Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Studenti Indipendenti

Documento da Studenti Indipendenti su Sociologia dei processi culturali e comunicativi. Il Pdf, un set di appunti universitari, esplora la nascita del concetto di cultura, le sue componenti e il rapporto tra cultura, società e natura, con focus sui processi di produzione e cambiamento culturale.

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40 pagine

Sociologia dei processi culturali e comunicativi
Sommario
Sociologia dei processi culturali e comunicativi 1
Sommario 1
La nascita del concetto scientifico di “cultura” 3
Un termine familiare 3
L’origine storica e sociale dell’idea di cultura 3
La cultura come insieme complesso 5
L’approccio sociologico alla cultura 5
1.2 Da Parson alla nascita della sociologia della cultura come disciplina 5
Componenti della cultura 7
2.1 Valori 7
2.2 Norme 7
2.3 Credenze 8
2.4 Simboli 8
Dimensioni della cultura 9
3.1 Coerenza 9
3.2 Oggettività/Soggettività 9
3.3 Esplicita/Implicita 10
Natura, cultura, società 11
Cultura e struttura sociale 11
La cultura come bussola 11
1
Variabilità e universalità della cultura: il problema del relativismo 11
La differenziazione culturale nelle società moderne 13
Il pluralismo culturale 13
Culture e subculture 13
Cultura alta, cultura popolare, cultura di massa 14
Cultura e classi 15
4.1 Classe e coscienza di classe per Marx 15
4.2 Classi e ceti secondo Weber: la cultura degli imprenditori capitalisti 16
4.3 Stratificazione sociale e cultura nella ricerca sociologica contemporanea 17
Cultura e generazioni 18
7. Cultura, genere e corpo 20
7.1 Il controllo culturale del corpo: una prospettiva di genere 20
7.2 Il corpo come progetto culturale 21
Società e cultura: come la società influenza la cultura 22
Quattro approcci teorici 22
Ideologia come sistema culturale 23
3. Senso comune come sistema culturale 24
3.1 Forme di classificazione e categorie della mente 25
3.2 Memoria collettiva 25
3.3 Tipizzazioni e routine 25
4. Religione come sistema culturale 26
4.2 Genesi e funzione della religione 27
4.3 La religione nella società moderna 27
Cultura e società: come la cultura influenza l’azione sociale 29
Due approcci teorici 29
I fattori culturali dello sviluppo economico 29
2.1 Il ruolo dell’etica protestante nello sviluppo del capitalismo moderno 29
2.2 Gli effetti della cultura sulla crescita economica: ricerche comparate 30
Le basi culturali della politica 31
Il ruolo dei simboli nel consumo e nella moda 32
4. La dimensione culturale del cibo e dell’alimentazione 33
I processi di produzione, comunicazione e cambiamento culturale 35
La produzione di cultura e le industrie culturali e creative 35
Processi comunicativi 35
2.1 Cultura, comunicazione e linguaggio 35
2.2 La comunicazione interpersonale 36
2.3 La comunicazione di massa e la comunicazione dei nuovi media 36
La socializzazione 37
3.1 La socializzazione nelle società complesse: un processo molteplice e incompiuto 37
3.2 Interazione e condizionamento: modelli a confronto 38
L’istituzionalizzazione e la legittimazione 39
I processi di globalizzazione culturale 40
5.1 Interpretazioni del cambiamento culturale 40
5.2 Globalizzazione e cultura 40
5.3 Acculturazione e culture ibride 40
2

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Sociologia dei processi culturali e comunicativi

STUDENTI
2
INDIPENDENTI

Sommario

Sociologia dei processi culturali e comunicativi
1
Sommario
1
La nascita del concetto scientifico di "cultura"
Un termine familiare
3
L'origine storica e sociale dell'idea di cultura
3
La cultura come insieme complesso
L'approccio sociologico alla cultura
1.2 Da Parson alla nascita della sociologia della cultura come disciplina
Componenti della cultura
2.1 Valori
7
2.2 Norme
7
2.3 Credenze
2.4 Simboli
Dimensioni della cultura
3.1 Coerenza
3.2 Oggettività/Soggettività
9
3.3 Esplicita/Implicita
10
Natura, cultura, società
11
Cultura e struttura sociale
11
La cultura come bussola
11
3
555777889990
5
5
5
7
1Variabilità e universalità della cultura: il problema del relativismo
11
La differenziazione culturale nelle società moderne
Il pluralismo culturale
13
Culture e subculture
13
Cultura alta, cultura popolare, cultura di massa
14
Cultura e classi
15
4.1 Classe e coscienza di classe per Marx
15
4.2 Classi e ceti secondo Weber: la cultura degli imprenditori capitalisti
16
4.3 Stratificazione sociale e cultura nella ricerca sociologica contemporanea
17
Cultura e generazioni
18
7. Cultura, genere e corpo
7.1 Il controllo culturale del corpo: una prospettiva di genere
7.2 Il corpo come progetto culturale
21
Società e cultura: come la società influenza la cultura
Quattro approcci teorici
22
Ideologia come sistema culturale
23
3. Senso comune come sistema culturale
24
3.1 Forme di classificazione e categorie della mente
25
3.2 Memoria collettiva
25
3.3 Tipizzazioni e routine
25
4. Religione come sistema culturale
26
4.2 Genesi e funzione della religione
4.3 La religione nella società moderna
27
Cultura e società: come la cultura influenza l'azione sociale
Due approcci teorici
29
I fattori culturali dello sviluppo economico
29
2.2 Gli effetti della cultura sulla crescita economica: ricerche comparate
30
31
Il ruolo dei simboli nel consumo e nella moda
32
33
I processi di produzione, comunicazione e cambiamento culturale
35
La produzione di cultura e le industrie culturali e creative
35
Processi comunicativi
35
2.1 Cultura, comunicazione e linguaggio
35
2.2 La comunicazione interpersonale
36
2.3 La comunicazione di massa e la comunicazione dei nuovi media
36
La socializzazione
37
3.1 La socializzazione nelle società complesse: un processo molteplice e incompiuto
37
3.2 Interazione e condizionamento: modelli a confronto
38
L'istituzionalizzazione e la legittimazione
39
I processi di globalizzazione culturale
40
5.1 Interpretazioni del cambiamento culturale
40
5.2 Globalizzazione e cultura
40
5.3 Acculturazione e culture ibride
40
2
27
29
2.1 Il ruolo dell'etica protestante nello sviluppo del capitalismo moderno
29
Le basi culturali della politica
4. La dimensione culturale del cibo e dell'alimentazione
13
22
20
20

La nascita del concetto scientifico di "cultura"

Tra la fine dell'Ottocento e l'Inizio del Novecento, il concetto di cultura viene definito con rigore scientifico. Questo
processo inizia all'interno degli studi antropologici per essere ripreso e articolato in modo differente da scuola
sociologiche di primaria importanza.

Un termine familiare

Pochi termini sono familiari come quello di cultura. Cultura e divertimento non sono affatto antitetici come si
pensa, tuttavia la prima assume una connotazione di sobrietà, affinamento interiore e concentrazione mentale.La
cultura è un attributo della persona colta, che ha seguito un percorso di formazione ed educazione individuale,
ma esiste un significato molto diverso di cultura, per certi versi opposto, ossia quello usato quando ci riferiamo a
un'insieme di costumi, procedimenti tecnici e tradizioni che fanno parte di una "cultura regionale". Allo stesso
modo possiamo riferisci a "culture nazionali" o "sovranazionali", o parlare di "cultura operaia", "cultura giovanile" o
"cultura afroamericana. La contraddittorietà di questi due usi del linguaggio comune non risulta immediatamente.
La cultura come elevazione intellettuale e dello spirito da astrazione dai costumi singolari, locali, condizionati dal
contesto storico. La cultura dei dotti ha pretese universali e vale per l'essere umano in generale, mentre la
cultura dei popoli è una cultura radicata e particolare. Le parole hanno un peso in quanto sono cariche di storia. I
significati che oggi accomuniamo alle parole in maniera naturale nel linguaggio comune sono il prodotto di un
lungo processo storico in cui il concetto di cultura è stato prima elaborato in risposta all'emergere di nuovi
problemi, subendo poi uno slittamento di significato sempre in risposta a nuove esigenze ed eventi verificatisi. I
due usi comuni attuali della nozione di cultura si collocano in tappe diverse della medesima evoluzione storica. In
altre parti del mondo la nostra parola cultura potrebbe incontrare delle difficoltà di traduzione poiché le forme
linguistiche sono intrecciate con l'esperienza e con il modo di pensare e variano con le forme di vita di cui sono
espressione. Bisogna avere in mente una considerazione metodologica di fondo e pensare che la cultura non
designa un'essenza universale ma il suo concetto è uno strumento che nasce in relazione con l'esperienza e con
il linguaggio entro un determinato contesto storico-sociale con il compito e la speranza di farci comprendere
qualcosa di noi. Il concetto di cultura appartiene a una sorta di cassetta degli attrezzi degli scienziati sociali che si
è andata costituendo nel tempo, emergendo da una storia più antica. Sarebbe riduttivo e impossibile pensare di
evitare posizioni etnocentriche rifiutando l'uso di questi strumenti. Per evitare l'etnocentrismo non ci sono ricette
ma solo la coscienza critica di chi opera che sa di operare con categorie dell'epoca e della società a cui
appartiene e la disponibilità ad affinarle o metterle in discussione quando si rivelano troppo povere o inadeguate.

L'origine storica e sociale dell'idea di cultura

I due usi del linguaggio comune si riferiscono a due concezioni di cultura:
1.
Concezione umanistica o concezione classica
2.
Concezione antropologica o concezione moderna
La parola cultura ha origine latina, dal verbo colere, usata per indicare il lavoro della terra e utilizzato con un
secondo significato di cultura che si trasferisce in modo figurato dal terreno all'animo umano. Con l'educazione e
la filosofia di può agire sull'animo umano raffinandolo e trasformandolo da incolto a colto. In questo senso
figurato il termine cultura ha contribuito a formare la concezione umanistica che si impone nel 23esimo secolo,
quando entra a far parte del vocabolario illuministico per parlare di cultura delle arti, delle lettere e delle scienze.
L'idea di cultura rispecchia l'universalismo e l'umanesimo dei philosophes. Appartiene all'Uomo ed è associata
all'idea di progresso. Con queste connotazioni ottimistiche, questa nozione si avvicina fino a sovrapporsi a quella
di civiltà e civilizzazione. Nell'Ottocento numerosi intellettuali si fanno ancora paladini dell'ideale classico di
cultura, come sostiene Arnold, scrittore, pedagogo e figura pubblica di rilievo inglese. Per lui la cultura
rappresenta quanto di meglio è pensato e conosciuto nell'arte, nella letteratura e nella filosofia ed è un mezzo
per rendere più umano un mondo minacciato dall'industrializzazione. L'origine della concezione antropologica di
cultura è rintracciabile nel secolo precedente con alcuni pensatori tedeschi come Hender, che hanno
contrapposto a questo universalismo astratto la particolarità e la varietà della cultura di ogni singolo popolo.
Hender afferma la diversità delle culture. La storia non consiste nell'avvento di una ragione astratta e identica
ovunque ma nell'intreccio e contrasto di diverse individualità culturali che costituiscono una comunità specifica,
un Volk, in cui l'umanità esprime sé stessa. Nel XIX secolo i pensatori romantici tedeschi legheranno l'idea di
cultura a quella di nazione. La cultura viene descritta come un insieme omogeneo di tradizioni e conquiste
intellettuali, un patrimonio comune che fonda l'unità della nazione. La storia delle parole e l'evoluzione del
significato dei concetti ci aiuta a comprendere quanto gli strumenti con cui la realtà viene osservata derivino
dall'epoca storica e dal contesto sociale di appartenenza. Anche il concetto scientifico di cultura ha una sua
3storia che inizia quando entrano in campo le varie scienze sociali e si diffonde un nuovo modo di guardare
all'uomo e alla società. Si afferma uno sguardo più neutro, più interessato a descrivere la realtà sociale. Questo
nuovo orientamento risente della stagione dei grandi viaggi a cui avevano dato impulso le imprese coloniali. La
diversità dei costumi e delle abitudini di vita formano un nuovo contenuto della nozione di cultura che dilata i
propri confini. La cultura concerne una collettività e il suo significato diviene descrittivo. La dilatazione dei confini
e la centralità assunta dai costumi rappresentano la smentita della pretesa dell'universalità e dell'unitarietà della
cultura. Non si tratta della negazione dell'unità del genere umano, ma la sfida consiste nel pensare l'unità
dell'umanità attraverso la diversità delle culture. L'antropologia ha cercato di fondare la propria autonomia
disciplinare sul concetto di cultura. E' a Tylor, tra i fondatori dell'antropologia come scienza autonoma, che si
deve la prima definizione del concetto antropologico di cultura.
La cultura è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il
costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro della società.
Si riconosce l'esistenza di una cultura primitiva del tutto trascurata dalla tradizione illuminista. Come per
Durkheim, anche per Tylor il problema era quello di rendere comprensibili fenomeni che, agli occhi degli
occidentali civilizzati di allora, potevano sembrare comportamenti irrazionali e credenze ingenue. Si rendeva
necessario ampliare l'ambito di applicazione del termine cultura per potervi comprendere anche ciò che poteva
sembrare illogico o non religioso. Da questa prima definizione tyloriana si possono enucleare alcuni componenti
della cultura e alcuni suoi caratteri fondamentali. Si possono enucleare tre componenti principali della cultura:
a.
Ciò che gli individui pensano, ossia la religione, la morale e il diritto, quei complessi di norme e
credenze esplicite elaborate in maniera più o meno formalizzata a livello teorico;
b.
Ciò che fanno, ossia i costumi e le abitudini acquisite. Essi rappresentano l'aspetto più innovativo di
questo nuovo concetto. Vengono comprese anche le azioni abitudinarie e tradizionali;
c. I materiali che producono, ossia gli artefatti, i prodotti oggettivati del lavoro umano non più limitati
all'opera d'arte, ma che comprendono oggetti culto o uso quotidiano, ossia la cultura materiale.
L'immagine di cultura che emerge è quella di una totalità sociale omogenea ed organica al suo interno che si
differenzia in rapporto ad altre culture altrettanto omogenee e organiche. L'antropologia ha identificato il proprio
oggetto di studio nelle popolazioni primitive privilegiando quella società in scala ridotta che ruota intorno alla
piazza del villaggio. Hannerz ha riassunto i tipi di processi culturali che vi si svolgono:

  • Si tratta di una società faccia a faccia in cui gli individui interagiscono sempre tra di loro all'interno di un
    ambiente limitato geograficamente. Il flusso comunicativo è continuo, non interrotto da barriere naturali
    e sociali e ognuno commenta le azioni degli altri e dispone dei commenti che gli altri fanno delle proprie;

· Tutti si conoscono a fondo e usano gli stessi linguaggi senza rilevanti innovazioni. Le persone si
somigliano e il corso degli eventi si ripete più o meno sempre uguale a sé stesso creando la convinzione
che siano giuste le stesse cose.
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