Evoluzione Storica e Significato della Psicomotricità
Roberto Carlo Russo, Franco Boscaini
2015
Questa relazione si basa in parte sulla pubblicazione del 2001 frutto
di un approfondito studio fatto da Franco Boscaini sulla genesi della
Psicomotricità
Perché Storia della Psicomotricità
Conoscerla per la ricerca di un passato signficativo per:
- riflettere sui cambiamenti scientifico-culturali che
hanno modificato nel tempo le conoscenze e le tecniche
di valutazione e di intervento esistenti
- individuare i personaggi che hanno contribuito al
cambiamento con il loro pensiero e le loro iniziative
- Questo, tanto più se si considera la molteplicità di espressioni chiare,
parziali e contradditorie sui termini inerenti la questione del rapporto
mente-corpo
Storia della Psicomotricità
è un'evoluzione significativa sull'approccio al corpo come spazio
psichico che segue tappe ben precise, progressive e necessarie per
arrivare a un suo riconoscimento istituzionale:
- Un'idea
- Una disciplina
- Una professione
- Una scienza
Precursori
Griesinger W. (1844), Spielmann J. (1855), Muller O. (1863),
Meynert T. (1869)
Hanno usato il termine psicomotricità a diverso titolo, ma non
con uno specifico significato.
Brissaud E. (1903), Meige M. (1903), Wernicke (1900)
Iniziano ad usare il termine con maggiore frequenza in rapporto
a diverse situazioni o funzioni.
Uso del Termine con Significato Specifico
Dupré E. (1907)
Studiando diversi casi con problematiche motorie ha
identificato la sindrome Debilité Motrice nella quale
il
deficit
motorio era caratterizzato da ritardo
maturativo, disturbo della coordinazione, eccesso di
sincinesie e ritardo mentale, sindrome ritenuta effetto
di una disfunzione della via piramidale. Dupré ha
escluso una lesione neurologica quanto piuttosto
un'immaturità neuromotoria e ipotizzato un stretta
interdipendenza tra motricità, affettività e intelligenza.
Dupré Fondatore della Psicomotricità
Con Dupré viene superato il modello anatomico-funzionale,
risultato carente, per comprendere a fondo i reali problemi
della fenomenologia patologica e delle disfunzioni evolutive.
Tuttavia permane, ancora per diversi anni e a seconda degli autori, la
ambiguità nelle diverse accezioni di psicomotricità con prevalenza a
volte del neurologico e altre dello psichico.
Collin A. (1914)
In Le développement de l'enfant descrive la Sindrome infantile
normale psiconeuromuscolare e sostiene che il disturbo sia
sostenuto da una disfunzione e non da una lesione.
Gli studi di Dupré e Collin evidenziano uno stretto legame tra le
patologie motorie cognitive e relazionali e considerano diverse
patologie che definiranno psicomotorie, frutto di una carenza di
sviluppo funzionale.
Dupré presenta in due congressi (1910 e 1912) le sue ricerche e
convalida il termine psicomotorio fondato in particolare su due
patologie rappresentative
e
caratterizzanti
il
principio
psicomotorio: la Debilità Motoria e la Instabilità Psicomotoria.
Wallon H. (1925 e seguenti)
Dà al movimento valore tonico-emozionale introducendo
la comunicazione del dialogo-tonico: il movimento e le
posture
traducono
significati
emotivo-affettivi.
«Il
movimento è prima di tutto l'unica espressione ed il primo
strumento dello psichismo». Wallon associa alla motricità
l'aspetto psicologico, aggiungendolo all'aspetto motorio e
neurologico.
Il corpo diventa strumento di relazione.
L'impostazione dell'autore supera definitivamente la
visione meccanicistica: il movimento è relazione.
Heuyer G. (1931)
conferma il concetto di psicomotricità proposto da
Dupré e usa il termine psicomotricità confermando
la stretta correlazione tra la motricità, l'intelligenza
e l'affettività.
«Alcuni disturbi mentali ed alcuni disturbi motori sono in
rapporto così stretto fra loro e hanno somiglianze così
evidenti da costituire delle vere coppie psicomotorie»
Piaget J. (1936 e seguenti)
Studia in modo approfondito l'area cognitiva con la ricerca
psicogenetica del rapporto tra motricità e intelligenza,
dimostra la priorità dell'azione sul verbale nella strutturazione
della personalità.
Per l'autore l'intelligenza deriva dall'attività senso-motoria,
l'intelligenza senso-motoria organizza la comprensione e la
rappresentazione
del
reale
tramite
i
due
processi
complementari: l'assimilazione e l'accomodamento.
Apporti Scientifici alla Psicomotricità
Apporti di diverse discipline creano il supporto
scientifico per la psicomotricità
- Neurologia (Wernicke, Broca, Monakof)
- Neurofisiologia (Sherington, Jackson)
- Neuropsichiatria infantile (Collin, Dupré)
- Pediatria (Spitz, Gesell)
- Psicologia (Wallon, Piaget, Zazzo)
- Pedagogia (Montessori, Duncan, Popard)
L'apporto di queste scienze supera il dualismo corpo-mente, pur
permanendo in questo periodo 1900-1940 il dominio della
neurologia, ma ora con la partecipazione della psicologia e della
psichiatria. Si concretizza in questo periodo il trattamento rieducativo
motorio e psicologico.
Specificità Psicomotoria
Viene acquisita dalla produzione scientifica di due
psicologi
capostipiti
della
psicomotricità
più
rappresentativa : Wallon e Piaget
- Dupré
è il fondatore del principio psicomotorio
- Wallon
sviluppa l'aspetto
emotivo-affettivo del corpo che viene integrato nella
psicomotricità
- Piaget
arricchisce l'aspetto cognitivo del corpo che pure viene
integrato nella psicomotricità
Principi Fondamentali della Psicomotricità
Inizia a presentarsi da parte di diversi autori la necessità
di definire le caratteristiche della
psicomotricità.
Vengono riconosciuti tre principi fondamentali e fondanti
la psicomotricità
- Esame psicomotorio
- Il corpo come fonte espressiva delle modalità
d'essere e di conoscenza
- La relazione bambino-terapista
Contributi di Psicomotricità e Test Psicomotori
- Gesell A. (1929) pubblica il Test sullo sviluppo psicomotorio da 1 mese ai 6 anni,
articolato in una serie di prove che indagano i settori: motricità, linguaggio,
gioco, comportamento, emotività.
- Binet A. e Simon T. (1905-1911) strutturano un test d'intelligenza applicata dai
5 ai14 anni con 54 reattivi che indagano: conoscenza del sé corporeo, linguaggio,
comprensione, conteggio, confronto, definizione, logica. Il test non indaga le
competenze motorie.
- Terman L.M. (1917) rivede la Scala di Binet-Simon, apporta alcune modifiche,
contiene 51 reattivi, modifica alcune posizioni degli items, standardizza il test su
2300 bambini dai 5 ai 18 anni e introduce il quoziente d'intelligenza.
- Kuhlmann (1922) costruisce un test dall'età dei 3 mesi ai 24 mesi, sugli aspetti
neuromotori dell'equilibrio, della coordinazione generale e oculomotoria, e del
rapporto con gli stimoli ambientali.
Scale e Test Psicomotori
- Oseretzky (1923) pubblica una scala motoria dai 4 ai 16 anni. La scala viene
riveduta nel 1925 e nel 1931, va da 4 ai 16 anni e introduce il primo concetto
di sviluppo psicomotorio per queste fasce d'età. La Scala studia l'evoluzione di
sei prove che indagano: equilibrio, fine motricità, motricità grossolana, grafia,
e linguaggio.
- Descoeudres A. (1930) studia prevalentemente l'aspetto linguistico.
- Terman L.M., Merril M. (1937) realizzano una ulteriore revisione della
Scala Binet-Simon, più estesa e più precisa
- Schilder P. (1934) pubblica Immagine di sé e Schema corporeo, dove lo
Schema Corporeo è l'entità biologica, comune a tutti gli individui, che
realizza la possibilità di conoscenza e organizzazione funzionale del corpo,
mentre definisce l'Immagine Corporea il vissuto del Sé corporeo specifico di
ogni individuo. L'autore sostiene l'indivisibilità tra schema e immagine,
pertanto propone il riconoscimento della sintesi effettiva tra corpo fisico e
corpo psicologico. L'autore introduce anche il concetto di modifica dello
schema corporeo in rapporto alle attività svolte dalla persona nel suo rapporto
con l'ambiente.
Sviluppi e Contributi alla Psicomotricità
- Guilmain E. (1935) Direttore di una scuola speciale per bambini e ragazzi con
problematiche relazionali, applica la psicomotricità sia per la valutazione che
per l'intervento pratico. Nel 1940 pubblica una rielaborazione della Scala di
Oseretzky che estende dal secondo anno all'adolescenza con modifiche di
diverse prove ritenute troppo difficili in rapporto alla fascia d'età considerata.
I settori d'indagine sono: equilibrio, coordinazione generale, coordinazione
oculo-manuale, caratteristiche del movimento. Rivede il test nel 1948 (Tests
Moteurs et tests psychomoteurs).
- Heuyer nel 1948 diventa titolare della prima cattedra di psichiatria infantile
e stimola l'organizzazione di metodi riabilitativi per bambini in particolare
per i disturbi affettivi e sociali. Disturbi emotivo-affettivi, carenze di
socializzazione, instabilità e apatie introducono la categoria dei disturbi del
carattere.
- Spitz R. (1945) Importanti gli studi sui primi organizzatori della vita affettiva
e gli effetti delle carenze affettive nei primi due anni di vita.
- Sivadon P. (1947) affronta il problema dei malati mentali e ritiene molto
importante la Rieducazione Psicomotoria per il miglioramento dei disturbi e
per un più valido sviluppo della personalità.
Equipe Riabilitativa e Terapia Psicomotoria
- Ajuriaguerra J. (1947) costituisce la prima equipe riabilitativa
infantile con Diatkine R., Cahen M., Zazzo R., Borel-Masonny S.,
Soubiran G.B. e un gruppo di riabilitatori che in seguito
svilupperanno la psicomotricità. Ajuriaguerra integra le conoscenze
neurologiche con quelle psicologiche e valorizza gli studi di Wallon,
Piaget e Freud.
Inizia la comprensione dei disturbi in un ottica evolutiva
psicomotoria e l'affronto terapeutico con la medesima modalità .
Importanti sono gli studi di questa equipe sulla Debilità Motoria, sui
disturbi del movimento, sul processo di lateralizzazione e sulle
relative influenze nello sviluppo emotivo-affettivo, cognitivo e
relazionale.
nasce la Terapia Psicomotoria
Contributi e Precursori dell'Intervento Psicomotorio
- Soubiran G.B. (1957) imposta il suo esame psicomotorio, sintesi tra
neurologia e psicologia.
- Zazzo R. (1948) Immagine del corpo e coscienza di sé. Manuale per l'esame
psicologico del bambino (1975)
- Brunet O. (1948) Scala di sviluppo 0-5 anni.
- Brunet O. e Lezine I. (1951) rivedono la Scala di sviluppo 0-5 anni di
Brunet.
- Diatkine R. (1951) studia le balbuzie e le sindromi ticcose e ne riconosce la
genesi psicogena commista ad atri sintomi psicomotori.
- Lang J.L. (1955) affronta lo stesso studio di Diatkine arrivando al medesimo
risultato.
- Le Boulch J. (1960) Propone per tutti i bambini la psicocinetica che
rappresenta il precursore dell'educazione e rieducazione psicomotoria ..
- Pick L. e Vayer P. (1961) fanno parte anch'essi dei precursori dell'intervento
educativo e riabilitativo psicomotorio