Slide sulle origini del Cristianesimo. Il Pdf esplora la figura storica di Gesù di Nazareth, la diffusione del messaggio cristiano ad opera degli apostoli e di Paolo di Tarso, e il ruolo fondamentale dei Vangeli. La presentazione è un utile strumento didattico per la scuola superiore, affrontando la materia di Religione con chiarezza e completezza.
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Il cristianesimo nacque in Palestina dalla predicazione itinerante di Gesù di Nazareth (un borgo della Galilea, la parte più settentrionale della regione), la cui nascita è collocabile intorno al 6-4 a.C. All'epoca, la Palestina era un protettorato romano, governato da re-clienti di Roma, e nel 6 d.C. fu trasformata in provincia da Augusto, assumendo il nome di Giudea."Cristo", l'appellativo che poi fu dato a Gesù, è la traduzione greca (christòs) dell'ebraico "Messia", cioè l'"unto", colui che è stato inviato da Dio per la redenzione del popolo ebraico e per portare pace e giustizia fra gli uomini. Accompagnato da un nucleo ristretto di dodici seguaci, detti apostoli (una parola che in greco significa "inviati"), e servendosi di un linguaggio semplice e ricco di parabole, Gesù predicava una riforma dell'ebraismo: per essere salvati non era sufficiente appartenere al popolo d'Israele e seguire i riti previsti; occorreva condurre una vita fondata sulla giustizia e sull'amore per il prossimo.Queste idee e la sua polemica contro i riti gli attirarono l'ostilità delle autorità religiose ebraiche. Recatosi a Gerusalemme, fu denunciato come bestemmiatore e istigatore di ribellioni popolari e arrestato. Condotto dinanzi al prefetto romano della provincia di Giudea, Ponzio Pilato, fu condannato e crocifisso (probabilmente intorno al 30 d.C.), supplizio che i romani riservavano agli schiavi ribelli.
Dopo la morte di Gesù si aprì una lunga fase di diffusione del messaggio cristiano, sia fra gli ebrei della diaspora (le comunità disperse in tutto il Mediterraneo dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme) sia fra i pagani, in Grecia, in Asia Minore e nel Mediterraneo orientale, poi anche a Roma.Protagonisti di quest'opera furono gli apostoli, sotto la guida di Pietro: essi predicavano che Dio si era incarnato in Gesù di Nazareth, il Messia, e che questi era risorto e apparso di nuovo ai suoi discepoli. Non faceva parte del gruppo originario degli apostoli, ma ebbe un ruolo decisivo nella diffusione del messaggio cristiano, un ebreo convertito al cristianesimo: Paolo di Tarso.1
Un ruolo fondamentale nella divulgazione del messaggio cristiano ebbero i Vangeli, un gruppo di quattro testi che raccontano episodi della vita e della predicazione di Gesù, la sua morte e la sua resurrezione. I Vangeli vennero redatti probabilmente in un arco di tempo compreso fra il 60 e il 100. Gli autori sono sconosciuti, ma la tradizione ne attribuisce la redazione a quattro adepti della nuova fede: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.Questi quattro Vangeli sono detti canonici perché fanno parte del "canone" (dal greco kanòn, "regola"), cioè dell'elenco dei testi sacri, approvato dalla Chiesa cattolica Esistono anche altri Vangeli, detti apocrifi, cioè "non riconosciuti", in quanto esclusi dal canone. Insieme ad altri testi (quali gli Atti degli apostoli, l'Apocalisse, le Lettere di Paolo di Tarso), i Vangeli costituiscono il Nuovo Testamento, che annuncia la "nuova alleanza" stretta da Dio con l'umanità tramite Gesù, dopo quella stipulata con Mosè e il popolo ebraico rivelata nella Bibbia ebraica, cioè nell'Antico Testamento.
Prima della fine del I secolo d.C., comunità di cristiani si erano diffuse in tutto l'Oriente greco e romano: in Palestina, in Siria, in Fenicia, in Egitto, nell'Asia Minore, in Macedonia, in Grecia, ma anche a Roma. Qui operarono sia Pietro sia Paolo, che vi subirono il martirio sotto Nerone.Noi oggi siamo abituati a identificare il cristianesimo con l'Occidente, dato che è nella parte occidentale del mondo che esso ha conosciuto la sua massima diffusione storica. Dobbiamo però ricordare che le origini e il nucleo propulsivo della nuova religione si trovavano in Oriente: la diffusione del cristianesimo va dunque contestualizzata entro quel poderoso movimento di idee e di culture che, all'interno dell'impero, andava da Oriente verso Occidente.Un secondo elemento da tenere presente è che il primo cristianesimo si diffuse e si radicò nei contesti urbani, fu una religione di città, mentre la diffusione del cristianesimo nelle campagne fu più tarda e più difficile. Nonostante le grandi differenze, le comunità cristiane erano inizialmente immerse nell'ambito dell'ebraismo: almeno fino alla metà del II secolo, è difficile parlare del cristianesimo come di una religione organizzata e autonoma rispetto a quella ebraica. Lo stesso termine "cristianesimo" comparve per la prima volta nella prima metà del II secolo.Il Cristianesimo ebbe quindi ampia diffusione per i suoi messaggi di carità e di uguaglianza tra tutti gli uomini. Quello del cristianesimo era un messaggio radicale e rivoluzionario per una società come quella dell'epoca. Questo, tuttavia, non puntava a un rovesciamento del potere politico. Da un lato, il cristianesimo non si opponeva all'autorità civile, anzi ne insegnava il rispetto, come dovuto a un utile e necessario mezzo di organizzazione umana. D'altro lato, introduceva una netta separazione fra potere politico e potere religioso, secondo il comandamento di Gesù «rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio».
Un potente fattore di successo del cristianesimo fu il suo carattere comunitario: i legami di fratellanza e solidarietà che si svilupparono all'interno delle comunità cristiane le resero più forti nel resistere ad attacchi e persecuzioni, più attrattive nei confronti dell'esterno, più capaci di radicarsi sul territorio. A esse venne dato il nome di "chiese", e con il tempo il termine "chiesa" finì per indicare l'insieme delle comunità cristiane e della loro organizzazione.1 Le prime comunità avevano un'organizzazione molto semplice: erano guidate dai presbiteri ("anziani"), coadiuvati dai vescovi ("sorveglianti"), mentre i diaconi ("inservienti") si occupavano delle opere di carità e di assistenza. Inizialmente la comunità era gestita in modo collegiale da queste figure; nel corso del II secolo, i vescovi assunsero un ruolo direttivo.1 All'interno delle comunità vigeva la comunione dei beni. Oltre alla preghiera, si svolgeva una serie di riti, quali il battesimo, un rito di ingresso e di purificazione che Gesù aveva ripreso da Giovanni il Battista (figura di asceta e di profeta che invitava a purificarsi bagnandosi nel fiume Giordano), e un rito di pasto comune, basato sullo spezzare il pane, che molto più tardi verrà chiamato eucaristia.Anche se i cristiani non incitavano alla ribellione contro Roma, molte autorità romane ebbero nei confronti dei Cristiani un misto di diffidenza e ostilità che in alcune circostanze, prima con Nerone e poi con Domiziano, si tradusse in atti di repressione, anche se almeno fino alla metà del III secolo non furono così sistematiche e massicce. Vi furono però manifestazioni di odio anticristiano a livello popolare.