Slide dall'Università Bocconi sulle decisioni strategiche inerenti l'emissione di titoli ibridi e il loro pricing. Il Pdf analizza le tipologie di titoli ibridi, le motivazioni e le tecniche di emissione, con focus sul prezzo di esercizio del diritto sottostante, per studenti universitari di Economia.
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Bocconi
Lezione 7
B
Università
Bocconi
MILANO
Prof. Fabio Quarato
20129 - Finanza Strategica
Milano, 28 febbraio 20232
F. PERRINI, (a cura di), Finanza strategica, Raccolta di Letture EGEA, Milano, 2023.
Parte Prima - Par. 4.1, 4.2 e 4.3
B
Università
Bocconi
MILANO
Il titolo ibrido è un titolo mobiliare caratterizzato contestualmente da aspetti riconducibili
sia ai titoli rappresentativi dell'Equity, sia ai titoli rappresentativi del Debt.
Viene generalmente emesso sotto forma di titolo obbligazionario che, alle condizioni e nei
tempi indicati dal relativo Regolamento, può essere convertito in titolo azionario.
L'unica fattispecie di titolo ibrido riconosciuta e disciplinata dalla legge in Italia riguarda le
«obbligazioni convertibili dirette» regolate dall'art. 2420 bis c.c., integrato dall'art.
2420 ter c.c. e dall'art. 2503 bis, secondo e terzo comma, c.c .. In questo senso le
obbligazioni in esame sono considerate un titolo «tipico».
Va però considerato che accanto alle obbligazioni convertibili dirette, vengono emesse in
Italia numerose altre fattispecie di titoli ibridi, non disciplinati e, come tali, «atipici».
In tale sede si analizzano esclusivamente i titoli ibridi tradizionali, escludendo dalla
trattazione i titoli ibridi innovativi/strutturati, perché questi ultimi sono costruiti ad hoc dalle
banche d'affari per specifici interventi verso singole imprese con la conseguenza che essi
non circolano e non hanno massa critica.
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«L'assemblea straordinaria può deliberare l'emissione di obbligazioni convertibili in
azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalità della conversione. La
deliberazione non può essere adottata se il capitale sociale non sia stato interamente
versato».
( ... ) Contestualmente la società deve deliberare l'aumento del capitale sociale per un
ammontare corrispondente alle azioni da attribuire in conversione.
Lo statuto può attribuire agli amministratori la facoltà di emettere in una o più volte
obbligazioni convertibili, fino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di
cinque anni dalla data di iscrizione della società nel registro delle imprese. In tal caso la
delega comprende anche quella relativa al corrispondente aumento del capitale sociale.
Ai possessori di obbligazioni convertibili deve essere data facoltà (mediante avviso da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana almeno novanta giorni prima
della iscrizione del progetto di fusione,) di esercitare il diritto di conversione nel termine di
trenta giorni dalla pubblicazione dell'avviso.
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Tipo di «azione di
compendio» (azione
assegnata a seguito della
conversione
dell'obbligazione)
abbinato alle obbligazioni
Le motivazioni del ricorso da parte delle imprese ai titoli ibridi:
Le contro-motivazioni:
Le obbligazioni convertibili dirette devono la loro denominazione al fatto che le azioni di
compendio (cioè le azioni in cui le obbligazioni potranno essere convertite) sono emesse
dalla medesima società che emette le obbligazioni.
In un'ottica finanziaria si distinguono due diversi casi:
I volumi di fondi che possono essere raccolti non sono plafonati dalla citata norma dettata
per le obbligazioni ordinarie, contenuta nell'art. 2412 c.c. («la società può emettere
obbligazioni ... per somma non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale
e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato»)
Per quanto concerne il tempo di raccolta dei fondi relativi all'emissione di obbligazioni
convertibili, si deve rilevare che il flusso finanziario in entrata nella società emittente si
verifica una sola volta, all'atto del collocamento delle obbligazioni.
I riflessi che il ricorso alle obbligazioni convertibili dirette può provocare sulla ripartizione del
controllo societario dipendono dalla categoria alla quale appartiene l'azione di compendio.
Se si tratta di azioni ordinarie, i riflessi sono evidenti, ma subordinati all'esercizio del diritto di
conversione. Infatti.
«Le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in
opzione ai soci in proporzione al numero delle azioni possedute» (art. 2441, primo comma,
c.c.); però
«( ... ) se vi sono obbligazioni convertibili, il diritto di opzione spetta anche ai
possessori di queste, in concorso con i soci, sulla base del rapporto di cambio» (art.
2441, primo comma, c.c.).
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Il giudizio espresso dal mercato delle obbligazioni convertibili dirette è complesso a
causa della sua natura ibrida. Esso si basa essenzialmente su due aspetti: