Analisi e profili comportamentali di autori e vittime di reato

Documento dall'Università su Analisi e profili comportamentali di autori e vittime di reato. Il Pdf esplora la psicologia investigativa e ambientale, trattando disturbi psicotici e della personalità, con focus sui serial killer edonisti e allucinati, per studenti di Psicologia.

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32 pagine

Arianna Ardit, Lisa Martinez Verdecia
Analisi e profili comportamentali di autori e vittime di reato
Libro:
- Manuale di criminal profiling, Fabrizio Russo (particolare riferimento ai cap. 6, 7, 8, 9, 10)
Lezione 1
La psicologia è direttamente applicabile allo studio del crimine in quanto questo dev’essere visto come una relazione
interpersonale tra la vittima e l’autore del reato”. David Canter, 2004
David Canter è il fondatore della psicologia investigativa, nasce come psicologo ambientale.
La psicologia ambientale studia come l’ambiente suscita in noi determinate azioni e reazioni. Questo ce lo dice
anche l’ergonomia: se la fermata del bus fosse di legno, si evocherebbe qualcuno che vuole tagliare il legno; se
fosse di vetro, qualcuno che vuole scriverci con il pennarello; di plastica qualcuno che vuole scioglierlo con
l’accendino. La psicologia ambientale ci dice che gli autori di crimini violenti hanno un modo di vagare per il
territorio a caccia delle vittime che può essere studiato e previsto, implementando, in alcuni software specifici,
i precedenti movimenti territoriali e applicando poi a nuovi casi quello che il software ha imparato dai precedenti
casi. Questo perché gli autori dei crimini violenti sono molto più territoriali di quello che si pensa.
Canter ha fondato la psicologia investigativa a Liverpool, partendo dall’idea che la psicologia può essere applicata
allo studio del crimine in quanto questo può essere visto come una relazione tra vittima e autore del reato.
L’offender può avere un tipo personalità che può esplicarsi in un comportamento, ma anche la reazione della
vittima può far fare all’offeder alcune azioni o farlo desistere da farne altre.
Gli autori di crimini violenti non sono molti. C’è un vasto numero di individui che commettono crimini: il 7% di questi
è responsabile di più del 60% di tutti i reati commessi. Ci sono dei soggetti refrattari alla pena e recidivano. In
carcere chiedono di valutare la recidiva, e per farlo ci sono dei test. Si tratta delle scale attuariali, che si basano su
colloqui e ricerche scientifiche, e aiutano a prevedere la pericolosità del soggetto.
Es: secondo la scala attuariale, è più pericoloso uno che violenta bambine o uno che violenta bambini? Uno che
violenta bambini. E sempre secondo la scala attuariale, se un soggetto autore di reati sessuali ha già delle condanne
per reati sessuali, avrà una maggiore o minore probabilità di recidiva? Maggiore, anche perché la criminologia dice
che il comportamento passato è il maggior predittore del comportamento futuro. Sempre secondo la scala
attuariale, essere rilasciato dal carcere ad un'età di 60 anni è più o meno pericoloso di essere rilasciato a 30 anni?
Meno pericoloso.
Tra gli autori di crimini violenti ci sono:
- serial killer
- stupratori
- molestatori di bambini
- stalker
- sette sataniche.
Tutti pensano che in Italia questi soggetti non ci siano, e quindi che non ci sia la necessità di parlarne. È ovvio che in
America e in Messico ci sono più serial killer che in Italia, ma in Messico ci sono anche più omicidi rispetto all’Italia.
Uno studio di Sturup del 2022 dice che in Europa il tasso di omicidi seriali è lo stesso degli Stati Uniti.
Il serial killer è un soggetto che uccide dalle due o più persone, e nelle sue uccisioni c’è un intervallo di
raffreddamento emozionale tra un delitto e l’altro.
Nel 2022, in tutta Italia, ci sono stati circa 400 omicidi. In Messico 70 mila all’anno, con una popolazione doppia a
quella che abbiamo noi.
1
Arianna Ardit, Lisa Martinez Verdecia
In Italia sono molti di più gli uomini uccisi: gli uomini oltre ad uccidere le donne, uccidono anche altrettanti uomini.
Ad esempio, quando un uomo legato alla criminalità organizzata uccide 4 suoi antagonisti del clan rivale, al TG ne
parlano in un servizio di un minuto. Invece quando si tratta di donne che vengono uccise se ne parla molto di più.
Questa si chiama euristica della disponibilità: quanto più un caso è rappresentato quanto più noi sovrastimiamo
le probabilità di accadimento di quel fenomeno nel mondo il caso dei femminicidi, della violenza sulle donne e
dei crimini irrisolti).
I crimini violenti sono quelli più risolti, soprattutto gli omicidi, perché ci sono molte tracce: DNA, impronte digitali,
tracce di saliva e sangue (magari la vittima ha reagito all’offender), liquido seminale nel caso delle violenze sessuali,
ecc.
Inoltre, tutti i casi di difficile risoluzione sono avvenuti in luoghi in cui le rotative dell’investigazione criminale sono
state più lasse perché normalmente non vengono commessi crimini, se proprio qualche furto in casa (es: Cogne e
Brembate). Il lavoro da fare prevede delle domande differenti su quello che si vede e si legge.
La psicopatologia è collegata al crimine in diversi modi.
- Alcune persone hanno disturbi clinici, come:
schizofrenia e altri disturbi psicotici > la schizofrenia è un grave disturbo mentale dove il soggetto
ha una perdita di contatto con la realtà. In quel momento sente delle voci, ha delle allucinazioni
visive, può pensare che la persona che gli sta parlando è il diavolo o che la persona che ha di fronte
è una spia che vuole fargli del male. Una persona si avvicina per tranquillizzarlo, e il soggetto, che
magari ha paura delle spie o dei demoni, ha un coltello in tasca e la uccide. Gli schizofrenici possono
tanto arrivare a far del male prima a loro stessi, ma quanto essere dei serial killer. In Lombardia c’è
stato il caso di un serial killer schizofrenico (“il purificatore di anime”) che uccideva perché il
crocifisso gli parlava e gli diceva che doveva purificare le anime delle persone a lui vicino, e lui lo
faceva martellandole in testa.
Disturbi correlati a sostanze > magari questi soggetti si sono avvicinati agli stupefacenti per curare
la propria ansia o rabbia e può succedere che l’utilizzo della sostanza porti a scompensi psicotici,
arrivando al versante della schizofrenia.
Disturbi dell’umore > possono avere connotazioni deliranti. Ad esempio nell’ambito dei
neonaticidi e dei figlicidi: le mamme solitamente dopo il parto hanno per qualche giorno l’umore
basso. Ma se questa condizione continua, inizia a non dormire, a vedere nel bambino una faccia che
non le piace, a sentirsi inadeguata e in colpa perché non riesce a cambiarlo o allattarlo, si potrebbe
arrivare all’omicidio (caso Cogne).
- Ci sono anche dei disturbi della personalità che sono elettivamente collegati ai crimini violenti:
disturbo borderline di personalità > tipico di molti maltrattanti e stalker. Ha come tema critico
l’abbandono. Il soggetto fa sforzi esagerati per evitare un reale o immaginario abbandono. Legge
ogni movimento che l’altra o l’altro fa come un modo per allontanarsi da lui. La minaccia di
abbandono lo fa soffrire così tanto che legge tutti gli allontanamenti dell’altra persona come “io
rimarrò solo e solo per me sarà la morte”, quindi minaccia l’altra persona in qualche modo. Può
anche mettere in atto dei comportamenti parasuicidiari: può dire “se tu mi lasci, io mi uccido”, che
può diventare “se tu mi lasci, ti uccido”, quindi da suicidio a omicidio. Il border ha una personalità
che ha una tendenza alla dissociazione, quindi rientra un po’ nello spettro dei disturbi che poi
possono tendere alla schizofrenia. Dissocia quando prova un forte stress, ossia essere lasciato o
abbandonato.
Disturbo narcisistico di personalità > il tema critico è la grandiosità. Il soggetto si sente sempre e
comunque al di sopra di tutto e di tutti. Si sente speciale, pensa che per lui ci saranno trattamenti di
favore, e se questi trattamenti di favore non ci sono manipola la realtà. Non importa che lui sappia
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Anteprima

Analisi e Profili Comportamentali

Arianna Ardit, Lisa Martinez Verdecia
Analisi e profili comportamentali di autori e vittime di reato

Manuale di Criminal Profiling

  • Manuale di criminal profiling, Fabrizio Russo (particolare riferimento ai cap. 6, 7, 8, 9, 10)

Lezione 1: Psicologia e Crimine

Lezione 1
"La psicologia è direttamente applicabile allo studio del crimine in quanto questo dev'essere visto come una relazione
interpersonale tra la vittima e l'autore del reato". David Canter, 2004
David Canter è il fondatore della psicologia investigativa, nasce come psicologo ambientale.
La psicologia ambientale studia come l'ambiente suscita in noi determinate azioni e reazioni. Questo ce lo dice
anche l'ergonomia: se la fermata del bus fosse di legno, si evocherebbe qualcuno che vuole tagliare il legno; se
fosse di vetro, qualcuno che vuole scriverci con il pennarello; di plastica qualcuno che vuole scioglierlo con
l'accendino. La psicologia ambientale ci dice che gli autori di crimini violenti hanno un modo di vagare per il
territorio a caccia delle vittime che può essere studiato e previsto, implementando, in alcuni software specifici,
i precedenti movimenti territoriali e applicando poi a nuovi casi quello che il software ha imparato dai precedenti
casi. Questo perché gli autori dei crimini violenti sono molto più territoriali di quello che si pensa.
Canter ha fondato la psicologia investigativa a Liverpool, partendo dall'idea che la psicologia può essere applicata
allo studio del crimine in quanto questo può essere visto come una relazione tra vittima e autore del reato.
L'offender può avere un tipo personalità che può esplicarsi in un comportamento, ma anche la reazione della
vittima può far fare all'offeder alcune azioni o farlo desistere da farne altre.

Autori di Crimini Violenti e Recidiva

Gli autori di crimini violenti non sono molti. C'è un vasto numero di individui che commettono crimini: il 7% di questi
è responsabile di più del 60% di tutti i reati commessi. Ci sono dei soggetti refrattari alla pena e recidivano. In
carcere chiedono di valutare la recidiva, e per farlo ci sono dei test. Si tratta delle scale attuariali, che si basano su
colloqui e ricerche scientifiche, e aiutano a prevedere la pericolosità del soggetto.
Es: secondo la scala attuariale, è più pericoloso uno che violenta bambine o uno che violenta bambini? Uno che
violenta bambini. E sempre secondo la scala attuariale, se un soggetto autore di reati sessuali ha già delle condanne
per reati sessuali, avrà una maggiore o minore probabilità di recidiva? Maggiore, anche perché la criminologia dice
che il comportamento passato è il maggior predittore del comportamento futuro. Sempre secondo la scala
attuariale, essere rilasciato dal carcere ad un'età di 60 anni è più o meno pericoloso di essere rilasciato a 30 anni?
Meno pericoloso.

Tipologie di Autori di Crimini Violenti

  • serial killer
  • stupratori
  • molestatori di bambini
  • stalker
  • sette sataniche.

Crimini Violenti in Italia ed Europa

Tutti pensano che in Italia questi soggetti non ci siano, e quindi che non ci sia la necessità di parlarne. È ovvio che in
America e in Messico ci sono più serial killer che in Italia, ma in Messico ci sono anche più omicidi rispetto all'Italia.
Uno studio di Sturup del 2022 dice che in Europa il tasso di omicidi seriali è lo stesso degli Stati Uniti.
Il serial killer è un soggetto che uccide dalle due o più persone, e nelle sue uccisioni c'è un intervallo di
raffreddamento emozionale tra un delitto e l'altro.
Nel 2022, in tutta Italia, ci sono stati circa 400 omicidi. In Messico 70 mila all'anno, con una popolazione doppia a
quella che abbiamo noi.
1Arianna Ardit, Lisa Martinez Verdecia
In Italia sono molti di più gli uomini uccisi: gli uomini oltre ad uccidere le donne, uccidono anche altrettanti uomini.
Ad esempio, quando un uomo legato alla criminalità organizzata uccide 4 suoi antagonisti del clan rivale, al TG ne
parlano in un servizio di un minuto. Invece quando si tratta di donne che vengono uccise se ne parla molto di più.
Questa si chiama euristica della disponibilità: quanto più un caso è rappresentato quanto più noi sovrastimiamo
le probabilità di accadimento di quel fenomeno nel mondo (è il caso dei femminicidi, della violenza sulle donne e
dei crimini irrisolti).

Risoluzione dei Crimini Violenti

I crimini violenti sono quelli più risolti, soprattutto gli omicidi, perché ci sono molte tracce: DNA, impronte digitali,
tracce di saliva e sangue (magari la vittima ha reagito all'offender), liquido seminale nel caso delle violenze sessuali,
ecc.
Inoltre, tutti i casi di difficile risoluzione sono avvenuti in luoghi in cui le rotative dell'investigazione criminale sono
state più lasse perché normalmente non vengono commessi crimini, se proprio qualche furto in casa (es: Cogne e
Brembate). Il lavoro da fare prevede delle domande differenti su quello che si vede e si legge.

Psicopatologia e Crimine

La psicopatologia è collegata al crimine in diversi modi.

  • Alcune persone hanno disturbi clinici, come:
    • schizofrenia e altri disturbi psicotici > la schizofrenia è un grave disturbo mentale dove il soggetto
      ha una perdita di contatto con la realtà. In quel momento sente delle voci, ha delle allucinazioni
      visive, può pensare che la persona che gli sta parlando è il diavolo o che la persona che ha di fronte
      è una spia che vuole fargli del male. Una persona si avvicina per tranquillizzarlo, e il soggetto, che
      magari ha paura delle spie o dei demoni, ha un coltello in tasca e la uccide. Gli schizofrenici possono
      tanto arrivare a far del male prima a loro stessi, ma quanto essere dei serial killer. In Lombardia c'è
      stato il caso di un serial killer schizofrenico ("il purificatore di anime") che uccideva perché il
      crocifisso gli parlava e gli diceva che doveva purificare le anime delle persone a lui vicino, e lui lo
      faceva martellandole in testa.
    • Disturbi correlati a sostanze > magari questi soggetti si sono avvicinati agli stupefacenti per curare
      la propria ansia o rabbia e può succedere che l'utilizzo della sostanza porti a scompensi psicotici,
      arrivando al versante della schizofrenia.
    • Disturbi dell'umore > possono avere connotazioni deliranti. Ad esempio nell'ambito dei
      neonaticidi e dei figlicidi: le mamme solitamente dopo il parto hanno per qualche giorno l'umore
      basso. Ma se questa condizione continua, inizia a non dormire, a vedere nel bambino una faccia che
      non le piace, a sentirsi inadeguata e in colpa perché non riesce a cambiarlo o allattarlo, si potrebbe
      arrivare all'omicidio (caso Cogne).
  • Ci sono anche dei disturbi della personalità che sono elettivamente collegati ai crimini violenti:
    • disturbo borderline di personalità > tipico di molti maltrattanti e stalker. Ha come tema critico
      l'abbandono. Il soggetto fa sforzi esagerati per evitare un reale o immaginario abbandono. Legge
      ogni movimento che l'altra o l'altro fa come un modo per allontanarsi da lui. La minaccia di
      abbandono lo fa soffrire così tanto che legge tutti gli allontanamenti dell'altra persona come "io
      rimarrò solo e solo per me sarà la morte", quindi minaccia l'altra persona in qualche modo. Può
      anche mettere in atto dei comportamenti parasuicidiari: può dire "se tu mi lasci, io mi uccido", che
      può diventare "se tu mi lasci, ti uccido", quindi da suicidio a omicidio. Il border ha una personalità
      che ha una tendenza alla dissociazione, quindi rientra un po' nello spettro dei disturbi che poi
      possono tendere alla schizofrenia. Dissocia quando prova un forte stress, ossia essere lasciato o
      abbandonato.
    • Disturbo narcisistico di personalità > il tema critico è la grandiosità. Il soggetto si sente sempre e
      comunque al di sopra di tutto e di tutti. Si sente speciale, pensa che per lui ci saranno trattamenti di
      favore, e se questi trattamenti di favore non ci sono manipola la realtà. Non importa che lui sappia
      2Arianna Ardit, Lisa Martinez Verdecia
      che ha manipolato la realtà (es: ha corrotto la commissione), a lui importa raggiungere la posizione
      o l'obiettivo prefissato (es: diventare primario). Si può arrivare al crimine anche in questo ambito,
      perché gli altri possono dirgli che non vale quanto pensa di valere, che non è chi racconta di essere:
      questo viene chiamato ferita narcisistica. L'altro si sente smascherato, la ferita narcisistica
      sanguina, si tratta di un taglio nella sua identità. L'altro può capire che è una nullità, e quindi esce
      una rabbia furente per proteggere l'identità personale. Tutti noi siamo un po' narcisisti, soprattutto
      con i social dilaga sempre di più nella popolazione l'idea di guardare ed essere guardati. Però il
      narcisismo buono è un narcisismo con l'altro: ho bisogno dell'altro che veda i miei stati, che mi
      metta like e faccio di tutto per migliorare le fotografie; il narcisismo maligno, invece, è contro
      l'altro: quando l'altro non mi mette like o non mi dà un qualche tipo di riconoscimento, io inizio a
      pensare che ci sia una congiura contro di me e che gli altri si siano messi d'accordo per non
      attribuirmi il valore che merito di avere. Inizia a diventare distruttivo nei confronti delle altre
      persone.
    • Disturbo antisociale di personalità > ha come tema critico l'idea del non rispetto delle norme. Si
      tratta di un soggetto che già nell'adolescenza ha un disturbo della condotta e mette in atto
      comportamenti devianti, criminali: non rispetta la proprietà privata, commette furti affrontando
      anche direttamente la persona, può violentare, può uccidere. Ad esempio, in macchina anziché
      andare a 60km/h, velocità prevista per quello specifico tratto di strada, va ai 120 km/h. Le altre
      persone che magari non rispettano la velocità, non aumentano di così tanto, quindi perché lui devia
      più degli altri devianti? Perché si sente nella possibilità di farlo, perché si sente onnipotente. C'è una
      reiterata violazione delle norme: del codice civile, codice penale, sociali-comportamentali, ecc. Ad
      esempio, quando invito il mio amico a casa mia, lui porta sempre qualcosa, ma quando mi invita lui
      io non porto mai nulla, e io ne approfitto di questo. Adrian Ray l'ha chiamato altruismo reciproco:
      noi esseri umani siamo diventati 8 miliardi sulla Terra con un meccanismo di cooperazione (io aiuto
      l'altro senza aspettarmi nulla in cambio, ma poi verrò aiutato da qualcuno quando io avrò bisogno di
      qualcosa). Il soggetto con disturbo antisociale di personalità si infila dentro questo meccanismo:
      chiede aiuto all'altro, ha aiuto dall'altro, ma poi quando tocca a lui a ridare l'aiuto va in un altro
      habitat e va a chiedere a qualcun altro. Sfrutta il meccanismo di reciprocità, dell'altruismo reciproco,
      per approfittarsi delle altre persone.
    • Disturbo schizoide di personalità > è una sofferenza che il soggetto ha che lo porta ad essere
      molto introverso, lo porta ad avere delle credenze magiche e superstiziose. Pensa di avere capacità
      paranormali, mediatiche. L'eterna solitudine è però pericolosa: la nostra mentre nasce nell'incontro
      del cervello del bambino e del cervello e la mente dei genitori; noi abbiamo bisogno dell'incontro
      con l'altro per fare in modo che la nostra mente cresca, si sviluppi e si mantenga in salute. Quanto
      più noi ci sottraiamo all'incontro con l'altro, quando più ci sentiamo a disagio nell'incontro con l'altro
      o abbiamo timore del giudizio dell'altro, c'è la possibilità che dopo diversi anni potremmo virare da
      disturbo schizoide a schizofrenia. Questo perché la solitudine, l'essere a contatto con me stesso per
      un lungo periodo di tempo, va a disgregare la mia mente. Di questo si accorse anche Cesare
      Lombroso: aveva progettato il carcere di modo che le persone non si influenzassero tra loro (es: lo
      scippatore non si sarebbe mai incontrato con lo stupratore). Ma il fatto di non incontrare nessuna
      alterità faceva sì che molte persone, alla ora di uscire dal carcere, fossero completamente matte.
      Questo perché la relazione interpersonale è importante per la salute mentale.

Psicopatologia del Crimine e Parafilie

La psicopatologia del crimine può essere correlata ad alcune parafilie, in particolare a:
. sadismo sessuale > il soggetto si eccita solo ed esclusivamente mettendo in atto dei
comportamenti che generano sofferenza nell'altra persona. Questi atti possono essere violenti
fisicamente, sessualmente, psicologicamente o verbalmente. Alcune persone incontrano questa

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