Fitoterapia: proprietà e usi di piante medicinali come Valeriana e Camomilla

Documento da Unica-cdl in Farmacia su Fitoterapia. Il Pdf, tipico di appunti universitari, esplora la fitoterapia, analizzando le proprietà farmacologiche e gli usi terapeutici di piante medicinali come la Valeriana e la Camomilla, con dettagli sui meccanismi d'azione, tossicità ed effetti collaterali, per il corso di Biologia.

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37 pagine

FITOTERAPIA
Prof. Daniele Lecca
UniCa-CdL in Farmacia
2 CFU
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Anteprima

Generalità sulla Fitoterapia

"La FITOTERAPIA è la disciplina che studia le proprietà farmacologiche e gli usi terapeutici delle piante medicinali (o dei loro derivati) a scopo curativo o preventivo. Sostituisce la FARMACOTERAPIA solo nell'ambito di patologie lievi o moderate"

  • PIANTA OFFICINALE: organismo vegetale usato nelle officine farmaceutiche per la produzione di specialità medicinali. Sono considerate piante officinali piante medicinali, aromatiche e da profumo, inserite negli elenchi specifici e nelle Farmacopee dei singoli paesi
  • PIANTA MEDICINALE: secondo l'OMS "qualsiasi vegetale contenente sostanze attive che possono essere utilizzate come tali o come precursori di derivati di emisintesi a scopi terapeutici"
  • FARMACOTERAPIA: si avvale di farmaci monomolecolari o di miscele; i principi attivi sono composti di sintesi, di emisintesi o naturali. Nel caso in cui l'azione di composti di origine vegetale dipenda da un solo composto estremamente potente (che può essere isolato chimicamente), la pianta e le sue preparazioni vengono considerate estranee alla sfera della fitoterapia ed il composto rientra nella farmacoterapia (es, Papaver somniferum: morfina, tebaina, codeina). La corrispondente specie botanica diviene pianta medicinale coltivata per la produzione di farmaci naturali e di semi-sintesi (e come tale è esclusa dalla fitoterapia)
  • FITOTERAPIA: si avvale di preparazioni vegetali la cui sostanza attiva è costituita esclusivamente dalla droga, complessa miscela di compounds chimici = fitocomplesso. E' utile ...
  1. Nel trattamento di piccoli disturbi
  2. Come coadiuvante della terapia farmacologica (es, alleviare gli effetti collaterali del farmaco)
  3. Cura preventiva per il mantenimento dello stato di salute dell'organismo

I fitoterapici non sono adatti: in caso di emergenza, in presenza di disturbi acuti da moderati a gravi e nei trattamenti ospedalieri.

  • FITOCOMPLESSO: insieme delle sostanze funzionali della pianta medicinale:
    • Principi attivi: sostanze farmacologicamente attive (glucosidi, alcaloidi, oli essenziali, tannini, flavonoidi, mucillagini ... )
    • Principi coadiuvanti: sostanze farmacologicamente inattive che però concorrono a determinare l'azione dei principi attivi. Detto in altre parole, sostanze in grado di influire sulla farmacodinamica e sulla farmacocinetica dei principi attivi modulandone la biodisponibilità e di conseguenza il profilo farmacologico (enzimi, amidi, cere, sali minerali, vitamine ... )

Rispetto al farmaco monomolecolare i fitoterapici hanno i seguenti vantaggi:

  • Sinergia: acido ascorbico, carotenoidi e flavonoidi presenti nell'estratto di Rosa canina sono sinergici tra loro nell'attività antiossidante ed endotelioprotettrice
  • Migliore biodisponibilità: i flavonoidi presenti nelle foglie dell'Atropa belladonna migliorano l'assorbimento dell'atropina
  • Ridotta tossicità: i glucosidi salicilici presentano una minore azione lesiva sulla mucosa gastroenterica rispetto alla molecola di sintesi purificata
  • Azione polivalente: la Chamomilla recutita ha attività spasmolitica dovuta alla presenza di olio essenziale accanto ad una notevole azione antinfiammatoria imputabile alla presenza di flavonoidi apigenino-simili

La titolazione è il parametro che permette di determinare la concentrazione di uno specifico componente del fitocomplesso. Normalmente viene utilizzata per identificare in modo qualitativo e quantitativo il componente più importante (e/o più stabile), dal punto di vista dell'azione terapeutica, presente nel fitocomplesso. La titolazione di una droga vegetale consente, a livello industriale di ottenere la standardizzazione del rimedio fitoterapico in modo che ciascun prodotto contenga sempre la stessa quantità del principio attivo dichiarato.

  • FITOMEDICINA: prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati. Secondo questa descrizione non sono da considerarsi fitomedicine i prodotti che contengono uno o più principi attivi purificati, anche se isolati dalle piante, poichè in questo caso non è più rispettato il concetto di fitocomplesso. N.B: preparati di piante, in associazione o meno con vitamine e minerali, si possono tuttavia trovare anche sottoforma di integratori alimentari e nei cosiddetti prodotti erboristici (usati per le loro proprietà salutari e non certo medicamentose).

Melissa Officinalis

Nota anche come erba limoncina, appartiene alla famiglia delle Lamiacee: famiglia comprendente numerose specie caratterizzate dalla presenza nelle foglie di ghiandole ricche di oli essenziali. Vengono utilizzate come piante aromatiche in cucina (vedi salvia, rosmarino, basilico, timo, menta ... ). La droga è rappresentata dalle foglie e sommità fiorite, essiccate.

Composizione Chimica della Melissa

  • OLIO ESSENZIALE 0,05% Miscela di sostanze eterogenee quali: idrocarburi (monoterpeni e sesquiterpeni), alcoli, aldeidi, chetoni ...; lipofile, solubili in solventi organici, volatili. I costituenti più importanti sono i monoterpeni pinene, citrale, geraniolo e nerolo. Proprietà antisettiche, revulsive (irritanti), antielmintiche e antifungine
  • TRITERPENOIDI: acido ursolico, acido oleanolico
  • ACIDI FENOLICI: rosmarinico, clorogenico, caffeico ...
  • MUCILLAGINI Polisaccaridi che in presenza di acqua producono soluzioni colloidali di consistenza vischiosa e prive di adesività. Dotate di attività emollienti, decongestionanti, protettive e antinfiammatorie. Stimolano la peristalsi intestinale e la sua funzionalità.
  • TANNINI Dotati di proprietà antinfiammatorie, antiflogistiche, astringenti, antidiarroiche, vasocostrittrici, antiemmorroidarie, antiradicali liberi
  • FLAVONOIDI Composti polifenolici, idrosolubili e pigmentati (giallo, arancione, rosso e azzurro) presenti nella pianta come glicosidi o come genine; sono i responsabili di alcune proprietà farmacologiche e terapeutiche delle droghe che li contengono, esplicano infatti attività antinfiammatorie, antibatteriche, antiossidanti, vasoprotettive, antitrombotiche, epatoprotettive. Un esempio di flavonoide presente nella melissa è la quercetina, avente le seguenti proprietà:
    1. Antiossidanti: previene la perossidazione lipidica ripristinando il tocoferolo dopo che questo si è trasformato in radicale libero (tocoferil-radicale) nella reazione di stabilizzazione dei radicali perossilipidici. Svolge inoltre azione scavanger del superossido a livello cellulare
    2. Antinfiammatorie: 1) inibisce la 5-lipossigenasi con inibizione della produzione di leucotrieni, mediatori dell'infiammazione nell'asma; 2) inibisce la fosfolipasi A2, con inibizione della cascata dell'acido arachidonico e inibizione della formazione di PG; 3) inibisce la produzione di NO durante i processi infiammatori

Attività Farmacologiche della Melissa

  • AZIONE ANSIOLITICO-SEDATIVA E RILASSANTE Azione principale della melissa, è efficace nel contrastare gli stati d'ansia e i disturbi ad essa correlati (azione esplicata da olio essenziale, ac.rosmarinico, triterpenoidi, apigenina). Studi in vitro dimostrano l'azione ansiolitico-sedativa della Melissa (olio essenziale) per azioni a carico dei recettori GABAA (in maniera concentrazione-dipendente) attraverso studi di binding (studi di legame di un farmaco con i recettori in esame) in cervello di ratto e studi di elettrofisiologia in colture cellulare di corteccia cerebrale. L'estratto metanolico si è rivelato un potente inibitore in vitro della GABA transaminasi (GABA-T), enzima deputato alla degradazione del neurotrasmettitore: i maggiori responsabili di questo studio sono l'acido rosmarinico, l'ac.ursolico e l'ac.oleanolico. Si è visto che l'azione sedativa è dose-dipendente e che la melissa si è dimostrata attiva ...
    1. Nell'indurre il sonno
    2. Nel prolungare il sonno
    3. Nel migliorare la qualità del sonno

In uno studio in doppio cieco eseguito su 20 volontari a cui è stato somministrato estratto secco di Melissa per os a dosi progressivamente crescenti: 300, 600 e 900 mg/die o placebo per 7 giorni; si è visto che:

  • 300 mg -> azione calmante (ansiolitica)
  • 600 mg -> miglioramento significativo dell'attenzione, o più in generale delle performance cognitive, per riduzione dello stress
  • 900 mg -> azione sedativa (\ della memoria di lavoro e dello stato di allerta)
  • FUNZIONI COGNITIVE L'estratto etanolico della droga ha mostrato una capacità di legame con i recettori colinergici sia nicotinici che muscarinici (-> miglioramento della trasmissione colinergica), che suggeriscono l'impiego della Melissa per migliorare le disfunzioni cognitive e migliorare la memoria nei pazienti affetti da Alzheimer e da altri disturbi neurodegenerativi
  • FUNZIONE NEUROPROTETTIVA E ANTIOSSIDANTE Gli effetti neuroprotettivi sarebbero dovuti all'azione antiossidante della componente polifenolica e all'olio essenziale della melissa, più precisamente all'azione scavanger di radicali liberi
  • AZIONE ANTIBATTERICA E ANTIVIRALE Studio in doppio cieco contro placebo su 66 pazienti con Herpes simplex labialis ricorrente, sottoposti ad un trattamento locale con crema 1% a base dell'estratto secco della droga per 5 giorni, 4 volte al giorno, hanno mostrato un significativo miglioramento della sintomatologia già dal secondo giorno di trattamento.

Azione Gastroprotettiva della Melissa

L'estratto etanolico della droga ha dimostrato attività antisecretoria e citoprotettiva nell'ulcera indotta da indometacina nel ratto (gli effetti citoprotettivi sono stati confermati anche nell'uomo e sarebbero attribuibili alle mucillagini e ai flavonoidi). E' stata dimostrata una diminuzione della produzione di HCl e un aumento della secrezione di mucina e PGE2 e una riduzione di leucotrieni (coinvolti nei processi infiammatori).

  • ATTIVITA' SPASMOLITICA NEI DISTURBI GI L'olio essenziale di Melissa officinalis, e in particolare del citrale (suo principale costituente), ha mostrato:
    • Potente azione inibitoria sulla contrazione dell'ileo indotta da KCI
    • Inibizione della contrazione indotta da ACh
    • Inibizione dell'attività contrattile indotta da 5-HT

In virtù di quanto appena detto, la Melissa officinalis ha le seguenti indicazioni terapeutiche:

  • Ansia (anche generalizzata), irritabilità e disturbi del sonno
  • Ulcera gastrica e spasmi GI
  • Associata all'Iperico, nella depressione lieve o moderata
  • Per le sue azioni antibatteriche e antivirali è indicata come trattamento complementare a terapie antibiotiche e per trattare l'Herpes simplex labiale

Posologia:

  • Estratto secco (titolato al 6,5% in acido rosmarinico): 500-700 mg/die
  • Infuso di 2-5 g di droga (in 200 ml di acqua bollente per 5-10 min): 1 tazza 1-3 volte/die
  • Estratto idroalcolico: 15-20 gtt. 1-3 volte/die
  • Estratto fluido
  • Erba essiccata 1,5-4,5 g

Interazioni:

  • Controindicata in persone con glaucoma poichè in test con animali si è visto aumentare la pressione intraoculare
  • Controindicato in persone affette da ipotiroidismo o in caso di terapie a base di ormoni tiroidei: potrebbe inibire il legame dell'ormone TSH ai suoi recettori
  • Interazioni con barbiturici e metimazolo (farmaco antitiroideo)
  • L'associazione con iperico e passiflora può indurre uno stato di ipersonnia

Nelle preparazioni commerciali la Melissa è sempre presente in associazione con altre piante ad azione ansiolitico-sedativa come, ad esempio, valeriana e camomilla.

Valeriana Officinalis

La Valeriana officinalis appartiene alla famiglia delle Valerianacee; oltre ad essa ne esistono altre specie (edulis, Japonica, indica) caratterizzate da un elevato contenuto di valeprotriati (fino allo 0,8%), fatta eccezione per la jatamansi che ne è priva. La droga è rappresentata dalla radice e dai rizomi essiccati. La preparazione più indicata è rappresentata dall'estratto secco idroalcolico (titolato in acido valerenico allo 0,4-0,8%).

Composizione Chimica della Valeriana

  • OLIO ESSENZIALE 0,3-0,7% Contenente monoterpeni, tra cui borneolo, e sesquiterpeni: acido valerenico, valerenale, valeranone
  • VALEPOTRIATI 0,5-2% Miscele di iridoidi, tra cui valtrato e diidrovaltrato
  • DERIVATI DELL'ACIDO CAFFEICO: acidi fenolici
  • LIGNANI: fitoestrogeni
  • TANNINI
  • FLAVONOIDI Tra i quali si trovano la 6-metilapigenina, esperidina, linarina

@ Maurizio Broglio

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