Fitochimici: isoflavoni della soia e quercetina, Università San Raffaele

Slide dall'Università San Raffaele sui fitochimici. Il Pdf esplora le intolleranze alimentari, l'immunità e la farmacologia delle sostanze nutrienti, con un focus su isoflavoni della soia e quercetina, utile per lo studio universitario di Scienze.

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16 pagine

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Anteprima

Università San Raffaele Roma

www.unisanraffaele.gov.it Insegnamento Intolleranze alimentari, immunità e farmaci Professore Federica Limana Argomento Farmacologia delle sostanze nutrienti: fitochimici IIT

Fitochimici

Università San Raffaele Roma Federica Limana I fitochimici sono un insieme estremamente disomogeneo di sostanze accomunate però dalle seguenti caratteristiche:

  • Sostanze organiche generalmente a basso peso molecolare
  • Non sono sintetizzate dall'uomo
  • Non sono indispensabili
  • Hanno spesso azione protettiva se assunte a livelli significativi
  • Hanno meccanismi di azione complementari e sovrapponibili.

Sostanze fitochimiche isoflavoni flavonoidi flavoni acidi fenolici flavonoli polifenoli stilbeni antocianine lignani flavanoli glucosilonati flavanoni carotenoidi fitoestrogeni Fitochimici II Carratù, Sanzini_Ann ISS 2005 2 di 16T

Flavonoidi della frutta

Frutti di bosco

Università San Raffaele Roma Federica Limana Frutti di bosco (fragole, lamponi, more, mirtilli neri e rossi). Per il loro contenuto in composti fenolici e flavonoidi presentano un potenziale antiossidante superiore a quello di molti altri alimenti. Fra i polifenoli sono presenti acido ellagico, antocianidine e proantocianidine. Sono importanti alimenti antitumorali per le seguenti azioni: 1. scavenger dei radicali liberi 2. stimolazione di enzimi con attività antiossidante 3. inibizione della mutagenesi e della iniziazione tumorale. In particolare, i frutti di bosco inibiscono la proliferazione delle cellule tumorali, inibiscono il VEGE e il PDGF_e quindi hanno un'azione anti-angiogenetica, favoriscono l'apoptosi delle cellule tumorali. Nei frutti di bosco essiccati, questi composti si ritrovano in maggiori concentrazioni e quindi sono maggiormente chemiopreventivi. Risultati recenti ottenuti da trials clinici dimostrerebbero la loro azione preventiva nel carcinoma del colon: la polvere di una varietà di lamponi americani somministrata per alcune settimane induce cambiamenti nell'espressione genica di particolari marcatori della proliferazione in tumori del colon retto. Fitochimici II 3 di 16T

Melograno

Università San Raffaele Roma Federica Limana Melograno. Piccolo albero nativo dell'Asia. Le sue proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie sono note fin dall'antichità. Inoltre ha proprietà antitumorali. . Studi recenti hanno dimostrato che il melograno (in particolare il succo di melagrana) è ricco di polifenoli. · Il succo di melagrana possiede attività antiossidanti due, tre volte superiore a quella del vino rosso. Gran parte di questa azione è dovuta agli ellagitannini che vengono convertiti dai batteri intestinali in una sostanza che si ritrova nel sangue, nelle urine e nelle feci dopo 12-24 ore dal consumo del succo · Il succo di melagrana possiede attività antitumorale in numerosi tumori fra cui quello della prostata. In particolare, i polifenoli del melograno svolgono un'azione antiproliferativa nei confronti delle cellule del carcinoma prostatico attraverso l'induzione di geni pro-apoptotici (Bax e Bak) e l'inibizione di geni anti-apoptotici (Bcl-XL e Bcl-2). Inoltre hanno anche un'azione anti-angiogenetica. Fitochimici II 4 di 16T

Isoflavoni della soia

Università San Raffaele Roma Federica Limana La soia (Glycine max) appartiene alla famiglia delle Leguminosae. È originaria dei paesi asiatici ma è oggi coltivata in tutto il mondo rappresentando uno dei migliori esempi di pianta officinale e quindi adatta a molteplici impieghi (cosmetico, dietetico, medicinale). La soia è ricca di isoflavoni antitumorali (genisteina, daidzeina, gliciteina). Nei paesi asiatici vengono consumati circa 40-60 gr di soia ogni giorno pari ad un introito di circa 60 mg di isoflavoni. I prodotti tipici sono rappresentati dalle fave o baccelli di soia, tofu, miso, natto, tempeh, latte, yogurt di soia, salsa di soia. Una metanalisi di ottanta recenti studi epidemiologici dal Nord America, Cina e Giappone indicano un significativo effetto protettivo derivato dal consumo di soia sia per il cancro della mammella che della prostata. È consigliabile il consumo di almeno due porzioni di soia al giorno che è controindicata soltanto in soggetti allergici. Sono disponibili in commercio estratti di soia altamente concentrati in isoflavoni. Fitochimici II 5 di 16T

Soia: prodotti e composti attivi

Prodotti della soia

  1. Fagioli di soia al naturale - fagioli tostati - fagioli verdi bolliti
  2. Tofu compatto, semicompatto, molle
  3. Latte di soia - Yogurt di soia
  4. Prodotti fermentati: miso, natto, tempeh
  5. Salsa di soia

Composti attivi della soia

  • isoflavoni di soia (genisteina, daidzeina, gliciteina).

Interazioni con chemioterapici

  • Sembra che la genisteina possa interferire con il Taxol. È di conseguenza opportuno sospendere il consumo di alimenti a base di soia durante il trattamento con questo chemioterapico utilizzato per il cancro al seno, ai polmoni e alle ovaie.
  • Da studi sugli animali è stato osservato che anche piccole quantità di soia annullano gli effetti del Tamoxifene e causano un incremento di tumori mammari. Nelle donne con carcinoma mammario deve essere posta attenzione ad un eccessivo uso della soia e derivati ed all'utilizzo di integratori a base di composti della soia non potendo prevedere gli effetti di questi composti a lungo termine.

Fitochimici II 6 di 16T

Flavonoli della cipolla e dei porri: la quercetina

Università San Raffaele Roma Federica Limana La cipolla è ricca di flavonoidi quali quercetina, camferolo e antocianine. Contiene composti sulfurei e vitamina C. Anche i porri contengono quercetina, camferolo e sono ricchi di vitamine del complesso B e del carotenoide luteina. La biosintesi della quercetina è stimolata dalla luce così che il composto si accumula prevalentemente nelle foglie e nella buccia dei frutti. L'alimentazione ricca di frutta e verdura provviste di buccia determina un apporto dai 200 a 500mg al giorno di quercetina. La quercetina svolge azioni antiossidanti, antiinfiammatorie, antiallergiche, antiaggreganti e antitrombotiche e manifesta effetti cardioprotettivi. In vitro sono stati rilevati effetti antitumorali (azione pro-apoptotica e anti- proliferativa). Una delle principali forme di quercetina presenti nella dieta è rappresentata dalla quercetina-4-glucoside. Questa forma coniugata si presenta in elevati livelli nelle cipolle ed è assorbita preferenzialmente a livello intestinale. La quercetina è eliminata rapidamente (emivita di circa due ore) ed è presente nelle urine in forma coniugata. Fitochimici II 7 di 16T

Flavanoli del tè verde e Flavoni della camomilla

Università San Raffaele Roma Federica Limana Il tè verde è ricco di polifenoli (catechine) e di fitoestrogeni. Tre tazze al giorno di tè verde contengono dai 240 ai 320 mg di polifenoli. La liberazione di catechine richiede una infusione prolungata di almeno 10 minuti ed il te va consumato entro un'ora dalla preparazione. Fra i polifenoli del tè verde il costituente più attivo è rappresentato da Epigallocatechina-gallato (catechina) che è un potente antiossidante con azioni antitumorali. Questa sostanza inibisce la proliferazione delle cellule tumorali e la sintesi del DNA. Inoltre ha un'azione anti-angiogenica in quanto inibisce il VEGFR e pro-apototica. Inibisce anche l'attivazione di NF-KB a arresta il ciclo cellulare in cellule tumorali. La camomilla ha azioni antitumorali. Le sue proprietà sono state testate su linee cellulari di carcinoma umano dimostrando decremento della crescita di cellule tumorali per azione apoptotica. La sua attività antitumorale è dovuta soprattutto all'apigenina (flavone). Fitochimici II 8 di 16T

Flavanoni del cardo mariano

Università San Raffaele Roma Federica Limana Il cardo mariano si ottiene dai frutti maturi di "silybum marianum" o "carduus marianus". Il cardo mariano può essere utilizzato in un regime alimentare con azioni antitumorali per la presenza di una miscela di composti denominata silimarina. Quest'ultima è costituita in prevalenza dal flavanone silibina o silibinina, a cui sono dovute le principali azioni antineoplastiche ed in particolare nel cancro della prostata. La silimarina si trova soprattutto nella superficie esterna del frutto. Le attività antineoplastiche sono imputabili alla inibizione di NF-KB. Silibinina inibisce anche il fattore di trascrizione STAT-3 che è costitutivamente attivato nel cancro della prostata. Estratti di silybum marianum, contenenti il 70-80% di silimarina, sono stati impiegati alle dosi di 500-600 mg al dì. Il composto è generalmente ben tollerato e solo occasionalmente può causare flatulenza, dispesia, diarrea. Sono possibili reazioni allergiche. Fitochimici II 9 di 16T

Polifenoli dell'olio extravergine di oliva

Università San Raffaele Roma Federica Limana L'olio extravergine di oliva si ottiene mediante un particolare processo che consente la conservazione di composti presenti nelle olive che vengono, invece, perduti durante le fasi di raffinazione e rettificazione nella produzione di altri oli vegetali. E' composto da acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e omega-3. Oltre 100 anni fa venne evidenziata la presenza anche di composti a struttura fenolica (acidi e alcali fenolici, flavonoidi, lignani ..... ). La frazione fenolica svolge la maggiore azione protettiva nei confronti dei processi ossidativi. Il consumo di olio extravergine di oliva è correlato con la bassa incidenza di arteriosclerosi, diabete, malattie infiammatorie e autoimmuni, malattie e invecchiamento della pelle, patologia tumorale. I polifenoli dell'olio extravergine di oliva inibiscono l'espressione di una proteina (erb-2) correlata ai carcinomi aggressivi della mammella. Si deve però utilizzare in quantità limitata per il suo elevato contenuto in grassi. Fitochimici II 10 di 16T

Polifenoli del vino rosso: il resveratrolo

Università San Raffaele Roma Federica Limana Numerosi studi dimostrano che il consumo moderato di vino rosso determina non solo la riduzione del rischio di mortalità da malattie cardiovascolari ma anche della mortalità da cancro. Per le malattie cardiovascolari, le azioni benefiche sembrerebbero imputabili a piccole dosi di etanolo che determina un aumento dei valori ematici di HDL. L'azione antitumorale, invece, sarebbe legata alle elevate quantità polifenoli (antocianidine, proantocianidine, flavonoli, fenoli, resveratrolo). Il resveratrolo riveste un particolare interesse e la sua fonte primaria è rappresentata dal vino rosso. E' un ormone vegetale presente soprattutto nella buccia e negli acini dei frutti. Il resveratrolo inibisce la crescita tumorale e induce apoptosi in cellule di carcinomi quali quello della prostata e della mammella. Inibisce il VEGF (effetto angiogenico) attraverso il blocco dell'attivazione di Akt che porta alla riduzione della sintesi della proteina HIF1 alfa. (Akt \Hif1a \VEGF ) Fitochimici II 11 di 16

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