Cecità e ipovisione: definizioni legali e strategie didattiche inclusive

Slide su cecità e ipovisione secondo la Legge n. 138/2001. La Pdf illustra i cinque livelli di minorazione visiva e i vantaggi del lavoro in piccolo gruppo per bambini con disabilità visiva, proponendo strategie per un contesto favorevole all'apprendimento universitario.

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Cecità ipovisione
I concetti di cecità e ipovisione sono
definiti dalla Legge n. 138/2001, che
rivede la precedente Legge n.
382/1970, prendendo in
considerazione, oltre al visus, lo stato
della visione periferica (ovvero il
campo visivo)
Novità della Legge n. 138/2001
La Legge del 3 aprile 2001, n. 138
distingue cinque livelli di
minorazione visiva: ciechi totali,
ciechi parziali, ipovedenti gravi,
ipovedenti medio-gravi e
ipovedenti lievi.

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Anteprima

Cecità e ipovisione

Cecità ipovisione - I concetti di cecità e ipovisione sono definiti dalla Legge n. 138/2001, che rivede la precedente Legge n. 382/1970, prendendo in considerazione, oltre al visus, lo stato della visione periferica (ovvero il campo visivo)

Novità della Legge n. 138/2001

  • La Legge del 3 aprile 2001, n. 138 distingue cinque livelli di minorazione visiva: ciechi totali, ciechi parziali, ipovedenti gravi, ipovedenti medio-gravi e ipovedenti lievi.
  • Solo in tempi recenti le persone ipovedenti hanno acquisito un'identità propria nel riconoscimento di quelle caratteristiche specifiche che li differenziano dai ciechi assoluti. Con gli studi neurofisiologici, iniziati negli anni Sessanta, sull'occhio e sull'area cerebrale deputata ad analizzare e interpretare l'informazione visiva, è emersa la significativa diversità dei processi di sviluppo cognitivo tra ipovedenti e non vedenti ed è stato riconosciuto che un sistema visivo, anche se gravemente danneggiato, ha bisogno di essere valutato nelle sue caratteristiche funzionali e stimolato con appropriati interventi educativi e riabilitativi.

Deficit visivi

  • L'International Classification of Diseases 10 ha stabilito 4 livelli di capacità visiva: visione normale, ipovisione media, ipovisione grave, cecità. Secondo l'OMS, un soggetto è considerato cieco quando l'acuità visiva corretta nell'occhio migliore è inferiore a 1/20, mentre è considerato ipovedente quando essa è compresa tra 3/10 e 1/20.

Accorgimenti per la lettura di un ipovedente

Quali accorgimenti per la lettura di un ipovedente - Per corrispondere alle esigenze percettive e cognitive di una persona ipovedente risulta indispensabile esaminare le caratteristiche individuali della sua funzionalità visiva. L'alunno ipovedente, se in possesso di un adeguato residuo visivo, e di una buona capacità di utilizzarlo, in maniera funzionale, legge e scrive in nero con opportuni accorgimenti e sussidi:

Accorgimenti per la lettura

Quali accorgimenti per la lettura di un ipovedente Uso di caratteri ingranditi e con spessore maggiore (solitamente in stampatello maiuscolo); Sfondo e testo in contrasto cromatico; Quaderni con righe e quadretti evidenziati; Scrittura con pennarello a punta media o fine; Libri a caratteri ingranditi; Sussidi tiflodidattici (videoingranditore, software ingrandenti).

Vantaggi di lavorare in piccolo gruppo

  • In genere le attività che maggiormente corrispondono alle caratteristiche di un bambino con disabilità visiva sono quelle in piccolo gruppo, in cui la chiara attribuzione dei ruoli, la condivisione delle regole, l'organizzazione dei materiali e del setting facilitano la comunicazione e la partecipazione attiva e consapevole di tutti i componenti.

Strategie per un contesto favorevole all'apprendimento

Quali strategie creano un contesto favorevole all'apprendimento ? Le strategie di intervento si concentreranno sull'aiutare le persone a adottare dei comportamenti funzionali a creare un ambiente accogliente e rispettoso per tutti: · Chiamare tutti gli alunni per nome aiuta a capire a chi ci si sta rivolgendo; · Usare il contatto fisico (una mano sulla spalla, un leggero tocco) per segnalare la propria presenza; · Fornire feedback verbali (se scuoti la testa per negare o usi gesti, l'alunno non capisce, dovresti dire la parola «no» O «non sono d'accordo») per stabilire una comunicazione efficace

Strategie di apprendimento

Quali strategie creano un contesto favorevole all'apprendimento ? ► Dare precisi indicazioni verbali che facilitino il ritrovamento di un oggetto («La sedia è alla tua destra»), uno spostamento («Troverai le scale alla fine del corridoio») o la comprensione di una situazione («F. piange perché è caduto»); ► Prestare aiuto se viene richiesto, senza sostituirsi al bambino in difficoltà; ► Non accettare la disabilità come giustificazione di un comportamento socialmente inaccettabile, ma, nello stesso tempo, capire che alcuni comportamenti fanno parte del suo modo di essere

Strumenti didattici autocostruiti

  • La costruzione o l'adattamento in certi casi, dei materiali di insegnamento è prassi frequente in tutta la didattica speciale, ma con la disabilità visiva è un'esigenza quotidiana: gli alunni ciechi e ipovedenti possono svolgere in classe praticamente tutte le attività che fanno i compagni, ma quasi mai allo stesso identico modo.

Comunicazione visiva a scuola

  • A scuola la comunicazione visiva ha un'importanza enorme: pensiamo alle LIM, alla multimedialità, ai documentari di scienze e geografia, ai video di approfondimento in internet, alle animazioni e ai fumetti nelle lingue straniere, ecc. Per molti alunni il canale visivo è fondamentale per sostenere la motivazione e facilitare l'apprendimento e gli insegnanti fanno bene a sfruttarne le potenzialità, ma se in classe c'è un alunno che non vede bisogna attivarsi afinchè quello che è un vantaggio per gli altri non diventi un ostacolo per lui.

Accessibilità e personalizzazione

  • Accessibilità e personalizzazione sono due termini antitetici, anche se strettamente connessi.
  • Un prodotto è accessibile se utilizzabile da tutti senza bisogno di adattamenti particolari, ossia senza personalizzazioni. La progettazione universale non ha un destinatario prefissato e non ha lo scopo di risolvere un problema a qualcuno, bensì di eliminare le possibili barriere prima che si manifestino come tali, indipendente dall'individuo specifico che può essere danneggiato o favorito.

Universal Design

  • L'accessibilità non è un concetto applicabile solo in ambito architettonico o tecnologico-industriale (ad esempio barriere architettoniche, accessibilità siti internet), ma può essere esteso benissimo anche alla scuola. Da alcuni anni si parla sempre più insistentemente di Universal Design for Learning, ossia dell'applicazione dei principi della progettazione universale all'insegnamento

Utilizzare canali multimodali

  • Parlando di disabilità visiva, una strategia strutturalmente inclusiva è, ad esempio, una modalità di comunicazione che sa usare canali sensoriali multipli e sempre sovrabbondanti (non solo visivo, ma anche uditivo e tattile in particolare), privilegiando documenti multimodali.
  • L'accesso a canali sensoriali multipli, ancor più ai documenti multimodali, è possibile solo se sono state sviluppate adeguate capacità linguistiche o tecnologiche.

Significato letterale

  • Alcune proprietà relative alla forma o alla funzionalità di un oggetto possono essere comunicate anche con linguaggio verbale, ma la fruizione richiede la capacità di comprendere non solo il significato letterale del testo ma anche le varie espressioni semantiche che richiamano le forme e gli aspetti nonché il riferimento a metafore, analogie, classificazioni ...

Utilizzo di materiali standard con i ragazzi più grandi

  • Con i ragazzi più grandi, possiamo attingere a materiali standard, resi leggibili o accessibili attraverso l'ingrandimento o un aumento del contrasto per gli ipovedenti, oppure trasformando in rilievo con apposite tecniche i tratti del disegno stampato che, a parte l'ingrandimento globale e l'ispessimento del tratto grafico, può essere in certi casi anche lo stesso che hanno i compagni nel libro

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