L'Italia dalla Sinistra storica alla crisi di fine secolo, Presentazione

Slide da Hub Scuola su L'Italia dalla Sinistra storica alla crisi di fine secolo. La Pdf esplora il periodo della Sinistra storica, analizzando il declino della Destra e i provvedimenti di Depretis, come l'abolizione della tassa sul macinato e la riforma scolastica, per la materia Storia, adatta alla Scuola superiore.

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17 pagine

L'Italia dalla Sinistra storica
alla crisi di fine secolo
L'ITALIA DALLA SINISTRA STORICA ALLA CRISI DI FINE SECOLO
Dopo aver governato per quindici anni il neonato Regno
d'Italia, la Destra storica inizia ad apparire incapace di
portare il paese verso la modernità: continuano ad affliggerlo
analfabetismo, povertà e arretratezza economica.
Le elezioni esprimono la voglia di cambiamento: nel 1876 va
al governo la Sinistra storica, con Agostino Depretis.
LA SINISTRA STORICA

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Anteprima

L'Italia dalla Sinistra storica alla crisi di fine secolo

La Sinistra storica

Dopo aver governato per quindici anni il neonato Regno d'Italia, la Destra storica inizia ad apparire incapace di portare il paese verso la modernità: continuano ad affliggerlo analfabetismo, povertà e arretratezza economica.

Le elezioni esprimono la voglia di cambiamento: nel 1876 va al governo la Sinistra storica, con Agostino Depretis.

Depretis resta presidente del Consiglio fino al 1887, per ben otto mandati: la sua politica si basa su posizioni moderate e flessibili, in modo da trovare appoggio anche a destra, secondo una prassi passata alla storia con il nome di trasformismo.

Le maggioranze variabili creano uno schieramento centrista e aprono spazi per la corruzione e l'opportunismo politico.

Provvedimenti della Sinistra storica

  • abolizione della tassa sul macinato;
  • alleggerimento della pressione fiscale;
  • riforma scolastica: obbligo di istruzione per tutti i bambini dai 6 ai 9 anni (legge Coppino, 1877);
  • decentramento amministrativo;
  • revisione della legge elettorale con estensione del diritto di voto;
  • politica economica protezionista, con l'introduzione di dazi, e interventista, con sovvenzioni statali che avviano l'industrializzazione del Nord;
  • adesione alla Triplice alleanza e inizio dell'espansione coloniale.

Politica estera di Depretis

In politica estera Depretis decide, soprattutto a causa delle tensioni commerciali con la Francia, di avvicinarsi alla Germania e all'Impero austro-ungarico, aderendo alla Triplice alleanza nel 1882.

In contemporanea all'avvicinamento alle potenze europee, iniziano le prime spedizioni coloniali in Africa.

L'occupazione di alcuni porti in Eritrea suscita la reazione della vicina Etiopia, che infligge all'Italia una pesante sconfitta militare a Dogali nel 1887.

I governi Crispi e il primo governo Giolitti

Nell 1887, alla morte di Depretis, va al governo un ex garibaldino e repubblicano: Francesco Crispi.

Ispirandosi a Bismarck, si fa promotore di un'idea autoritaria della politica, che al rafforzamento dell'esecutivo associa la dura repressione delle opposizioni.

Iniziative di Crispi

Tra le prime iniziative di Crispi ci sono la riforma degli enti locali, l'approvazione di un nuovo codice penale (codice Zanardelli, che prevede l'abolizione della pena di morte) e alcune leggi sulla pubblica sicurezza che assegnano ampi poteri alle forze dell'ordine.

Insieme all'industrializzazione si rafforza il movimento operaio, e nel 1892 viene fondato a Genova il Partito socialista italiano (PSI), tra i principali oppositori di Crispi.

Nello stesso periodo nascono anche le prime Camere del lavoro.

Primo governo Giolitti

Negli anni 1892-1893 la questione sociale conosce una svolta con il primo governo di Giovanni Giolitti, moderato e promotore di prudenti riforme democratiche.

Il cambio di passo rispetto a Crispi è evidente: l'impresa coloniale viene abbandonata e si cerca di rispondere alle proteste dei lavoratori senza ricorrere alla forza.

Il risentimento nazionalista contro la Francia, riacceso dal massacro di Aigues-Mortes, fa tuttavia crollare la popolarità di Giolitti.

Il colpo definitivo è dato dallo scandalo della Banca romana: accusato di aver usato fondi illeciti, il Primo ministro si dimette nel 1893.

Lo sostituisce Crispi, che torna al potere con rinnovato autoritarismo.

Repressione di Crispi

Di fronte alle proteste dei contadini siciliani, organizzate nel movimento dei Fasci dei lavoratori, Crispi invia l'esercito.

Risponde in modo simile anche agli scioperi in altre zone.

1893-'94 IL MOVIMENTO DEI FASCI SICILIANI DEI LAVORATORI LE STRAGI DI CRISPI E DI MORRA BI LAVRIANO CALTAVUTURO-204/93-3 MORTI 50 FERITI GIBELLINA - 1/1/94-20MORTI, FERITI CATENANUOVA- 2/5/93- FERITI BELMONTE-2/1/3+ 2 MORTI GIARDINELLO - 10/12/93-11 MORTI, FERIT MARINEO-3/1/94 18 MORTI MONREALE - 17/12/93-FERITI MAZZARA-3/1/94- FERITI LERCARA - 25/12/93-11 MORTI, FERITI SANTACATERINA - 5/1/94-13 MORTI, FERI PIETRAPERZIA-1/1/94-8 MORTI 15 FERITI LA REPRESSIONE . LE PROVOCAZIONI, L'ISOLAMENTO FECERO DECADERE IL MOVIMENTO. RIMASE PERO FORTE NELLE MASSE SICILIANE L'ESPERIENZA DI QUELLA LOTTA. IL MOVIMENTO DEI FASCI E LE LOTTE OPERAIE DEL 98 A MILANO FERMARONO LA REAZIONE SICARI DEGLI AGRARI PROVOCANO | MASSACRI BİLLİ POPOLAZIONI ITALIANA DAL PROGRAMMA DEI FASCI BARBATO AN GIUDI SANZIONE LEGALE DE PATTI NON HO PREDICAT COLONICI DI CORLEONE ESPROPRIO DEI LATIFONDI MINIMO SALARIALE E L'ODIO AGLI UOMINI LA GUERRA AL SISTEM I CONTADINI MASSIMO DELLE ORE DI LAVORO AFFITTANZA COLLETTIVA DELLE TERRE INCOLTE - CONTRIBUTO ANNUO DI 20 MILIONI HANNO ACQUISTATO LA COSCIENZA DI ESSERE < DELLO STATO ALLA SICILIA PER OPERE VOMINI PUBBLICHE PALERMO MAGGIO 1894 -4L PROCESSO AGRARI DI CORLEONE, DOPO &# GIOMMI BI SCIUPEAD, SOME 48STRETTI AD ACCETTARE BELL'ANTEPARTE ELA RIPAR META AI DIRIGENTI DEI FASCI

A metà degli anni Novanta anche la politica coloniale viene rilanciata: dopo un nuovo scontro con le truppe etiopi e una nuova disfatta (battaglia di Adua, 1896), Crispi è costretto a dimettersi definitivamente.

La crisi di fine secolo

I governi che succedono a Crispi affrontano la crisi sociale seguendo la sua politica repressiva.

Politicamente sostengono il rafforzamento della monarchia a discapito del potere del Parlamento.

Eventi della crisi di fine secolo

Nel 1898 a Milano il generale Bava Beccaris risponde a una manifestazione sparando sulla folla.

Gli organizzatori - tra cui alcuni deputati socialisti come Andrea Costa o Filippo Turati - vengono inoltre arrestati, e vengono proposte ulteriori misure restrittive della libertà di associazione.

Lasciano intravedere un'uscita dalla crisi di fine secolo le elezioni del 1900, che premiano la coalizione di centrosinistra. Nasce un governo istituzionale guidato da Saracco, che entra in crisi poco dopo in seguito all'assassinio del re Umberto I da parte dell'anarchico Gaetano Bresci (29 luglio 1900).

La reazione moderata, tuttavia, non apre le porte a una nuova ondata reazionaria ma alla liberale età giolittiana.

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