Patologia e medicina trasfusionale: medicina di laboratorio e biomarcatori

Documento di Università su Patologia e medicina trasfusionale. Il Pdf esplora la medicina di laboratorio, le sue funzioni e le diverse tipologie di laboratori di analisi cliniche, con un focus sui biomarcatori della funzione renale ed epatica, utile per Biologia a livello universitario.

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Patologia e medicina trasfusionale
Che cos’è la medicina di laboratorio?
Una branca della medicina. Più di due terzi delle decisioni mediche sono basate su esami di
laboratorio. A fronte di questo importante valore informativo la spesa complessiva è decisamente
irrisoria; corrisponde al 5% della spesa sanitaria totale.
L’efficacia del laboratorio analisi si misura sia in termini qualità del dato prodotto ma anche in termini
di efficacia dell’azione medica conseguente.
Compiti del laboratorio analisi:
1- Scoperta della malattia predisposizione ad essa
2- Conferma dell’ipotesi diagnostica
3- Scelta e monitoraggio della terapia
4- Definizione della prognosi
Quindi tutti gli aspetti delle nostre assistite sono toccati dalla medicina di laboratorio. Quindi
conoscere la medicina di laboratorio è un valore aggiunto.
Il laboratorio clinico è una struttura multidisciplinare in cui interagiscono differenti competenze
mediche, biologiche, fisiche, chimiche, informatiche e tecnologiche.
Il laboratorio moderno deriva dall’unione in un’unica struttura di laboratori diversi (ematologia,
endocrinologia, biochimica ecc.)
L’utilizzo e l’integrazione di tecnologie avanzate, piattaforme multiparametriche e della automazione
ha aumentato l’efficienza ma al contempo ha allontanato il laboratorio analisi alla logica clinica.
Tipologie di laboratori di analisi cliniche:
1- Laboratorio di reparto: risposta rapida, poche linee analitiche, test semi-quantitativi manuali
semplici, apparecchiature dedicate ad alta tecnologia, portatili, personale medico e/o
infermieristico.
2- Laboratorio centrale: numerose linee analitiche, automatizzate o manuali, test quantitativi,
apparecchiature automatizzate e pannelli analitici, completa informatizzazione, personale
biologico, medico, tecnico, necessitano di certificazione.
3- Laboratorio specialistico: linee analitiche dedicate, test quantitativi, apparecchiature
automatizzate, personale biologo, medico, tecnico.
Come funziona il laboratorio?
Fase preanalitica: quella che interessa di più gli infermieri (direttamente responsabili) e comprende
la richiesta, la raccolta e il trasporto del campione.
La fase di analisi, invece, comprende tutte le fasi che si svolgono in laboratorio:
1. Accettazione del campione
2. Verifica del campione
3. Centrifugazione
4. Suddivisione e caricamento
5. Analisi
6. Validazione
7. Eventuale ripetizione
8. Referto
La fase di pre-analisi è più soggetta a rischio.
Progresso tecnico, automazione e informatizzazione ci hanno dato test sempre più precisi, da cui
deriva il peso maggiore assegnato al dato di laboratorio nella gestione pratica del/della paziente. La
variabilità dovuta alla fisiopatologia si somma a quella della misura nel condizionare la validità
diagnostica di un determinato test di laboratorio. Fonti di variabilità: preanalitica (modificazioni reali
all’interno del campione dal momento della raccolta al momento della misura analitica), analitica,
interindividuale, intra-individuale.
La fase preanalitica non è legata a controlli di qualità validazione dei metodi e pertanto gli
errori che derivano da questa fase sono più difficili da controllare.
Le fasi del processo preanalitico
La raccolta del campione
- Prelievo ematico: liquido fisiologico più usato in laboratorio procedure standardizzate,
ottenuto per puntura venosa/arteriosa/cutanea (capillare), dal prelievo ematico si ottengono 4
(a secondo di come viene raccolto il materiale) tipi di campioni ad includere: sangue intero
(classico, sia componente corpuscolata sia la parte liquida del sangue, non vengono separati,
lo ottengo grazie ad una provetta contenente anticoagulante), plasma (parte liquida del
sangue; il plasma lo ottengo riempendo una provetta di sangue, prevalentemente venoso,
sempre contenente coagulante e utilizzo la centrifugazione per separare la parte corpuscolata
dal plasma), siero (viene lasciato coagulare e successivamente centrifugato, il siero è adatto
allea misurazione di alcune molecole specifiche di biochimica clinica), sangue intero
essiccato su carta.
È importante conoscere gli additivi perché ci aiuta a minimizzare gli errori e poi i tappi delle
provette
Procedure generali:
§ Standardizzazione dell’ora del prelievo per i metaboliti senza ritmo circadiano
§ Paziente a riposo, seduta o supina
§ Luoghi facilmente accessibile
§ Paziente a digiuno
§ Dieta regolare nei giorni precedenti, no alcol, no fumo
Cause frequenti di errore:
§ Eccessiva stasi sanguigna da laccio
§ Stringere ed aprire il pugno a laccio serrato
§ Ago con calibro troppo esiguo
§ Eccessiva depressione alla siringa
§ Prelievo ripetuto nello stesso sito
§ Contenitore sbagliato
§ Errato rapporto tra additivo e campione
- Raccolta delle urine: accurata igiene intima, campione sterile, in base all’esame richiesto
differenti tipi di raccolta (prima urina del mattino, raccolto delle 24 ore, mitto intermedio,
tramite puntura sovra pubica, tramite catetere).
- Prelievo del liquor: puntura lombare, 15-20 ml, tre provette (chimico-fisico e sierologico,
esame microbiologico, microscopico e citologico)
- Raccolta delle feci
- Saliva, sudore, lacrime
Cosa è un biomarcatore? (domanda esame)
Biomarcatore è un indicatore biologico (quindi di un processo biologico che avviene nel nostro
organismo) che è correlato con una data malattia o con una risposta a un determinato
trattamento.
Per essere valido, un marcatore: deve poter essere misurato con precisione, in modo affidabile
e in tempi rapidi e deve possedere un alto valore prognostico o predittivo.
Emocromo
Sistema emopoietico: produzione, maturazione e selezione degli elementi corpuscolati del sangue.
L’ematopoiesi inizia al quattordicesimo giorno della vita fetale, ed in sequenza avviene nel sacco
vitellino, fegato, milza e midollo osseo (che nel corso della crescita assume l’importanza maggiore).

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Anteprima

Medicina di Laboratorio

Patologia e medicina trasfusionale Che cos'è la medicina di laboratorio? Una branca della medicina. Più di due terzi delle decisioni mediche sono basate su esami di laboratorio. A fronte di questo importante valore informativo la spesa complessiva è decisamente irrisoria; corrisponde al 5% della spesa sanitaria totale. L'efficacia del laboratorio analisi si misura sia in termini qualità del dato prodotto ma anche in termini di efficacia dell'azione medica conseguente.

Compiti del Laboratorio Analisi

  1. Scoperta della malattia predisposizione ad essa
  2. Conferma dell'ipotesi diagnostica
  3. Scelta e monitoraggio della terapia
  4. Definizione della prognosi

Quindi tutti gli aspetti delle nostre assistite sono toccati dalla medicina di laboratorio. Quindi conoscere la medicina di laboratorio è un valore aggiunto. Il laboratorio clinico è una struttura multidisciplinare in cui interagiscono differenti competenze mediche, biologiche, fisiche, chimiche, informatiche e tecnologiche. Il laboratorio moderno deriva dall'unione in un'unica struttura di laboratori diversi (ematologia, endocrinologia, biochimica ecc.) L'utilizzo e l'integrazione di tecnologie avanzate, piattaforme multiparametriche e della automazione ha aumentato l'efficienza ma al contempo ha allontanato il laboratorio analisi alla logica clinica.

Tipologie di Laboratori di Analisi Cliniche

  1. Laboratorio di reparto: risposta rapida, poche linee analitiche, test semi-quantitativi manuali semplici, apparecchiature dedicate ad alta tecnologia, portatili, personale medico e/o infermieristico.
  2. Laboratorio centrale: numerose linee analitiche, automatizzate o manuali, test quantitativi, apparecchiature automatizzate e pannelli analitici, completa informatizzazione, personale biologico, medico, tecnico, necessitano di certificazione.
  3. Laboratorio specialistico: linee analitiche dedicate, test quantitativi, apparecchiature automatizzate, personale biologo, medico, tecnico.

Funzionamento del Laboratorio

Come funziona il laboratorio? Fase preanalitica: quella che interessa di più gli infermieri (direttamente responsabili) e comprende la richiesta, la raccolta e il trasporto del campione. La fase di analisi, invece, comprende tutte le fasi che si svolgono in laboratorio:

  1. Accettazione del campione
  2. Verifica del campione
  3. Centrifugazione
  4. Suddivisione e caricamento
  5. Analisi
  6. Validazione
  7. Eventuale ripetizione
  8. Referto

La fase di pre-analisi è più soggetta a rischio. Progresso tecnico, automazione e informatizzazione ci hanno dato test sempre più precisi, da cui deriva il peso maggiore assegnato al dato di laboratorio nella gestione pratica del/della paziente. La variabilità dovuta alla fisiopatologia si somma a quella della misura nel condizionare la validità diagnostica di un determinato test di laboratorio. Fonti di variabilità: preanalitica (modificazioni reali all'interno del campione dal momento della raccolta al momento della misura analitica), analitica, interindividuale, intra-individuale.La fase preanalitica non è legata a controlli di qualità né validazione dei metodi e pertanto gli errori che derivano da questa fase sono più difficili da controllare.

Fasi del Processo Preanalitico

Le fasi del processo preanalitico La raccolta del campione

  • Prelievo ematico: liquido fisiologico più usato in laboratorio procedure standardizzate, ottenuto per puntura venosa/arteriosa/cutanea (capillare), dal prelievo ematico si ottengono 4 (a secondo di come viene raccolto il materiale) tipi di campioni ad includere: sangue intero (classico, sia componente corpuscolata sia la parte liquida del sangue, non vengono separati, lo ottengo grazie ad una provetta contenente anticoagulante), plasma (parte liquida del sangue; il plasma lo ottengo riempiendo una provetta di sangue, prevalentemente venoso, sempre contenente coagulante e utilizzo la centrifugazione per separare la parte corpuscolata dal plasma), siero (viene lasciato coagulare e successivamente centrifugato, il siero è adatto allea misurazione di alcune molecole specifiche di biochimica clinica), sangue intero essiccato su carta. È importante conoscere gli additivi perché ci aiuta a minimizzare gli errori e poi i tappi delle provette

Procedure Generali di Prelievo

Procedure generali: Standardizzazione dell'ora del prelievo per i metaboliti senza ritmo circadiano § · Paziente a riposo, seduta o supina · Luoghi facilmente accessibile · Paziente a digiuno · Dieta regolare nei giorni precedenti, no alcol, no fumo

Cause Frequenti di Errore nel Prelievo

Cause frequenti di errore: · Eccessiva stasi sanguigna da laccio · Stringere ed aprire il pugno a laccio serrato · Ago con calibro troppo esiguo · Eccessiva depressione alla siringa · Prelievo ripetuto nello stesso sito · Contenitore sbagliato · Errato rapporto tra additivo e campione

  • Raccolta delle urine: accurata igiene intima, campione sterile, in base all'esame richiesto differenti tipi di raccolta (prima urina del mattino, raccolto delle 24 ore, mitto intermedio, tramite puntura sovra pubica, tramite catetere).
  • Prelievo del liquor: puntura lombare, 15-20 ml, tre provette (chimico-fisico e sierologico, esame microbiologico, microscopico e citologico)
  • Raccolta delle feci
  • Saliva, sudore, lacrime

Biomarcatore

Cosa è un biomarcatore? (domanda esame)

  • Biomarcatore è un indicatore biologico (quindi di un processo biologico che avviene nel nostro organismo) che è correlato con una data malattia o con una risposta a un determinato trattamento.
  • Per essere valido, un marcatore: deve poter essere misurato con precisione, in modo affidabile e in tempi rapidi e deve possedere un alto valore prognostico o predittivo.

Emocromo

Emocromo Sistema emopoietico: produzione, maturazione e selezione degli elementi corpuscolati del sangue. L'ematopoiesi inizia al quattordicesimo giorno della vita fetale, ed in sequenza avviene nel sacco vitellino, fegato, milza e midollo osseo (che nel corso della crescita assume l'importanza maggiore).Organi linfoidi primari, come midollo osseo e il timo sono i principali siti di linfopoiesi (ematopoiesi linfoide) che avviene nel fegato in epoca neonatale e principalmente nel midollo osseo nella vita adulta. Gli organi linfoidi secondari, come la milza ed i linfonodi sono i siti dove avviene la proliferazione e la maturazione dei linfociti.

Cellule del Sangue

Cellule del sangue: - elementi della serie rossa - elementi della serie bianca: risposta immune innata prima linea di difesa - elementi della serie bianca: risposta immune specifica e immediata

Composizione del Sangue

Com'è composto il sangue? - Plasma 55% - Globuli bianchi e piastrine <1% - Globuli rossi 45% Il plasma è la parte liquida del sangue (necessario anticoagulante nelle provette, centrifugazione) mentre il siero è il liquido che resta dopo la coagulazione del sangue (non anticoagulante, attendere la formazione del coagulo).

Plasma

Il PLASMA è un sistema dinamico

  • Costituito al 90% da acqua e dal 10% di parte secca, tra cui numerosissime molecole organiche ed in minima parte elementi inorganici (elettroliti)
  • Nel plasma sono presenti sistemi enzimatici a cascata che si attivano e si amplificano mentre allo stesso tempo attivano i propri inibitori
  • Le cascate enzimatiche in vivo sono attive in condizioni basali, anche se a bassa velocità
  • Molti fattori plasmatici hanno una vita media relativamente breve, in alcuni casi solo di ore

Siero

Il SIERO è un sistema stabile, di più facile conservazione

  • Il siero non esiste in vivo
  • La sua composizione è diversa dal plasma: manca di fattori ed è ricco in prodotti secondari dell'attivazione delle proteasi.

Tipi di Cellule Circolanti nel Sangue

  1. Eritrociti: deputata al trasporto di ossigeno e anidride carbonica (GR, emazie, globuli rossi)
  2. Leucociti: (GB, globuli bianchi), ad includere neutrofili, linfociti, eosinofili, basofili e monociti.
  3. Piastrine: frammenti citoplasmatici contenenti granuli, fondamentali per l'emostasi. Partecipano al processo emostatico che è diverso da coagulazione (PLTs, trombociti).

Granulociti Polimorfonucleati

Granulociti polimorfonucleati: nuclei multilobati o bilobati, contenenti dei granuli - Neutrofili: difesa dai batteri - Eosinofili: difesa dai parassiti - Basofili: risposta infiammatoria (reazioni ipersensibilità) Linfociti: l'esame emocromo citometrico non differenzia i linfociti B e T. sono gli effettori e regolatori della risposta infiammatoria. Permettono la memoria immunologica > vaccini. Monociti: migrano nei tessuti, dove evolvono in dei tipi cellulari chiamati macrofagi, utili per la difesa dalle infezioni

Esame Emocromocitometrico

L'esame emocromocitometrico L'analisi delle cellule del sangue e della loro caratteristiche rappresenta un momento particolare informativo e di grande importanza non solo nelle malattie che interessano direttamente il sangue (ematologiche) ma in tutti i settori della medicina.In passato venivano usati prevalentemente sistemi manuali in cui la formula leucocitaria (numero assoluto e percentuale di cellule della serie bianca o leucociti) veniva eseguita tramite osservazione microscopica dello striscio di sangue opportunamente preparato. L'osservazione morfologica tramite microscopia ottica continua ad essere fondamentale importanza per la corretta diagnosi di molte patologie. Oggi l'esame emocromocitometrico comprende diversi parametri, alcuni misurati direttamente ed altri derivati e la strumentazione utilizzata è completamente automatica. L'esame viene eseguito su sangue itero anticoagulato (EDTA) ed ottenuto da prelievo venoso. L'alterazione dei parametri dell'emocromo può essere sia di tipi quantitativo (aumento diminuzione rispetto ai valori di riferimento) o qualitativo (alterata morfologia cellulare).

Parametri Diretti dell'Esame Emocrocitometrico

Parametri diretti dell'esame emocrocitometrico - Concentrazione di emoglobina (Hb) contenuta nei globuli rossi (misurata in g/dl e g/L), valori di riferimenti diversi in base all'età della/ del paziente e del sesso. - Volume corpuscolare medio (MCV) indica la grandezza media di un globulo rosso (misurata in fL), paramento essenziale nella diagnosi dell'anemia, i valori di riferimento variano in base all'età. - Conteggio dei globuli rossi (GR)

Parametri Derivati dall'Esame Emocromocitometrico

Paramenti derivati dall'esame - Ematocrito (Hct) rappresenta il volume occupato dai globuli rossi nel sangue periferico, parametro derivato a partire da GR e MC, i valori variano in base all'età. Possono influenzare i valori: diminuzione nelle anemie microcitiche ipocromiche, aumenti in persone che vivono ad altitudine elevata, diminuzione in gravidanza per emodiluizione, aumento per disidratazione, policitemia vera. - Emoglobina corpuscolare media (mch) costituisce il peso del contenuto emoglobinico per singola cellula (misurato in picogrammi), deriva dalla concentrazione di hb e dal numero di gr. - Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (mchc) rappresenta la concentrazione media di hb in un dato volume di gr, deriva da mch e mcv o hb e hct - Ampiezza di distribuzione dei gr (rdw), misura in fl la variabilità di dimensione dei gr e nelle anemie tende ad aumentare (anisocitosi) - Ampiezza della distribuzione della concentrazione corpuscolare di hb (hdw) indice della differente colorazione dei gr

Alterazioni Morfologiche delle Emazie

Alterazioni morfologiche delle emazie - La morfologia dei GR va esaminata con attenzione allo striscio di sangue - Il GR normale ha forma a disco biconcavo - In uno striscio di sangue normale l'aspetto dei GR è generalmente uniforme, sia in termini di forma che di morfologia, il colore è rosa ed 1 centro è possibile osservare un'area di pallore e la grandezza di questa area ci da un'idea grossolana del contenuto di emoglobina. - All'esame morfologico vengono valutati i seguenti parametri: colorazione, forma, dimensioni, presenza di inclusioni. · Colorazione: in base alla caratteristica dei GR di assumere una normale colorazione vengono individuati GR normocromici, ipocromici, ipercromici. · Dimensioni: non dovrebbero variare molto nello stesso soggetto. Una eccessiva variabilità è detta anisocitosi. Se prevalgono elementi di grandi dimensioni si parla di macrocitosi, se al contrario prevalgono elementi di dimensioni ridotte si parla di microcitosi. · Forma: le alterazioni nella forma possono indirizzare verso una diagnosi precisa. Il termine poichilocitosi indica la presenza nello stesso individuo di forme eritrocitarie

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