Sociologia della relazione: concetti e approcci, Università Cattolica

Documento da Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (ucsc Mi) su sociologia della relazione. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Psicologia, esplora la società come insieme di relazioni sociali, analizzando morfostasi e morfogenesi, e l'evoluzione storica del concetto di relazione sociale.

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33 pagine

sociologia della relazione
Sociologia
Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (UCSC MI)
32 pag.
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Anteprima

SOCIOLOGIA DELLA RELAZIONE

CAP. 1 - SAPER LEGGERE LA SOCIETÀ

Per la sociologia la società è un'entità ne puramente materiale ne puramente ideale, ma un modo di organizzare e vivere le concreto relazioni sociali.

La società non è uno spazio o un contenitore di relazioni: non ha, ma è relazioni.

Il capitolo spiega perché sia necessario assumere un approccio relazionale.

1 > CHE COS'È LA SOCIETÀ?

Che cos'è la società, che cosa vuol dire conoscere la società.

Il concetto di società è nebuloso, difficile da definire.

->la società non è un contenitore di relazioni ma è essa stessa relazione.

Il termine società è nato dalla cultura latina: la parola societas deriva da socius e sta precisamente a significare che la società è un fatto associativo nel senso più generale del concetto, cioè dello stare/vivere insieme.

Tuttavia, il suo significato e cambiato nel corso dei secoli, secondo i periodi e i contesti storici.

Le relazioni dele strade di New York sono diverse dalle relazioni che ci sono a Palermo. Sono 2 società diverse. Ma come si fa a definire questa diversità?

Ci sono stati diversi modi per rappresentare/descrivere la società:

  • C'è chi ha pensato alla società come una COSA, come un grande contenitore dentro al quale gli individui umani si agitano, interagiscono e producono certi effetti.
  • C'è chi l'ha rappresentata come una realtà rappresentata, immaginaria, virtuale, cioè come una grande rappresentazione fatta di idee
  • È stata rappresentata come un'entità materiale o ideazionale

>la società non è un ordine di realtà che possa essere descritto indicando delle cose concrete e tangibili.

>la società non è fatta di individui o di cose, anche se essi influenzano la società.

La società non è fatta né di individui umani né delle cose che essi producono e scambiano: non è neppure una combinazione o mescolanza di tanti fattori, ad esempio economici, psicologici, culturali, giuridici, politici ... Essa consiste di una propria "stoffa" e segue dinamismi propri: il materiale di cui è fatta è la relazione sociale e i suoi dinamismi corrispondono a peculiari processi di morfostasi e morfogenesi.

Il termine morfostasi indica la riproduzione delle forme sociali (la loro stasi), mentre con il termine morfogenesi si intende la generazione di nuove forme sociali.

Essendo invisibile e non materiale, la società può essere vista solo con strumenti appropriati.

Il fatto che la società non sia una realtà come quelle studiate dalle scienze naturali, né una realtà oggettivabile, né una rappresentazione puramente mentale o ideazionale > dice che essa è una realtà prettamente UMANA.

Document shared on https://www.docsity.com/it/sociologia-della-relazione/9491344/ Downloaded by: milena-sveva-mariani (milena_sveva@hotmail.it)La società è una realtà culturale, che deve fare i conti con gli altri ordini di realtà, da quella biologica a quella psichica a quella religiosa.

Proprio negli scambi e suoi confini con queste altre realtà, essa incontra alcuni dei suoi problemi più significativi.

>la società non si riduce a ciò che costituisce una cultura intesa come semplice rappresentazione simbolica, questa è spesso una distorsione fatta dai cultural studies.

La società è fatta di un materiale molto complesso in cui si intrecciano componenti soggettive e oggettive, naturali e sovrannaturali, umane e non specifiche dell'umano.

Ci sono 2 modi distinti di fare scienza (=produrre conoscenza):

  • Spiegare: attraverso cause
  • -comprendere: attribuire senso

Questi 2 modi devono essere relazionati tra loro.

In questo libro ci si concentra sulla società vista sotto l'ottica della relazionalità-> ossia del focalizzarsi sulla relazione sociale e non sugli individui o suoi sistemi.

La sociologia, per studiare la società come una scienza, deve fare ricorso a una propria logica esplicativa, ossia quella relazionale: mentre per le altre scienze sociali è necessario studiare gli individui, gli oggetti e le strutture materializzate.

Per studiare la società è necessario osservare le relazioni sociali: è per questo motivo che studiare la società, che è una realtà invisibile, viene definito all'interno del libro addirittura irritante.

La realtà sociale è differente da ogni altra in ragione della sua peculiare costituzione umana.

La società esiste perché l'essere umano non è ne puramente natura fisica ne puro spirito.

La società ha tre caratteristiche peculiari:

  • è inseparabile dai soggetti umani perché la sua stessa esistenza dipende in qualche modo dalle loro attività
  • è intrinsecamente modificabile e non ha una forma immutabile
  • è condizione per le azioni e, nello stesso tempo, è condizionata dai risultati delle azioni, cioè la società è nello stesso tempo vincolo e risorsa per gli agenti individuali e collettivi che la fanno.

La sociologia è una scienza complessa perché ha il compito di comprendere il nesso che esiste fra strutture e agire, ed è in tale nesso che consiste, intrinsecamente, la società.

La società è quella condizione, tipicamente umana, che ci rede allo stesso tempo liberi e vincolati nell'agire sociale. ne totalmente liberi, ne totalmente vincolati: perché se fossimo nell'una o nell'altra situazione non saremmo nella società.

All'inizio del 21 secolo pensare la società rappresenta una grande sfida non solo per il motivo che il tempo storico modifica sia la società, cioè la realtà sociale, sia la sua osservazione, cioè la scienza sociale, ma anche perché il tempo sociale subisce oggi un'accelerazione senza precedenti.

Document shared on https://www.docsity.com/it/sociologia-della-relazione/9491344/ Downloaded by: milena-sveva-mariani (milena_sveva@hotmail.it)Nel corso del tempo la società è però cambiata. Si è assistito alla transizione dalla società moderna, caratterizzata dall'industrialismo e dallo stato-nazione, alla società dopo-moderna, caratterizzata da tendenze di tutt'altro segno che vanno ben oltre l'assetto post-industriale e anche post-moderno perché operano all'insegna di nette discontinuità con il passato, essendo aperte a inediti processi di globalizzazione e di differenziazione sociale.

  • Alla priorità della costruzione dello stato-nazione è subentrata la priorità della costruzione della società civile all'interno di sistemi politici non più strettamente centralizzati a livello nazionale, ma aperti a livelli sovranazionali e più articolati a livello locale; ciò significa che al primato della politica degli apparati di controllo e di socializzazione nazionali subentra il primato dell'economia della welfare society e del sistema delle comunicazioni.
  • Alla priorità dell'industria subentra il primato dei servizi e dei sistemi di scambio configurati a rete.
  • Alla progressiva riduzione di importanza della comunità, che ha caratterizzato la modernità, la quale ha privilegiato l'asse individuo-stato e la cittadinanza statalistica, subentra la ricerca di nuove forme di comunità e di valorizzazione di nuove formazioni sociali di carattere associativo intermedie fra l'individuo e le istituzioni politiche.
  • Alla progressiva frammentazione della famiglia, con la riduzione al modello nucleare ristretto, subentra la ricerca di nuove forme reticolari di famiglia, dentro una ripresa di importanza delle relazioni informali. È chiaro quindi che per questi nuovi scenari serve un nuovo modo di fare sociologia e la sociologia relazionale è la risposta più appropriata.

2 > DALLA POLIS ALLA RELAZIONE SOCIALE

La nozione di società è complessa e polivalente.

È complessa in quanto sembra inglobare un po' tutto ma in realtà ingloba nulla o ben poco.

Siamo soliti pensare che tutto accade nella società però i fenomeni della natura fisica le sfuggono, come i fenomeni che hanno a che fare con la religione e i fenomeni psichici.

Ma eccetto questi fenomeni tutto accade dentro la società e molti cambiano anche a seconda del tipo di società storica in cui li osserviamo e dunque non sono immuni dalla società in cui si manifestano.

>Si può dire che l'idea tradizionale di società è una nozione complessa perché comprende tutto ciò che riguarda l'esistenza degli esseri umani nelle loro azioni di vita quotidiana.

La società è un sistema sociale autosufficiente-> una popolazione su un territorio che è capace di autosostentarsi, dandosi un ordine politico e facendo fronte alle funzioni necessarie per la sopravvivenza.

>questa visione scompare con la fine della modernità.

La nozione di società è polivalente perché ogni epoca storica l'ha intesa a suo modo:

  • nel pensiero premoderno l'idea di società così come noi siamo abituati a pensarla è inizialmente assente e si afferma poco a poco.

Document shared on https://www.docsity.com/it/sociologia-della-relazione/9491344/ Downloaded by: milena-sveva-mariani (milena_sveva@hotmail.it)Nell'antica Grecia il termine società è implicitamente contenuto in quello di polis, la città- stato; la polis è un insieme di gruppi parentali i quali si danno un ordinamento politico, cioè un regime di governo e delle regole comuni di vita.

II termine societas è latino e nasce con la cultura romana e, benché alle volte venga inteso come traduzione del concetto di polis, presenta un'assoluta originalità rispetto a quest'ultimo; societas indica l'essere e il farsi socio di altri, dunque il costituirsi, su base in qualche modo volontaria, di un raggruppamento di membri che desiderano perseguire, associandosi, finalità irrealizzabili dai singoli. Benche il concetto romano di società accentui l'elemento contrattuale e associativo della società, è nondimeno vero che fino al rinascimento prevale una concezione organica e naturalistica della società

  • nel medioevo il termine società viene di nuovo a indicare una totalità organica di genere proprio costituita da elementi aventi funzioni precise e ordinate al bene comune, in cui si realizza il fine ultimo dell'uomo
  • nel corso del 600-700, all'inizio dell'età moderna, si diffonde una nuova visione di tipo contrattualistico della società: si afferma una visione della società come costruzione artificiale: la società nasce nel momento in cui gli uomini si mettono d'accordo per cedere a un terzo (lo Stato) il potere di usare la forza per stabilire l'ordine e la sicurezza sociale.

A partire dal 700 si sviluppa la semantica della società civile->intesa come coloro che sono impegnati nelle attività economiche, ossia come popolazione dei produttori, che non sono ne l'aristocrazia ne il clero. La società è intesa come mercato> come ambito delle relazioni di produzione, commercio e consumo.

Nasce poi il concetto di società industriale perché la società è vista come industria.

Con la modernità la società perde decisamente quel carattere di organismo naturale che le era stato garantito dalla tradizione classica; essa non coincide più con il "tutto sociale", ma diventa quella specifica sfera di relazioni fra individui e gruppi che operano e contrattano.

Con l'opera di Durkheim, Weber, Simmel e Pareto si inizia ad usare il termine società per indicare solamente un piano o livello specifico di realtà, quello che -Durkheim chiama fatto sociale, -Weber e Simmel chiamano relazione sociale -Pareto indica come sistema sociale.

Da allora in poi la semantica della società si sviluppa lungo due grandi linee direttrici:

  • la nozione di società diventa sempre più complessa perché
    • viene a indicare contingenza (la società è una costruzione artificiale non più vincolata a esigenze naturalistiche o deterministiche),
    • si articola in dimensioni differenziate (la società si sviluppa attraverso continui processi di differenziazione al suo interno e fra il suo interno e l'esterno)
    • si creano, a motivo di tutto ciò, sempre nuovi e ulteriori problemi di relazionamento reciproco fra le relazioni e le parti differenziate, con crescenti sfide d'integrazione fra le varie dimensioni e componenti

La società perciò è complessa non perché è sinonimo di totalità o globalità ma per il fatto che: a) è una realtà contingente e perfino virtuale

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