. bilancio sociale e bilancio sostenibile). 3) Coinvolge gli stakeholder nella definizione degli obiettivi (stakeholders engagement). 4) Diventa sostenibile innovando il proprio business model (al fine di realizzare gli obiettivi) e la governance aziendale (aggiungendo al consiglio di amm. un comitato per lo sviluppo sostenibile).
Innanzitutto, per una ragione morale. Ciò ha portato alla nascita delle imprese sociali (fatte in epi) e delle b-corp (benefit corporation). Inoltre, deve esserlo perché gli stakeholders hanno potere di interdizione (es. se non è sostenibile, gli stakeholders bloccano gli investimenti nell'impresa). Anche se l'impresa è compliant, se non contribuisce a superare i problemi ambientali e sociali, rischia di non essere riconosciuta dagli attori sociali (es. le imprese che operano nel settore del gioco d'azzardo, sono compliant con le leggi, ma sono viste negativamente perché non perseguono il benessere sociale). L'impresa deve percepire quindi la sua corporate citizenship: non deve limitarsi a rispettare le leggi, ma deve essere un buon membro della comunità, contribuendo alla sua crescita. Ha dunque una responsabilità extra-economica.
Oltre alla dimensione economica, ambientale e sociale, vi è la dimensione del governo dell'impresa. La governance è l'insieme di meccanismi, regole e processi attraverso cui sono stabiliti di indirizzi strategici dell'impresa, le loro modalità di attuazione e i controlli. Con il codice di corporate governance (2020) si enfatizza l'integrazione tra strategia e sostenibilità; la gestione dei rischi; e le politiche di remunerazione (per le società quotate). La qualità della governance si esprime su tre piani: 1) compliance con leggi e standard. 2) trasparenza delle decisioni e delle responsabilità (fondamentale per proteggere le categorie vulnerabili, come i consumatori, dalle asimmetrie informative). 3) coinvolgimento degli stakeholders nella definizione degli obiettivi. Una governance qualitativa in questi tre piani rende improbabili comportamenti di azzardo morale da parte del vertice aziendale. La sostenibilità va inoltre distinta dal concetto di green washing.
Gli stakeholders sono i propulsori dell'orientamento dell'impresa alla sostenibilità. Tra quelli più orientati alla sostenibilità ci sono autorità e intermediari finanziari. È invece ad oggi ancora controverso il ruolo dei consumatori nella spinta verso la sostenibilità.