Documento da Chirurgia Vascolare Prof.ssa P. Petruzzo su Arteriopatia Obliterante Cronica degli Arti Inferiori. Il Pdf fornisce una panoramica completa sull'eziopatogenesi, l'epidemiologia e le opzioni terapeutiche, inclusi interventi chirurgici e raccomandazioni per la gestione della patologia a livello universitario.
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Lezione 1 01/03/2022 Chirurgia vascolare Prof.ssa P. Petruzzo Elisa Selis, revisionato da Sabrina Ortu ARTERIOPATIA OBLITERANTE CRONICA DEGLI ARTI INFERIORI
1. Introduzione AOC > è una patologia che si caratterizza per la stenosi o l'ostruzione di una o più arterie che portano il sangue agli arti inferiori con conseguente ischemia a valle e dolore.1 Il nome stesso della patologia (AOC) ci fornisce delle informazioni molto importanti:
> Queste sopra elencate sono le arterie maggiormente colpite, questo però non esclude che anche altre arterie come le poplitee e le tibiali possano essere interessate dalla patologia.
1.1. Epidemiologia
1 Riporto in corsivo le parti prese dalle sbobine dell'anno scorso se queste possono servire a completare il discorso e sono state omesse quest'anno.
11.2. Processo eziopatogenetico Il processo eziopatogenetico alla base di questa arteriopatia è: l'ATEROSCLEROSI.
" le arterie dei tronchi sopraortici " le coronarie
> È molto importante questo aspetto perché quando giunge alla nostra attenzione un paziente con AOC bisogna indagare se ha già una storia di cardiopatia ischemica2. Nel caso in cui questa non fosse ancora presente dobbiamo richiedere un consulto cardiologico per il paziente. · Così facendo stiamo effettuando un'azione di prevenzione. > Se invece il paziente riferisce già una storia di cardiopatia ischemica questa deve essere tenuta in considerazione per l'evoluzione della patologia e per il nostro approccio terapeutico in quanto stiamo lavorando con un paziente cardiopatico.
2 Ha mai avuto un infarto? Soffre già di angina?
21.3. Fattori di rischio correlati all' aterosclerosi Per quanto concerne i distretti vascolari, ogni distretto è colpito maggiormente da alcuni fattori di rischio. I fattori di rischio che hanno un'azione più specifica nei confronti delle arterie degli arti inferiori sono:
È rarissimo che un paziente che abbia un AOC non abbia fumato, non sia fumatore o non sia diabetico. Tra gli altri fattori di rischio possiamo ricordare:
Questi fattori possono partecipare all'evoluzione dell'AOC, è però essenziale che venga eliminato il fumo e corretto il diabete.
NB: Vista l'eziopatogenesi e i fattori di rischio alla base è importante ricordare che: > Il paziente affetto da AOC presenta un alto rischio di morte per infarto del miocardio e ictus cerebrale con un RR variabile dal 3.9 al 5.7 e un tasso di sopravvivenza a 15 anni del 22% rispetto al 78% dei pazienti non affetti da AOC. > È dunque un paziente fragile ad altissimo rischio cardiovascolare. > Correggendo le cause dell'AOC possiamo salvare la vita al paziente.
32. Sedi preferiti e circoli collaterali
2.1. Meccanismi di compenso I meccanismi di compenso che abbiamo a disposizione sono:
Vasi ostruiti Circoli collaterali
- A. epigastrica, a. femorale comune - A. lombari, a. circonflessa iliaca, a. femorale comune AORTO-ILIACA - A. glutea ed otturatoria, a. circonflessa femorale - Rami a. iliaca dx, rami a. iliaca interna sn - Sistema mesenterico ARTERIA FEMORALE SUPERFICIALE - A. femorale profonda e a. poplitea ARTERIA POPLITEA ED ASSI TIBIALI - Minor possibilità di compenso da circoli collaterali
4Immagine 1: Immagine ANGIOGRAFICA dove è possibile vedere un catetere all'interno dei vasi. È stato iniettato un mdc e questo ci permette di vedere bene la silhouette dei vasi. Se ci dovesse essere un'ostruzione, i vasi che in questa immagine appaiono esili di colpo diventerebbero molto più importanti. > L' angiografia viene utilizzata solo quando abbiamo già visto con l'ANGIO TC che il paziente può giovare di un trattamento endovascolare.
Immagine 2: Nell'immagine a sinistra sono invece visibili le arterie renali.
5Immagine 3: Cerchiate in rosso possiamo vedere le stenosi con un aspetto "a colpo d'unghia" > in questi punti è presente una placca per cui quando mandiamo il mezzo di contrasto, questo non riempie completamente il vaso.
Immagine 4: 2 3 Nell'immagine a fianco possiamo vedere l'ostruzione nel punto 1, i rami collaterali nel punto 2 che ripristinano il flusso portando il sangue al punto 3.
6Immagine 5: T Indicato dalla freccia vediamo un vaso calcifico con un aspetto "a rosario" per la presenza di numerose stenosi.
Immagine 6: Immagine all' ANGIO TC ci permette di vedere bene tutti i tessuti che circondano i vasi e le eventuali calcificazioni delle placche, inoltre il mezzo di contrasto ci permette di vedere il vaso con possibili modificazioni della parete stessa del vaso.
73. AOC e diabete3
3.1. Perché il paziente diabetico va maggiormente incontro ad AOC? Pathophysiology of peripheral arterial disease in diabetes mellitus Diabetes AGE Oxidative stress Inflammation Ox LDL Down regulation of vasodilators such as NO and prostacyclin Up regulation of vasoconstrictors Apoptosis of endothelial cells Activated coagulation Abnormal platelet activation Rupture of plaques Atherosclerosis Atherothrombosis PAD Multiple metabolic aberrations in DM, such as advanced glycation end-products (AGEs), oxidized low-density lipoprotein (oxLDL), abnormal oxidative stress and inflammation, may directly or indirectly contribute to PAD in DM. NO, nitric oxide. Journal of Diabetes, Volume: 9, Issue: 2, Pages: 133-140, First published: 24 August 2016, DOI: (10.1111/1753-0407.12474) 3 La Prof.ssa potrebbe chiedere questa parte anche come domanda singola all'esame.
8Nel diabete a causa di: Si arriva alle seguenti conseguenze:
> Tutte queste condizioni favoriscono la progressione della patologia nella PAD (Peripheral artery disease) > determinando così l'arteriopatia. Tutte queste conseguenze si verificano solo se il diabete non è sotto un corretto controllo metabolico (diabete scompensato), se il diabete è sotto un buon controllo metabolico la cascata di eventi può essere bloccata o drasticamente ridotta.
3.2. Microangiopatia diabetica Il paziente diabetico può avere oltre ad un coinvolgimento del macrocircolo (a. femorale superficiale, a. poplitea, a. tibiale) anche un coinvolgimento del microcircolo (rene, occhi). Il fatto che venga colpito il microcircolo in tutte le sue unità (endotelio, globuli rossi, piastrine, tessuto interstiziale), insieme a:
> Fa sì che il paziente diabetico (soprattutto quando "scompensato") possa andare facilmente incontro a lesioni gravissime del piede (piede diabetico) correlate alla sola microangiopatia diabetica senza AOC.
9!! Per distinguere in un paziente diabetico se le lesioni sono date dalla macroangiopatia o dalla microangiopatia è fondamentale PALPARE I POLSI:
3.2.1. Perché il paziente diabetico va incontro a microangiopatia diabetica?
> Tutto questo determina ipossia tissutale con danno tissutale.4
.... . ... OEC MED 17 i Nella prima immagine sulla sinistra vediamo dei voluminosi circoli collaterali, mentre nelle altre due immagini indicate dalle frecce vediamo degli "stop" dei vasi.
4 Il sangue deve arrivare correttamente e ossigenato ai tessuti, una volta che arriva deve poter diffondere nei tessuti, se questo non avviene è come se il sangue non fosse mai arrivato.
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