Documento sulle politiche ambientali, i soggetti e gli strumenti, con focus su ONU e UE. Il Pdf, di livello universitario, tratta i cambiamenti climatici, i gas climalteranti e le proiezioni IPCC, includendo il Protocollo di Kyoto e l'Accordo di Parigi. È un materiale schematico ma discorsivo, utile per lo studio dell'educazione ambientale.
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Quando si parla di politiche ambientali occorre far riferimento alla pluralità degli attori coinvolti nel mettere in atto tali politiche.
Questi attori possono essere istituzionali e non istituzionali.
I primi, attraverso specifici strumenti di tipo giuridico, si pongono degli obiettivi finalizzati a risolvere le problematiche ambientali.
Gli strumenti possono essere giuridici, regolativi, economici. Possono essere anche a breve e medio-lungo termine.
Nel considerare i soggetti coinvolti nel confezionamento di queste politiche faremo riferimento a diverse scale-> Abbiamo la scala globale (ONU), macroregionale (UE), nazionale (regioni) e statale (Stati). È necessario fare riferimento alle diverse scale perché alcune problematiche (es. cambiamenti climatici) non sono problemi che investono una località specifica, ma interessa l'intero pianeta, ha un carattere globale. Viceversa, invece, possiamo trovare delle problematiche che interessano una sola regione e non il pianeta.
Esistono, come abbiamo detto, anche i soggetti non istituzionali, ad esempio le associazioni di cittadini (come Lega ambiente), che in qualche modo partecipano all'arena politica sollevando, denunciando le problematiche e sollecitando l'attuazione di norme specifiche che possano intervenire per risolvere o arginare i problemi.
Le imprese (non istituzionali) sono soggetti che attuano politiche ambientali che adottano al proprio interno strumenti volontari, cioè non obbligatori.
La scala globale è quindi rappresentata dall'ONU, l'attore principale.
Un'organizzazione fondata all'indomani della Seconda guerra mondiale, nel 1945. Ha una sede a New York.
L'ONU è attivo nel mettere a punto delle politiche che interessano problematiche di carattere transfrontaliero, un carattere globale-> (es. cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, governare la contrapposizione tra nord e sud).
Ci sono diversi organi che permettono il funzionamento dell'Onu:
segretariato;
Nello specifico, l'assemblea generale e il consiglio economico e sociale sono molto importanti. Dispongono a loro volta di organi secondari, che possono avere la forma di commissioni, di programmi e di fondi-> Sono stati istituiti con compiti specifici. Es. UNICEF, UNEP, UNDP.
Emergono inoltre numerose agenzie specializzate come UNESCO o l'OMS.
L'ONU diventa particolarmente attiva in campo ambientale a partire dagli anni '70.
1C'è una data precisa, che è il 1972, coincide con l'organizzazione della prima conferenza internazionale, dedicata proprio al dibattito su ambiente e sviluppo.
Questa conferenza si è tenuta a Stoccolma nel 1972. -> In questa occasione si riconosce il principio secondo il quale l'ambiente è patrimonio comune dell'umanità.
Tale conferenza NON è un caso che si sia tenuta a Stoccolma, perché è stata la località che ha sollecitato con gran voce l'organizzazione di questa conferenza per discutere di una problematica particolare che la stava riguardando in quel determinato periodo storico: la problematica delle piogge acide.
Gli strumenti politici attraverso i quali l'Onu può intervenire per attuare le politiche sono le convenzioni (atti di responsabilizzazione comune su questioni ambientali di interesse generale).
= Una convenzione è un accordo tra stati, mediante il quale si cerca di regolare questioni di comune interesse.
Come prima cosa si procede a predisporre una Convenzione quadro, con delle finalità e delle norme di carattere generale. Il passo successivo, affinché le finalità possano essere calate in obiettivi specifici, è l'apertura all'adesione degli stati membri Onu, cioè gli stati membri devono aderire, e quindi firmare la convenzione.
La convenzione istituisce al suo interno la conferenza delle parti, e i paesi si riuniscono periodicamente per discutere problematiche più specifiche relative all'argomento e lavorano insieme così che si possa giungere alla formazione di un altro strumento, che è più specifico rispetto alla convenzione, ed è il protocollo.
= Esso stabilisce obiettivi più specifici e delinea le tempistiche entro le quali è necessario raggiungere quegli obiettivi.
Il protocollo viene sottoposto a ratifica da parte degli stati, che emanano una norma nazionale, attraverso cui si accettano gli obblighi e si stabiliscono più nel dettaglio le modalità attraverso le quali raggiungere gli obiettivi.
Il protocollo entra in vigore soltanto dopo che è stato ratificato dal 50% + 1 degli stati.
Riguarda politiche ambientali più incisive.
L'UE comprende diversi organi al suo interno:
4 Poi ci sono altri organi di supporto, come la Corte di giustizia europea o la Banca centrale europea.
Alla base di tutti, ci sono i cittadini degli stati membri, che eleggono il parlamento e influenzano le decisioni dell'UE.
L'ambiente è entrato ufficialmente nei Trattati dell'UE con un titolo specifico.
L'UE si fonda sul principio dello Stato di diritto, con competenze definite tra Unione e Stati membri.
2I trattati costituiscono il diritto primario, mentre le normative derivate (regolamenti, decisioni) discendono dai trattati.
Tutta la normativa deve basarsi sui Trattati.
I Trattati costituiscono gli obiettivi dell'UE, le modalità del processo decisionale, i settori di competenza.
Stabilito nel 2009.
Ha introdotte tre categorie di competenze: esclusiva, concorrente e di sostegno.
Competenza esclusiva-> solo l'UE è legittimata a adottare atti giuridicamente vincolanti, mentre questo potere non è attribuito agli Stati membri. Interviene in settori come: unione doganale; politica monetaria; conservazione delle risorse biologiche del mare; politica commerciale comune.
" Competenza di sostegno-> l'UE può coordinare, ma non legiferare direttamente. Interviene in settori come: cultura; industria; turismo; sport; protezione civile.
L'articolo 191 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea) stabilisce obiettivi (comma 1) e principi (comma 2) riguardo l'ambiente.
Tra gli obiettivi troviamo:
Tra i principi abbiamo:
L'Unione Europea adotta strumenti giuridici specifici per attuare le politiche ambientali, come previsto dall'articolo 288 del TFUE.
Gli strumenti principali sono:
Direttive-> obbligano gli Stati a raggiungere determinati obiettivi, ma lasciano libertà di scelta sulla modalità. (vincolanti solo negli obiettivi).
Tutti questi atti sono adottati dal Consiglio dell'UE e dal Parlamento Europeo.
3" LA POLITICA AMBIENTALE DELL'UE
La politica ambientale dell'UE si è sviluppata attraverso una serie di Programmi d'Azione Ambientale (PAA), avviati per rispondere alle sfide ambientali emergenti.
1972 - Vertice di Parigi > Decisione di avviare una politica ambientale comune per evitare che alcuni Paesi venissero penalizzati economicamente rispetto ad altri meno attenti alla salvaguardia ambientale.
Il contesto storico ha influenzato la politica ambientale dell'UE:
1963-> Silent Spring di Rachel Carson denuncia i rischi dell'uso dei pesticidi. 1968-> proteste contro il consumismo e il potere delle multinazionali. 1972-> The Limits to Growth del MIT di Boston evidenzia i limiti della crescita economica rispetto ai risorse disponibili.
I Programmi d'Azione Ambientale (PAA) hanno segnato le tappe della politica ambientale dell'UE.
Obiettivi principali-> limitare l'inquinamento e promuovere il risanamento ambientale.
Introduzione dei principi guida:
Prevenzione: intervenire prima che si verifichino danni ambientali.
4 Chi inquina paga: responsabilizzare i soggetti inquinanti.
Questi principi sono stati poi recepiti nei Trattati dell'UE.
PREVENZIONE= teso a valutare in anticipo i possibili rischi procurabili da determinati impianti o sostanze.
Istituisce una norma che, non solo protegge i cittadini da impianti o sostanze nocivi per la salute, ma interviene anche per proteggere l'ambiente da eventuali rischi.
Tra le normative più importanti sviluppate dall'UE ci sono:
Il principio "chi inquina paga" è alla base della Direttiva 2004/35/CE, che stabilisce che:
I responsabili dell'inquinamento devono sostenere i costi per evitare, prevenire e ridurre il danno ambientale. Definisce danno ambientale come quello che colpisce specie (uccelli) e habitat naturali protetti, acque marine, superficiali, sotterranee e suolo.
Parallelamente, il principio di "correzione alla fonte" stabilisce che l'inquinamento deve essere contrastato nel punto in cui si genera, per evitare che i suoi effetti si amplifichino.
Dal IV al VII Programma d'Azione Ambientale, l'UE ha continuato ad ampliare la sua strategia.
a) IV PAA (1987-1992) -> introduce il principio di integrazione ambientale nelle altre politiche UE.
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