Documento da Università su rischio d'impresa e finanza: tipologie, valutazione e strategie di gestione. Il Pdf esplora la definizione e le tipologie di rischio d'impresa, inclusi operativo, finanziario e sistemico, e la trasformazione dei rischi nelle banche, con un focus sugli scenari climatici implementati da IREN per il corso di Economia.
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Definiamo il rischio d'impresa come l'insieme dei possibili effetti negativi (minacce) e positivi (opportunità) sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa che derivano da una pluralità di fattori inerenti all'attività svolta e il contesto in cui opera. Lo suddividiamo in business risk (rischio operativo), cioè il rischio collegato all'attività industriale dell'impresa e il leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento degli investimenti. Il rischio di impresa è il risultato di una pluralità di fattori che costituiscono varie tipologie di rischio.
Lo suddividiamo in business risk (rischio operativo), cioè il rischio collegato all'attività industriale dell'impresa e il leverage risk (rischio finanziario), il rischio che deriva dalle scelte di finanziamento degli investimenti.
Alcuni fattori di rischio influiscono su moltissime imprese, come ad esempio il rischio d'interesse o del rischio congiunturale, parliamo in tal caso di rischio sistematico o rischio di mercato. Tende a influenzare tutte le imprese e pertanto tutti gli strumenti finanziari da queste emessi. Il rischio sistematico non è diversificabile neppure da un investitore che avesse deciso di comprare i titoli di tutte le imprese presenti sul mercato. Altri fattori di rischio influiscono su un numero ristretto di imprese, come il rischio competitivo e settoriale. Infine, alcuni fattori di rischio influiscono solo su pochissime imprese o su di una soltanto. Si pensi ad esempio al rischio collegato a specifici progetti industriali. Parliamo in tal caso di rischio specifico o rischio diversificabile.
La trasformazione dei rischi e delle scadenze è un concetto chiave per la gestione del rischio di liquidità delle banche. Si riferisce alla capacità delle banche di finanziare attività illiquide a lungo termine (ad esempio prestiti a medio o lungo termine) attraverso passività a breve termine (ad esempio depositi a vista o prestiti interbancari). Questa attività comporta una trasformazione del rischio poiché le banche si espongono al rischio di non essere in grado di rimborsare le passività a breve termine in caso di crisi di liquidità, mentre contemporaneamente assumono il rischio di credito associato alle attività a lungo termine che finanziano.
La trasformazione dei rischi e delle scadenze è una delle attività chiave delle banche e, se gestita correttamente, può generare maggiori profitti. Tuttavia, può anche comportare rischi significativi per la stabilità finanziaria e la solvibilità delle banche se non viene gestita correttamente. Per questo motivo, le banche devono adottare politiche di gestione del rischio di liquidità efficaci per garantire che la trasformazione dei rischi e delle scadenze sia gestita in modo prudente e in linea con i requisiti di liquidità e solvibilità.
Il rischio sistemico è il rischio che l'insolvenza o il fallimento di uno o più intermediari determini generalizzati fenomeni d'insolvenza o fallimenti a catena di altri intermediari. Le cause che portano a eventi sistemici risiedono principalmente nell'influenza che i vari soggetti del network hanno gli uni con gli altri; il sistema bancario e finanziario caratterizzato da forte interconnessione è esposto agli effetti negativi del rischio sistemico.
Un'impresa può raccogliere la liquidità necessaria a finanziare gli investimenti in due modi, emettendo azioni, quindi raccogliendo capitale di rischio o ricorrendo al prestito bancario, raccogliendo capitale a titolo di debito. Nel caso di capitale di rischio, i soggetti che effettuano il conferimento acquisiscono lo status di soci. Il titolo di debito è un contratto in forza del quale l'impresa che ha ricevuto un finanziamento si impegna a corrispondere al finanziatore una remunerazione prestabilita e a rimborsare il capitale alle scadenze contrattualmente prefissate.
Il prezzo di un'azione o di un'obbligazione dipende sia dai flussi di cassa attesi, sia dal tasso di rendimento utilizzato per scontare tali flussi. Per le azioni il prezzo viene calcolato ricorrendo al modello di Gordon, sulla base della capitalizzazione di mercato e degli utili attesi si stima il tasso di rendimento atteso dal mercato.
Il prezzo di un'obbligazione può essere calcolato utilizzando la seguente formula: Prezzo = C / (1+r)^1 + C / (1+r)^2 + ... + C / (1+r)^n + F / (1+r)^n Dove: - C è il valore del coupon, ovvero l'interesse annuo che l'emittente dell'obbligazione si impegna a pagare al possessore dell'obbligazione. -r è il tasso di interesse del mercato (detto anche tasso di rendimento) che viene utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri dell'obbligazione al loro valore attuale. - n è il numero di anni che mancano alla scadenza dell'obbligazione. - F è il valore nominale dell'obbligazione, ovvero il valore che l'emittente si impegna a restituire al possessore dell'obbligazione alla scadenza. Ad esempio, supponiamo che un'obbligazione abbia un valore nominale di 1000 euro, un tasso di interesse del mercato del 5% e un coupon annuo del 4% che viene pagato semestralmente. In questo caso, la formula per calcolare il prezzo dell'obbligazione diventa: Prezzo = 20 / (1+0.025)^1 + 20 / (1+0.025)^2 + 20 / (1+0.025)^3 + 20 / (1+0.025)^4 + 1020 / (1+0.025)^4 Il prezzo dell'obbligazione sarebbe quindi pari a circa 1033,76 euro. DA CAMBIARE
Definiamo il rendimento atteso da un investimento come il compenso richiesto da un investitore per la cessione del potere d'acquisto e per i rischi che tale cessione comporta. I fattori che concorrono a determinare il rendimento di un investimento sono tre: il compenso per la rinuncia al potere d'acquisto (o tasso di rendimento reale), il compenso per l'inflazione (o tasso d'inflazione atteso) e il premio per il rischio (risk premium).
Il Green Deal europeo è un piano ambizioso proposto dalla Commissione europea nel dicembre 2019 per rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Il piano si concentra sull'eliminazione delle emissioni di gas a effetto serra, sull'aumento dell'efficienza energetica e sulla transizione verso un'economia circolare. Il Green Deal europeo prevede anche investimenti per promuovere la sostenibilità ambientale, la creazione di posti di lavoro "verdi" e la riduzione della povertà energetica.
Il Piano d'azione per la finanza sostenibile (Sustainable Finance Action Plan) è un'iniziativa della Commissione Europea (CE) finalizzata a riorientare il flusso di capitali verso investimenti sostenibili e a garantire che i rischi ambientali, sociali e di governance siano adeguatamente valutati. Il Piano è stato presentato nel 2018 e ha tre principali obiettivi;
La Sustainability Finance Disclosure Regulation (SFDR) è una regolamentazione dell'Unione Europea entrata in vigore nel marzo 2021. La regolamentazione richiede alle società di investimento e ai gestori di fondi di investimento di fornire informazioni sulle pratiche di investimento sostenibile e sul modo in cui considerano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle decisioni di investimento. In particolare, la SFDR richiede la pubblicazione di informazioni sulle politiche di investimento sostenibile, sui criteri di selezione degli investimenti e sui risultati degli investimenti sostenibili. Lo scopo della regolamentazione è aumentare la trasparenza e l'affidabilità delle informazioni sull'investimento sostenibile per i consumatori e gli investitori.
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una nuova normativa dell'Unione Europea proposta nel 2021, che mira a migliorare la qualità e la coerenza delle informazioni fornite dalle imprese europee sulla loro sostenibilità. La direttiva prevede l'estensione delle attuali obbligazioni di reporting sulle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) alle grandi imprese europee quotate e alle società quotate sui mercati regolamentati dell'UE, nonché alle imprese di interesse pubblico con più di 250 dipendenti. La CSRD mira a migliorare la comparabilità delle informazioni sulle performance ESG, a incrementare la trasparenza e a garantire una maggiore responsabilizzazione delle imprese nei confronti degli stakeholder e della società nel suo complesso.
La tassonomia europea (regolamento 852/2020) definisce le caratteristiche affinché una attività possa definirsi ecosostenibile. Definita tale quando:
Representative Concentration Pathways (RCP) sono scenari di concentrazione di gas serra futuri, sviluppati dal Panel on Climate Change (IPCC) per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ci sono quattro RCP: RCP2.6, RCP4.5, RCP6, e RCP8.5. Ogni RCP rappresenta un percorso di concentrazione di gas serra diverso che riflette un diverso livello di attività economica, uso del suolo, tecnologie energetiche, politiche climatiche e cambiamenti demografici. Il numero del RCP corrisponde alla quantità di energia aggiuntiva, in watt per metro quadrato, che il pianeta trattiene a causa della presenza di gas serra rispetto ai livelli preindustriali, che era di circa 280 ppm di CO2. Ad esempio, RCP8.5 rappresenta un percorso di concentrazione di gas serra in cui le concentrazioni di anidride carbonica equivalente raggiungono circa 1370 ppm entro il 2100. Gli RCP sono stati sviluppati per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici in diversi scenari futuri. RCP2.6 rappresenta un mondo in cui le concentrazioni di gas serra raggiungono un picco intorno al 2020 e diminuono rapidamente, mentre RCP8.5 rappresenta un mondo in cui le emissioni di gas serra continuano ad aumentare rapidamente nel corso del secolo. RCP2.6 è associato a un aumento di temperatura di circa 1,5℃ rispetto ai livelli preindustriali, mentre RCP8.5 è associato a un aumento di temperatura di oltre 4°C.
I Shared Socioeconomic Pathways (SSP) sono una serie di scenari socioeconomici progettati per esplorare e analizzare gli impatti del cambiamento climatico sulle società umane. Questi scenari sono stati sviluppati dal Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) e da altre