Documento di Università su Patologia e medicina trasfusionale. Il Pdf esplora la medicina di laboratorio, le sue funzioni e le diverse tipologie di laboratori di analisi cliniche, con un focus sui biomarcatori della funzione renale ed epatica, utile per Biologia a livello universitario.
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Patologia e medicina trasfusionale Che cos'è la medicina di laboratorio? Una branca della medicina. Più di due terzi delle decisioni mediche sono basate su esami di laboratorio. A fronte di questo importante valore informativo la spesa complessiva è decisamente irrisoria; corrisponde al 5% della spesa sanitaria totale. L'efficacia del laboratorio analisi si misura sia in termini qualità del dato prodotto ma anche in termini di efficacia dell'azione medica conseguente.
Quindi tutti gli aspetti delle nostre assistite sono toccati dalla medicina di laboratorio. Quindi conoscere la medicina di laboratorio è un valore aggiunto. Il laboratorio clinico è una struttura multidisciplinare in cui interagiscono differenti competenze mediche, biologiche, fisiche, chimiche, informatiche e tecnologiche. Il laboratorio moderno deriva dall'unione in un'unica struttura di laboratori diversi (ematologia, endocrinologia, biochimica ecc.) L'utilizzo e l'integrazione di tecnologie avanzate, piattaforme multiparametriche e della automazione ha aumentato l'efficienza ma al contempo ha allontanato il laboratorio analisi alla logica clinica.
Come funziona il laboratorio? Fase preanalitica: quella che interessa di più gli infermieri (direttamente responsabili) e comprende la richiesta, la raccolta e il trasporto del campione. La fase di analisi, invece, comprende tutte le fasi che si svolgono in laboratorio:
La fase di pre-analisi è più soggetta a rischio. Progresso tecnico, automazione e informatizzazione ci hanno dato test sempre più precisi, da cui deriva il peso maggiore assegnato al dato di laboratorio nella gestione pratica del/della paziente. La variabilità dovuta alla fisiopatologia si somma a quella della misura nel condizionare la validità diagnostica di un determinato test di laboratorio. Fonti di variabilità: preanalitica (modificazioni reali all'interno del campione dal momento della raccolta al momento della misura analitica), analitica, interindividuale, intra-individuale.La fase preanalitica non è legata a controlli di qualità né validazione dei metodi e pertanto gli errori che derivano da questa fase sono più difficili da controllare.
Le fasi del processo preanalitico La raccolta del campione
Procedure generali: Standardizzazione dell'ora del prelievo per i metaboliti senza ritmo circadiano § · Paziente a riposo, seduta o supina · Luoghi facilmente accessibile · Paziente a digiuno · Dieta regolare nei giorni precedenti, no alcol, no fumo
Cause frequenti di errore: · Eccessiva stasi sanguigna da laccio · Stringere ed aprire il pugno a laccio serrato · Ago con calibro troppo esiguo · Eccessiva depressione alla siringa · Prelievo ripetuto nello stesso sito · Contenitore sbagliato · Errato rapporto tra additivo e campione
Cosa è un biomarcatore? (domanda esame)
Emocromo Sistema emopoietico: produzione, maturazione e selezione degli elementi corpuscolati del sangue. L'ematopoiesi inizia al quattordicesimo giorno della vita fetale, ed in sequenza avviene nel sacco vitellino, fegato, milza e midollo osseo (che nel corso della crescita assume l'importanza maggiore).Organi linfoidi primari, come midollo osseo e il timo sono i principali siti di linfopoiesi (ematopoiesi linfoide) che avviene nel fegato in epoca neonatale e principalmente nel midollo osseo nella vita adulta. Gli organi linfoidi secondari, come la milza ed i linfonodi sono i siti dove avviene la proliferazione e la maturazione dei linfociti.
Cellule del sangue: - elementi della serie rossa - elementi della serie bianca: risposta immune innata prima linea di difesa - elementi della serie bianca: risposta immune specifica e immediata
Com'è composto il sangue? - Plasma 55% - Globuli bianchi e piastrine <1% - Globuli rossi 45% Il plasma è la parte liquida del sangue (necessario anticoagulante nelle provette, centrifugazione) mentre il siero è il liquido che resta dopo la coagulazione del sangue (non anticoagulante, attendere la formazione del coagulo).
Il PLASMA è un sistema dinamico
Il SIERO è un sistema stabile, di più facile conservazione
Granulociti polimorfonucleati: nuclei multilobati o bilobati, contenenti dei granuli - Neutrofili: difesa dai batteri - Eosinofili: difesa dai parassiti - Basofili: risposta infiammatoria (reazioni ipersensibilità) Linfociti: l'esame emocromo citometrico non differenzia i linfociti B e T. sono gli effettori e regolatori della risposta infiammatoria. Permettono la memoria immunologica > vaccini. Monociti: migrano nei tessuti, dove evolvono in dei tipi cellulari chiamati macrofagi, utili per la difesa dalle infezioni
L'esame emocromocitometrico L'analisi delle cellule del sangue e della loro caratteristiche rappresenta un momento particolare informativo e di grande importanza non solo nelle malattie che interessano direttamente il sangue (ematologiche) ma in tutti i settori della medicina.In passato venivano usati prevalentemente sistemi manuali in cui la formula leucocitaria (numero assoluto e percentuale di cellule della serie bianca o leucociti) veniva eseguita tramite osservazione microscopica dello striscio di sangue opportunamente preparato. L'osservazione morfologica tramite microscopia ottica continua ad essere fondamentale importanza per la corretta diagnosi di molte patologie. Oggi l'esame emocromocitometrico comprende diversi parametri, alcuni misurati direttamente ed altri derivati e la strumentazione utilizzata è completamente automatica. L'esame viene eseguito su sangue itero anticoagulato (EDTA) ed ottenuto da prelievo venoso. L'alterazione dei parametri dell'emocromo può essere sia di tipi quantitativo (aumento diminuzione rispetto ai valori di riferimento) o qualitativo (alterata morfologia cellulare).
Parametri diretti dell'esame emocrocitometrico - Concentrazione di emoglobina (Hb) contenuta nei globuli rossi (misurata in g/dl e g/L), valori di riferimenti diversi in base all'età della/ del paziente e del sesso. - Volume corpuscolare medio (MCV) indica la grandezza media di un globulo rosso (misurata in fL), paramento essenziale nella diagnosi dell'anemia, i valori di riferimento variano in base all'età. - Conteggio dei globuli rossi (GR)
Paramenti derivati dall'esame - Ematocrito (Hct) rappresenta il volume occupato dai globuli rossi nel sangue periferico, parametro derivato a partire da GR e MC, i valori variano in base all'età. Possono influenzare i valori: diminuzione nelle anemie microcitiche ipocromiche, aumenti in persone che vivono ad altitudine elevata, diminuzione in gravidanza per emodiluizione, aumento per disidratazione, policitemia vera. - Emoglobina corpuscolare media (mch) costituisce il peso del contenuto emoglobinico per singola cellula (misurato in picogrammi), deriva dalla concentrazione di hb e dal numero di gr. - Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (mchc) rappresenta la concentrazione media di hb in un dato volume di gr, deriva da mch e mcv o hb e hct - Ampiezza di distribuzione dei gr (rdw), misura in fl la variabilità di dimensione dei gr e nelle anemie tende ad aumentare (anisocitosi) - Ampiezza della distribuzione della concentrazione corpuscolare di hb (hdw) indice della differente colorazione dei gr
Alterazioni morfologiche delle emazie - La morfologia dei GR va esaminata con attenzione allo striscio di sangue - Il GR normale ha forma a disco biconcavo - In uno striscio di sangue normale l'aspetto dei GR è generalmente uniforme, sia in termini di forma che di morfologia, il colore è rosa ed 1 centro è possibile osservare un'area di pallore e la grandezza di questa area ci da un'idea grossolana del contenuto di emoglobina. - All'esame morfologico vengono valutati i seguenti parametri: colorazione, forma, dimensioni, presenza di inclusioni. · Colorazione: in base alla caratteristica dei GR di assumere una normale colorazione vengono individuati GR normocromici, ipocromici, ipercromici. · Dimensioni: non dovrebbero variare molto nello stesso soggetto. Una eccessiva variabilità è detta anisocitosi. Se prevalgono elementi di grandi dimensioni si parla di macrocitosi, se al contrario prevalgono elementi di dimensioni ridotte si parla di microcitosi. · Forma: le alterazioni nella forma possono indirizzare verso una diagnosi precisa. Il termine poichilocitosi indica la presenza nello stesso individuo di forme eritrocitarie