L'Ermetismo: movimento poetico del Novecento, caratteristiche e linguaggio

Documento dall'Università sull'Ermetismo, un movimento poetico del Novecento. Il Pdf esplora le caratteristiche linguistiche, tematiche e stilistiche di questo movimento letterario, con un focus sulla poesia come vita e il linguaggio ermetico. Il materiale è utile per lo studio della Letteratura a livello universitario.

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16 pagine

L’ERMETISMO
La letteratura come vita!
L’Ermetismo è una delle esperienza poetiche più importanti del primo Novecento e ha apportato
modifiche e innovazioni sia sul piano del linguaggio, dello stile e dei contenuti.!
La definizione del termine “Ermetismo” si può considerare ucialmente riconosciuta già nel!
1936, quando Francesco Flora (critico) pubblica il libro “La poesia ermetica”, utilizzando il termine
con accezione negativa e definendo come “ermetica”, una poesia chiusa, oscura, misteriosa,
indecifrabile e di dicile interpretazione.!
Saggio di Carlo Bo, “Letteratura come vita”, molto importante perché contiene i fondamenti della
poesia ermetica. L’Ermetismo fa coincidere la poesia con la vita, intesa come la realtà più intima e
raccolta dell’uomo.!
La poesia va intesa come la strada più completa per la conoscenza di noi stessi. !
La letteratura si identifica con l’io profondo del soggetto, con la sua dimensione spirituale più
autentica.!
La letteratura come vita significa una letteratura fuori dal tempo, nell’immobilità di un condizione
metafisica. Il testo della poesia tenta allora di esprimere l’inesprimibile. L’essenza della poesia
diventa una forma di conoscenza superiore, assumendo un valore iniziatico e metafisico.!
Il linguaggio!
Lo scrittore si chiude in una sorta di individualismo totale, il linguaggio diventa arduo, dicile,
oscuro, al limite dell’incomunicabilità. La poesia si rivolge a coloro che ne condividono
l’impostazione e le attese, viene esclusa la maggior parte del pubblico abituale.!
Lo strumento privilegiato resta quello dell’analogia, come tramite di un processo che coglie realtà
impalpabili e misteriose. Come aveva insegnato Ungaretti, il centro su cui converge questa!
ricerca è costituito dalla parola, che si fa evocatrice e allusiva, per caricarsi di significati!
molteplici e indefiniti. Presentandosi come pura (sottratta ad ogni condizionamento), la poesia
finisce per costituire la vera e sola realtà, oltre che la fonte privilegiata della conoscenza,
interrogandosi sul senso della vita ed orendo risposte che riguardano il destino ultimo dell’uomo,
sospeso fra il tempo e l’eternità.!
La poesia assume così anche una connotazione filosofica.!
I componimenti degli ermetici hanno rotto dunque drasticamente con tutti in canoni e con tutte le
regole della poesia precedente: non rispettano più schemi tradizionalmente imposti come la rima,
le strofe, il metro, la punteggiatura o il numero di versi; molto spesso il loro testo poetico è scarno,
breve, essenziale, fatto di pochissimi versi e pochissime parole, quanto bastava ad esprimere lo
stato d’animo del momento. Non si avverte più il bisogno di un vero e proprio discorso per fare
poesia, ma bastano poche parole nelle quali si concentrano straordinariamente tutte le sensazioni
provate. !
Anche se isolata dal discorso, la poesia ermetica conserva la sua forza evocativa e spiega molte
più cose di quelle che avrebbe espresso un discorso lungo e complesso.!
La parola è nuda, spoglia di ogni significato comune, e acquista valore solo se rapportata alle
emozioni che in quel momento sta vivendo il poeta. !
La poesia non ha bisogno di forme ranate ed eleganti, l’importante è che susciti nel lettore le
stesse sensazioni che ha voluto comunicargli il poeta.!
Il significato del termine “ermetismo” è la chiusura nei confronti della storia.!
Ma rinvia anche alla tradizione ermetica, legata alla figura mitica di Ermete Trimegisto, che
sarebbe stato autore, nel periodo della civiltà ellenistica (IV sec. a.C.), di libri magici, in cui si
rivelavano segreti religiosi capaci di rendere l’uomo partecipe della natura divina.!
In questo senso l’Ermetismo diventa sinonimo di conoscenza esoterica, relativa ad una sfera di
valori religiosi e assoluti, alla quale si può ricondurre anche la tradizione orfica (dal nome del
mitico cantore Orfeo, che riuscì a scendere negli inferi per ricondurre la sposa morta, Euridice,
sulla terra), che concepisce la poesia come rivelazione dei misteri della vita.!
Nella società moderna, il poeta era visto come un individuo solitario, distaccato dalla realtà,
emarginato; rifiuto/disprezzo di un pubblico vasto. Questo è quanto accade alla poesia del primo
Novecento, in un periodo storico dicile e negativo in cui erano presenti guerre e c’era il regime
totalitario fascista. Proprio durante il ventennio fascista, una poesia come quella ermetica ha
permesso ad alcuni intellettuali di esprimere in modi indiretti e destinati a pochi lettori la propria
polemica o la propria indierenza nei confronti del regime fascista; potendo così evitare di
compromettersi con il potere politico e di chiudersi nel proprio mondo a meditare sull’esistenza e
sul destino dell’uomo.!
L'Ermetismo ore una poesia “blindata" in pochi e oscuri messaggi, diventa la voce di un
individuo solitario, chiuso in se stesso anziché aperto alle novità del suo tempo, come le guerre o
il regime fascista. Questi eventi non vengono analizzati in chiave critica (=esaltati o criticati), ma
solo descritti in base alla reazione del poeta (paura, solitudine, estraneità o indierenza). !
Non esiste altra realtà al di fuori di quella del loro animo.!
Il rifiuto di confrontarsi con la storia diventerà poi un accusa contro gli ermetici nel clima politico
del dopoguerra; ma essi potranno facilmente rispondere che la totale chiusura in uno spazio
interiore rappresentava il solo modo di sottrarsi alla retorica e alle scelte culturali del fascismo,
evitando ogni compromesso ed assumendo un implicito valore di dissenso.!
Spesso la poesia ermetica è stata accusata di egocentrismo, di esaltare i problemi individuali e di
trascurare quelli reali dell’umanità, di essere estranea alla vita del proprio tempo anziché
partecipare con impegno al regime fascista vigente, infatti sorvola su quest’ultimo ma non ignora i
problemi più vasti e universali, come quelli riguardanti il destino e l’esistenza dell’uomo. Questo
chiudersi in se stessi forse voleva significare l’unica difesa contro il regime e la sua politica.!
La poesia ermetica è lo scavo interiore di un uomo che si guarda dentro mentre vagabonda
solitario nella civiltà moderna, nella quale si sente spaesato e disorientato. Egli avverte la propria
vita e la vita umana, come dolore e male.!
Cerca disperatamente un rapporto di armonia e di solidarietà col mondo esterno, ma poi lo
scopre arido e vuoto. Va alla ricerca di una certezza che illumini finalmente la propria esistenza ma
alla fine la trova soltanto nella propria poesia, che diventa così un urlo di disperazione.!
La poesia ermetica è quasi sempre una poesia autobiografica, incentrata sui suoi sentimenti, sulle
sue sensazioni ed emozioni, sulle sue esperienze di vita, sui dolori del poeta. Non è una poesia
astratta, ma è la poesia dell’uomo, della sua esistenza concreta e disperata resistenza alla
distruzione della storia. Tale autobiografismo fa capire quanto stretto sia per la poesia ermetica il
rapporto tra vita e letteratura.!
Molti poeti precedenti avevano parlato di sé nelle proprie opere, per esempio D’Annunzio con
l’intendo di esibire la vita del poeta, al contrario gli ermetici hanno inteso la poesia come scavo
sottile nella propria interiorità, senza esibire nulla al pubblico, ma esprimendo in modo riservato,
essenziale le proprie sensazioni.!
Essi con i loro versi non raccontano/spiegano ma fissano sulla pagina dei rammenti di verità a cui
sono pervenuti in momenti di profonda ispirazione, senza l’aiuto del ragionamento e della logica. !
A loro non interessava aatto essere chiari e precisi nella loro poesia perché tanto nessuno
avrebbe potuto veramente capire cosa volessero realmente esprimere.!
Anche il componimento poetico nel suo insieme risulta essenziale, ridotto all’osso, concentrando
in poche righe tutto il suo messaggio. Ciò che colpisce della poesia ermetica è l’assenza di
punteggiatura, le parole sono sparse senza essere legate da punti e virgole, sono sucienti a se
stesse per esprimere i propri significati. !
Per questo la poesia ermetica è definita come “pura”, perché condensa in un minimo di strumenti
espressivi un massimo di significati. Essa in una sola parola/verso è capace di condensare le
verità più profonde sull’uomo e sulle cose. Persino gli spazi bianchi, i vuoti lasciati tra una parola e
l’altra, si caricano di significati forti esprimendo il senso di vuoto avvertito dal poeta o il suo
bisogno di silenziosa concentrazione.!
Al contrario, la poesia ottocentesca e romantica, esprimeva i propri messaggi in strutture ampie,
retoriche ed oratorie, con le quali persuadere il pubblico, e rispettava le misure imposte (la rima,
sonetto ecc…). !

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Anteprima

L'Ermetismo

La letteratura come vita

L'Ermetismo è una delle esperienza poetiche più importanti del primo Novecento e ha apportato modifiche e innovazioni sia sul piano del linguaggio, dello stile e dei contenuti.

La definizione del termine "Ermetismo" si può considerare ufficialmente riconosciuta già nel 1936, quando Francesco Flora (critico) pubblica il libro "La poesia ermetica", utilizzando il termine con accezione negativa e definendo come "ermetica", una poesia chiusa, oscura, misteriosa, indecifrabile e di difficile interpretazione.

Saggio di Carlo Bo, "Letteratura come vita", molto importante perche contiene i fondamenti della poesia ermetica. L'Ermetismo fa coincidere la poesia con la vita, intesa come la realtà più intima e raccolta dell'uomo.

La poesia va intesa come la strada più completa per la conoscenza di noi stessi.

La letteratura si identifica con l'io profondo del soggetto, con la sua dimensione spirituale più autentica.

La letteratura come vita significa una letteratura fuori dal tempo, nell'immobilità di un condizione metafisica. Il testo della poesia tenta allora di esprimere l'inesprimibile. L'essenza della poesia diventa una forma di conoscenza superiore, assumendo un valore iniziatico e metafisico.

Il linguaggio ermetico

Lo scrittore si chiude in una sorta di individualismo totale, il linguaggio diventa arduo, difficile, oscuro, al limite dell'incomunicabilità. La poesia si rivolge a coloro che ne condividono l'impostazione e le attese, viene esclusa la maggior parte del pubblico abituale.

Lo strumento privilegiato resta quello dell'analogia, come tramite di un processo che coglie realtà impalpabili e misteriose. Come aveva insegnato Ungaretti, il centro su cui converge questa ricerca è costituito dalla parola, che si fa evocatrice e allusiva, per caricarsi di significati molteplici e indefiniti. Presentandosi come pura (sottratta ad ogni condizionamento), la poesia finisce per costituire la vera e sola realtà, oltre che la fonte privilegiata della conoscenza, interrogandosi sul senso della vita ed offrendo risposte che riguardano il destino ultimo dell'uomo, sospeso fra il tempo e l'eternità.

La poesia assume così anche una connotazione filosofica.

I componimenti degli ermetici hanno rotto dunque drasticamente con tutti in canoni e con tutte le regole della poesia precedente: non rispettano più schemi tradizionalmente imposti come la rima, le strofe, il metro, la punteggiatura o il numero di versi; molto spesso il loro testo poetico è scarno, breve, essenziale, fatto di pochissimi versi e pochissime parole, quanto bastava ad esprimere lo stato d'animo del momento. Non si avverte più il bisogno di un vero e proprio discorso per fare poesia, ma bastano poche parole nelle quali si concentrano straordinariamente tutte le sensazioni provate.

Anche se isolata dal discorso, la poesia ermetica conserva la sua forza evocativa e spiega molte più cose di quelle che avrebbe espresso un discorso lungo e complesso.

La parola è nuda, spoglia di ogni significato comune, e acquista valore solo se rapportata alle emozioni che in quel momento sta vivendo il poeta.

La poesia non ha bisogno di forme raffinate ed eleganti, l'importante è che susciti nel lettore le stesse sensazioni che ha voluto comunicargli il poeta.

Il significato del termine "ermetismo" è la chiusura nei confronti della storia.

Ma rinvia anche alla tradizione ermetica, legata alla figura mitica di Ermete Trimegisto, che sarebbe stato autore, nel periodo della civiltà ellenistica (IV sec. a.C.), di libri magici, in cui si rivelavano segreti religiosi capaci di rendere l'uomo partecipe della natura divina.

In questo senso l'Ermetismo diventa sinonimo di conoscenza esoterica, relativa ad una sfera di valori religiosi e assoluti, alla quale si può ricondurre anche la tradizione orfica (dal nome del mitico cantore Orfeo, che riuscì a scendere negli inferi per ricondurre la sposa morta, Euridice, sulla terra), che concepisce la poesia come rivelazione dei misteri della vita.

L'Ermetismo e la società moderna

Nella società moderna, il poeta era visto come un individuo solitario, distaccato dalla realtà, emarginato; rifiuto/disprezzo di un pubblico vasto. Questo è quanto accade alla poesia del primo Novecento, in un periodo storico difficile e negativo in cui erano presenti guerre e c'era il regime totalitario fascista. Proprio durante il ventennio fascista, una poesia come quella ermetica ha permesso ad alcuni intellettuali di esprimere in modi indiretti e destinati a pochi lettori la propria polemica o la propria indifferenza nei confronti del regime fascista; potendo così evitare di compromettersi con il potere politico e di chiudersi nel proprio mondo a meditare sull'esistenza e sul destino dell'uomo.

L'Ermetismo offre una poesia "blindata" in pochi e oscuri messaggi, diventa la voce di un individuo solitario, chiuso in se stesso anziché aperto alle novità del suo tempo, come le guerre o il regime fascista. Questi eventi non vengono analizzati in chiave critica (=esaltati o criticati), ma solo descritti in base alla reazione del poeta (paura, solitudine, estraneità o indifferenza).

Non esiste altra realtà al di fuori di quella del loro animo.

Il rifiuto di confrontarsi con la storia diventerà poi un accusa contro gli ermetici nel clima politico del dopoguerra; ma essi potranno facilmente rispondere che la totale chiusura in uno spazio interiore rappresentava il solo modo di sottrarsi alla retorica e alle scelte culturali del fascismo, evitando ogni compromesso ed assumendo un implicito valore di dissenso.

Spesso la poesia ermetica è stata accusata di egocentrismo, di esaltare i problemi individuali e di trascurare quelli reali dell'umanità, di essere estranea alla vita del proprio tempo anziché partecipare con impegno al regime fascista vigente, infatti sorvola su quest'ultimo ma non ignora i problemi più vasti e universali, come quelli riguardanti il destino e l'esistenza dell'uomo. Questo chiudersi in se stessi forse voleva significare l'unica difesa contro il regime e la sua politica.

La poesia ermetica è lo scavo interiore di un uomo che si guarda dentro mentre vagabonda solitario nella civiltà moderna, nella quale si sente spaesato e disorientato. Egli avverte la propria vita e la vita umana, come dolore e male.

Cerca disperatamente un rapporto di armonia e di solidarietà col mondo esterno, ma poi lo scopre arido e vuoto. Va alla ricerca di una certezza che illumini finalmente la propria esistenza ma alla fine la trova soltanto nella propria poesia, che diventa così un urlo di disperazione.

La poesia ermetica è quasi sempre una poesia autobiografica, incentrata sui suoi sentimenti, sulle sue sensazioni ed emozioni, sulle sue esperienze di vita, sui dolori del poeta. Non è una poesia astratta, ma è la poesia dell'uomo, della sua esistenza concreta e disperata resistenza alla distruzione della storia. Tale autobiografismo fa capire quanto stretto sia per la poesia ermetica il rapporto tra vita e letteratura.

Molti poeti precedenti avevano parlato di sé nelle proprie opere, per esempio D'Annunzio con l'intendo di esibire la vita del poeta, al contrario gli ermetici hanno inteso la poesia come scavo sottile nella propria interiorità, senza esibire nulla al pubblico, ma esprimendo in modo riservato, essenziale le proprie sensazioni.

Essi con i loro versi non raccontano/spiegano ma fissano sulla pagina dei rammenti di verità a cui sono pervenuti in momenti di profonda ispirazione, senza l'aiuto del ragionamento e della logica. A loro non interessava affatto essere chiari e precisi nella loro poesia perché tanto nessuno avrebbe potuto veramente capire cosa volessero realmente esprimere.

Anche il componimento poetico nel suo insieme risulta essenziale, ridotto all'osso, concentrando in poche righe tutto il suo messaggio. Ciò che colpisce della poesia ermetica è l'assenza di punteggiatura, le parole sono sparse senza essere legate da punti e virgole, sono sufficienti a se stesse per esprimere i propri significati.

Per questo la poesia ermetica è definita come "pura", perché condensa in un minimo di strumenti espressivi un massimo di significati. Essa in una sola parola/verso è capace di condensare le verità più profonde sull'uomo e sulle cose. Persino gli spazi bianchi, i vuoti lasciati tra una parola e l'altra, si caricano di significati forti esprimendo il senso di vuoto avvertito dal poeta o il suo bisogno di silenziosa concentrazione.

Al contrario, la poesia ottocentesca e romantica, esprimeva i propri messaggi in strutture ampie, retoriche ed oratorie, con le quali persuadere il pubblico, e rispettava le misure imposte (la rima, sonetto ecc ... ).

Strumenti espressivi dell'Ermetismo

Tra gli strumenti espressivi che caratterizzano la poesia ermetica, si ricordano soprattutto il simbolo e l'analogia.

L'Ermetismo e il Simbolismo

Molti poeti ermetici sono stati particolarmente influenzati dal movimento poetico europeo chiamato "simbolismo". Proprio dai questi gli ermetici hanno preso l'uso del simbolo, ovvero il procedimento per il quale ci si serve di un oggetto qualsiasi per rappresentare qualcos'altro.

Non sempre è facile nella poesia ermetica decifrare il simbolo, cioè tradurlo in ciò che l'autore voleva realmente rappresentare.

L'analogia è quella tecnica espressiva che accosta fra loro immagini e situazioni diverse, senza un legame, per stabilire dei rapporti originali. Nella poesia ermetica, l'accostamento è di difficile comprensione, e solo con l'istinto e la sensibilità si trova la chiave interpretativa.

Salvatore Quasimodo

Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) nel 1901. Nel 1908 si trovò a Messina in cui ci fu il terribile terremoto nel quale ne ricava un drammatico ricordo e nella stessa città completò gli studi.

Nel 1913 si trasferì a Roma per iscriversi alla facoltà di ingegneria ma la frequentò pochissimo, dedicandosi invece alla poesia e prendendo lezioni di latino e greco.

Lavorò come geometra a Reggio Calabria e a Imperia, dove allacciò relazioni con esponenti della "Linea ligure" e pubblicò la raccolta "Oboe sommerso".

Nel 1938 lasciò l'impiego stabilendosi a Milano, dove nel 1941 fu nominato dall'Educazione Nazionale professore di Letteratura Italiana al Conservatorio, per fama.

Nella nuova città Quasimodo ebbe un'irrequieta vita sentimentale.

Nel 1942 pubblicò la raccolta "Ed è subito sera".

Nel 1959 gli venne assegnato il Nobel per la poesia. Morì a Napoli nel 1968.

La poesia di Quasimodo riportava sempre alla Sicilia, come condizione esistenziale, momento autobiografico, contemplazione della natura e rievocazione di miti.

La terra natia offre al poeta la materia della sua poesia e si presenta come il paradiso perduto, come l'Ellade (Grecia) smarrita.

Dalla sua isola nasce lo slancio iniziale di "Acque e terre" e il paesaggio siciliano si apre ad una dimensione mitica in cui risuonano accenti di solitudine e malinconia. Lo sforzo del poeta che pur sentendo la sua terra lontana, la colloca in un'atmosfera realistica, è teso a trasformare la parola in immagine, ricercando al tempo un'espressione chiara, nitida, classica.

Quasimodo si è sempre sentito siculo-greco e al mondo classico ha sentito di appartenere e di essere unito da saldi vincoli naturali e culturali.

La limpidità verbale sfocia in contorni indefiniti, ermetici quando il poeta risente della nuova poesia e si lascia tentare dalla nuova poetica della parola.

Si rivela allora abile nell'uso dell'analogia, delle rapide sintesi. Gli elementi autobiografici sono numerosi e assunti come esemplari di una condizione umana di esilio, lontananza, solitudine.

La parabola dell'umana esistenza è scandita in accenti di una essenzialità nuda e antica, e le parole si fanno elementari e altissime. Immagini favolose rievocano l'incanto della natia Sicilia, e ne fanno una terra al di là della storia e del tempo, realizzando una poesia "alle frontiere dell'illimitato". Altrove, il ricordo dell'infanzia (tema caro a tutta la poesia europea da Leopardi ad oggi) vive in parole umili, in notazioni trepide e quotidiane.

Quasimodo e l'Ermetismo

Nella raccolta "Oboe sommerso" l'incanto della perfetta armonia classica viene meno e Quasimodo si avvicina alla corrente ermetica. Il linguaggio si complica nel tentativo di farsi più essenziale e scarno e di giungere all'estrema riscoperta della parola.

L'ermetismo di Quasimodo è un momento (non il migliore) della sua poesia, è una sorta di sperimentazione (non la più riuscita). Il titolo che dette alla successiva raccolta "Nuove poesie", conferma la sua volontà di rinnovarsi, di fare una poesia nuova che testimoniasse la condizione dell'uomo nella realtà storica del suo tempo.

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