Documento dall'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna su Antropometria ed Ergonomia (sams) - S. Toselli. Il Pdf, un Appunti di Scienze, esplora la misurazione del corpo umano, la composizione corporea e la variabilità genetica, con tecniche di valutazione come plicometria e BIA, prodotto nel 2019.
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01/10/19 L'antropometria è la scienza che si occupa di misurare il corpo umano nella sua totalità o nelle sue componenti a fini statistici e a supporto dell'antropologia (studio a tutto tondo dell'essere umano). Le misure studiate e le loro variazioni sono determinate da:
Studia la biodiversità fornendo gli strumenti metodologici utili per valutare la variabilità biologica, i fattori di rischio, l'impatto di un intervento (attività fisica, nutrizione, ecc.) e il corretto orientamento sportivo. Questa è una scienza che attraverso l'utilizzo di tecniche standardizzate di misurazione esprime quantitativamente le caratteristiche dimensionali, morfologiche e funzionali dell'essere umano. È una disciplina applicabile in diversi ambiti, tra cui:
L'antropometria valuta misurazioni relative a taglia, struttura (morfologia) e composizione corporea permettendo di effettuare studi sull'accrescimento, sull'invecchiamento e sulla performance, valutazioni sull'influenza dell'esercizio fisico e della nutrizione.
03/10/19 Attraverso le misurazioni corporee dell'uomo è possibile calcolarne la variabilità quantitativa (diversa da quella qualitativa poiché in questa non esistono classi definite; la variabilità è continua come ad esempio l'altezza o il colore della pelle). I caratteri quantitativi sono determinati dal patrimonio genetico ma influenzati dall'ambiente a cui si è sottoposti; la loro espressione è caratterizzata da un sistema poligenico. L'eredità dei caratteri quantitativi è poli fattoriale e poligenica. Studiando i gemelli è possibile determinare l'importanza in termini di peso che genotipo e fenotipo esprimono nell'espressione di un carattere. Il coefficiente di ereditabilità (h2) e di correlazione (r) sono variabili che quantificano quanto un carattere è condizionato da genotipo e fenotipo. La specie umana è polimorfica (differenziazione in tipologia, morfologia e struttura) e politipica (differenziazione tra i gruppi di popolazione). La genetica di popolazione studia le variazioni genetiche della popolazione nel tempo (studia le modificazioni nel tempo delle frequenze alleliche nelle popolazioni). L'unità osservata è la popolazione in quanto gruppo di individui che si possono riprodurre tra loro e che condividono una particolare area geografica. La legge di Hardy e Weinber (1908) studia l'equilibrio di popolazione: una popolazione è in equilibrio (non subisce variazioni) solo in determinate circostanze quali:
In presenza di queste condizioni le frequenze alleliche restano costanti nel corso delle generazioni. Le spinte modificative necessarie a cambiare le frequenze alleliche sono:
Il tasso di mutazione indica la velocità con la quale vari tipi di mutazione avvengono nel tempo.
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Le mutazioni generano nuove varianti genetiche, selezione naturale, drift genetico e flusso genetico modificano la frequenza del mutante. L'accoppiamento non casuale non induce modificazioni nella frequenza allelica ma interferisce con il tasso di variabilità. In conclusione, in una popolazione dimensioni limitate e unioni non casuali tendono a diminuire la variabilità del pool genico, mutazioni, selezione naturale e flussi migratori tendono ad aumentarla.
08/10/2019 La prima fase di una ricerca antropometrica ne concerne la pianificazione. Nella preparazione dell'indagine vengono individuati i campioni, i caratteri e gli strumenti per effettuare le rilevazioni. Il campionamento viene effettuato su una popolazione definita da limiti geografici, legami parentali e analoga sollecitazione; il campione è quindi un sottoinsieme della popolazione che ne riproduce le caratteristiche (campione rappresentativo). L'estrazione del campione è fondamentale per la validità della ricerca; poiché il campione sia rappresentativo dev'essere selezionato secondo un criterio d'estrazione casuale e deve risultare numericamente valido. Sul campione viene effettuata infine un'analisi statistica determinerà l'inferenza della ricerca. I caratteri studiati possono essere qualitativi o quantitativi; in particolare quelli studiati nell'antropometria sono:
Per identificare i caratteri da rilevare è necessario definire i punti di repere; questi possono essere definiti per:
Ogni volta che si definisce una misurazione è necessario definire anche la posizione del soggetto; questa può essere:
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L'utilizzo dei punti di repere e della corretta posizione del soggetto è fondamentale per rilevare misurazioni standardizzate, confrontabili con quelli di altri studi. La scelta della misurazione è orientata in base al tipo di indagine antropometrica in atto. Le misurazioni sono ricondotte a due categorie:
Le misurazioni possono inoltre essere:
In base al segmento corporeo cui si riferiscono possono riguardare discipline quali:
Nelle indagini antropometriche è fondamentale che le misurazioni siano valide e accurate e ottenute attraverso tecniche standardizzate (definite internazionalmente, esempio Congresso internazionale di Ginevra del 1912). Il numero di misurazioni da considerare in un'indagine è variabile e non predeterminabile; queste devono essere semplici, indicative, ripetibili e statiche / dinamiche. Le principali categorie di misure nelle indagini antropometriche sono:
Per costruire una scheda antropometrica è necessario:
Gli strumenti utilizzabili sono:
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L'accuratezza degli strumenti (taratura) ed il loro corretto utilizzo sono di fondamentale importanza. La qualità dei dati antropometrici si basa su:
I dati ottenuti vengono analizzati e confrontati con i valori di riferimento (popolazione di riferimento). Per un rilevatore di dati antropometrici diventa dunque sostanziale:
10/10/2019 La statura è un carattere fondamentalmente utile per definire e valutare una serie di dimensioni antropometriche. È un carattere anatomicamente complesso poiché dato dalla somma di vari segmenti corporei (altezza del piede, lunghezza degli arti inferiori, lunghezza della pelvi, lunghezza della colonna e lunghezza della testa). Per statura s'intende la distanza tra vertex e planta; il vertex è il punto più alto della testa (quando correttamente orientata sul piano di Francoforte). Gli strumenti utilizzati per misurarla sono altimetri, magnimetri e antropometri. La modalità di rilevazione suggerisce che i talloni siano uniti e che le punte dei piedi siano leggermente divaricate (di circa 30°); il soggetto davanti l'altimetro si trova in "attenti ginnico" con il capo orientato secondo il piano di Francoforte. Le rilevazioni effettuate su soggetti supini risulta generalmente maggiore di 0,5-2cm rispetto alle rilevazioni in piedi. Come la maggior parte dei caratteri antropometrici la statura è un carattere ereditario ad ereditarietà poligenica (controllato da circa 423 loci); è inoltre soggetta al fenomeno dell'eterosi (aumento di statura nei figli derivati da incroci tra soggetti geneticamente diversi). La variabilità di questo carattere è dovuta a varie caratteristiche quali:
La statura può variare inoltre in base alle condizioni socioeconomiche, all'alimentazione, al clima, alle aree urbane-rurali, ecc. Il trend secolare individua le variazioni della statura di una popolazione nel corso di un secolo (si è visto come le condizioni generali della vita migliorate abbiano favorito l'aumento staturale). La crescita è un processo che dipende da vari fattori quali:
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