Geografia: interazione tra uomo e ambiente terrestre, evoluzione storica

Documento sulla geografia come scienza che analizza l'interazione tra l'uomo e l'ambiente terrestre. Il Pdf esplora l'evoluzione storica della disciplina, concetti chiave come biosfera e pedosfera, e l'impatto antropico, utile per lo studio universitario della materia.

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33 pagine

GEOGRAFIA
CAPITOLO 1,2,6,7,8,9,10,11
CALO 1- AL SOR DE SA GEFI
La geografia: questa sconosciuta
La geografia ha costruito nel tempo un affidabile edificio di conoscenze ed è presente nella scuola
italiana fin dai primi anni d’istruzione. E’ però grave l’incapacità da parte di molti di avvalersi delle
numerose competenze e abilità che la geografia può offrire come: organizzare mentalmente e
interpretare lo spazio in cui si vive; collocare in modo consapevole i fatti nelle loro reali dimensioni
territoriali o confrontare i diversi punti di vista.
In questa prospettiva le nozioni organizzano gli elementi comunicativi di base per riferirsi alle relazioni
che individui e società intrattengono con lo spazio-ambiente terrestre.
La geografia è quindi definibile come la scienza che studia i processi di antropizzazione del pianeta
ovvero i rapporti che nello spazio e col tempo associano tra loro esseri umani,comunità,popoli e culture.
L'accelerazione nei cambiamenti fisici e biologici determinati dalle attività antropiche costituisce
un’evoluzione che risulta sempre meno sostenibile e insieme alla globalizzazione sta cambiando in
modo radicale il modo di vivere e agire nello spazio.
La superficie terrestre essendo formata da vari aspetti deve essere analizzata in tutte le sue parti
distinguendo i diversi impatti esercitati da popolazione,gruppi sociali e individui poiché ognuno agisce
con proprie specificità. E’ inoltre essenziale includere anche le disuguaglianze perché analizzandole si
possono comprendere meglio le questioni cruciali perché da queste soluzioni dipendono i destini
dell’umanità. La geografia perciò deve essere orientata verso finalità specifiche, per interpretare sia
l’agire territoriale degli essere umani, con i loro bisogni e percezioni, sia le politiche spaziali di governi e
multinazionali. La ricerca quindi deve includere la dimensione etica. Tutte queste finalità riguardano il
funzionamento del mondo,ossia il progetto di abitare il pianeta in tutta la sua pienezza e nella
consapevolezza che tutte le sfere da cui è composto (litosfera,idrosfera,atmosfera ecc..) siano
interconnesse formando il Sistema Terra.
La composizione dei saperi geografici
Oggetto e finalità della geografia hanno ricevuto interpretazioni varie e differenziate perché l’evoluzione
disciplinare si è caratterizzata da una serie di conoscenze molto diversificate. Dall’altra parte ha
coinvolto anche tante espressioni dell’essere umano come il mito,la religione,la poesia e il racconto→ ad
esempio i miti cosmogonici erano utilizzati per spiegare la formazione dell’universo e la posizione della
Terra nello spazio cosmico, queste prime testimonianze rispecchiano la visione del mondo di un popolo
e racchiudevano anche i risultati di osservazioni astronomiche.
Infatti le scienze della natura e quelle matematiche sono parte costitutiva della speculazione filosofica
del mondo antico,infatti il vocabolo geografia (dal greco ghè Terra e graphia descrizione o disegno) si
accosta alla geometria,all’astronomia e alla filosofia.
Tra i pensatori prima di Socrate si ricorda:
ANASSIMANDRO, pensatore presocratico, fu il primo a dare un’interpretazione grafica delle
regioni della Terra, concepita come un disco circondato dalle acque dell’Oceano, al cui interno è
rappresentata la superficie terrestre in modo approssimato.
ERATOSTENE sosteneva la sfericità della Terra e fu il primo a usare il termine “geografia”,
intitolando così una sua opera, nella quale si asseriva che Omero fosse il fondatore della
disciplina.
STRABONE compose un’opera, in cui sosteneva che la geografia fosse una “materia da filosofo”
e cercava di congiungere la tradizione scientifica con gli aspetti antropici.
TOLOMEO, nella sua opera “Introduzione alla geografia”, formata da 8 libri, scriveva delle
differenze tra geografia e corografia , delle misure della Terra e dei nomi e delle coordinate delle
località. Lui costruì le basi della cartografia scientifica, rivalutata secoli dopo.
Con la caduta dell’Impero romano (Medioevo) e lo sviluppo del monachesimo, la sfera socio-culturale
cambia e anche la geografia subisce contraccolpi. Il termine stesso scompare e i vari saperi geografici
vengono diluiti nella cosmografia o nelle arti liberali del quadrivio (aritmetica, geometria, musica e
astronomia). La geografia così viene collocata fuori dallo spazio, senza nessun collegamento con la
realtà, così che spesso va a confondersi con la fantasia e la magia.
Nel ‘400/’500, periodo umanistico, ci furono grandi scoperte geografiche che hanno stimolato gli studiosi
ad affrontare nuovi problemi e a cercare soluzioni per facilitare i viaggi e le esplorazioni. Ad esempio,
l’opera cartografica di Tolomeo ha aiutato molto nella navigazione, grazie alle coordinate descritte.
Nel Seicento, grazie a scienziati come BACON, CARTESIO e GALILEI, ci sono state invenzioni e
scoperte importantissime che hanno dato un grande contributo alla scienza moderna. I progressi fatti
portarono al desiderio di dominare il mondo, attraverso la matematica e i calcoli, che portano a verità
chiare ed evidenti. Il metodo sperimentale è l’aspetto centrale della rivoluzione scientifica, utile anche per
individuare le leggi e i segreti dell’ambiente. Grazie alle informazioni sulle nuove terre scoperte, i saperi
geografici si ampliano, sempre però influenzati da aspetti fantastici. In questo periodo però rimangono
sempre i collegamenti con la cartografia: la geografia infatti, nel Seicento, è una rappresentazione
cartografica delle terre e dei mari e un'esposizione delle nuove scoperte geografiche.
L’avvio della geografia scientifica
Nella fine del settecento gli studi geografici fanno registrare un sistematico progresso che ha il suo fulcro
in Germania,qui operano studiosi come Gottfried,Herder e Kant, quest’ultimo rappresenta lo spartiacque
tra l’antica e la moderna geografia scientifica intesa da lui come propedeutica alla conoscenza del
mondo. Kant, inoltre, intende la globalizzazione come un cosmopolitismo al quale l’umanità tenderebbe,
in quanto abitante di un Pianeta di forma sferica che avvicina gli uomini tra loro.
Nell’800, sempre in Germania, nascondo Von Humboldt e Ritter, i più noti geografici della prima metà
dell’ottocento che sostenevano i principi di interdipendenza e di comparazione per lo studio delle
relazioni tra ambiente fisico e attività antropiche. VON HUMBOLDT, nelle sue opere, non descrive
soltanto i fenomeni e la loro distribuzione nello spazio, ma soprattutto la loro reciprocità e causalità.
RITTER, discepolo di Herder, concepiva la Terra in base alla sua concezione teologica: vede la Terra
come indipendente dall’uomo e il rapporto tra umanità e natura è disposto in un disegno della
provvidenza.
Secondo lui, anche l’elemento storico è molto importante poiché,attraverso lo scorrere del tempo, si può
rintracciare l’influsso dell’ambiente naturale nello sviluppo dei popoli.
Nel 1830 inizia a diffondersi il movimento filosofico del positivismo che fa riferimento a una concezione
meccanicistica distinta in quattro entità: spazio,tempo,materia e movimento. Le leggi della meccanica
sarebbero in grado di offrire la spiegazione di ciascun fenomeno. Tale principio rimanda all’idea di una
legge o di un sistema di leggi universali per cui in natura tutto avviene secondo relazioni di causa-effetto.
Un grande impulso all’esaltazione della scienza viene da Charles Darwin che dimostra l’evoluzione
graduale della specie mediante l’ambiente e l’ereditarietà. L’idea di Darwin si ritrova in RATZEL, studioso
geografico tedesco, che inquadra la geografia in chiave evoluzionistica, per cui l’ambiente naturale
risulterebbe decisivo rispetto a caratteri, comportamenti e azioni dell’uomo (determinismo ambientale).
Alla fine dell’800, alcuni geografi di formazione storica, come VIDAL e BRUNHES, sostennero un
ridimensionamento dell’influenza ambientale sull’uomo. FEBVRE suggerì il possibilismo geografico, con
il quale sosteneva che le scelte dell’uomo non sono determinate in modo assoluto dalla natura. L’uomo
infatti ha molte possibilità tra cui scegliere e non una già determinata dall’ambiente. Per rispondere agli
stimoli ambientali perciò l’uomo si trova davanti a una serie di scelte che lo porta a modificare la
superficie terrestre, anche attraverso tecnologie avanzate.
I nuovi indirizzi
Dopo il secondo conflitto mondiale la geografia attraversa un periodo di crisi, che la costringe a ricercare
nuove chiavi interpretative e ad adottare metodologia diverse per prendere coscienza dei cambiamenti in
atto. Si diffonde quindi una nuova geografia in seguito allo sviluppo di modelli,schemi e formule. Tali
procedure prendono avvio negli stati uniti,nel regno unito e nei paesi scandinavi. Il nuovo approccio che
utilizza il ragionamento deduttivo intende circoscrivere i fatti geografici,ricercando leggi generali regolate
da meccanismi naturali,sociali ed economici in questo modo avanza il processo di legittimazione
scientifica della disciplina.

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GEOGRAFIA

CAPITOLO 1,2,6,7,8,9,10,11

CAPITOLO 1- ALLA SCOPERTA DEL SAPERE GEOGRAFICO

La geografia: questa sconosciuta La geografia ha costruito nel tempo un affidabile edificio di conoscenze ed è presente nella scuola italiana fin dai primi anni d'istruzione. E' però grave l'incapacità da parte di molti di avvalersi delle numerose competenze e abilità che la geografia può offrire come: organizzare mentalmente e interpretare lo spazio in cui si vive; collocare in modo consapevole i fatti nelle loro reali dimensioni territoriali o confrontare i diversi punti di vista. In questa prospettiva le nozioni organizzano gli elementi comunicativi di base per riferirsi alle relazioni che individui e società intrattengono con lo spazio-ambiente terrestre. La geografia è quindi definibile come la scienza che studia i processi di antropizzazione del pianeta ovvero i rapporti che nello spazio e col tempo associano tra loro esseri umani, comunità,popoli e culture. L'accelerazione nei cambiamenti fisici e biologici determinati dalle attività antropiche costituisce un'evoluzione che risulta sempre meno sostenibile e insieme alla globalizzazione sta cambiando in modo radicale il modo di vivere e agire nello spazio. La superficie terrestre essendo formata da vari aspetti deve essere analizzata in tutte le sue parti distinguendo i diversi impatti esercitati da popolazione,gruppi sociali e individui poiché ognuno agisce con proprie specificità. E' inoltre essenziale includere anche le disuguaglianze perché analizzandole si possono comprendere meglio le questioni cruciali perché da queste soluzioni dipendono i destini dell'umanità. La geografia perciò deve essere orientata verso finalità specifiche, per interpretare sia l'agire territoriale degli essere umani, con i loro bisogni e percezioni, sia le politiche spaziali di governi e multinazionali. La ricerca quindi deve includere la dimensione etica. Tutte queste finalità riguardano il funzionamento del mondo,ossia il progetto di abitare il pianeta in tutta la sua pienezza e nella consapevolezza che tutte le sfere da cui è composto (litosfera,idrosfera,atmosfera ecc .. ) siano interconnesse formando il Sistema Terra.

La composizione dei saperi geografici

Oggetto e finalità della geografia hanno ricevuto interpretazioni varie e differenziate perché l'evoluzione disciplinare si è caratterizzata da una serie di conoscenze molto diversificate. Dall'altra parte ha coinvolto anche tante espressioni dell'essere umano come il mito,la religione, la poesia e il racconto-> ad esempio i miti cosmogonici erano utilizzati per spiegare la formazione dell'universo e la posizione della Terra nello spazio cosmico, queste prime testimonianze rispecchiano la visione del mondo di un popolo e racchiudevano anche i risultati di osservazioni astronomiche. Infatti le scienze della natura e quelle matematiche sono parte costitutiva della speculazione filosofica del mondo antico,infatti il vocabolo geografia (dal greco ghè Terra e graphia descrizione o disegno) si accosta alla geometria, all'astronomia e alla filosofia. Tra i pensatori prima di Socrate si ricorda:

  • ANASSIMANDRO, pensatore presocratico, fu il primo a dare un'interpretazione grafica delle regioni della Terra, concepita come un disco circondato dalle acque dell'Oceano, al cui interno è rappresentata la superficie terrestre in modo approssimato.
  • ERATOSTENE sosteneva la sfericità della Terra e fu il primo a usare il termine "geografia", intitolando così una sua opera, nella quale si asseriva che Omero fosse il fondatore della disciplina. STRABONE compose un'opera, in cui sosteneva che la geografia fosse una "materia da filosofo" e cercava di congiungere la tradizione scientifica con gli aspetti antropici.
  • TOLOMEO, nella sua opera "Introduzione alla geografia", formata da 8 libri, scriveva delle differenze tra geografia e corografia , delle misure della Terra e dei nomi e delle coordinate delle località. Lui costruì le basi della cartografia scientifica, rivalutata secoli dopo.

Con la caduta dell'Impero romano (Medioevo) e lo sviluppo del monachesimo, la sfera socio-culturale cambia e anche la geografia subisce contraccolpi. Il termine stesso scompare e i vari saperi geografici vengono diluiti nella cosmografia o nelle arti liberali del quadrivio (aritmetica, geometria, musica eastronomia). La geografia così viene collocata fuori dallo spazio, senza nessun collegamento con la realtà, così che spesso va a confondersi con la fantasia e la magia. Nel '400/'500, periodo umanistico, ci furono grandi scoperte geografiche che hanno stimolato gli studiosi ad affrontare nuovi problemi e a cercare soluzioni per facilitare i viaggi e le esplorazioni. Ad esempio, l'opera cartografica di Tolomeo ha aiutato molto nella navigazione, grazie alle coordinate descritte. Nel Seicento, grazie a scienziati come BACON, CARTESIO e GALILEI, ci sono state invenzioni e scoperte importantissime che hanno dato un grande contributo alla scienza moderna. I progressi fatti portarono al desiderio di dominare il mondo, attraverso la matematica e i calcoli, che portano a verità chiare ed evidenti. Il metodo sperimentale è l'aspetto centrale della rivoluzione scientifica, utile anche per individuare le leggi e i segreti dell'ambiente. Grazie alle informazioni sulle nuove terre scoperte, i saperi geografici si ampliano, sempre però influenzati da aspetti fantastici. In questo periodo però rimangono sempre i collegamenti con la cartografia: la geografia infatti, nel Seicento, è una rappresentazione cartografica delle terre e dei mari e un'esposizione delle nuove scoperte geografiche.

L'avvio della geografia scientifica

Nella fine del settecento gli studi geografici fanno registrare un sistematico progresso che ha il suo fulcro in Germania, qui operano studiosi come Gottfried.Herder e Kant, quest'ultimo rappresenta lo spartiacque tra l'antica e la moderna geografia scientifica intesa da lui come propedeutica alla conoscenza del mondo. Kant, inoltre, intende la globalizzazione come un cosmopolitismo al quale l'umanità tenderebbe, in quanto abitante di un Pianeta di forma sferica che avvicina gli uomini tra loro. Nell'800, sempre in Germania, nascondo Von Humboldt e Ritter, i più noti geografici della prima metà dell'ottocento che sostenevano i principi di interdipendenza e di comparazione per lo studio delle relazioni tra ambiente fisico e attività antropiche. VON HUMBOLDT, nelle sue opere, non descrive soltanto i fenomeni e la loro distribuzione nello spazio, ma soprattutto la loro reciprocità e causalità. RITTER, discepolo di Herder, concepiva la Terra in base alla sua concezione teologica: vede la Terra come indipendente dall'uomo e il rapporto tra umanità e natura è disposto in un disegno della provvidenza. Secondo lui, anche l'elemento storico è molto importante poiché,attraverso lo scorrere del tempo, si può rintracciare l'influsso dell'ambiente naturale nello sviluppo dei popoli. Nel 1830 inizia a diffondersi il movimento filosofico del positivismo che fa riferimento a una concezione meccanicistica distinta in quattro entità: spazio,tempo,materia e movimento. Le leggi della meccanica sarebbero in grado di offrire la spiegazione di ciascun fenomeno. Tale principio rimanda all'idea di una legge o di un sistema di leggi universali per cui in natura tutto avviene secondo relazioni di causa-effetto. Un grande impulso all'esaltazione della scienza viene da Charles Darwin che dimostra l'evoluzione graduale della specie mediante l'ambiente e l'ereditarietà. L'idea di Darwin si ritrova in RATZEL, studioso geografico tedesco, che inquadra la geografia in chiave evoluzionistica, per cui l'ambiente naturale risulterebbe decisivo rispetto a caratteri, comportamenti e azioni dell'uomo (determinismo ambientale). Alla fine dell'800, alcuni geografi di formazione storica, come VIDAL e BRUNHES, sostennero un ridimensionamento dell'influenza ambientale sull'uomo. FEBVRE suggerì il possibilismo geografico, con il quale sosteneva che le scelte dell'uomo non sono determinate in modo assoluto dalla natura. L'uomo infatti ha molte possibilità tra cui scegliere e non una già determinata dall'ambiente. Per rispondere agli stimoli ambientali perciò l'uomo si trova davanti a una serie di scelte che lo porta a modificare la superficie terrestre, anche attraverso tecnologie avanzate.

I nuovi indirizzi

Dopo il secondo conflitto mondiale la geografia attraversa un periodo di crisi, che la costringe a ricercare nuove chiavi interpretative e ad adottare metodologia diverse per prendere coscienza dei cambiamenti in atto. Si diffonde quindi una nuova geografia in seguito allo sviluppo di modelli,schemi e formule. Tali procedure prendono avvio negli stati uniti,nel regno unito e nei paesi scandinavi. Il nuovo approccio che utilizza il ragionamento deduttivo intende circoscrivere i fatti geografici,ricercando leggi generali regolate da meccanismi naturali,sociali ed economici -> in questo modo avanza il processo di legittimazione scientifica della disciplina.Da questa geografia teorico-quantitativa sono state elaborate teorie e modelli. La geografia però non può spingersi sopra certi limiti perché si ridurrebbe a un insieme circoscritto di cose e di relazioni fisse che annullerebbe la variabilità umana. Tuttavia il trattamento matematico dei dati può considerarsi un contributo importante poiché ha introdotto le tecniche di rilevazione e di calcolo statistico. Negli ultimi anni del '900 si è imposta la questione ambientale, a causa anche delle gravi forme di inquinamento. Le tante sollecitazioni hanno influenzato anche la ricerca geografica, che ha avviato studi sugli ecosistemi e sul cambiamento globale. Si forma un indirizzo ecologista della geografia che si collega al paradigma dello sviluppo sostenibile, il quale ha avuto ufficializzazione durante il Summit della Terra nel 1992. In questo periodo nascono altri filoni di ricerca: la geografia della percezione, del comportamento e quella umanistica, la quale considera fondamentali le esperienze soggettive. La geografia della percezione, per interpretare il rapporto tra società e ambiente, pone l'attenzione sullo spazio vissuto, arricchito da elementi psicologici e sulla visione dei fruitori del territorio, con le loro passioni, impulsi ecc. La geografia della mente invece, cerca di analizzare l'ambiente attraverso l'arte, come con le parole di uno scrittore o il dipinto di un pittore. I saperi geografici sono arricchiti dall'influsso della matematica, ma anche della filosofia, psicologia e arte, discipline molto attente ai problemi ambientali, prodotti dall'interazione tra società e natura. Problemi così profondi, soprattutto nelle aree più industrializzate, da minacciare il funzionamento della Terra, che per molti è considerata un serbatoio di risorse e materie prime, invece che un sistema da cui dipende l'umanità. Questa situazione è all'origine della recente affermazione dell'idea di Antropocene (periodo che parte dalla rivoluzione industriale fino ad oggi, in cui l'ambiente è fortemente condizionato dall'azione umana) che, anche se partita da motivazioni geologiche, viene analizzata anche da altre discipline, come quelle sociali. L'analisi viene condotta per esaminare le proiezioni delle attività umane sull'ambiente fisico, per rivisitare i processi di antropizzazione del Pianeta e per valutare i problemi generati dai bisogni sociali emergenti. Per stimolare nella ricerca un impegno civile, orientato al bene comune, è necessario quindi studiare gli impatti, spesso violenti, che l'azione umana produce sulla natura, ma anche sulla disparità di risorse. La comunità scientifica ha avviato dibattiti su questi temi, aperti anche al pubblico, per giungere alla legittimazione sociale della geografia (PUBLIC GEOGRAPHY) che la qualifichi come inclusiva, sensibile e critica, in grado di offrire contributi alle politiche della sostenibilità.

CAPITOLO 2- TEMPO E SPAZIO

Tempo e spazio

Ogni esperienza si svolge necessariamente nelle due universali categorie del tempo e dello spazio collegate ai concetti geografici di mobilità e velocità che si calcolano in base allo spostamento misurato attraverso la relazione tra una lunghezza e un tempo. Le varie forme di movimento costituiscono parte integrante della storia dell'umanità nello spazio terrestre.Il mondo attuale, ad esempio, non si può comprendere senza analizzare tutti i movimenti, che portano tanti benefici, ma anche molti rischi sociali e ambientali per un eccesso di mobilità. Lo spazio antropico è quindi testimonianza della storia della società che nel tempo lo hanno configurato. La geografia, per leggere e interpretare i fenomeni, non può soltanto analizzare il presente, ma deve esaminare il passato poiché l'ambiente plasmato nel passato influenza il presente e le azioni del presente influenzeranno il futuro. Per fare un'analisi completa dell'ambiente quindi, la geografia deve integrare le tre dimensioni temporali. La geografia perciò non è immutabile e statica, ma è considerata una disciplina cronospaziale, che ricerca le motivazioni dei fenomeni antropici, valuta l'organizzazione del territorio e gli interventi che lo modificano. Oggi, grazie alla rete informatica globale, ci sono state profonde trasformazioni nella mobilità. Le distanze sono quasi scomparse e tutte le persone possono compiere azioni, comunicare e soddisfare i loro bisogni in un tempo molto rapido e senza spostamento.

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