Neuromotricità: effetti del movimento sul corpo umano e capacità motorie

Documento di Università sulla neuromotricità e gli effetti del movimento sul corpo umano. Il Pdf analizza gli effetti del movimento su apparati scheletrico, muscolare, cardiovascolare, respiratorio e digerente, descrivendo capacità motorie e coordinative per la materia Scienze.

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Neuromotricità
Il movimento è una funzione organica indispensabile per la crescita e l’evoluzione dell’uomo, per il mantenimento del benessere
psico-fisico e per la prevenzione dell’invecchiamento. Alla nascita le forme di movimento sono minime, mentre con il tempo il
bambino acquisisce le forme fondamentali di movimento denominate schemi posturali e motori di base, che, con il loro sviluppo,
consentono di aumentare progressivamente le informazioni che si possono ricavare dall’ambiente esterno.
La privazione di movimento, o la stessa limitazione, provoca un deterioramento o il mancato sviluppo delle qualità senso percettive
e cognitive, un esempio pratico è l’esperimento la giostra dei gattini” di Richard Held e Alan Hein.
Tale esperimento vedeva due gattini neonati (uno libero di muoversi in tutte le direzioni, l’altro bloccato in una slitta dove veniva
trasportato) e aveva lo scopo di confrontare lo sviluppo psicomotorio dei gattini, che, a parità di stimolo visivo erano sottoposti a
condizioni motorie differenti. Dopo sei settimane, il gattino libero di muoversi mostrava un comportamento motorio corretto, l’altro
aveva delle evidenti limitazioni di movimento. L’assenza di controllo motorio non aveva reso possibile l’integrazione funzionale tra
la rete visiva e quella motoria.
Effetti del movimento sulle capacità intellettive:
Le sollecitazioni attraverso le vie sensoriali afferenti (tattile, visiva, uditiva, propriocettiva, complesso vestibolare) stimolano lo
sviluppo dei processi cerebrali per la memoria ed altre capacità cerebrali;
aumento dell’elaborazione e gestione delle informazioni;
sviluppo delle capacità cognitive elementari (attenzione, memorizzazione), intermedie (analisi, elaborazione, scelta) e
superiori (intuizione, pensiero);
sviluppo delle capacità di coordinamento-esecuzione del movimento e di capacità quali il leggere, lo scrivere, il contare, ecc.
Effetti del movimento sullo sviluppo e conservazione dell’apparato scheletrico
Legge di Wolf 1: Ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione dell’osso.
Legge di Wolf 2: Ogni modificazione dell’intensità e della direzione delle forze conduce ad una
variazione della struttura e, talora, della forma dell’ osso”.
Legge di Roux: Ogni aumento di forza pressoria costituisce una stimolazione per la formazione
di nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della
produzione di osso.
Legge di Delpech: Ogni volta che un osso è messo in una posizione abituale anormale, la sua
crescita diventa anormale e tende a deformarlo; pressioni costanti e sproporzionate rallentano
la crescita dell’ osso”.
Legge di Arnolt-Schulze: Deboli eccitamenti danno origine ad attività vitale, eccitamenti medi la
stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti l’ arrestano.
L’attività fisica stimola: il deposito di nuove fibre collagene e sali minerali e la produzione di 3 ormoni → GH (ormone della crescita
stimola l’accrescimento dei tessuti), paratormone (prodotto dalle paratiroidi, si chiamano così solo perché sono prossimi alla
tiroide, aumenta la calcemia ematica aumenta il sangue e diminuisce la massa ossea), calcitonina (ha la funzione opposta a
quella del paratormone, ovvero diminuisce la calcemia ematica diminuisce il sangue e aumenta la massa ossea).
Relazione tra massa ossea ed età
Osteoporosi: perdita della massa ossea → aumento della probabilità di frattura, si verifica più velocemente nelle donne:
Effetti del movimento sul mantenimento e miglioramento del sistema articolare
L’attività fisica consente: irrobustimento articolare e maggiore stabilità dell’articolazione, aumento o recupero della mobilità
articolare, prevenzione dei processi degenerativi a carico delle articolazioni (mal di schiena ecc) e ritardo nell’invecchiamento
dell’apparato articolare
Effetti del movimento sull’apparato muscolare
Età evolutiva :12-18 anni
Sarcopenia: perdita della massa muscolare. Tra i 20 e i 90 anni si assiste ad un calo del 50% della massa muscolare.
Con la sarcopenia: le fibre bianche (che hanno diametro maggiore) si trasformano in fibre rosse (che hanno diametro minore) il
muscolo perde volume; diminuzione delle unità motorie e della velocità di conduzione delle fibre nervose (= perdita di massa), e
quindi ci sarà un minore picco muscolare e minore forza muscolare.
Oltre alla perdita della struttura ci saranno anche perdite di funzione (relative ai meccanismi produttori di forza).
Dynapenia: perdita di forza muscolare.
Efferenza: le risposte consapevoli che partono dal Sistema Nervoso Centrale e arrivano alle periferie, ad esempio le risposte
muscolari (quindi se manca l’unità motoria, verrà a mancare un segnale di natura efferente).
Afferenza: le informazioni fisiologiche che partono dalle periferie e inconsapevolmente giungono al sistema nervoso centrale, quali
ad esempio la pressione sanguigna (quindi se manca il muscolo e di conseguenza i recettori muscolari, ci sarà una perdita dei
segnali afferenti).
Effetti del movimento sugli apparati
Con l’attività fisica subiremo un determinato tipo di adattamento su tutti i tipi di tessuto muscolare (striato, liscio, cardiaco).
Il sistema nervoso parasimpatico stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento di energia.
Il sistema nervoso ortosimpatico ha varie funzioni legate alla generica reazione di attacco o fuga.
I muscoli lisci possono essere “controllati”; essi, infatti, contengono delle cellule che hanno alcune proprietà contrattili (influenzate
dal sistema nervoso autonomo). Queste cellule sono soggette alle fluttuazioni ortosimpatiche (=sistema attivante) modulate, a
livello ormonale, dalle catecolamine → adrenalina e non adrenalina, che normalmente vengono prodotti durante l’attività fisica
perché hanno le funzioni di: aumentare la contrattilità muscolare, la forza del muscolo cardiaco e la conduzione nervosa a livello
dei nervi periferici.
Il sistema nervoso autonomo non si attiva solamente durante l’attività fisica ma regola la nostra vita costantemente:
parasimpatico→ ci fa dormire a sera;
ortosimpatico→ ci fa svegliare, controlla tutte le attività, ma è anche soggetto alle influenze psicologiche; infatti, un soggetto
stressato produrrà una serie di ormoni ortosimpatici attivantiquindi, a riposo, avrà sempre il tessuti muscolari liscio e striato
contratti, causando dolori e fastidi (mal di schiena, dolore alle cervicali, ecc).
Effetti dell’esercizio fisico sull’apparato cardiovascolare
I parametri che determinano l’aumento o la riduzione della pressione sono: aumento della frequenza cardiaca, la quantità di liquido
circolante (il sangue è un liquido quindi è incomprimibile).

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Anteprima

Neuromotricità e Movimento

Il movimento è una funzione organica indispensabile per la crescita e l'evoluzione dell'uomo, per il mantenimento del benessere psico-fisico e per la prevenzione dell'invecchiamento. Alla nascita le forme di movimento sono minime, mentre con il tempo il bambino acquisisce le forme fondamentali di movimento denominate schemi posturali e motori di base, che, con il loro sviluppo, consentono di aumentare progressivamente le informazioni che si possono ricavare dall'ambiente esterno.

La privazione di movimento, o la stessa limitazione, provoca un deterioramento o il mancato sviluppo delle qualità senso percettive e cognitive, un esempio pratico è l'esperimento "la giostra dei gattini" di Richard Held e Alan Hein.

Tale esperimento vedeva due gattini neonati (uno libero di muoversi in tutte le direzioni, l'altro bloccato in una slitta dove veniva trasportato) e aveva lo scopo di confrontare lo sviluppo psicomotorio dei gattini, che, a parità di stimolo visivo erano sottoposti a condizioni motorie differenti. Dopo sei settimane, il gattino libero di muoversi mostrava un comportamento motorio corretto, l'altro aveva delle evidenti limitazioni di movimento. L'assenza di controllo motorio non aveva reso possibile l'integrazione funzionale tra la rete visiva e quella motoria.

Effetti del Movimento sulle Capacità Intellettive

  • Le sollecitazioni attraverso le vie sensoriali afferenti (tattile, visiva, uditiva, propriocettiva, complesso vestibolare) stimolano lo sviluppo dei processi cerebrali per la memoria ed altre capacità cerebrali;
  • aumento dell'elaborazione e gestione delle informazioni;
  • sviluppo delle capacità cognitive elementari (attenzione, memorizzazione), intermedie (analisi, elaborazione, scelta) e superiori (intuizione, pensiero);
  • sviluppo delle capacità di coordinamento-esecuzione del movimento e di capacità quali il leggere, lo scrivere, il contare, ecc.

Effetti del Movimento sullo Sviluppo e Conservazione dell'Apparato Scheletrico

Legge di Wolf 1

Ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione dell'osso.

Legge di Wolf 2

Ogni modificazione dell'intensità e della direzione delle forze conduce ad una variazione della struttura e, talora, della forma dell'osso".

Legge di Roux

Ogni aumento di forza pressoria costituisce una stimolazione per la formazione di nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della produzione di osso.

Legge di Delpech

Ogni volta che un osso è messo in una posizione abituale anormale, la sua crescita diventa anormale e tende a deformarlo; pressioni costanti e sproporzionate rallentano la crescita dell' osso".

Legge di Arnolt-Schulze

Deboli eccitamenti danno origine ad attività vitale, eccitamenti medi la stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti l' arrestano.

Età evolutiva Età adulta Età anziana Apparato osseo Sviluppo in lunghezza ed in spessore Stimolazione della nutrizione del tessuto osseo e mantenimento delle condizioni funzionali Ritardo dell'invecchiamento osseo e prevenzione dell'osteoporosi

L'attività fisica stimola: il deposito di nuove fibre collagene e sali minerali e la produzione di 3 ormoni -> GH (ormone della crescita -> stimola l'accrescimento dei tessuti), paratormone (prodotto dalle paratiroidi, si chiamano così solo perché sono prossimi alla tiroide, aumenta la calcemia ematica -> aumenta il sangue e diminuisce la massa ossea), calcitonina (ha la funzione opposta a quella del paratormone, ovvero diminuisce la calcemia ematica -> diminuisce il sangue e aumenta la massa ossea).

Relazione tra Massa Ossea ed Età

Osteoporosi: perdita della massa ossea -> aumento della probabilità di frattura, si verifica più velocemente nelle donne:

Picco di massa ossea - Donne Uomini Soglia fratturaria 30 50 70 età Menopausa Senile

Effetti del Movimento sul Mantenimento e Miglioramento del Sistema Articolare

Età evolutiva Età adulta Età anziana Apparato articolare Mantenimento della Miglioramento mobilità fisiologica della mobilità funzionale Prevenzione delle artrosi e recupero e mantenimento della escursione articolare

L'attività fisica consente: irrobustimento articolare e maggiore stabilità dell'articolazione, aumento o recupero della mobilità articolare, prevenzione dei processi degenerativi a carico delle articolazioni (mal di schiena ecc) e ritardo nell'invecchiamento dell'apparato articolare

Effetti del Movimento sull'Apparato Muscolare

Età evolutiva Età adulta Età anziana Apparato muscolare Sviluppo muscolare generalizzato e sviluppo del tono posturale e funzionale del tono posturale e della funzionalità e mantenimento dell'intero apparato Ipertrofia Aumento della resistenza localizzata

Età evolutiva :12-18 anni Sarcopenia: perdita della massa muscolare. Tra i 20 e i 90 anni si assiste ad un calo del 50% della massa muscolare.

Con la sarcopenia: le fibre bianche (che hanno diametro maggiore) si trasformano in fibre rosse (che hanno diametro minore) -> il muscolo perde volume; diminuzione delle unità motorie e della velocità di conduzione delle fibre nervose (= perdita di massa), e quindi ci sarà un minore picco muscolare e minore forza muscolare.

Oltre alla perdita della struttura ci saranno anche perdite di funzione (relative ai meccanismi produttori di forza).

Dynapenia: perdita di forza muscolare.

Efferanza: le risposte consapevoli che partono dal Sistema Nervoso Centrale e arrivano alle periferie, ad esempio le risposte muscolari (quindi se manca l'unità motoria, verrà a mancare un segnale di natura efferente).

Afferenza: le informazioni fisiologiche che partono dalle periferie e inconsapevolmente giungono al sistema nervoso centrale, quali ad esempio la pressione sanguigna (quindi se manca il muscolo e di conseguenza i recettori muscolari, ci sarà una perdita dei segnali afferenti).

Effetti del Movimento sugli Apparati

Età evolutiva Età adulta Età anziana Apparato cardiocircolatorio Sviluppo e potenziamento del muscolo cardiaco e di tutto l'apparato circolatorio periferico Miglioramento e mantenimento della funzionalità cardiocircolatorio Prevenzione delle trombosi, recupero e mantenimento della funzionalità cardiocircolatori

Apparato respiratorio Scoperta, conoscenza e miglioramento della funzionalità Mantenimento della funzionalità Recupero e mantenimento della funzionalità respiratoria

Apparato digerente Mantiene la funzionalità Ad intensità moderata. dell'apparato facilita ed accorcia favorendo i processi di digestione il processo digestivo

Con l'attività fisica subiremo un determinato tipo di adattamento su tutti i tipi di tessuto muscolare (striato, liscio, cardiaco).

Il sistema nervoso parasimpatico stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento di energia.

Il sistema nervoso ortosimpatico ha varie funzioni legate alla generica reazione di attacco o fuga.

I muscoli lisci possono essere "controllati"; essi, infatti, contengono delle cellule che hanno alcune proprietà contrattili (influenzate dal sistema nervoso autonomo). Queste cellule sono soggette alle fluttuazioni ortosimpatiche (=sistema attivante) modulate, a livello ormonale, dalle catecolamine -> adrenalina e non adrenalina, che normalmente vengono prodotti durante l'attività fisica perché hanno le funzioni di: aumentare la contrattilità muscolare, la forza del muscolo cardiaco e la conduzione nervosa a livello dei nervi periferici.

Il sistema nervoso autonomo non si attiva solamente durante l'attività fisica ma regola la nostra vita costantemente: parasimpatico-> ci fa dormire a sera; ortosimpatico-> ci fa svegliare, controlla tutte le attività, ma è anche soggetto alle influenze psicologiche; infatti, un soggetto stressato produrrà una serie di ormoni ortosimpatici attivanti-> quindi, a riposo, avrà sempre il tessuti muscolari liscio e striato contratti, causando dolori e fastidi (mal di schiena, dolore alle cervicali, ecc).

Effetti dell'Esercizio Fisico sull'Apparato Cardiovascolare

Arteriola Capillari Venula Endotelio (tunica interna) Valvola Muscolatura liscia involontaria e fibre elastiche (tunica media) Arteria Tessuto connettivo (tunica esterna) Vena

I parametri che determinano l'aumento o la riduzione della pressione sono: aumento della frequenza cardiaca, la quantità di liquido circolante (il sangue è un liquido quindi è incomprimibile).

Miglioramento Recupero

I muscoli delle vene e delle arterie (lisci) non sono controllati dal sistema nervoso parasimpatico: il sistema nervoso ortosimpatico può contrarli, mentre per rilasciarli si devono inibire. Questo avrà implicazioni sulla salute perché: dato che per inibirsi non avranno un sistema inibente (parasimpatico) ma dovranno inibirsi per il rilascio del sistema nervoso ortosimpatico (quindi tramite ormoni), se un individuo ha alti livelli di ormoni circolanti, vene e arterie saranno sempre contratti e ciò può causare ipertensione arteriosa in età avanzata. Quindi fare un'attività a bassa intensità che favorisca il rilascio di questi vasi è un fattore di prevenzione molto importante per l'età avanzata.

Nello scambio di ossigeno, le vene (che possiedono meno muscolo e sono più dilatate rispetto alle arterie) conterranno più sangue e se il sangue non riesce a risalire, dato che il ritorno venoso è antigravitario (dal torace in giù), causerà delle stasi (rallentamento o arresto del flusso di un liquido organico). Es: le persone in sovrappeso che hanno le gambe gonfie, si sentono gonfi di pancia. Se il sangue non riesce a risalire dalle vie principali, deve prendere dei percorsi alternativi: uno tra questi sono i plessi venosi lombari, che si trovano nelle ossa e andranno a stringere il midollo (dato che conterranno più liquido) e di conseguenza avremo mal di schiena e radicolopatie (ad esempio sciatiche). Per evitare ciò basterebbe praticare attività aerobiche a bassa intensità.

Effetti dell'Esercizio Fisico sull'Apparato Respiratorio

Nella respirazione le coste vengono nominate con una "K": I movimenti costali da K1 a K5 vengono definiti "movimenti a braccio di pompa". I movimenti costali da K6 a K10 vengono definiti "movimenti a manico di secchio". Nelle ultime due coste (K11 e K12), dato che non ci sono limitazioni ai processi trasversi, il movimento di queste coste è simile a quello di un compasso lungo un piano orizzontale.

  • MOVIMENTO A "MANICO DI SECCHIO" (K6 - KI0): MOVIMENTO VERSO L'ALTO A LIVELLO DEL CORPO DELLE COSTE (PARTE MEDIA) SECONDO L'ASSE DI ROTAZIONE SAGITTALE CON AUMENTO DEL DIAMETRO TRASVERSALE DEL TORACE:

Effetti dell'Esercizio Fisico sull'Apparato Digerente

I movimenti costali sono controllati da muscoli striati volontari, quindi in assenza di attività fisica diventano atrofici (quindi vi sarà una minore espansione della gabbia toracica = meno ingresso di ossigeno e quindi il soggetto avrà meno energia per svolgere qualsiasi tipo di attività). Inoltre, fare attività fisica può favorire la digestione e il transito intestinale (ai soggetti stitici è consigliata) perché i movimenti intestinali sono passivamente controllati dalla respirazione.

Diaframma: quando inspiriamo si abbassa (toccando vari organi, tra i quali fegato e stomaco) e quando espiriamo si alza. Durante l'attività fisica respiriamo più velocemente e con intensità maggiore, quindi lo stomaco viene "shakerato", aumentando così i processi digestivi.

Movimenti di massa nel colon fegato stomaco cistifellea piloro pancreas duodeno digiuno Onde di Contrazione colon trasverso Feci colon ascendente intestino tenue cieco ileo -colon discendente appendice retto colon sigmoideo Retto ano

Ogni organo (dall'esofago al colon) ha delle pareti ricoperte da muscolatura liscia. Il muscolo ha una funzione essenziale: favorire il transito intestinale secondo delle logiche che vengono definite dai movimenti peristatici (che sono ritmici).

Nell'apparato digerente, a differenza del sistema nervoso autonomo, tutta la regolazione della digestione è controllata dal sistema nervoso parasimpatico e l'ortosimpatico la blocca (quindi se un soggetto ha un tono ortosimpatico troppo importante, esso diventa stitico). Durante l'esercizio fisico aumenta il tono ortosimpatico.

Alterazioni Morfologiche Causate da Mancanza del Movimento

eccedenza di peso; disarmonie estetiche: sproporzioni busto-arti interiori; eccesso di curve lordotiche o cifotiche; slivellamento asse delle spalle e del bacino; gambe ad X (valgismo); piedi piatti.

Paramorfismi (alterazione modificabile, es: scoliosi) Dismorfismi (alterazione non modificabile, es: gamba corta)

Alterazioni Funzionali Causate da Mancanza del Movimento

motricità generale ridotta ed impedita; carenza nelle espressioni di tensione involontaria (tono posturale) dei muscoli antigravitari; carenza nelle espressioni di tensione attiva (tono funzionale) o ipotrofia; ridotta funzionalità cardiocircolatorio e respiratoria.

Divisione del Sistema Nervoso

Centrale (Collocato lungo la linea mediana) Periferico (Formato dai nervi periferici e gangli) Somatico Autonomo

Sistema nervoso centrale: diviso in encefalo e midollo spinale che rappresentano le porzioni centrali e che "cadranno" sempre lungo la linea mediana.

  • MOVIMENTO A "BRACCIO DI POMPA" (KI - K5): MOVIMENTO ANTERO-POSTERIORE DELLE COSTE A LIVELLO DELLA GIUNZIONE ANTERIORE CONDRO-STERNALE OVVERO UNO SPOSTAMENTO VERSO L'ALTO-AVANTI DELL'ESTREMITÀ COSTALE ANTERIORE, SECONDO IL SUO ASSE DI ROTAZIONE FRONTALE QUESTO PORTA AD UN AUMENTO DEL DIAMETRO ANTERO-POSTERIORE DEL TORACE;

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