Patologia Sistematica IV: Modulo Endocrinologia e acromegalia

Documento di Patologia Sistematica IV su Endocrinologia e acromegalia. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Biologia, approfondisce diagnosi e terapie dell'acromegalia, inclusi criteri diagnostici, limiti della curva da carico orale di glucosio e importanza dell'IGF1.

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39 pagine

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Patologia Sistematica IV Modulo Endocrinologia - Lezione 01
27/09/2022
Sbobinatore 1: Rossella Agueli Controsbobinatore 1: Costanza Giordano
Sbobinatore 2: Sofia Amodeo Controsbobinatore 2: Andreia Adomnicai
Sbobinatore 3:Miriam Fiorenza Controsbobinatore 3: Sara Bondì
Sbobinatore 4: Lorenzo Spaziani Controsbobinatore 4: Simona Bologna
Docente: Valentina Guarnotta
Sommario
Paragrafo 1: Introduzione ............................................................................................................................. 2
Paragrafo 2: Gli ormoni ............................................................................................................................... 2
Paragrafo 3: Ipotalamo e ipofisi ................................................................................................................... 3
Paragrafo 3.1: Localizzazione e vascolarizzazione ipotalamo e ipofisi ...................................................... 3
Paragrafo 3.2: Ormoni ipotalamici ........................................................................................................... 4
Paragrafo 3.3: Neuroipofisi e ormoni prodotti .......................................................................................... 5
Paragrafo 3.4: Adenoipofisi e ormoni prodotti .......................................................................................... 5
ACTH .................................................................................................................................................. 6
GH ....................................................................................................................................................... 6
PRL ..................................................................................................................................................... 7
TSH ..................................................................................................................................................... 7
FSH e LH............................................................................................................................................. 7
Paragrafo 3.5: Distribuzione delle cellule endocrine a livello ipofisario .................................................... 7
Paragrafo 4: Patologie ipofisarie............................................................................................................... 8
Paragrafo 4.1: Patologie ipofisarie non neoplastiche ............................................................................. 8
Paragrafo 4.2: Patologie ipofisarie neoplastiche .................................................................................... 8
Paragrafo 5: L’ipopituitarismo ................................................................................................................. 9
Paragrafo 5.1: Sospetto di ipopituitarismo……………………………………………………………….11
Paragrafo 5.2: Sintomatologia…………………………………………………………………………...12
Paragrafo 5.3: Esami di laboratorio……………………………………………………………………...13
Paragrafo 5.4: Diagnosi………………………………………………………………………………….14
Paragrafo 5.5: Terapia…………………………………………………………………………………...15
Paragrafo 6: Adenomi ipofisari………………………………………………………………………….18
Paragrafo 6.1: Adenomi non secernenti………………………………………………………………...19
Paragrafo 7: Adenomi secernenti…………………………………………………………………………..20
Paragrafo 7.1: Asse lattotropo………………………………………………………………………….20
2
Paragrafo 7.2: Cause fisiologiche e patologiche legate all'iperprolattinemia………………………….21
Paragrafo 7.3: Segni e sintomi associati all'aumento della PRL………………………………………. 22
Paragrafo 7.4: Diagnosi……………………………………………………………………………... 23
Paragrafo 7.5: Terapia…………………………………………………………………………………. 24
Paragrafo 8: Acromegalia………………………………………………………………………………… 26
Paragrafo 8.1: Patologie associate alla secrezione di GH…………………………………………….... 26
Paragrafo 8.2: Alterazioni sistemiche in un pz acromegalico…………………………………………..27
Paragrafo 8.3: Epidemiologia dell'acromegalia…………………………………………………………28
Paragrafo 8.4: Azione del GH sul metabolismo………………………………………………………...28
Paragrafo 8.5: Segni e sintomi di compromissione sistemica in pz acromegalici………………………29
Paragrafo 8.6: Diagnosi relativa a pz acromegalico……………………………………………………..31
Paragrafo 8.7: Approcci terapeutici……………………………………………………………………..33
Paragrafo 8.8: Terapia medica………………………………………………………………………….. 34
Paragrafo 9: Malattia di Cushing…………………………………………………………………………...35
Paragrafo 9.1: Segni clinici……………………………………………………………………………....37
Paragrafo 9.2: Diagnosi………………………………………………………………………………… 37
Paragrafo 9.3: Terapia……………………………………………………………………………….. 38
Paragrafo 1: Introduzione
L’endocrinologia deve la sua nascita a Claude Bernard, uno dei primi a descrivere un
sistema di secrezione endocrino, secondo il quale la liberazione di alcune molecole
all’interno dell’organismo, rilasciate nel sistema ematico, facesse che quelle stesse
andassero ad agire su organi lontani chiamati bersaglio.
Paragrafo 2: Gli ormoni
Gli ormoni sono messaggeri chimici che trasmettono segnali da una cellula a un’altra in modo da regolare
varie funzioni all’interno di altri tessuti e organi, tra cui il metabolismo; sono prodotti da ghiandole endocrine,
che li rilasciano nei liquidi corporei.
Possono essere distinti in tre categorie:
1. ormoni endocrini, rilasciati dalla cellula endocrina, sono secreti nel circolo sanguigno, tramite il quale
vengono trasportati per raggiungere i tessuti bersaglio, in particolare la cellula bersaglio, andandosi a
legare al recettore;
2. ormoni paracrini, rilasciati nello spazio extra cellulare, quindi raggiungono il tessuto bersaglio tramite
il liquido extra-cellulare (la cellula paracrina si trova nelle vicinanze della cellula bersaglio);
3. ormoni autocrini, hanno come tessuto bersaglio la stessa cellula che li ha secreti;

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Introduzione all'Endocrinologia

Patologia Sistematica IV - Modulo Endocrinologia - Lezione 01 -
27/09/2022
Sbobinatore 1: Rossella Agueli
Controsbobinatore 1: Costanza Giordano
Sbobinatore 2: Sofia Amodeo
Controsbobinatore 2: Andreia Adomnicai
Sbobinatore 3:Miriam Fiorenza
Controsbobinatore 3: Sara Bondì
Sbobinatore 4: Lorenzo Spaziani
Controsbobinatore 4: Simona Bologna
Docente: Valentina Guarnotta

Sommario della Lezione

Sommario
Paragrafo 1: Introduzione
2
Paragrafo 2: Gli ormoni
2
Paragrafo 3: Ipotalamo e ipofisi
3
Paragrafo 3.1: Localizzazione e vascolarizzazione ipotalamo e ipofisi
3
Paragrafo 3.2: Ormoni ipotalamici
4
Paragrafo 3.3: Neuroipofisi e ormoni prodotti
5
Paragrafo 3.4: Adenoipofisi e ormoni prodotti
5
ACTH
6
GH
6
PRL
7
TSH
7
FSH e LH.
7
Paragrafo 3.5: Distribuzione delle cellule endocrine a livello ipofisario
7
Paragrafo 4: Patologie ipofisario.
8
Paragrafo 4.1: Patologie ipofisario non neoplastiche
8
Paragrafo 4.2: Patologie ipofisario neoplastiche
8
Paragrafo 5: L'ipopituitarismo
9
Paragrafo 5.1: Sospetto di ipopituitarismo.
11
Paragrafo 5.2: Sintomatologia
12
Paragrafo 5.3: Esami di laboratorio
13
Paragrafo 5.4: Diagnosi
14
Paragrafo 5.5: Terapia.
15
Paragrafo 6: Adenomi ipofisari
18
Paragrafo 6.1: Adenomi non secernenti.
19
Paragrafo 7: Adenomi secernenti.
20
Paragrafo 7.1: Asse lattotropo.
20
1Paragrafo 7.2: Cause fisiologiche e patologiche legate all'iperprolattinemia.
21
Paragrafo 7.3: Segni e sintomi associati all'aumento della PRL.
22
Paragrafo 7.4: Diagnosi.
23
Paragrafo 7.5: Terapia.
24
Paragrafo 8: Acromegalia.
Paragrafo 8.1: Patologie associate alla secrezione di GH.
26
Paragrafo 8.2: Alterazioni sistemiche in un pz acromegalico.
Paragrafo 8.3: Epidemiologia dell'acromegalia.
27
28
Paragrafo 8.4: Azione del GH sul metabolismo.
28
Paragrafo 8.5: Segni e sintomi di compromissione sistemica in pz acromegalici ..
.29
Paragrafo 8.6: Diagnosi relativa a pz acromegalico
31
Paragrafo 8.7: Approcci terapeutici.
33
Paragrafo 8.8: Terapia medica.
34
Paragrafo 9: Malattia di Cushing.
35
Paragrafo 9.1: Segni clinici.
37
Paragrafo 9.2: Diagnosi.
37
Paragrafo 9.3: Terapia.
38

Introduzione all'Endocrinologia di Claude Bernard

Paragrafo 1: Introduzione
L'endocrinologia deve la sua nascita a Claude Bernard, uno dei primi a descrivere un
sistema di secrezione endocrino, secondo il quale la liberazione di alcune molecole
all'interno dell'organismo, rilasciate nel sistema ematico, facesse sì che quelle stesse
andassero ad agire su organi lontani chiamati bersaglio.

Gli Ormoni

Definizione e Funzioni degli Ormoni

Paragrafo 2: Gli ormoni
Gli ormoni sono messaggeri chimici che trasmettono segnali da una cellula a un'altra in modo da regolare
varie funzioni all'interno di altri tessuti e organi, tra cui il metabolismo; sono prodotti da ghiandole endocrine,
che li rilasciano nei liquidi corporei.

Classificazione degli Ormoni

Possono essere distinti in tre categorie:

  1. ormoni endocrini, rilasciati dalla cellula endocrina, sono secreti nel circolo sanguigno, tramite il quale
    vengono trasportati per raggiungere i tessuti bersaglio, in particolare la cellula bersaglio, andandosi a
    legare al recettore;
  2. ormoni paracrini, rilasciati nello spazio extra cellulare, quindi raggiungono il tessuto bersaglio tramite
    il liquido extra-cellulare (la cellula paracrina si trova nelle vicinanze della cellula bersaglio);
  3. ormoni autocrini, hanno come tessuto bersaglio la stessa cellula che li ha secreti;

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26Ogni ormone svolge azioni differenti, azioni multiple e ogni funzione ormonale può avere a sua volta una
regolazione da parte di altri ormoni.

Classificazione Chimica degli Ormoni

Gli ormoni vengono classificati in relazione alla propria struttura chimica in varie categorie:

  • ormoni proteici, che comprendono peptidi e polipeptidi, tra questi i più significativi sono rappresentati
    dall'ACTH, dalla vasopressina, dalla calcitonina;
  • ormoni glicoproteici, che comprendono gli ormoni ipofisarioH, LH, TSH;
  • ormoni steroidei, rappresentati dall'aldosterone, dal cortisolo, dal diidrotestosterone, dall'estradiolo,
    dal progesterone, dalla vitamina D (1,25-diidrossicolecalciferolo);
  • ormoni derivati da amminoacidi, come la serotonina, la melatonina, l'adrenalina, la dopamina, la
    noradrenalina;
  • ormoni derivati da acidi grassi polinsaturi come le prostaglandine, i trombossani e i leucotrieni;

Meccanismi di Comunicazione Cellulare

Per comunicare tra loro, le cellule, possono servirsi di diversi meccanismi. Le comunicazioni infatti possono
avvenire attraverso:

  • le giunzioni strette, che sono delle strutture proteiche che permettono la trasmissione del messaggio
    da cellula a cellula, dove la sede di trasmissione è locale. La loro specificità dipende proprio dalla
    localizzazione anatomica, nel senso che non c'è un recettore che fa da tramite, ma per far sì che ciò
    avvenga, le due cellule devono essere poste nella stessa sede anatomica, appunto a contatto tra loro;
  • le sinapsi, dove la trasmissione del messaggio avviene tramite la fessura sinaptica, la trasmissione è
    locale e la specificità è data dalla localizzazione anatomica e dalla presenza di recettori;
  • comunicazione tra cellule di tipo paracrino, dove la trasmissione del messaggio avviene tramite il
    liquido interstiziale, la sede della trasmissione è localmente diffusa (in quanto nelle vicinanze di dove
    viene secreto l'ormone), il tipo di comunicazione avviene attraverso il recettore;
  • comunicazione tra cellule di tipo endocrino, dove l'ormone viene rilasciato nel liquido circolante, ha
    un'azione generale e tramite il recettore può svolgere la sua azione;

Ipotalamo e Ipofisi

Ruolo e Regolazione di Ipotalamo e Ipofisi

Paragrafo 3: Ipotalamo e ipofisi
L'ipotalamo e l'ipofisi sono sicuramente due organi fondamentali per quanto riguarda la regolazione ormonale,
costituenti un'unità, in quanto l'ipofisi è strettamente regolata da ormoni di rilascio ipotalamico.
Rappresentano una sorta di centralina, cioè regolano il controllo di numerosi organi endocrini del nostro corpo.
Esercitano una funzione di regolazione su ghiandole quali tiroide, surrene e gonadi, ovvero i principali tessuti
endocrini.
L'ipotalamo è costituito principalmente da cellule nervose secernenti peptidi, amine con ruolo di
neurotrasmettitori, che a loro volta vanno a stimolare la produzione, all'interno delle cellule endocrine e
dell'ipofisi, dei cosiddetti ormoni classici.

Localizzazione e Vascolarizzazione di Ipotalamo e Ipofisi

Paragrafo 3.1: Localizzazione e vascolarizzazione ipotalamo e ipofisi
L'ipofisi si trova alla base del cranio, in particolar modo nella sella turcica dello sfenoide e si divide in due
porzioni: l'ipofisi anteriore o adenoipofisi e l'ipofisi posteriore o neuroipofisi, diverse anche per quanto
riguarda l'istologia. L'ipotalamo invece fa parte del sistema nervoso in quanto è parte dell'encefalo (N.d.s.
dalla sbobina dell'anno scorso: risiede nella parte ventrale dell'encefalo e comunica con l'ipofisi tramite la
costituzione di un peduncolo definito sostanzialmente dall'unione dei due lobi).

Sistema Portale Ipofisario

3Dal punto di vista della vascolarizzazione, l'adenoipofisi riceve il sangue dalle arterie ipofisario anteriori,
quindi dalla carotide interna, che formano una rete di capillari che defluisce nelle vene portali lunghe che
scendono lungo il peduncolo ipofisario e, raggiunta la pars distalis adenoipofisario, costituiscono una seconda
rete di capillari (plesso capillare secondario) che sfocia in strutture venose che costituiscono il cosiddetto
circolo portale. Il sistema portale ipofisario ha un suo ruolo importante in quanto è quello che consente agli
ormoni ipotalamici di raggiungere e controllare la funzione ipofisario. Può esistere anche un flusso retrogrado
che dall'ipofisi raggiunge l'ipotalamo ed è quello che consente il cosiddetto meccanismo a feedback diretto
tra gli ormoni ipofisario'ipotalamo.
Questa è un po' una schematizzazione di quanto detto: dai
neuroni ipotalamici vengono rilasciati i cosiddetti fattori di
rilascio ipofisario che attraverso la prima rete di capillari
raggiungono le vene portali lunghe, poi la seconda rete di
capillari e poi il drenaggio verso l'ipofisi.

Ormoni Ipotalamici e Loro Funzioni

Paragrafo 3.2: Ormoni ipotalamici
Gli ormoni ipotalamici sono dei fattori di rilascio con
effetto stimolatorio o inibitorio. In particolar modo
abbiamo:

  • CRH che è il fattore di rilascio per l'ACTH
    ipofisario;
  • GHRH che è il fattore di rilascio per il GH;
  • GnRH che stimola la secrezione sia di LH che di
    FSH;
  • TRH che invece stimola la produzione di TSH;
  • Somatostatina che ha un'azione inibitoria;
  • Dopamina, anch'essa con azione negativa (inibitoria);
  • Altri peptidi, sicuramente di misura inferiore dal punto di vista di quantità prodotta, come oppioidi,
    peptide intestinale vasoattivo (VIP), e la galanina;

GHRH e la Secrezione dell'Ormone della Crescita

Il GHRH come detto, stimola la secrezione dell'ormone della crescita GH. È un peptide di 44 AA, ha
un'emivita di 7 minuti e generalmente ha una funzione fisiologica di stimolo della produzione di GH, ma viene
utilizzato anche dal punto di vista medico, a scopo diagnostico, quando si vuole andare a testare quella che è
la produzione dell'ormone GH a livello ipofisario: poniamo il caso ci sia un soggetto in cui si ha il sospetto
di deficit di GH ipofisario, si utilizza GHRH come test di stimolo, somministrandolo e andando a valutare la
produzione di GH endogeno del paziente in questione.

Somatostatina: Azione Inibitoria e Utilizzo Medico

La somatostatina ha un'azione inibitoria. L'effetto inibitorio più importante è sul rilascio di GH ma agisce
anche su TSH, insulina, glucagone, VIP e secretina. Ha anch'essa un ruolo importante dal punto di vista
medico: è un farmaco utilizzato in tutti quei pazienti che hanno un'aumentata produzione di questi ormoni. Per
esempio, in caso di una formazione che produce in eccesso l'ormone della crescita, oppure TSH o insulina,
somministrando somatostatina, il paziente avrà un effetto ottimale sulla riduzione di questi ormoni. Quindi,
fisiologicamente l'organismo lo produce per regolare la produzione degli ormoni sopracitati, ma può, dal punto
di vista farmacologico, essere utilizzata, quindi somministrata per andare a bloccare una produzione tumorale.
Viene prodotta sia dall'ipotalamo, sia a livello intestinale. Nell'ipotalamo si tratta di un peptide di 14 AA,
mentre a livello intestinale di un peptide di 28 AA.

Dopamina e Controllo della Prolattina

La dopamina ha effetto inibitorio sul rilascio della prolattina, un ormone ipofisario (il controllo ipotalamico
nei confronti della prolattina è principalmente inibitorio; in piccola parte produce anche fattori di rilascio della
Hypothalamic neurons
(releasing-hormone cells
Hypothalamus
Superior
hypophyseal
artery
Axon terminal
Hypophyseal
portal veins
Primary capilary
plexus in median
eminence
Secondary
capillary plexus
in pars distalis
4
Venous drainage
Hypothalamic-Hypophysiotrophic Nuclei
4

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