Rischio d'impresa e finanza: tipologie, valutazione e strategie di gestione

Documento da Università su rischio d'impresa e finanza: tipologie, valutazione e strategie di gestione. Il Pdf esplora la definizione e le tipologie di rischio d'impresa, inclusi operativo, finanziario e sistemico, e la trasformazione dei rischi nelle banche, con un focus sugli scenari climatici implementati da IREN per il corso di Economia.

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16 pagine

1. Definizione di rischio d’impresa.
Definiamo il rischio d’impresa come l’insieme dei possibili effe negavi (minacce) e posivi
(opportunità) sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa che derivano da
una pluralità di faori ineren all’avità svolta e il contesto in cui opera. Lo suddividiamo in
business risk (rischio operavo), cioè il rischio collegato all’avità industriale dell’impresa e il
leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento degli
invesmen. Il rischio di impresa è il risultato di una pluralità di faori che costuiscono varie
pologie di rischio.
2. Rischio operavo e rischio finanziario.
Lo suddividiamo in business risk (rischio operavo), cioè il rischio collegato all’avità industriale
dell’impresa e il leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento
degli invesmen.
3. Rischio specifico e rischio sistemaco.
Alcuni faori di rischio influiscono su molssime imprese, come ad esempio il rischio d’interesse o
del rischio congiunturale, parliamo in tal caso di rischio sistemaco o rischio di mercato. Tende a
influenzare tue le imprese e pertanto tu gli strumen finanziari da queste emessi. Il rischio
sistemaco non è diversificabile neppure da un investore che avesse deciso di comprare i toli di
tue le imprese presen sul mercato. Altri faori di rischio influiscono su un numero ristreo di
imprese, come il rischio compevo e seoriale. Infine, alcuni faori di rischio influiscono solo su
pochissime imprese o su di una soltanto. Si pensi ad esempio al rischio collegato a specifici proge
industriali. Parliamo in tal caso di rischio specifico o rischio diversificabile.
4. Trasformazione dei rischi e delle scadenze nelle banche.
La trasformazione dei rischi e delle scadenze è un conceo chiave per la gesone del rischio di
liquidità delle banche. Si riferisce alla capacità delle banche di finanziare avità illiquide a lungo
termine (ad esempio pres a medio o lungo termine) araverso passività a breve termine (ad
esempio deposi a vista o pres interbancari). Questa avità comporta una trasformazione del
rischio poiché le banche si espongono al rischio di non essere in grado di rimborsare le passività a
breve termine in caso di crisi di liquidità, mentre contemporaneamente assumono il rischio di
credito associato alle avità a lungo termine che finanziano.
La trasformazione dei rischi e delle scadenze è una delle avità chiave delle banche e, se gesta
correamente, può generare maggiori profi. Tuavia, può anche comportare rischi significavi
per la stabilità finanziaria e la solvibilità delle banche se non viene gesta correamente. Per
questo movo, le banche devono adoare poliche di gesone del rischio di liquidità efficaci per
garanre che la trasformazione dei rischi e delle scadenze sia gesta in modo prudente e in linea
con i requisi di liquidità e solvibilità.
5. Rischio sistemico.
Il rischio sistemico è il rischio che l'insolvenza o il fallimento di uno o più intermediari determini
generalizza fenomeni d'insolvenza o fallimen a catena di altri intermediari. Le cause che portano
a even sistemici risiedono principalmente nell'influenza che i vari sogge del network hanno gli
uni con gli altri; il sistema bancario e finanziario caraerizzato da forte interconnessione è esposto
agli effe negavi del rischio sistemico.
6. Disnzione tra tolo di capitale di rischio (azione) e tolo di capitale di debito.
Un’impresa può raccogliere la liquidità necessaria a finanziare gli invesmen in due modi,
emeendo azioni, quindi raccogliendo capitale di rischio o ricorrendo al presto bancario,
raccogliendo capitale a tolo di debito. Nel caso di capitale di rischio, i sogge che effeuano il
conferimento acquisiscono lo status di soci. Il tolo di debito è un contrao in forza del quale
l’impresa che ha ricevuto un finanziamento si impegna a corrispondere al finanziatore una
remunerazione prestabilita e a rimborsare il capitale alle scadenze contraualmente prefissate.
7. Prezzo di una azione.
Il prezzo di un’azione o di un’obbligazione dipende sia dai flussi di cassa aesi, sia dal tasso di
rendimento ulizzato per scontare tali flussi. Per le azioni il prezzo viene calcolato ricorrendo al
modello di Gordon, sulla base della capitalizzazione di mercato e degli uli aesi si sma il tasso di
rendimento aeso dal mercato.
8. Prezzo di una obbligazione.
Il prezzo di un'obbligazione può essere calcolato ulizzando la seguente formula:
Prezzo = C / (1+r)^1 + C / (1+r)^2 + ... + C / (1+r)^n + F / (1+r)^n
Dove:
- C è il valore del coupon, ovvero l'interesse annuo che l'emiente dell'obbligazione si impegna a
pagare al possessore dell'obbligazione.
- r è il tasso di interesse del mercato (deo anche tasso di rendimento) che viene ulizzato per
scontare i flussi di cassa futuri dell'obbligazione al loro valore auale.
- n è il numero di anni che mancano alla scadenza dell'obbligazione.
- F è il valore nominale dell'obbligazione, ovvero il valore che l'emiente si impegna a restuire al
possessore dell'obbligazione alla scadenza.
Ad esempio, supponiamo che un'obbligazione abbia un valore nominale di 1000 euro, un tasso di
interesse del mercato del 5% e un coupon annuo del 4% che viene pagato semestralmente. In
questo caso, la formula per calcolare il prezzo dell'obbligazione diventa:
Prezzo = 20 / (1+0.025)^1 + 20 / (1+0.025)^2 + 20 / (1+0.025)^3 + 20 / (1+0.025)^4 + 1020 /
(1+0.025)^4
Il prezzo dell'obbligazione sarebbe quindi pari a circa 1033,76 euro. DA CAMBIARE
9. Definizione di rendimento aeso e sue componen.
Definiamo il rendimento aeso da un invesmento come il compenso richiesto da un investore
per la cessione del potere d’acquisto e per i rischi che tale cessione comporta. I faori che
concorrono a determinare il rendimento di un invesmento sono tre: il compenso per la rinuncia al
potere d’acquisto (o tasso di rendimento reale), il compenso per l’inflazione (o tasso d’inflazione
aeso) e il premio per il rischio (risk premium).

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Definizione di rischio d'impresa

Definiamo il rischio d'impresa come l'insieme dei possibili effetti negativi (minacce) e positivi (opportunità) sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa che derivano da una pluralità di fattori inerenti all'attività svolta e il contesto in cui opera. Lo suddividiamo in business risk (rischio operativo), cioè il rischio collegato all'attività industriale dell'impresa e il leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento degli investimenti. Il rischio di impresa è il risultato di una pluralità di fattori che costituiscono varie tipologie di rischio.

Rischio operativo e rischio finanziario

Lo suddividiamo in business risk (rischio operativo), cioè il rischio collegato all'attività industriale dell'impresa e il leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento degli investimenti.

Rischio specifico e rischio sistematico

Alcuni fattori di rischio influiscono su moltissime imprese, come ad esempio il rischio d'interesse o del rischio congiunturale, parliamo in tal caso di rischio sistematico o rischio di mercato. Tende a influenzare tutte le imprese e pertanto tutti gli strumenti finanziari da queste emessi. Il rischio sistematico non è diversificabile neppure da un investitore che avesse deciso di comprare i titoli di tutte le imprese presenti sul mercato. Altri fattori di rischio influiscono su un numero ristretto di imprese, come il rischio competitivo e settoriale. Infine, alcuni fattori di rischio influiscono solo su pochissime imprese o su di una soltanto. Si pensi ad esempio al rischio collegato a specifici progetti industriali. Parliamo in tal caso di rischio specifico o rischio diversificabile.

Trasformazione dei rischi e delle scadenze nelle banche

La trasformazione dei rischi e delle scadenze è un concetto chiave per la gestione del rischio di liquidità delle banche. Si riferisce alla capacità delle banche di finanziare attività illiquide a lungo termine (ad esempio prestiti a medio o lungo termine) attraverso passività a breve termine (ad esempio depositi a vista o prestiti interbancari). Questa attività comporta una trasformazione del rischio poiché le banche si espongono al rischio di non essere in grado di rimborsare le passività a breve termine in caso di crisi di liquidità, mentre contemporaneamente assumono il rischio di credito associato alle attività a lungo termine che finanziano.

La trasformazione dei rischi e delle scadenze è una delle attività chiave delle banche e, se gestita correttamente, può generare maggiori profitti. Tuttavia, può anche comportare rischi significativi per la stabilità finanziaria e la solvibilità delle banche se non viene gestita correttamente. Per questo motivo, le banche devono adottare politiche di gestione del rischio di liquidità efficaci per garantire che la trasformazione dei rischi e delle scadenze sia gestita in modo prudente e in linea con i requisiti di liquidità e solvibilità.

Rischio sistemico

Il rischio sistemico è il rischio che l'insolvenza o il fallimento di uno o più intermediari determini generalizzati fenomeni d'insolvenza o fallimenti a catena di altri intermediari. Le cause che portano a eventi sistemici risiedono principalmente nell'influenza che i vari soggetti del network hanno gli uni con gli altri; il sistema bancario e finanziario caratterizzato da forte interconnessione è esposto agli effetti negativi del rischio sistemico.

Distinzione tra titolo di capitale di rischio (azione) e titolo di capitale di debito

Un'impresa può raccogliere la liquidità necessaria a finanziare gli investimenti in due modi, emettendo azioni, quindi raccogliendo capitale di rischio o ricorrendo al prestito bancario, raccogliendo capitale a titolo di debito. Nel caso di capitale di rischio, i soggetti che effettuano il conferimento acquisiscono lo status di soci. Il titolo di debito è un contratto in forza del quale l'impresa che ha ricevuto un finanziamento si impegna a corrispondere al finanziatore una remunerazione prestabilita e a rimborsare il capitale alle scadenze contrattualmente prefissate.

Prezzo di una azione

Il prezzo di un'azione o di un'obbligazione dipende sia dai flussi di cassa attesi, sia dal tasso di rendimento utilizzato per scontare tali flussi. Per le azioni il prezzo viene calcolato ricorrendo al modello di Gordon, sulla base della capitalizzazione di mercato e degli utili attesi si stima il tasso di rendimento atteso dal mercato.

Prezzo di una obbligazione

Il prezzo di un'obbligazione può essere calcolato utilizzando la seguente formula: Prezzo = C / (1+r)^1 + C / (1+r)^2 + ... + C / (1+r)^n + F / (1+r)^n Dove: - C è il valore del coupon, ovvero l'interesse annuo che l'emittente dell'obbligazione si impegna a pagare al possessore dell'obbligazione. -r è il tasso di interesse del mercato (detto anche tasso di rendimento) che viene utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri dell'obbligazione al loro valore attuale. - n è il numero di anni che mancano alla scadenza dell'obbligazione. - F è il valore nominale dell'obbligazione, ovvero il valore che l'emittente si impegna a restituire al possessore dell'obbligazione alla scadenza. Ad esempio, supponiamo che un'obbligazione abbia un valore nominale di 1000 euro, un tasso di interesse del mercato del 5% e un coupon annuo del 4% che viene pagato semestralmente. In questo caso, la formula per calcolare il prezzo dell'obbligazione diventa: Prezzo = 20 / (1+0.025)^1 + 20 / (1+0.025)^2 + 20 / (1+0.025)^3 + 20 / (1+0.025)^4 + 1020 / (1+0.025)^4 Il prezzo dell'obbligazione sarebbe quindi pari a circa 1033,76 euro. DA CAMBIARE

Definizione di rendimento atteso e sue componenti

Definiamo il rendimento atteso da un investimento come il compenso richiesto da un investitore per la cessione del potere d'acquisto e per i rischi che tale cessione comporta. I fattori che concorrono a determinare il rendimento di un investimento sono tre: il compenso per la rinuncia al potere d'acquisto (o tasso di rendimento reale), il compenso per l'inflazione (o tasso d'inflazione atteso) e il premio per il rischio (risk premium).

Rischio climatico: rischio fisico, di transizione, di reputazione e di responsabilità

  • Rischio fisico: rischio di perdite economiche collegate a eventi naturali estremi (rischio acuto) o a shift climatici strutturali (rischio cronico). Ad esempio, i disastri ambientali possono comportare la distruzione di capitale fisico.
  • Rischio di transizione: rischio che deriva dagli impegni presi dalla comunità internazionale con lo scopo di stabilizzare la concentrazione atmosferica di gas serra entro i livelli stabiliti dall'accordo di Parigi. Si tratta dunque per le imprese di un rischio collegato alla transizione dell'economia verso un modello low-carbon. Il rischio di transizione non è persistente ma potrebbe essere dirompente per la stabilità del sistema economico-finanziario.
  • Rischio reputazionale: rischio di perdita di clienti attenti al tema ambientale.
  • Rischio di responsabilità: tipico del settore assicurativo, si manifesta quando coloro che hanno sofferto un danno dai fenomeni indotti dai cambiamenti climatici si rivalgono su coloro che per mestiere hanno assunto tali rischi: le imprese di assicurazione,

Green Deal Europeo

Il Green Deal europeo è un piano ambizioso proposto dalla Commissione europea nel dicembre 2019 per rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Il piano si concentra sull'eliminazione delle emissioni di gas a effetto serra, sull'aumento dell'efficienza energetica e sulla transizione verso un'economia circolare. Il Green Deal europeo prevede anche investimenti per promuovere la sostenibilità ambientale, la creazione di posti di lavoro "verdi" e la riduzione della povertà energetica.

Piano per la finanza sostenibile della Commissione Europea: Finalità e principali azioni previste

Il Piano d'azione per la finanza sostenibile (Sustainable Finance Action Plan) è un'iniziativa della Commissione Europea (CE) finalizzata a riorientare il flusso di capitali verso investimenti sostenibili e a garantire che i rischi ambientali, sociali e di governance siano adeguatamente valutati. Il Piano è stato presentato nel 2018 e ha tre principali obiettivi;

  1. Riorientare i flussi di investimento verso investimenti sostenibili: la CE ha presentato una tassonomia delle attività economiche sostenibili, definendo i criteri per gli investimenti verdi, nonché una serie di strumenti finanziari sostenibili, come le obbligazioni verdi.
  2. Integrare i rischi ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali degli investimenti: la CE ha pubblicato una serie di orientamenti per gli investitori e le imprese per aiutare a identificare e gestire i rischi ESG.
  3. Aumentare la trasparenza e l'affidabilità delle informazioni finanziarie e non finanziarie; la CE ha proposto di rivedere la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) al fine di estendere l'obbligo di rendicontazione alle imprese quotate e alle grandi imprese non quotate e di aumentare la qualità e l'accessibilità delle informazioni sull'impatto ambientale e sociale delle imprese.

SFDR

La Sustainability Finance Disclosure Regulation (SFDR) è una regolamentazione dell'Unione Europea entrata in vigore nel marzo 2021. La regolamentazione richiede alle società di investimento e ai gestori di fondi di investimento di fornire informazioni sulle pratiche di investimento sostenibile e sul modo in cui considerano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle decisioni di investimento. In particolare, la SFDR richiede la pubblicazione di informazioni sulle politiche di investimento sostenibile, sui criteri di selezione degli investimenti e sui risultati degli investimenti sostenibili. Lo scopo della regolamentazione è aumentare la trasparenza e l'affidabilità delle informazioni sull'investimento sostenibile per i consumatori e gli investitori.

CSRD

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una nuova normativa dell'Unione Europea proposta nel 2021, che mira a migliorare la qualità e la coerenza delle informazioni fornite dalle imprese europee sulla loro sostenibilità. La direttiva prevede l'estensione delle attuali obbligazioni di reporting sulle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) alle grandi imprese europee quotate e alle società quotate sui mercati regolamentati dell'UE, nonché alle imprese di interesse pubblico con più di 250 dipendenti. La CSRD mira a migliorare la comparabilità delle informazioni sulle performance ESG, a incrementare la trasparenza e a garantire una maggiore responsabilizzazione delle imprese nei confronti degli stakeholder e della società nel suo complesso.

EU Tassonomia

La tassonomia europea (regolamento 852/2020) definisce le caratteristiche affinché una attività possa definirsi ecosostenibile. Definita tale quando:

  • Contribuisce in modo sostanziale a uno dei seguenti obiettivi: mitigazione dei cc, adattamento dei cc, uso sostenibile dell'acqua e delle risorse marina, transizione verso economia circolare, prevenzione e riduzione inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
  • Non arreca un danno significativo a nessuno degli obiettivi sopra indicati
  • È svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia

Representative Concentration Pathways e incrementi di temperatura

Representative Concentration Pathways (RCP) sono scenari di concentrazione di gas serra futuri, sviluppati dal Panel on Climate Change (IPCC) per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ci sono quattro RCP: RCP2.6, RCP4.5, RCP6, e RCP8.5. Ogni RCP rappresenta un percorso di concentrazione di gas serra diverso che riflette un diverso livello di attività economica, uso del suolo, tecnologie energetiche, politiche climatiche e cambiamenti demografici. Il numero del RCP corrisponde alla quantità di energia aggiuntiva, in watt per metro quadrato, che il pianeta trattiene a causa della presenza di gas serra rispetto ai livelli preindustriali, che era di circa 280 ppm di CO2. Ad esempio, RCP8.5 rappresenta un percorso di concentrazione di gas serra in cui le concentrazioni di anidride carbonica equivalente raggiungono circa 1370 ppm entro il 2100. Gli RCP sono stati sviluppati per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici in diversi scenari futuri. RCP2.6 rappresenta un mondo in cui le concentrazioni di gas serra raggiungono un picco intorno al 2020 e diminuono rapidamente, mentre RCP8.5 rappresenta un mondo in cui le emissioni di gas serra continuano ad aumentare rapidamente nel corso del secolo. RCP2.6 è associato a un aumento di temperatura di circa 1,5℃ rispetto ai livelli preindustriali, mentre RCP8.5 è associato a un aumento di temperatura di oltre 4°C.

Shared Socioeconomic Pathways (SSP): dimensioni del rischio climatico e scenari

I Shared Socioeconomic Pathways (SSP) sono una serie di scenari socioeconomici progettati per esplorare e analizzare gli impatti del cambiamento climatico sulle società umane. Questi scenari sono stati sviluppati dal Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) e da altre

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