Sociologia dei Processi Culturali: concetti e teorie chiave

Documento di Università sulla Sociologia dei Processi Culturali. Il Pdf esplora la nascita del concetto scientifico di cultura, le sue dimensioni e componenti, analizzando le prospettive di sociologi come Durkheim, Weber e Simmel, con un focus sulle scuole americana, francese e tedesca, utile per lo studio della Psicologia.

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SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI di Loredana Sciolla
Cp 1 LA NASCITA DEL CONCETTO SCIENTIFICO DI CULTURA
La nozione di cultura appartiene alla storia occidentale. Di origine latina, proviene dal verbo colere
coltivare”, riferito al lavoro della terra. L’utilizzo di tale termine è stato, poi, esteso a quei comportamenti
che imponevano una “cura verso gli dei”: così il termine “culto”.
Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute
fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione. Tuttavia il termine cultura nella
lingua italiana denota due significati, due concezioni principali sostanzialmente diverse:
C. UMANISTICA CLASSICA presenta la cultura come formazione individuale, cioè
attività che consente di “coltivare” l’animo umano. Secondo tale concezione, quindi, la cultura
consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane, facilitato dall’assimilazione
del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell’età moderna.
C. ANTROPOLOGICA MODERNA presenta la cultura come il variegato insieme dei
costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle
diverse popolazioni o società del mondo. Quindi nel suo significato etnologico, la cultura è
“quell’insieme complesso che include il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il
costume ed ogni altra competenza e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della
società”, come sostiene l’antropologo inglese Edward Tylor (Cultura primitiva, 1871). La cultura,
dunque, concerne sia l’individuo sia la collettività di cui egli fa parte. In questo senso il concetto è
ovviamente declinabile al plurale, presupponendo l’esistenza di diverse culture, e tipicamente viene
supposta l’esistenza di una cultura per ogni gruppo etnico o raggruppamento sociale significativo, e
l’appartenenza a tali gruppi sociali è strettamente connessa all’identità culturale.
Nella società moderna pur essendovi differenze culturali, su base etnica e linguistica, si lavora per
favorire l’integrazione culturale .
Il concetto scientifico di cultura nasce a cavallo tra ‘800 e ‘900 quando le diverse scienze sociali
guardano con occhi nuovi l’uomo e la società, uno sguardo incentrato a descrivere com’è la realtà, piuttosto
che definire come dovrebbe essere.
IN ANTROPOLOGIA:
la cultura in senso antropologico consiste in:
o Ciò che si pensa sistemi di norme e credenze (religione, morale, ecc.), elaborati in modo più o
meno formalizzati
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o Ciò che si fa costumi e abitudini acquisite da esseri umani per il semplice fatto di vivere in
determinate comunità, comprese quindi le azioni quotidiane (cucina, abbigliamento, ecc.)
o Materiali che si producono artefatti delle attività umane, dalle opere d’arte agli oggetti di uso
quotidiano e tutto ciò che fa riferimento alla cultura materiale, al sapere necessario per vivere.
Le caratteristiche che definiscono la cultura nella concezione descrittiva dellantropologia sono
principalmente 3:
a. La cultura è appresa e non riducibile alla dimensione biologica dell’uomo.
b. La cultura rappresenta la totalità dell’ambiente sociale e fisico che è opera dell’uomo
c. La cultura è condivisa all’interno di un gruppo o di una società. Essa è distribuita in maniera
omogenea all’interno di tali gruppi o società.
Perché un azione possa essere definita culturale” occorre che sia condivisa da un gruppo. Ciò però non
significa che un fenomeno culturale” debba essere obbligatoriamente condiviso dalla totali della
popolazione: è necessario lasciare spazio alla normale variabiliindividuale.
IN SOCIOLOGIA:
influenzata dagli studi dell’antropologia culturale, la sociologia si dedica con particolare attenzione allo
studio della cultura. Occupandosi l’antropologia dello studio delle popolazioni primitive e la sociologia
dello studio della società moderna, si sono ottenuti due tipi di rapporti tra le due discipline:
La ricerca empirica antropologica presenta analogie con la società considerata in “scala
ridotta” → Sociologia AMERICANA
La sociologia elabora la teoria in base alla quale sistematizzare i dati antropologici
Sociologia FRANCESE
Mentre la sociologia TEDESCA mantiene le distanze dall’antropologia.
SOCIOLOGIA AMERICANA:
SCUOLA di CHICAGO gli autori legati a questa scuola sono interessati alla vita culturale nelle
città americane e studiano nuovi processi di integrazione, di comunicazione e mobilità sociale delle
realtà urbane.
Si ricollegano:
o THOMAS la ricerca Il contadino polacco in Europa e in America” è una ricerca sulle
mutazioni culturali e sull’integrazione degli emigranti, il riferimento è legato al reperimento di

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SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI

di Loredana Sciolla

LA NASCITA DEL CONCETTO SCIENTIFICO DI CULTURA

La nozione di cultura appartiene alla storia occidentale. Di origine latina, proviene dal verbo colere "coltivare", riferito al lavoro della terra. L'utilizzo di tale termine è stato, poi, esteso a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei": così il termine "culto". Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione. Tuttavia il termine cultura nella lingua italiana denota due significati, due concezioni principali sostanzialmente diverse:

  • C. UMANISTICA - CLASSICA -> presenta la cultura come formazione individuale, cioè attività che consente di "coltivare" l'animo umano. Secondo tale concezione, quindi, la cultura consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane, facilitato dall'assimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell'età moderna.
  • C. ANTROPOLOGICA - MODERNA -> presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. Quindi nel suo significato etnologico, la cultura è "quell'insieme complesso che include il sapere, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume ed ogni altra competenza e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società", come sostiene l'antropologo inglese Edward Tylor (Cultura primitiva, 1871). La cultura, dunque, concerne sia l'individuo sia la collettività di cui egli fa parte. In questo senso il concetto è ovviamente declinabile al plurale, presupponendo l'esistenza di diverse culture, e tipicamente viene supposta l'esistenza di una cultura per ogni gruppo etnico o raggruppamento sociale significativo, e l'appartenenza a tali gruppi sociali è strettamente connessa all'identità culturale.

Nella società moderna pur essendovi differenze culturali, su base etnica e linguistica, si lavora per favorire l'integrazione culturale . Il concetto scientifico di cultura nasce a cavallo tra '800 e '900 quando le diverse scienze sociali guardano con occhi nuovi l'uomo e la società, uno sguardo incentrato a descrivere com'è la realtà, piuttosto che definire come dovrebbe essere.

IN ANTROPOLOGIA:

la cultura in senso antropologico consiste in:

  • Ciò che si pensa -> sistemi di norme e credenze (religione, morale, ecc.), elaborati in modo più o meno formalizzatiScaricato da: www.formazione.forumcommunity.net
  • Ciò che si fa -> costumi e abitudini acquisite da esseri umani per il semplice fatto di vivere in determinate comunità, comprese quindi le azioni quotidiane (cucina, abbigliamento, ecc.)
  • Materiali che si producono -> artefatti delle attività umane, dalle opere d'arte agli oggetti di uso quotidiano e tutto ciò che fa riferimento alla cultura materiale, al sapere necessario per vivere.

Le caratteristiche che definiscono la cultura nella concezione descrittiva dell'antropologia sono principalmente 3:

  1. La cultura è appresa e non riducibile alla dimensione biologica dell'uomo.
  2. La cultura rappresenta la totalità dell'ambiente sociale e fisico che è opera dell'uomo
  3. La cultura è condivisa all'interno di un gruppo o di una società. Essa è distribuita in maniera omogenea all'interno di tali gruppi o società.

Perché un azione possa essere definita "culturale" occorre che sia condivisa da un gruppo. Ciò però non significa che un fenomeno "culturale" debba essere obbligatoriamente condiviso dalla totalità della popolazione: è necessario lasciare spazio alla normale variabilità individuale.

IN SOCIOLOGIA:

influenzata dagli studi dell'antropologia culturale, la sociologia si dedica con particolare attenzione allo studio della cultura. Occupandosi l'antropologia dello studio delle popolazioni primitive e la sociologia dello studio della società moderna, si sono ottenuti due tipi di rapporti tra le due discipline:

  • La ricerca empirica antropologica presenta analogie con la società considerata in "scala ridotta" -> Sociologia AMERICANA
  • La sociologia elabora la teoria in base alla quale sistematizzare i dati antropologici -> Sociologia FRANCESE
  • Mentre la sociologia TEDESCA mantiene le distanze dall'antropologia.

SOCIOLOGIA AMERICANA:

SCUOLA di CHICAGO ->gli autori legati a questa scuola sono interessati alla vita culturale nelle città americane e studiano nuovi processi di integrazione, di comunicazione e mobilità sociale delle realtà urbane. Si ricollegano:

  • THOMAS -> la ricerca "Il contadino polacco in Europa e in America" è una ricerca sulle mutazioni culturali e sull'integrazione degli emigranti, il riferimento è legato al reperimento diScaricato da: www.formazione.forumcommunity.net materiale documentale di varia natura in cui prevalgono gli studi di comunità e di osservazione partecipante, tipica della Scuola di Chicago. Egli utilizza in particolare materiale autobiografico: circa 800 lettere di immigrati polacchi in America, lettere che rappresentano 50 gruppi familiari, inoltre utilizza documenti reperiti e acquistati in Polonia dagli archivi di un giornale polacco, da cui ha tratto notizie sulle comunità, movimenti e associazione di polacchi; utilizza ancora una autobiografia scritta, su commissione, da un giovane polacco che racconta sia l'esperienza americana che quella polacca precedente alla sua emigrazione in America. Questo tipo di ricerca, la prima del suo tipo, sembra la più adatta a tratteggiare una realtà culturale in mutazione, analizzata e studiata da un punto di vista soggettivo che punta sulla scelta della visione dei singoli individui e sulla loro personale produzione di informazioni, ricomposte dall'autore e dai suoi collaboratori in un quadro analitico e interpretativo quanto più possibile unitario che fa riferimento alla relazione fra processi sociali e azioni dei gruppi sociali nello studio dei cambiamenti socio-culturali, all' idea di "definizione di situazione" intesa come ciò che determina la realtà in base all'esperienze, accettazione, dominio, sicurezza che caratterizzano l'adattamento a nuovi processi sociali. In quest'opera Thomas delinea la teoria dell' "Uomo Marginale", in seguito perfezionata da Park. L'uomo marginale è colui che sperimenta un'incongruenza tra il sistema sociale della comunità da cui proviene e quello della società di arrivo, vivendola come una duplice perdita: di status, ossia di riconoscimento del suo gruppo, e di senso proprio del sé, ossia di riconoscimento del suo ruolo all'interno del gruppo. Egli è una sorta di ibrido inserito in una rete culturale di relazioni, spesso contraddittorie, a cavallo di due mondi, di due società.
  • LYND -> nella ricerca intitolata "Middletown" i coniugi Lynd scelsero la cittadina di Muncie per definire la città e società tipo della provincia americana. La loro analisi prevede uno studio più che approfondito e minuzioso di ogni aspetto della vita in quella cittadina, la particolarità della loro ricerca sta nel fatto che gli stessi coniugi e il loro collaboratori si trasferirono lì per 2 anni 1924-25, attuando, tramite un'osservazione partecipante, un approccio di contatto diretto e fisico con le persone e il contesto, intervistando sia la classe operaia che la classe imprenditoriale, reperendo informazioni da ogni individuo, famiglia, associazione, istituzione circa le loro relazioni. Nell'ottica dei Lynd lo studio di una cittadina media sarebbe stato rappresentativo della cultura della provincia dell'intera nazione, in quanto l'obiettivo era appunto provare l'unità della cultura americana nella sua globalità.
  • PARK -> nella ricerca intitolata "The City" Park ha voluto mettere in evidenza i diversi "stati d'animo" vissuti da una città, ovvero le tradizioni, i costumi, gli stili di vita, le pratiche sociali. Park punta l'attenzione sul "vicinato" inteso come la "più piccola unità locale" che rientra nell'organizzazione sociale e politica della città, con la sua relativa intimità e stabilità. L'interesse è rivolto alla differenziazione culturale dei sobborghi, dei ghetti di immigrati, mostrando una realtà in cui si presenta una "città entro la città", con proprie regole e stili di vita culturali e sociali, anticipando di circa vent'anni il concetto di "subcultura". Con l'avvento del telefono e della radio, alle relazioni primarie face to fece subentrano relazioni secondarie, che non necessitano la compresenza fisica delle persone, le distanze si accorciano e le forme di controllo sociale si modificano, l'opinione pubblica, frutto di stampa e pubblicità, modifica la circolazione ed i contenuti dell'informazione, che va ben oltre le "chiacchiere di paese" che penetrano l'intimità delle persone. Park, quindi, con questa sua ricerca identifica i tratti salienti della complessità culturale con la moltiplicazione di stimoli che bombardano gli individui producendo una forte individualizzazione.Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net
  • MEAD -> sviluppa la teoria della "Socialità della mente e dell'identità", secondo cui la comunicazione umana è il principale aspetto simbolico. Egli parla di INTERAZIONISMO SIMBOLICO, secondo cui la realtà sociale è esito dell'interpretazione e attribuzione di senso dei simboli (segni) creati a partire dalle relazioni stesse fra gli individui. Cioè sostiene la necessità di inserire l'interpretazione e il comportamento degli individui all'interno della realtà sociale alla quale appartiene, in quanto è dall'interazione con gli altri membri che nascono i significati attribuiti alla società/ad essa. Ritornando alla sua teoria della mente egli considera che l'interazione con l'altro produce comunicazione, scambio di pensieri e significati, che continuano ad aleggiare nella propria mente producendo nuovi pensieri, quindi avviene una comunicazione anche dentro sé stessi, una comunicazione rivolta al proprio mondo interno, oltre che al mondo esterno. Il che si produce all'interno della menteè dunque un esperienza sociale che nasce dall'incontro con gli altri, l'interazione è strumento attraverso il quale la realtà acquista significato.

SOCIOLOGIA FRANCESE:

la Francia è uno dei paesi che cha segnato la storia dell'antropologia e della sociologia. La scuola francese utilizza i dati etnografici della ricerca antropologica per formulare una teoria sociologica generale delle rappresentazioni collettive e del simbolismo sociale. La caratteristica principale della metodologia di questa scuola è di considerare l'intera gamma dei fatti da studiare con l'ausilio del metodo dell'osservazione empirica, al fine di garantire scientificità ad ogni fase dello studio e alle teorizzazioni derivanti. Si ricollega:

  • DURKHEIM -> ritiene che per diventare scientifica la sociologia deve studiare i "fatti sociali", ovvero quegli aspetti della vita quotidiana e sociale che influenzano le azioni degli individui proprio con gli stessi metodi con cui si studiano i fenomeni scientifici. Per D. la società è da intendere come un'entità sui generis, ossia un sistema avente una vita propria, indipendentemente dall'apporto delle singole coscienze. La società dettando le sue regole dall'alto, attraverso un processo coercitivo e costante, costringe i suoi membri a conformarsi a tali regole. La società, quindi, non va considerata come la semplice risultante delle singole coscienze, poiché le trascende rappresentando una sintesi della loro fusione. Compresa l'idea di aggregato sociale, egli tenta di definire il tipo di solidarietà, ossia il grado di coesione esistente presso i gruppi umani, rintracciandone due tipi: solidarietà meccanica, derivante dall'indifferenziazione tra gli individui, tipica delle società primitive; ed una solidarietà organica, in cui ogni singolo membro assolve ad una particolare funzione, tipica delle società complesse in cui vige una marcata divisione delle attività lavorative. Quale sia la sua origine, ogni società è caratterizzata dall'esistenza di una coscienza collettiva, ossia quell'insieme di credenze, norme e sentimenti comuni alla media dei membri che la costituiscono. La coscienza collettiva, in seguito definita "rappresentazioni collettive", è ciò che determina la condotta dell'individuo in società, che ispira i suoi comportamenti, in modo che ogni azione, conforme allo statuto di una società, possa generare consenso sociale. Da ciò si può concludere che l'individuo è una prodotto della società, e non viceversa, perché questa è irriducibile dalla somma dei singoli, e mantiene una vita

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