Documento sulle attività motorie e sportive, con focus sui metodi didattici e l'analisi del movimento. Il Pdf esplora l'efficienza fisica, la coordinazione motoria e le abilità di vita attraverso il gioco, utile per studenti universitari di Educazione fisica, con un'analisi dettagliata dei giochi di movimento e delle capacità motorie.
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MÈTODO: - ricerca, indagine, investigazione, include l'idea del perseguire, quindi, letteralmente «l'andar dietro; via per giungere a un determinato luogo o scopo». - in genere, il modo, la via, il procedimento seguito nel perseguire uno scopo, nello svolgere una qualsiasi attività, secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine che s'intende raggiungere. - indica più esplicitamente l'ordine, e anche la regolarità costante con cui si procede: lavorare, studiare, operare. - precisa regole e tecniche particolari che presiedono a certi procedimenti.
DIDATTICA: - in generale, quella parte dell'attività e della teoria educativa che concerne i metodi di insegnamento. - si distingue una d. generale e d. sperimentale.
Quando un metodo si applica all'insegnamento di qualcosa e diventa perciò un metodo di insegnamento per far apprendere qualcosa, si chiama DIDATTICA à quindi il movimento e lo sport possono essere insegnati ed avvalersi di metodi di insegnamento e, perciò, di didattiche! Se ci chiedessero di fare uno stesso movimento, ci muoveremmo in maniera solo apparentemente simile, ciascuno interpretando a modo suo questa consegna ... ogni movimento che ci proporrebbero, a tutti noi, noi lo eseguiremmo in maniera del tutto diversa: ciascuno a suo modo, ciascuno facendo qualcosa di semplice magari, ma di unico e di irripetibile. Irripetibile anche perché nessuno di noi potrebbe ripetere un secondo movimento come il primo.
Che cos'è il movimento? Dobbiamo ammettere che non sempre il fatto che non ci sia uno spostamento visibile significa che non c'è movimento (potrebbe sfuggirci, per brevità, per lontananza, perché è celato); spesso si vede (o lo arguiamo) in quanto modifica, poiché il movimento è modifica (uno stato d'animo che cambia è anche una modifica e, in questo senso, è un vero movimento: diremo, infatti, "movimento dell'anima". Uno stato dell'anima che cambia possiamo dire che lo vediamo).
Un celebre testo della Germania dell'Est di Kurt Meinel, titolo italiano del libro è "Teoria del movimento". Ma non è condivisibile (almeno in senso stretto, per comodità di studio può servire) una "teoria" del movimento, perché il movimento è tutt'altro che teoria e può essere descritto come una teoria solo per tentativo.
IL MOVIMENTO: - si vede in quanto spostamento di qualcosa; - apparentemente non si vede in quanto non spostamento (non vediamo spostamenti, non c'è il movimento?) - dobbiamo ammettere che non sempre il fatto che non ci sia uno spostamento visibile significa che non c'è movimento (potrebbe sfuggirci, per brevità, per lontananza, perché è celato); - spesso si vede (o lo arguiamo) in quanto modifica, poiché il movimento è modifica (uno stato d'animo che cambia è anche una modifica e, in questo senso, è un vero movimento: diremo, infatti, "movimento dell'anima". Uno stato dell'anima che cambia possiamo dire che lo vediamo!).
Il tempo e lo spazio > sono i due grandi contenitori del movimento! Il movimento non si vede, eppure c'è; anzi, nel vivente c'è sempre: per questo che il vivente si chiama vivente! Ciò che non cambia nel tempo è fermo e non vive. Semplicemente "è". "Essere" non è "vivere"! Il vivente è in movimento > Il vivente è in continuo cambiamento > Il vivente vive finche c'è cambiamento >La fine del cambiamento è la fine della vita.
Ma non vediamo tutto ciò che si muove: non vediamo la terra, ne gli astri che si muovono, a parte le stelle cadenti. Si vede nel tempo che trascorre (è nel tempo ogni movimento si realizza, anche se non è visibile). Anzi, movimento è anche il tempo che passa: il movimento è il tempo che passa! Il tempo che passa, che trascorre è movimento in avanti.
A volte il movimento non si vede, eppure c'è; anzi, nel vivente c'è sempre: perciò il vivente si chiama ... vivente!
Il movimento è ogni cambiamento (nel tempo: ma dire così è pleonastico). Ciò che non cambia nel tempo è fermo e non vive. Semplicemente "è". "Essere" non è "vivere"!
Il movimento è mutamento che porta avanti la vita delle persone e quella dell'intero universo. La vita intesa come divenire (un divenire difficile da cogliere, perché mentre lo osserviamo già non c'è più!). La vita è sempre "un'altra cosa" mentre la osserviamo.
Che cos'è il movimento?
Senza movimento non c'è più una persona. Il movimento fa la vita della persona. Insomma, possiamo ritenere che il movimento sia un'essenza, forse l'essenza della persona? Dominare il movimento significa piegarlo ad uno scopo. Ad uno scopo che è umano.
Non movimento = morte.
Einstein, vuol dire che l'animale si caratterizza da ciò che non è animale per il fatto che è se- movente, animato da una forza che lo fa muovere. Nell'animale, si tratta di una forza istintiva, nell'uomo di una forza razionale ed emotiva.
La capacità di cui stiamo parlando è la capacità di muoversi, la capacità di motricità, la capacità motoria.
Movimento si dice di chi è animato. Non movimento si dice di chi non è animato.
A volte, chi è in stasi, chi è fermo e non si muove non è inanimato, ha solo scelto di stare e di non muoversi.
Il movimento è una possibilità, una intenzionalità in chi ha un'anima e può decidere di sé e del suo corpo. Anche chi è fermo e medita si muove: muove non parti di corpo ma l'intera sua mente e tutto il suo spirito.
Ci sono forme diverse di movimento, ma il nostro campo principale di interesse è il movimento intenzionale, volontario: quello che si sceglie di fare e che ha sempre un obiettivo deliberato, cioè uno scopo preciso da raggiungere.
Il movimento è vita, come la vita si genera, trasforma la vita delle persone, nel corpo e nello spirito. Trasforma solo se è accompagnato dalla consapevolezza, il movimento non consapevole non può trasformare con efficacia e può non dare risultati o frutti. La scelta della continuazione, il cogliere tutti gli elementi vantaggiosi del moto è una vera prerogativa dell'uomo e solo dell'uomo.
Parliamo quasi sempre di corpi che si muovono. Ma anche di movimento delle idee. Il vivente ha movimento, lo hanno la psiche e la coscienza (la mente è pervasa di movimento). Addirittura l'anima acquista vita quando le attribuiamo la peculiarità di muoversi.
Una vita movimentata significa molte cose. E basta il concetto di movimento a darle vigore e a suscitare un'immagine non statica di essa -> la vita ha già implicito in se il concetto di movimento, se la vita appartiene alla persona.
Il termine greco significa ed indica esattamente un "mutamento", un "processo", un "procedere", di qualsiasi specie esso sia.
La prima cosa che apprendiamo entrando nella vita e nel mondo, è che ci sono cose che si muovono, cose animate dal movimento (la mamma che si avvicina o si allontana, i giocattoli che ruotano e cadono, il mondo stesso che sembra ruotare intorno a noi).
Abbastanza presto nella vita, siamo in grado di apprezzare le regolarità nel movimento, o almeno alcune forme di regolarità: bocche che si aprono magicamente quando si avvicina un cibo saporito, cose che si avvicinano e si allontanano e possono o essere prese oppure non essere prese -> dunque, aprire/chiudere, avvicinare/allontanare, ecc. A misura che si cresce, si apprende a percepire il movimento come equivalente ad un cambiamento: il movimento è un cambiamento.
Il movimento si studia: A scuola, apprendiamo che il movimento rientra tra gli oggetti di studio della fisica e, meglio, della meccanica.
Il movimento degli oggetti animati è, però, ben altra cosa! Essi sono soggetti attivi (animati, dotati di animazione e di anima) che, pur senza violare le leggi della fisica, sono essi stessi generatori di forze che vengono prodotte per scopi precisi (o anche non molto precisi).
In biologia vi sono sostanzialmente degli oggetti animati:
Una parte importante dei movimenti degli animali superiori (tra cui, ovviamente, gli esseri umani) sono movimenti intenzionali, effettuati per raggiungere obiettivi precisi: per questo motivo, essi sono movimenti che sono controllati, sono sotto il controllo di "qualcosa" che realizza una sorta di "controllo motorio". Il controllo motorio lo esercita, nel vivente uomo, il sistema nervoso centrale (SNC) sul quale agiscono, con immensa possibilità di influenza, pensieri, sogni, aspettative, emozioni, sentimenti in genere.
L'ETICA È:
L'etica è, perciò, nella vita delle persone. Se un mio comportamento mette a rischio o danneggia la vita di un altro, si tratta sempre di un problema etico? > Sì! > Ma si tratta anche di qualcosa di più preciso e di più circostanziato: qualcosa che oggi viene definito un problema di bioetica.
Cosa è la bioetica? La bioetica (da BIOS vita e ETHOS etica) è la scienza che cerca di dare una risposta ai nuovi interrogativi morali sorti soprattutto con la diffusione della conoscenza e dello sviluppo scientifico e tecnologico -> interrogativi che nascono nella vita concreta delle persone: perciò, la bioetica sarebbe l'etica della vita (e nella vita).
Chi si occupa dei problemi di bioetica? Una buona risposta è: "se ne occupano i bioeticisti!" ... ma in realtà, non è proprio così. Tutti - vedremo - siamo chiamati giornalmente a impegnarci (o a non impegnarci) in scelte di carattere bioetico. Una formazione in bioetica è, oggi, davvero importante e determinante! Insomma, siamo